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1865
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che gli archivi della republica ebbero a sopportare dopo la sua caduta, nel 1797, nel 1798 e nel 1805, pelle quali molti volumi importantissimi (p. e. l’originale dei Diari di Marino Sanudo, gli Annali scritti dai segretari ecc.) passarono a Parigi, a Vienna, a Milano e tutti R. Brown. 3
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Page 282
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1865
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— 27» — Nome o Titolo Data Documenti dell’ Agente dell’impiego che provano la nomina Gieronimo Malipiero 4482 Farsetti MS. Agostin Foscarini 4483 „ Bortolameo Minio 1485 Vedi Commissioni Originali. Antonio Sanudo 1486 Farsetti MS. Piero Malipiero 1488 Sanuto, Vite dei Dogi, autografo in Bibliot. s. Marco. Andrea Sanudo 1488, 30 Giugno » Nicolò Contarini 1489 Farsetti MS. Giacomo Venier 1490
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1893
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22 9. (1307). Lista delle robe e somme depredate da' Veneziani in Ayazzo. Questa si è la demandason de lo re de Armenia. I. Inprimis, pro baldechinis, de eo quod acceptum fuit illis de Castro regis per galeas Venetorum, deremos.........XVIIIMDXXXV Item acceptum fuit de gaçena regis predictas galeas Yenetorum, baliste a pectore, deremos . C Item baliste de cornu ij, deremos ... L Item arcus unus a sagittis, deremos . . XV Item fraxetti ij de bocaranno, deremos. . XL Item fraxetus i de coton, deremos . . XX1 Item fraxetti iij de canevaca, deremos . . XLV Item sopraensegna i, deremos . . . XV Item curage v, de canevaca, deremos . . CL Item pangere v, deremos .... CC Item piloni ivm, deremos .... CCCCLX Summa: deremi MXCV Item solvit rex Andree Sañudo et Paolo Mau-roceni propter moram galearum predictarum tribus diebus et pro ambaxiata quam ad regem ipsum miserunt, deremos ....... VIMDCCLVII II. Istud est quod acceptum seu derobatum fuit burgiensibus regis de Castro per dicta galeas. Inprimis, uni muliere nomine Rita, bessacia i, deremos................VIII Item denarii, deremi..........CCC Item in tacolinis c, sunt deremi . . . LXXVII Item gupa una, deremi..........XV Item camisia una de cotone, deremi . . Vili Item cossinus unus, deremi .... XV Item dimidium unchi de borro de seta, der. V Item pannus unus de borro de seta, braca xij, d. XX1III
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1796
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: del qual avvenimento particolari notizie rispetto a’Veneziani si possono leggere nelle Vite de’Dosi scritte da Marino Sanudo nel tomo XXII OD degli Scrittori delle cose d’Italia raccolti dal Muratori pag. ii^o» A z
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1863
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cosa alcuna seco, con tutto che io pure con non poca difficoltà mandassi fuori alcune polizze a mes-ser Marco Sanudo, del quale non voglio ora ragionare , sapendo che le VV. SS. EE. sono molto ben informale degli onorati e degni officj fatti molte volte da lui per ritrovar modo d’avere qualche intelligenza con monsignor di Alix. Ma ogni diligenza fu vana , perchè il bassà abboccatosi
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1934
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in una guerra ancor più lunga e sanguinosa. II giorno 10 dicembre dell’ anno 1508 venne segnata la Lega di Cambrai contro i Veneziani, tra ’) Dai Cttmmentarii citati di Marin Sanudo. — Muratori, Antichità Estensi, Modena, 1740. *) N. Biscaccia, Op. cit., pag. 14.
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Page 270
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1892
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de Vil-lehardouyn, Chronique. - Gibbon, op. cit. - Alberto Guglielmotti, op. cit. - Jack la Bolina, op. cit. - Humboldt, Histoire de la géographie. - Marin Sanudo, Secreta fidelium crucis. Nella tremenda giornata che segnò la ruina dell’ impero Greco, fra gli orrori del sacco della nuova Roma, Teodoro Lascaris, genero di Alessio Comneuo ed il migliore fra i suoi capitani, trasse in salvo sulle rive asiatiche
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Page 39
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1926
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. Un cardinale, Raffaello Riario, doveva la sua elevazione a Sisto IV, un secondo, Giovanni de’ Medici, ad Innocenzo Vili, mentre degli altri, dieci erano stati ornati della porpora da Alessandro VI e tredici da Giulio II. * Cfr. col Sanudo XVI, 16, 38 la »lettera 11 marzo 1513 del cardinale Gonzaga (y. Appendice n. 4) nell’Archivio Gonzaga in Mantova e S. Tizio, * IlUt. Senen. nel Cod. G. Il, 37, fol. 229
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Page 91
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1848
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Amo 1289. 87 del 1284, fu spedilo, secondo lui, contro il patriarca, in sul principio del dogalo di Pietro Gradcnigo, e perciò dopo il novembre dell’anno 1289: mentre Marino Morosini, per la infelice riuscita della sua impresa, nel 1284, era sialo carcerato e condannato in Venezia, siccome poco dianzi ho narralo colle parole del nostro cronista Sanudo. Vieppiù strano ancora è il racconto
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1848
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di questa guerra fatale. Le ricche chiese di Tolemaide furono saccheggiate, profanate e finalmente distrutte, ed anche i pochi edilìzi e le torri, che vi erano rimaste in piedi, furono affatto demolite per ordine del feroce sultano. — » Una sola moschea, dice il nostro Sanudo, vi rimase in piedi, tutto il resto di quella doviziosa ed ampia città si cangiò in uno spaventevole ammasso di miserande macerie. CAPO
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Page 83
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1848
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. Perciò, crcd’ io, contcntossi il Sanudo, diligentissimo nostro cronista antico, di ricordare il fatto quasi per incidenza, e senza mostrarsi propenso a prestarvi fede. « ¡Vola, egli dice, che nella cronaca Delfina » ho letto, che sotto questo doge i veneziani per non volere dare » aiuto al re Carlo di Sicilia, furono scomunicali. Tamen di questo » il Sabellico non ne scrive cosa alcuna. E poi furono assoluti
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1848
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le sue intenzioni di non voler accettare quella dignità. Perciò i consiglieri volsero gli occhi loro sopra di un altro soggetto : e dopo essersi trattenuti chiusi nel palazzo dieci giorni, elessero a’ 25 di novembre del detto anno 1289 il doge Perazzo, cui altri dissero P/efro, Gradenigo, il quale allora trovavasi podestà e capitano in Capodistria (1). « Eletto costui in doge, narra il Sanudo, » furono armate
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1848
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anno 1291. 113 loro concittadini, perdettero anche quest’ ultima scala importantissima del loro commercio coll’ Asia e coll’ Africa. Pochi poterono sottrarsi da quell’ orrenda catastrofe : i quali, con chi potè salvarsi delle loro famiglie, s’ imbarcarono sulle navi nostre e ritornarono in patria. La cronaea di Marin Sanudo ci conservò i nomi delle principali, a cui più lardi fu altresì dato
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1848
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Llttnor IX, CV*0 ili. consiglio de’ savi gi'audi. Della quale commissione o collegio ci conservò memoria il Sañudo colle seguenti parole: « E fu falla in » questo tempo una cosa nolabile per le cose che accadevano a * prendere questa guerra cogli anconitani, cioè, avvenne, che fu » preso nel Consiglio, che inesser lo doge, i consiglieri, e venti • uomini della Terra la debbano trattare, e quello, che determine-» ranno, sia eseguilo. » L’ altro sbaglio del Darò è ancor più solenne del precedente. « Osservasi, egli dice, clic il doge, nel trattalo soscrillo dopo que-» sta guerra, stipulò in nome del gran consiglio e del comune di » Venezia. L’autorità del principe scemava di dì in dì. » die l’autorità del principe scemasse di ili in di, e clic la repubblica democratica corresse a gran passi verso l’aristocrazia, non mi oppongo : ma è falso poi, che il doge fosse diventalo quasi un semplice agente o mandatario del gran consiglio e del comune di Venezia, cosicché in nome di essi abbia stipulalo il trattato che fu soscrillo dopo questa guerra. E falso perché neppure nella progressiva Irasformazione aristocratica della repubblica veneziana fu ridotto il doge a tanta strettezza ili potestà : è falso, perché il trattato, di cui ho portato compendiosamente la sostanza e di cui può accertarsi chiunque lo voglia consultare nell’archivio pubblico, fu stipulato in nome del doge Giovanni Dandolo e della repubblica di Venezia. CAPO IH. Insurrezioni dell’ Istria. Non erano gli anconitani solamente, che tenessero occupale nella guerra le armate veneziane : 1’ Istria altresì con ripetute insurrezioni obbligavate nel medesimo tempo a combattere per sostenere i diritti e la sovranità della repubblica. Ilo già narrato, come nei secoli addietro le città di quella provincia s’erano a poco a poco assoggettate spontaneamente a Venezia, la quale in contrassegno
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Page 95
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1848
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asserzione. II Tiepolo, intesa la volontà del popolo, vi si rifiutò ; e perseverando questo in volerlo doge,, egli, * essendo uomo quieto e pa- • cifico, scrive il Sanudo, si partì da Venezia e andò in Mestrina
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1848
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, secondo la relazione del Sanudo ; di novantacinque o di novanta, secondo il dire di altri. Due ne furono i capitani, valorosi ed esperti, Carlo ed Andrea Dandolo. In tutti questi preparativi dall’ una parte e dall’ altra passò necessariamente qualche anno: perciò le due flotte furono in mare soltanto nel 1296. La genovese diresse le sue prove verso le acque della Dalmazia : la veneziana si pose in quei dintorni
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1848
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sulla schiena : ecce sacerdos » parvus qui in diebus suis displicuit deo et inventili est malus : ■ e poscia aggiunge in annotazione : « Su questa guerra v’ è un passo « rimarchevole dell’ altro Maria Sanuto autore del libro, Secreta » fidelium crucis, lib. II, part. Il, cap. Vili. » La sincera lealtà del Darù si conosca da quanto sono per dire. Egli primieramente spacciò per vero un fatto, che dal Sanudo
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1848
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Marin Sanudo ci nasconde lo stesso progetto di Bajamonle : anzi così ne parla (3): « Erano nella detta congiura alcuni Barozzi e • da Cà d’Oro e da Cà Basilio et altri, con alcuni altri fatti di nuovo • del consiglio, e maxime molli del popofo.....e questi volevano » ammazzar il doge e così sarebbe stala perduta la libertà. E già » questi tali, come di poi s’intese, aveano partito
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1848
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. E a questo modo finì • questa sedizione, di modo che niuno ardì più aprir bocca di si-» mil cosa. • Ma con buona pace del cronista Zaccaria da Pozzo, che registrò siffatto avvenimento, e dello storico Marin Sanudo, che lo accettò colle addotte circostanze, io trovo da osservare in principalità 1’ anacronismo dell' averlo assegnato al dì medesimo, in cui nel gran Consiglio si discuteva 1’ affare della pretesa
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Page 286
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1848
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282 LIBRO XI, CAPO XVIII. acciocché fosse intesa da tutti, piultostoché in latino, che sarebbe slata intesa appena dai dotti. Tuttavolta piaceini trascrivere anche 1’ epigramma sunnominato, tal quale si trova presso il Sanudo (1): Prodere conati Patriam, Patresque sodales, Et Rajamontis dilapidata domus. Proli scelus ! hoc primum Venetam devirginat Urbem, Nec futi haec talis crimine laesa * casus
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