Search results
Pages
-
-
Title
-
Page 61
-
Date
-
1854
-
Text
-
poi per le indagini fatte affine di rinvenire il sito dei natali nel recinto della città di tanti insigni che resero più illustre Venezia, ai quali, a proprie spese, consacrò inscrizioni che ne raccomandano la memoria al rispetto dei secoli ; onde fe'scolpire in tante tavolette i bei nomi di un Enrico Dandolo, d’un Marco Polo, del Petrarca, del Sanudo, dello Zeno, di Aldo Manuzio, del Gozzi, del Goldoni
-
-
Title
-
Page 138
-
Date
-
1854
-
Text
-
, nel 4618 (2). Alla detta Foscara fu poi per comodo sostituita, nel punto dov’essa sorgeva, una scala interna in due rami, l’ultimo dei quali smonta alla galleria superiore, verso il cortile del palazzo. E qui notisi, colla storia, che le persone di non volgare grado o patrizie, punite di morte per delitti di stato, venivano, giusta il Sanudo, appiccate, con ¡spranghe alla bocca, alle colonne rosse
-
-
Title
-
Page 31
-
Date
-
1795
-
Text
-
e a p o vi, '25 rotciuà fosse allora da altri amministrata 5 e non dal Michieli. Lo fu apertamente dal de Brutti nel 1325, il quale sembra che abbia quella sollecitudine a tempo deposta, che fu assunta dal de’ Rossi nel 1526, il quale continuò ad amministrar la 'riostra Chiesa finché P. Vettore ne assunse il carico . Ma questo forse morto in breve da pestilenza , il de’ Brutti riassunse 1’ economia almeno dal 1348 fino al Settembre del 1350, così espressamente scrivendosi nella nota di Chiesa. Dopo il qual tempo sebbene Odorico de’ Brutti s’incontri nei Rogiti fino al 1355) pure dal modo in cui la Nota si esprime, vediamo , che egli non amministrava più la Parrocchia di S. Cassiario . Ciò conferma j che egli non fu nostro Ti ovario con proprietà , nè fu giammai altro più se non Vicepiova-' no. Eleggano i miei Leggitori ciò che loro sembra più ragionevole. Se v’ ha chi seguir voglia le mie conghietture, ordini così i Rettori della nostra Chiesa : 1322. Domenico Michieli, Piovano. 1325. Odorico de’ Brutti, Vicepiovano. 13 26. Tietro de' Rossi, Vicepiovano. 1347. T. Vettore, Vicepiovano. 134&. Odorico de Brutti 3 di nuovo Vicepiovano ; 446) Nel 1354,^6 Aprile: Si radunò il C. X. scoperta la congiura del Doge Falier. Fra quefli era-vi in Consiglio Giovanni Sañudo de S. Cassan. Ca-roldo. Questa famiglia venuta da Eraclea nomava-si dapprima Candiani, detti Sanudi dopo la morte del Doge Vidal Candían succeduta nel 979. Erano Consoli in Eraclea del 401. Furono de’dodici elettori di Paolo Anafesto. Oltre j Dogi, Pietro Sa- nu-
-
-
Title
-
Page 32
-
Date
-
1795
-
Text
-
z6 Libro Terzo. nudo fu Vescovo Oiivolense circa 1’ 877. Dicevano si Candiani, perchè vennero in Eraclea da Candia. Altri Cronisti dicono, che furonvi due Pietro Sanudo Vescovi d’Olivolo, cioè il I nell’841, e il II nell’889, e che similmente due Vitali Sanudo furono Patriarchi di Grado , il I nel 730 , il II nel 969. Questo stesso Cronista Data così i Dogi Sanudo : , 887. ‘Pietro 1. 932. Pietro
-
-
Title
-
Page 252
-
Date
-
1795
-
Text
-
•Ì48 Liéro T brìo. §■ V. Arte de’ Salumieri a S. Francesco Che in Venezia vi fossero i Corpi composti da individui, i quali professavano la medesima arte o mestiere , appar sufficientemente dall’ asserzione di tutti 1 nostri Scrittori, i quali commemorano l’Arte de’ Cassdleri parlando del ratto commesso dai Triestini. Concordemente ancora asseriscono il Dolfino e Marin Sanudo, che versò il 1174
-
-
Title
-
Page 147
-
Date
-
1795
-
Text
-
, quando indifferentemenr te dicevasi Botteri e Bottiglieri. Vi stanziano i Botteri da olio, sebbene abbiavene uno o due anche , da vino. Circa ili 174 fu creato il Magistrato della Ternaria vecchia , cioè dei Tre deputati al dazio dell’olio, come narra ilSanudo rapportato dal Sandi, II, 524. Poscia nel 1259 , quattro furono i Nobili eletti, e tuttavolta si dissero Magistrato della Ternaria. Lih. Bifrons. Nel 1531
-
-
Title
-
Page 478
-
Date
-
1833
-
Text
-
an. n. 26). Ma convien risalire dal cominciamento del regno di Livone. Casan kan successore di Baidou kan nell’ impero dei Tartari non era meno de’ suoi predecessori nemico dei Saraceni. L’anno 1299 egli fece guerra a que’di Egitto accompagnato dai re d’Armenia e di Georgia e li vinse in una grande battaglia combattuta presso un luogo detto il Canneto (Aitone cap. 41 ~4^ì Sanudo lib. XIII. par. i3
-
-
Title
-
Page 471
-
Date
-
1833
-
Text
-
466 CRONOLOGIA STORICA elevano nell’Armenia e nei dintorni e tolse loro il castello Gastone. Attesi i lagni da essi fatti di ciò alla santa Sede, papa Innocente III, delegò l’anno 1210 il patriarca di Gerusalemme a far conoscenza di quest’affare. Livone citato da questo, ricusò di comparire e per conseguenza perdette la causa e fu scomunicato dal pontefice. Non si scorge ch’egli siasi dato pensiero per rivalersi di questa sentenza (Sponde). Questo principe mori l’anno 1219 ( e non il 1243 come nota il p. Monnier) lasciando una figlia minore sotto la tutela di Costante suo cugino, uno dei più possenti signori d’ Armenia. ISABELLA e FILIPPO. 1219. ISARELLA, figlia di Livone, che l’aveva fatta sua erede, a lui succedette in tenera età, ed ebbe a tutore Costante di lei congiunto e contestabile d’Armenia» Raimondo Rupino le contese una tal successione e riuscì a farsi riconoscere per re d’Armenia in Tarso. Ma indi a non guari, fu arrestato da Costante che lo relegò in un carcere ove morì (V. Samido 1. II. par. 3. c. 10). Il Lignaggio di Oltremare, dice, che fu ucciso dagli Armeni. Costante fece nell’anno 1221 sposare colla sua pupilla FILIPPO, terzogenito di Boemondo IY , principe di Antiochia. Questa scelta però non fu felice. Filippo in poco tempo si attrasse il disprezzo e l’odio de’suoi popoli mercè la sua irregolare condotta. Costante da lui privato d’ ogni potere, lo privò egli stesso di quello che gli aveva procacciato. Assicuratosi della sua persona lo fece morire l’anno 1222 in una prigione e si disfece nel tempo stesso dei settanta baroni (dei quali Monnier nella sua lettera sull’Armenia non conta che soli ventisei ) il cui attaccamento per quel principe mostrava non lascie-rebbero impunita la sua morte. Ridivenuto allora padrone del regno e della mano d’ Isabella, le diede a secondo sposo Aitone di lui figlio, sotto il cui nome egli esercitò il sovrano potere col titolo di bailo e di reggente. L’Ar-
-
-
Title
-
Page 83
-
Date
-
1795
-
Text
-
del suo tempo, avvegnaché non eranvi ancora i Capitoli dello stil^ odierno, laonde debbe intendersi come parla un altro Anonimo , che egli era Clerico di Meta-manco. Marin Sanudo nella sua Cronaca autografa, MS. Svaj. dice ciò’ che a me non venne fetto di leggere in alcun altro , sebbene egli dica d’aver tratta l’opera sua da altri più vecchi e apprezzati "Cronisti. All’anno dunque 774 cosi scrive
-
-
Title
-
Page 242
-
Date
-
1795
-
Text
-
. Le note sono tolte dal Repertorio di Marln Sanudo. • iooj ) Dogi secondo la Cronaca di Pietro Marcello , In Eraclea > L’anno. 697. Taoluzz» Anafeflo. Questo nome è un diminutivo di Paolo , secondo il gusto antico , e scherzano quelli che per eleganza 1’ appellano Pao- lo Lucio. 71S. Marcello Tagalian, o Tcngalia d’Eraclea. 726. Orleo Orso, Ipato, cioè Console. Privato. IT !7jy. Qui dagli Annalisti
-
-
Title
-
Page 192
-
Date
-
1795
-
Text
-
3 > e lo stesso credono il S.ibellico, U Sanudo } Pan-
-
-
Title
-
Page 50
-
Date
-
1795
-
Text
-
lire siarso di grossi ordinarj, e così facevano 100 Zecchini in punto, offerta più degna del Principe, e più congrua all’edificazione, di quel che fossero 200 lire di piccoli, che non montavano se non a Zecchini 66\ . 764) Dalla Cronaca di Marin Sanudo rilevasi, che nel 1460, 18 Aprile, fu concesso, che il Palazzo del 'Patriarca a S. Silvestri si vendi, & dìi
-
-
Title
-
Page 378
-
Date
-
1795
-
Text
-
a Ducati e Soldi, e chi non aveva il Ducato, con soldi 60 pagava per il Ducato ‘Xel 1285, 2 Giugno, fu preso parte, che il Du-. cato si spenda a soldi 40 de grossi, che erano de-, gli ordinar]. Seguono poi nell’attestato i prezzi successivi a’ quali montò il Ducato tratti dai pubblici libri, 467 ) Sebbene il Sanudo dica, che il primo decreto non ebbe esecuzione se non nel Marzo sus-r seguente
-
-
Title
-
Page 258
-
Date
-
1795
-
Text
-
, che era dorata , e quella del Campxniel dei Fratti Minori. Sanudo, Il Sansovino dice , che allora restò rovinata la Loggetta . Il Toaldo nota esser accaduto all’ore 2 e mezza, e che sette Campane restarono fuse, e che allora si fece l’Obelisco di pietra . La 'Sanazione storica. cita-
-
-
Title
-
Page 50
-
Date
-
1795
-
Text
-
44 Libro Primo. la Bianca, che il Doge offriva, al Piov. di S. Maria Formosa. ^70 ) FILFPTO. Quando ultimamente correva tra noi , computavasi L. i i , o la metà del Zecchino. Ancora nel 1694 valendo il Zecchino L. 17, si trova il Filippo valutato L. 8, 10. 571) FIORIVO, questa moneta er* d’oro e d’argento, e spesso imàginaria, o solo di conteg-* gio. Nel 1184 fu preso il Fiorin d’oro per modello della purità del Zecchino. Quando questo montò nel 1605 a L. 10, il Fiorino si computava L. 6. Crebbe poi a proporzione, e quando arrivò a L. 7, dicendo un Fiorino s’intendevano L. 7 j e viceversa : e quest’ uso perseverò, bertchè fosse cresciuto a maggior valore. Non arrivò tuttavia mai al valor del Ducato. Al principio del Sec. XIV scrive Marin Sànudo, che in Venezia il Fiorin d’oro valeva grossi 2 4. Oggidì il Fiorino d’ argento si spende per L. 5 * 572) GAZZETTA. Si stampò Verso il 153«, sotto Andrea Gritti. Pesava Kar. 4 a peggio 432, sicché ha di fino Kar. 2 *- circa. Se ne fecero, che pesavano Kar. 6 circa, ma dì lega inferiore come la nostra Lirazza. Aveano n eli’ esergo il II, cioè 1 soldi, ma a fino oggi valerebbe soldi 4, e y circa. 573) GIUSTTIS^A. Si stampò nel 1571 in memoria della vittoria alle Curzolari riportata nel giorno solenne di quella Santa . Valeva allora L. 2 . Sotto Nicolò da Ponte se ne stampò una grande da L. 8, prezzo allora allo incirca del Zecchino. Pesa questa Kar. 175 « : ha di fino Kar. 1661} e secondo questo fino eli’ha d’intrinseco L. 14,
-
-
Title
-
Page 110
-
Date
-
1795
-
Text
-
Sanudo L. 5500 sier Bortolamio Gritti L. 500 sier Biasio da Ponte L. 300 D.* Chiara Mdrosini L. iooo sier Domenico Bon L. jooo sier Francesco Bragadì L. 8000 sier Francesco Soranze» L. 5000 sier Giacomo e Nicolò Surià L. 4000 sier Giacomo Bragadì L. 8000 sier Giacomo Morosini L. 3000 sier Luca Tajapiera L. JOO sier Maffio Soranzo L. 4000 sier Marin Malipiero L. jooa sier Marco Bragadì L. I6000 sier
-
-
Title
-
Page 253
-
Date
-
1795
-
Text
-
che eravi di Falegnami in Venezia anticamente quando le case èrano di tavole ,• interpreta che così fosse detta quella Campana, perchè era segno , che quei lavoratori dovessero portarsi ai loro mestieri. Egli è certo, che ancora negli antichissimi tempi i lavoratori in legname si dicevano Marangoni. Il Sanudo nel du Cange , Marangones lignaminis in magno usa . Ed altrove Semper unus marangonus
-
-
Title
-
Page 87
-
Date
-
1795
-
Text
-
., o le persone . Ciò comunemente facevasi per via d’Imprestidi. 675 ) Verso la metà del Secolo XII, cioè nel 1145, secondo il Sanudo , ovvero 1157, secondo altri Annalisti , oppure nel 116 3-, secondo il San-di, benché i più degli Scrittori da me veduti assegnano il 1171, volendo il D. Vi tal Michiele II vendicar la proditoria rappresaglia dell’ Imp. Greco Emanuele Comneno sui mercatanti Veneti, formo egli, come comunemente
-
-
Title
-
Page 222
-
Date
-
1795
-
Text
-
lungo della Zuecca'J Caroldo. Nel 1333, 18 Novembris si ordina che S. Zacbarice moniales fabricent pontem inter eas, & S. Johannem Bragoram . Brutus f. 149. Al i486 scrive il Sanudo : Quest’ anno fu principiai» a far molti ponti di piera per le Contrade, t cusì si va facendo . Il Baudrand nel suo Lessico geografico parlando di Venezia dice : Quingenti pontes in ea numerantur prò majori parte lapidei
-
-
Title
-
Page 106
-
Date
-
1795
-
Text
-
erano come pare necessaij alla costituzione del nostro paese, per pascervi cioè il minuto gregge, che nella Città conservavasi per usadi cibo, oltre 11 pascolo dei cavalli, mulette, asinelle ec. Quindi intendiamo ciò che scrive il Sanudo all’ anno 1430 : T>er i acqua grande valse la lira di la carne 4 dannari , zoe di animali picoli , tanti si annega•» rono. 95) CAMPO DELLE GATTE, così detto per idiotismo
Pages