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il memorabile avvenimento in Venezia, vanno ricordate: s. Michele di Murano in isola, in cui ne’giorni io, i1 e 22 aprile, da’minori osservanti riformati fu celebrato solennissimo triduo, e n’è a stampa la descrizione, colla Lettera al conte Tullio Dandolo, del cav. Filippo Scolari, Veneziù tipografia An-tonelli i855; e l’altro tempio francescano del ss. Redentore, nel quale, i minori cappuccini,parimenti
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, e solo alcune famiglie cominciarono a sgomberare dalle parti di Cannaregio. A’ 16 si cominciò a mescere la segala alla farina pel pane misto, e si fece una riquisizione di polve re sulfurea con pagamento, indi esplose la polveriera dell’isola la Grazia. A’ 29 comincia il rualcouteulo del popolo perla qualità del pane; indi si rigetta Y Ultimatum dell’Austria a’3o giugno. Continuano fazioni e cannoneggiamenti
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nocere, ma ben io essi. Tutte le barche le farò con- . (1) La oarta 1*1* è bianca. dur a Isola et le sfondrarò quelle mi parerano, farò armar da soi (miei?) le due fuste, la barca longa et barchette, et non havendo li inimici instrumenti de aqua non potrano far nulla. Se voranno la Riviera non forte da la banda de l’aqua bisogna bone var-die, perchè con l’armata ruinarò el tutto ; et quando lor serano
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era il coucorso, mostrandosi specialmente zelanti il conte Rocas, il conte di Tripoli e altri principali dell’isola. Il conteGii'olamo Martinengo fece pubblica mostra in piazza s. Marco di 2000 uomini da lui ammassati, bella e generosa gioventù, con cui designava accorrere alla difesa di Famagosta (il quadro che rappresenta quella mostra superba, esiste nell’abbazia della Misericordia, opera
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, degnamente rispondeva quella della difesa de’prodi cavalieri. In più luoghi celebrai il mirabile eroismo degli assediati, finché non potendo più resistere, a’20 dicembre si firmò l’intimata resa,poi dalla solita ferocia turca perfidamente violata : il gran maestro s’imbarcò per Candia,e con Rodi caddero le^altre 8 isole appartenenti a’ cavalieri, a’ quali poscia Car- lo V diè l’isola di Malia, che divenne
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di Romania, e il conquisto di Argo, Arcadia e Tennis, partirono le novi ausi-iiurie, ma il Morosini volendo giovarsi del resto della propìzia stagione, ivi lasciando le galeazze, col rimanente della flotta veleggiò a porto Radi rimpetto all’isola di ¡Negi oponte, donde sarebbe uscito a tentar qualche impresa, se venti furiosi non ve lo trattenevano 25 giorni, ed essendo già il fine d’ottobre, ritornò
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a que’ patti in cui i turchi mostrassero decisamente di non voler consentire, Se a Carlowitz la repubblica ralle-gravosi pel nuovo acquisto della Morea, a Passarowitz dovea invece rinunciare ad ogni diritto sulla medesima, e lamentare iuoltre la perdita dell’isola di Tine, e delle forti piazze di Spinalunga e di Suda, ultime reliquie del suo antico dominio sulla grand’isola di Candia, nella pace
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fece Santori nella basilica latera-nense.7 Il cardinale Bernerio fondò in S. Sabina una cappella dedicata a S. Giacinto, il cui altare venne consacrato il 23 maggio 1600.8 II cardinale Domenico Pinelli fece restaurare le pitture nella parte superiore della navata centrale di S. Maria Maggiore.9 Alcune reliquie che furono trovate in S. Bartolomeo all’isola10 dettero motivo al Cardinal Tarugi per erigere
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90 Husre v-Beg -Moschee Igman 133 11 Barone 81 Ilidze 133 Isola 57 Ivan 132 Ivantunnel 132 Jablanac 72 Jablanica 131 Jägerhügel 44 Jajce 136 Jasenicabach 129 Jesuiteukloster 107 Kaisermoschee Ca-reva Dzamija 135 Kaiserpalast Dio-cletians 87 Kardakio 125 Karogjoz - Moschee 130 Kastrades 125 Kathedrale, griechisch-orientalische 129 Kathedrale von Cattaro xi8 Kerka 83 Kerkafälle 82 Kertolebucht 115
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I PALAZZI, GLI ORTI, LE VILLE 199 m. 1522) descrive quello di Andrea Navagero (l), ricreato e protetto, al dire di Pietro Bembo, dalle ombre di molti cedri recati dal Benaco. Trifone Gabriele accoglieva gli amici più cari nell’isola amena <2); qui in una casa di Lionello da Carpi veniva spesso a studiare e a riposare Giovanni della Casa, nunzio pontificio a Venezia; qui, ritirato
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di Marco Polo..... 277 nella corte di Sant’Andrea..... 398 --- della casa di Baiamonte Tiepolo. . . 68 San Briccio di Lavagno --- Scavi . . . 4 --- della corte Morosini a San Giovanni San Giorgio, bassorilievo sull’ ingresso Grisostomo........... 279 della corte San Zorzi ....... 208 --- del palazzo Bernardo a San Polo . . 331 San Marco (L’isola di) dall’829 al 1063 (ri- --- sul rio di Sant’Antonino
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; dei quali non andò perduta per lunghissimo tempo la tradizione, anche quando la parte sostanziale dovette essere, invece, in danaro. Ecco, alla fine del Trecento, l’affittuario dell’isola di Ronco e di altri beni di proprietà del convento di San Felice di Ammiana, obbligato a dare, oltre al danaro, unum par ugellarum pagnarum, et grassarum in festa nativitatis Domini (1>, ed è noto che l’offerta di uccelli
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la città. Un povero pescatore col suo bar-chetto aveva cercato rifugio sotto il ponte della Paglia. L’aria era tutta buia; senonchè nel bagliore dei baleni, apparve un uomo che, nonostante i supplichevoli dinieghi del pescatore, volle da lui esser tragittato all’isola di San Giorgio, dove un altro sconosciuto scese nella barca. Tutt’ e due vollero essere condotti a San Niccolò del Lido. Tra l’infuriar
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, dicesi de’Tumori. CANCELARÍA, s. f. Cancelleria. CANCELIÈR. s. m. Cancelliere. CANCELIÈR, 8. m. che altri dicono Can-zelif.r (colla z dolce) Cancelliere, Titolo di pubblico uffizio conosciuto e adottato in diversi Stati. A’tempi veneti avevano nella Dominante il Grancancelliere, detto comunemente Cancelièr orando, dell'ordine de’Cit-tadini originarli o per dir meglio de’ Se-grelarii, nominato
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di Pata-tuco, V. PATANFLANA, s. f. Carota ; Curolaccia ; Frottola ; Favola ; Fon doni a , Trovato non vero o esagerato. Dir dr le patanflane, Sballar fandonia. punzune ; Punzonare. l’ATANFLÒN, s. in. Carotaio ; Carotiere, Che ficca carole; e dicesi anche Baione, PAT.YR, v. Pollare ; Patteggiare, Convenire. Patì» i ba so ini, Maniera che usavasi a’ tempi Veneti, Patteggiar co'banJili, Che è accordar
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o relazione con queiraltro, Non ha che fare con quello. Raporto, detto avverb. per Quanto a ; Rispetto a ; Riguardo a, A confronto — Raporto a quel afàr, Rispetto a quell’ affare ; Quanto a queWaffare. RAPRESENTANTE, s. in. Pubblici Rappresentanti, si dicevano ai tempi Veneti i Patrizii rettori delle Città e luoghi dello Stato, cioè i Rappresentanti del Governo. RAPRBSENTANZA, s. m. Rimostranza, Ricorso
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. Vendere un poco alla volta. SPEZZÌDA. s. f. Spezzamento ; Spezzatura. l.o spezzare. SPEZZ ATI, s. ni. Moneta spezzata o spicciola, vale Moneta di minor valore, molte delle quali ragsuagliano il valsente di una moneta maggiore; come erano sotto i Veneti il mezzo o il quarto dui ducato d argento, il mezzo o il quarto e I’ ottavo dello scudo dalla croce : e presentemente la mezza sovrana, la mezza doppia
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cho si lascia in riposo. NOÀR, V. Noi». ¡NOBILE, Nobile, V. Zentilomo. Nobili di nave , chiamavansi ai tempi Veneti que' Giovani patrizi), eh’ erano iniziali come apprendisti nella carriera marina sulle navi pubbliche. NOI'ill.ìli, v. Annobilire o Nobilitare, Ornare, Adornare. INOBILISTA , V. Dotimi« a la nobilista. NOBILÒMO, s. in. Nobil uomo, Titolo che davasi per maggioranza
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, ch’è una monetina di argento fino, stata battuta nell’anno 1823 quando fu soppressa la moneta italiana; e vale 25 centesimi, o sia Veneti soldi otto e mezzo in circa; dal che trasse l’appellazione volgare. DAÒTO , Un daoto, Otto soldi , e s’intendono Veneti; moneta di basso argento già coniatasi nel secolo XVI, che venne poi soppressa. El daoto, detto fig. Il Culo; il Deretano; il Meleto — Aver qualcun in tel
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1867
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. CENISE, s. f. c nel dimin. Cenisète, Cinigia, Cenere calda. Metter un piatto sopra la cinigia. CENÒN, s. ili. Cenata. Cena grande, magnifica. CENSIR, v. Ccnsuare e Accensare, Porre a censo. CENSITO, s. ui. Voce dataci dai Lomba rdi, che si usa e si scrive nelle pubbliche carte, e vale Obbligato al censo, cioè a pagare le imposte predia li, e quindi inscritto nel Catasto. Ai tempi Veneti dicevasi
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