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nostra usino contra costoro tulli queli mezi li serà possibil per la recuperalion sua ; speremo di veder qualche bono effeto. Si ha etiam scritto a li vechiardi de li casali dove sono retenuti li nostri, minazandoli, et per publice predarne li habbiamo banditi che non possano più haver comercio sopra questa isola nè li nostri andar in quele bande sotto pena eie. Ditte do galle, Contarina el Sanuda reslerano
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fossero aldìte che si conosceria molto ben esser la verità di quello che più volte in Candía et in Vinezia si erano lamentati, et domandavano che li fosse fata ragione, . altrimenti non potendo più sopportare, li era forza abandonare l’isola. Noi udendo questo, li confortassimo et esortassimo con quelle più acomodato parole che sapessimo, dicendoli che intenlione de la illustrissima Signoria era che li soi
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“ALA LITTORIA,, LINEE AEREE ITALIA - ALBANIA E VICEVERSA LINEE AEREE INTERNE ALBANIA CONDIZIONI DI TRASPORTO Il trasporto dei passeggeri, dei bagagli e delle merci è regolato dal R. D. L. 28 settembre 1933 n. 1733 ed, in quanto sia un trasporto internazionale, dalla Convenzione di Varsavia del 12 ottobre 1929, approvata con legge 19 maggio 1932 n. 841. LINEE CONTINENTALI Prenotazione dei posti. - 1 posti devono essere prenotati ed i biglietti possono essere acquistati presso gli uffici prenotazioni (vedi pag. 220) o presso gli Scali della Società e le principali Agenzie di viaggi. È consigliabile prenotare i posti con qualche giorno di anticipo. Rimborso dei biglietti. - Ogni azione per rimborso è prescritta quando non sia esercitata entro tre settimane dal giorno fissato per la partenza. Bagagli. - È consentito ad ogni passeggero il trasporto in franchigia di kg. 15 di bagaglio. Per l’eccedenza oltre tale peso, la tariffa è pari al 0,75 % di quella passeggeri. Le macchine fotografiche e cinematografiche da presa devono essere consegnate al personale delVaeroporto di partenza, per essere suggellate a norma di legge. Biglietti di andata e ritorno. - Per i biglietti di andata e ritorno è concessa la riduzione del 20 % sul prezzo del biglietto di ritorno. Il biglietto di ritorno è valido per tiO giorni dalla data di inizio del viaggio di andata. Autobus e motoscafo. - Il passeggero che usa mezzi propri, è pregato di presentarsi agli uffici dell'Aeroporto almeno quindici minuti prima dell'ora fissata per la partenza dell'aeromobile. Tariffe. - Le tariffe in dollari pubblicate in partenza dagli scali italiani per l’estero, si applicano solo ai passeggeri italiani e stranieri residenti all’estero. Bambini. - 1) i bambini di età non superiore ai 3 anni sono soggetti al pagamento del 10% della tariffa * normale, quando per essi non venga richiesto un posto perchè in tal caso saranno considerati come quelli di cui al seguente n. 2; 2) i bambini di età compresa tra i 3 e i 7 anni sono soggetti al pagamento del 50 % della tariffa normale. Riduzione di tariffa. - Su tutte le linee continentali della Società, esclusi i percorsi in reciprocità con compagnie straniere fuori del territorio nazionale, sono concesse le seguenti riduzioni sui prezzi di tariffa: 1. Riduzione del 50%: a) agli Onorevoli Senatori, ai Ministri di Stato e Consiglieri Nazionali; b) ai Segretari Federali del P.N.F. in carica; c) ai Funzionari dello Stato italiani ed albanesi che viaggiano per servizio compresi i Funzionari dell’A.I.P.A. ; d) ai Funzionari Civili della Regia Aeronautica ed alle rispettive famiglie; e) alle EE. i Prefetti del Regno in carica; f) ai Piloti iscritti nella riserva aeronautica; g) agli Ufficiali e Sottufficiali delle Forze Armate italiane e albanesi in S. P. E., alle famiglie degli Ufficiali e Sottufficiali della R. Aeronautica in servizio effettivo; h) ai «Pionieri dell’Aeronautica » ; i) agli Ispettori Aeronautici e Membri del Comitato Tecnico del R.A.I. e rispettive famiglie; l) agli Accademici d’Italia; m) ai giornalisti italiani (solo per viaggi Roma-Tirana). 2. Riduzione del 30 % : a) ai Funzionari italiani e albanesi di tutte le Amministrazioni dello Stato e relative famiglie compreso il personale dell’A.I.P.A. ; b) agli Ufficiali italiani
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MDXXXI, beno 8, over 10 giorni, clic per quello tempo ili più ultra il soprascritto refrescamento, Sua Excel-lentia sia obligala ad provederli etiam di pane et vino per il loro vivere, et questo di giorno in 262* giorno ad arbitrio de li prefati signori protonotario Carazolo et vescovo di Verzelli, et tutto a spese di Sua Excellentia, honeslamente secondo il numero de le bocche. Et volendo prima il prefalo domino .Ioan Jacobo scaricarsi di gente di Lecho el Musso, che lo possa far a suo piacere nel modo ut supra, zioè quanto a la parte di aver il viver per il Sialo di Sua Excellentia. Che lutti li pregioni, se rilrovano in poter del prefalo domino Joan Jacobo et soi fralelli et altri, quali haverano haver la gralia di Sua Excellentia ut supra, così sguizari et grisoni, come italiani, el di qualunque altra nalione, etiam che havessero falla taglia, siano relaxali liberamente et senza alcuno pagamento di taglia. Che dal canto del prefato signor duca et signori commissari sguizari et grisoni, a nome ut supra, et soi colonnelli capi el quanli subditi loro sarano relaxati liberamente el senza alcun pagamento di taglia li pregioni del prefalo domino Joan Jacobo el soi, quali si ritrovarano in poter di esso signor duca et signori commessari et oratori svi-zari et grisoni a nome ut supra et soi ut supra che havesseno fallo taglia. Che’l prefato domino Joan Jacobo et soi fratelli per tulle le exalione Alle da qualesivoglia persona in lutti li lochi el paesi che ha tenuti al tempo de la guerra non possino esser molestati in modo alcuno; il simile se intende di tulle le mirale scosse in li paesi ut supra et che se scoderano per virtù de la presente capitulatione, nè per quella gli possa essere usala relenlione alcuna. Et è determinato che de li presenti capitoli se no faziano Ire copie soltoscritte di mano dii prefato signor duca et de 11 prefali signori commessari el oralori sguizari et grisoni, a nome ut supra, et sigilali de li loro sigilli. Item, solloscritti et. sigillati dal prefato protonotario de Medici. Aduni in arcae portae Jovis Mcdiolani in camera cubiculari prefati domini ducis, die 13 fehruarii 1532. 263 Di'sier Bertuzi Coniarmi capitanio dii galion, date a la Zefalonia a Argostoli a dì 12 zener, ricevute a dì 26 fevrer. Come a dì 12 dezembrio scrisse dal Zanle li bisognava impalmar e conzar la barca. A di 7 di zener capitò febbraio. 548 in questa ixola do galle di Monaco, Puna sorse in questo porlo, che è la capitana, l’altra a Viscardo, le qual dicono venir da Mesina armale lì con una fusla el uno galion di bole 600 in 700 armalo a Zenoa per domino Andrea Doria, sul qual è capi-lanio Cristofolo Doria suo nepote, et si partì da Messina a dì 3 il galion, zorni 3 avanti le galie per andar a dar uno arsalto a la Valona el prender alcuni schiomi, haveano per spia, che cargavano de lì per Ancona, e veder di brusar 4000 remi del signor Turco che erano lì. Et venendo a la volta di Cao .Santa Maria, li asaltó una fortuna di maistro et tramontana, che li ha falli scorer in queste acque con grande loro travaio, el con effello erano malmenale, ma di zente ben in ord ne liomeni 200 scapoli per galìa, maxime la capilania che ha più di quelli di la zurma di la fusla, la qual per fortuna recuperò li homeni et fé laiar il cavo a la fusla e lassòla andar a seconda. Et che mo voleno andar in Levante per andar a trovar la conserva del galion e uno allro galion armalo, qual si parli è zorni 40 avanti di loro, e andò a scorsizur per la costa di Barbaria, dicendo hanno ordine di trovarsi a la volta di Rodi. Io feci intender al capitanio de dilla galìa si levasse de qui e andasse via, nè voleva l’avesse vittuaria, nè pratica in questi contorni, el si vardasse di non far danno a noslri. Ri-sposeno, come feva tempo, volentieri si parleriano, et che non haveva fallo danno ad alcun de noslri, nè è per far. Et cussi a dì 10 si parli ditta galìa, fatta la volla-di canal de Viscardo a la volta dii Zanle, el a li 6 arrivò lì, et a di 9 si parli el andò a la volta di Levante; et, come intese, l’andava in Levante zercando do gaiioni francesi insieme con la Bravosa ; i qual gaiioni vanno a roba di oguiuno, et per avanti haveano sachizà una carachia zenoese el poi messa a fondi. Et per questo vanno zelandoli per far le sue vendete, tamen questo penso non sia il vero, ma vanno in Levante non potendo haver fallo quello voleano far a la Valona. Et a dì i) il capitanio de la galìa parti, el, come il Pro-veditor dii Zanle mi ha scritto, è slà visto a Viscardo sortir 7 schierazi corfuali, uno veniva da Patras, era suso uno turco con robe et uno iudeo, Ira cere, sede et cordovani per valuta di ducati 12 milia. El patron di la galìa dila tolse questa roba, il (ureo smontò in terra, et non la potè aver ; et mi scrisse vedesse recuperar dila ròba, qual era sorto de qui ver§o Santa Marina al largo. Et li rescrisse vedesse di rotenir qualche suo homo. Hor esso capitanio fè intender al capitanio
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poi una tempesta di aqua et di vento che scoperse una parie del piombo che cuopre la cupola o pinnacolo del nostro domo, et la notte poi cascò una parie dii campanile di Santo Francesco et un palco in Santo Auguslino. Quel di medemo in una parte del nostro contado chiamalo Val di Slrove, montagnola e isola, fu una scisura d’arte che non era larga olirà cinque braccia, ma durò più miglia di lungeza che svelse
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, saria di gran danno del re e di tutta l’isola, perchè qnando vien galle, tulle le merze de qui montano 15 el 20 per 100. Scrive, li nostri è quelli procurano con li slapolieri di luor le lane da Cales e certa sorte di merze, unde esso Oralor disse a questi tali non bisogna darli fede. Risposeno, il re voria le lane fusseno comprale da la slapola, quando le lane vi è, come al presente sono. Ilor mirali
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mancare li danari, et, se il re de qualche luoco dii paese ne vorà cavar, serà un inimicharsi quelli puochi che lo amano, che sono li ignobili et populari Dallo altro canto a esso re li soi hanno promesso di persistere sin infine, con denari et senza, et lui gli ha donato una isola, che se ben mi ricordo chiamano Frilanda, dandogli libertà che amazano tutti Ji habitatori
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il bellissimo soffitto col Titolare in gloria, di questi tempi condotto dal prof. S. Santi, del quale sono pure gli altri affreschi testé coloriti. 2 5. S. Bartolomeo e anticamente s. Demetrio, poiché narra la tradizione che nell’840 e nel bel mezzo della città presso l’isola di Rialto fosse fabbricata la chiesa di s. Demetrio di Tessalonica martire, la quale poi rinnovata dal doge Selvo del 1071, venne
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in gran pregio, e il lusso di tutta Europa durò per oltre a due secoli ad esser tributario dell' isola di Murano. Non è dopo ciò a meravigliare de’ privilegi accordati a’suoi fabbricato- li, fra’quali il potersi le figlie de’capi del-l’arti vetrarie maritare cou un patrizio, e quello di due fiere annue che vi si tenevano, della religione con cui traman-davasi di padre in figlio l’esercizio dell’arte
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il rovinoso priorato di s. Andrea dell’isola d'Ammianonel 1436. A questo benefizio successe nel 1456 l’incendio che distrusse il monastero di s. Girolamo,e per le riparazioni somministrò 1000 ducati il senato. Per tal disgrazia l’esemplari religiose continuando a vivere nelle risteet- tezze, nella metà del secolo XVÍ, a loro ristoro,con unione al monastero,passarono le monache del già famoso monastero
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. Già fin d’ora alcuni de’poveri orfanelli alle loro paterne cure affidati, perchè ne siano allevati nella buona inorale e nelle arti, hanno vestito l’abito de’loro istitutori 46. Agostiniani eremitani e altri regolari di s. Cristoforo della Pace. Isola e cimi Ieri o pubblico. V. § XVIII, n. 17. 47. Minori Osservanti di s. Giobbe volgarmente SantJAgioppo. Il sacerdote Giovanni Contarmi, dopo aver ridotto a compimento
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614 5. Pietro ili Castello eil uffiziata ila francescani riformati, come notai parlando ili quella chiesa. Quindi s’ incontra il Lido, che divide l’Adriatico dalle La-guue di Venezia, alla cui estremità si forma la seguente ristretta isola del litorale. 13.1?. Nicolo del Lido, volgarmente s. Nicoletlo. Chiamatisi Lidi 7 isole dell'Adriatico e descrivono una curva davanti le Lagune di Venezia
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orazioni per conoscerne il modo, giacche priva affatto di mezzi, ebbe in ri velazione essere volontàdivina che nell’isola della Giudecca cercasse la divota Elena e nella sua casa edificasse la chiesa e il monastero col titolo de’ ss. Cosma e Damiano martiri. Marina ubbidì, e fatta ricerca d’ Elena, la trovò sulle soglie dell’ abitazione festevole in vederla. Ma* infestato il motivo della venuta,la pia
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tegoiie o classificazioni, per sestieri e per forame, comprese Pisole, i." Chiese. Parrocchiali urbane, comprese quella del Litio sul Litorale e quella di Gambarare nella prossima terraferma, 32; oltre 12 delle foranie. Succursali 25. Oratorii sagramentali 18. Orutorii non sacramenta- li 36. Curaziali 2. Di Regolari 7.5: delle quali però 2 figurano anche nelle parrocchiali, ed una tra le succursali. Varie 26. lu complessoi76, che già tulle descrissi (oltre un copioso numero delle non più esistenti),meno alcune di cui dovrò parlare dicendo delle vicarie foranee di Tor-cello , di Caorle e di Murano, e di altre isole. 2.a Sacerdoti secolari 406. Chierici 52.3.a Regolari. Sacerdoti,compresi i chierici professi e novizi, 224. Laici 0 Conversi 122. Monache 44^- In complesso 794- 4-’ Stabilimenti pubblici e privati, 27. 5." Abitanti al 3i ottobre 1 857, Cattolici: latini 134,49^» greci 67, armeni 2. Non uniti: greci 351, armeni 3. Protestanti: luterani 281 , riformati 1 12, unitari 17. Ebrei in lutti i sestieri, il cui maggior numero è nella decania de’ss. Apostoli nelsestierediCannaregio,ecompresi g della forania di Caorle, 2207. Di altre religioni o confessioni 25. In complesso sommano gli abitanti di Venezia ai37,56o, de’quali 17,232 appartengo-noalle 3 foranie, e cosi la cifra corrisponde alla detta dalla proposizione concistoriale. Noterò, che della tolleranza della repubblica di Venezia cogl’ individui delle nazioni straniere d’ ogni religione, ne parlo verso il fine del doga-do 75.° e nel dogado 79.0 del § XÌX. — In Venezia anche l’aria vi è favorevolissima e sana ; mite la temperatura che di rado va sopra il 26° di R. o scende sotto 3°, lungamente fermandosi allo stalo medio ch’è di 11°; il clima delizioso, se non fosse quel vento di scirocco,che 11011 di rado predomina, umido e spossante, detto dal gran Torquato : Vento clic muove dall’arene maure - Ed umido e pesante ambo le gole - Con lenii 4? 1 fiali ad or ad or percuote. Le brezze marine conservano dall’altro canto una certa eguaglianza nell’ atmosfera, e se ne ha l’invidiabile risultato che le donne più tardi invecchiano qui che altrove, e più a lungo conservano gli uomini forza e freschezza. Cadono circa 3o pollici di pioggia all’anno; ed il barometro dà l’altezza media di 28° 1. Scrisse Lodovico Testi, Disinganni, ovvero ragionifisiche sopra l’aria di Venezia intieramente salubre,Colonia per Gio.Wil-lelmo Schell 1694. Il veneto conte Giacomo Filiasi, Dissertazione sopra le variazioni ammali dell’atmosfera a Venezia, ivi 1800. Abbiamo ancora, Du climat de Venise et des ressources salutaires quii offre, Réflexions du df A-lexandre Tassinari ancien médecin en second, et médecin en chef par intérim de l’hôpital Civil de Venise, el médecin ordinaire de l'Iio.rpice Ca di Dio de celte ville, Venise chez Cecchini et N.irato-vich [845. Sono dedicate a S. A. S. il duca Guglielmo de Rrunswich, per l’a more che avea per Venezia. Divise in 6 capi, l’ultimo contiene la seguente Conclusion. Venise offre un climat tempéré en hiver et eu été; elle jouit de propriétés tout-à-fait particulières contre certaines maladies dans toutes les saisons; clans toutes les saisons aussi on y trouve des aliments qu’il est malaisé ou même impossible de se procurer ailleurs; on n y souffre point de la poussière en été; durant toute l'année, on y trouve les moyens de passer le temps fort agréablement; celle ville a des communications continuel-les par terre et par mer avec tout le reste du monde; et enfin dans cette cité ou n’existe pas la nécessité dispendieuse des équipages et des chevaux, une modeste gondole égale le plus simple particulier aux plus grands seigneurs. Voilà certes de bien justes motifs de donner la préférence à celle capitale, et de la recommander aux étrangers qui désirent trouver un soulagement à leurs
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n 6 Costauziaco, isola ora distrutta, ov’ erasi ritirata la madre AnnaMichieli, figlia del doge Vitale II, dopo la separazione virtuosa dal marito b. Nicolò Giustiniani, e vi avea vestito le sagre lane. Ria poi ne uscì bramosa di stabilire una nuova fondazione in Venezia,quando ricevè la detta offerta. Radunate molte nobili vergini, vi formò sotto la regola di s. Agostino un monastero
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un sicuro monastero. Eguale permessoaccordòGiovanni Gradenigo patriarca di Grado, con diploma fermato con sigillo di piombo, la cui incisione olire Corner. Nel 1 109 Pietro Gradenigo donò a’monaci di Malainocco un suo terreno vacuo , con una vigna e cavana (luogo nell'acqua ove si tiene la barca al coperto) poste nell’isola di Murano, acciocché vi fabbricassero a loroco-modo chiesa e monastero
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perpetuamente continuarvi, anzi per consolidarlo, il Papa vi mandò due canonici regolari della basilica Laterariense. Tutto approvò e confermò Eugenio III neh 148. Ad onta di questo, il Zusto fu perseguitato con furore da’ nemici, oude fu costretto evadere nell’isola di Veglia, ove i nseguito da’suoi malevoli, venne barbaramente trucidato a’ 24 aprile 1 i5i, Dio manifestando la sua santità con prodigi
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,mentre già gli altri 8 altari lo ei ano stati nel 1414- Avendo per la fabbrica i religiosi consumato ani he il destinalo pel loro a-limenlo, già il Cardinal Pietro Riario legato, al convento avea unito il priorato di s. Caterina d’isola diocesi di Capodi-stria colle rendile nel 1473; e lo zio Sislo IV per lo slabilituenlo delle cappelle mae- siose, avea concesso indulgenza plenaria nella festa della ss. Annunziata del 1476
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si esponeva all’ adorazione de’ fedeli. Angusta di spazio, nobile e assai adorna 11’ è la struttura, riuscendo lodevoli la gravità e modestia colle quali i monaci armeni divotauiente vi celebrano nel rito loro i divini misteri. E rimarca il Mo-schini, che quivi volontieri si vedono celebrare le sagre funzioni col rito armeno. Non lungi da quest’isola sorge l'altra di : 10. S. Servolo os. Servilio
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della città. Celebre tra essi è il corpo di s. Tarasio eremita, pel prodigioso suo acquisto, indi solennemente ricevuto e collocato in una cappella sotterranea della stessa chiesa, nel cui monastero 200 religiose allora servivanoa Cristo.Da Samo in questa chiesa portarono,altri veneziani, i corpi interi de’ss.Gregorio e Teo- 217 doro, e il capo del loro compagno s. Leone, lasciando in delta isola
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