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allora acquistarono Castelnuovo che si trova tra Corniale e 1’ Istria, s’impadronirono del nodo stradale e costrinsero i mercanti che di là transitavano a scendere in città. Muggia, Capo d’Istria, Isola e Pirano che, da questa mossa dei triestini, videro manomesso il proprio traffico, mossero contro Trieste, aiutati da Venezia, e misero l’assedio alla città. Trieste stava per cedere
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1905
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lo denominarono invece Risokastro(1), malamente interpretato come Xpt&óxxuTpo, ossia “ castello dell’oro „ (2). Fondato forse già dai Genovesi come loro rifugio, certo esso esisteva nel 1212, quando è ricordato nella spartizione dell’isola ai coloni veneti. Il terremoto del 1303 lo danneggiava insieme con le sue torri(3); e 1’8 giugno 1363, “ quia castra Bonifacii et Belveder vadunt in magnani desolationem
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1795
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gene pò partecipare aliquìd di tutto . 1575. E’gius del piovano destinare gli alunni ai funerali. S78. Li destini in preferenza d’altri. ivi. Gli alunni sono obbliga-ti alla residenza. II, 1239. Suppliscano mancando { Titolaji . 1 Sor. Nome moderno, 1 SiJ,* 57o. Un alunno concorre a nome del Suddiacono , che era infermo, III, 783. Ved. Giovani, Amagiane colonne . I, 27S. Ambasciatori Veneti
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1849
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un’isola francese in un livido lago austriaco: Venezia resta. — Mostrale, o Veneziani, ai prodi Ungheresi la bandiera, rhe «' conoscono ed amano, di San Marco. Quattordici scroti vi domanderanno conto della vostra prudenza; inspireranno, o fratelli, il valor vostro. Questa grande onda di gloria vi sommergerà inonorati, o >i sospingerà trionfanti nel porto. ( ipplnusi fragorosi.) Il presidente
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sarà giudice il detto cardinale. Il duca di Milano rinunzierà ad ogni pretesa verso i signori Malatesta per obblighi da questi contratti con lui. Isola Dovarese sarà restituita al signore di Mantova, il quale, come pure Luigi del Verne e i figli di Filippo di Arcelli, conserveranno i beni che possedevano nei dominii del duca al principio della guerra; e sene avessero perduti, saran loro restituiti
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1878
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90 COMMEMORIAM, LIBRO III. Schiavonia delegati dal doge, in lite vertente fra Zara e Pago. Accusati gli uomini di Pago dal conte e dal comune di Zara di non adempiere gli obblighi di contribuire 60 uomini o lire 120 di piccoli pei viaggi dei conti di Zara, di condurre nella loro isola vino forestiero senza chiederne licenza, di non ubbidire alle citazioni dei giudici zaratini e d’insultarne
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1878
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di Lorenzo e Domenico Ma-rona da Chioggia. — Atti Nicolò de’ Farisei. V. Archivio veneto, XV, 155. 90. — s. d., (1358). — c. 16. — Gregorio abate del convento de’ SS. Cosma e Damiano dell’ ordine di S. Benedetto di Zara, al papa (Innocenzo VI). Si lagna che gli uffiziali veneti rovinarono il convento, la sua chiesa ed i suoi beni stabili ; gli levarono i privilegi, e tolsero i sigilli alle bolle papali
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1907
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56 commemoriali, libro xxv. 46. — 1590, Ottobre 23. — c. 63 t.° — Scrittura in cui si espone che presentatosi ad Abdula figlio di Mehemet, giudice di Galata e dell’ isola di Marinara, Seid Abdi chiaus delia Porta, coll’ intervento di Marco Antonio Borisi addetto al bailo veneto, dichiarò esser certo che Venezia fa il dovuto per tener sicure le sue acque contro i corsari, che non va imputata
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1901
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regi, dei quali il re potrà disporre a suo grado ; quei legni avranno ricetto, viveri ecc. (verso pagamento) in tutti i dominii veneti. Il re, ad ogni richiesta della Signoria o del suo capitano generale da mare o di quello del Golfo, darà due galee armate per tre o quattro mesi all’ anno, a sue spese. Le merci e cose dei veneziani e lor sudditi godranno intiera esenzione da ogni dazio
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. —c. 18 t.° — Il doge e la Signoria approvano e ratificano i patti della condotta di Bartolomeo Colleoni, stipulati in nome di quelli da Candiano Bollani capitano a Brescia. Tali patti sono : Titolo di capitano generale di tutte le genti d’arme colle annesse prerogative ; ferma di un anno dal-l'I corr.; alloggiamenti per due mesi negli stati veneti dopo finita la ferma; provvisione di 80000 fiorini
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1883
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. — 1409, ind. II, Luglio 9. — c. 90. — I procuratori di Ladislao re di Ungheria e di Napoli (v. Allegato A) e quelli del comune di Venezia (v. allegato B) pattuiscono : il re cede in perpetuo al comune di Venezia il possesso assoluto di Zara col castello, i fortilizi, pertinenze e distretto, isole e ville ; dell’ isola di Pago, del castello di Novegradi, di Lavrana, e dei diritti regi
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1903
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DOGE FRANCESCO DONATO 205 167. — 1550, Settembre. — c. 123. — Versione in volgare di lettera di Solimano sultano dei turchi al doge. L’ambasciatore e il bailo veneti, ai quali rinnovò le querele per l’uccisione di Sabba reis turco ad opera di veneziani, gli dichiararono: che il capitano che aveva preso il reis s’era assentato, e che il fatto era avvenuto senza saputa della Signoria ; che il reis
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1876
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de’ Bv-chi dell’ isola di Pischemat, Ivano Scozobolca calzolaio, Dobra de Brech, Giovanni de Domino, tutti e tre di Zara. Negli esami i suddetti nominarono : Marino Vioni consigliere a Zara, Giovanni Biondo, Francesco de Bunono (?), Nicola e Raimondo di Biche de Petrogna, Pietro Trateananti, Pancrazio Manolesso, Cresci figlio di Vitaza de Lemes, Giovanni de Calcina giudice. V. Liubió, Mon. spect
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1876
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de Forcea scrive al doge in nome proprio e degli abitanti d’Iviza, confermando quanto contiene il n. 407 ; partecipa che vi sono in quell’ isola oltre 20000 moggia di sale, e promette ogni amichevole trattamento ai veneziani (IV hai. Modi). 409. — 1309, ind. VII, Maggio 10. — c. 201 t.° — Roberto re di Gerusalemme e Sicilia (Napoli), signore del ducato di Puglia, del principato di Capua, conte di Provenza
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1876
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sul-l’isola di Filippo imperatore di Costantinopoli, signore d’ Albania e di Durazzo e principe di Taranto, Corrado Spinola di Lucoli capitano della flotta genovese promise a Paolo Morosini capitano delle galee di Venezia di non molestare in modo alcuno nè 1’ armata nè altri navigli veneti, obliandosi a pagare il doppio prezzo d’ ogni danno. Fatto in Corfù. — Testimoni : Nicolò Molenerio, Chinarlo
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1876
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COMMEMORALI, LIBRO f. respansori loro assegnati dal gran consiglio dell’isola; difesa dei querelanti; nuovi» replica dei responsori, risposta dei primi, e finale dei secondi. Deposizione dei testimoni Marco Veniero, Nicolò Buono, Nicolò Abramo, Tomaso Minotto, Iacopo Tagliapietra tutti di Candia, contrari ai petenti; e di Angelo Gariola e Benvenuto da Brescia cancelliere, non ammesse per buone
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1876
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di Venezia pel fatto che alcuni veneti avevano favorito il di lui nemico Tomaso, figlio del despoto di Romania, di che s’ era querelato per mezzo dell’ ambasciatore veneto Filippo Bellegno. Si raccomanda alla benevolenza di Venezia, protestandosi amico e devoto, e dichiarando sicuri in tutte le sue terre i veneziani o le loro merci. Data a Castellamare di Stabia. 632. — 1314, ind. XII (sic), Settembre 25
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1876
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, e contenti che il doge faccia la relativa assolutoria al conte di quell’ isola (v. n. n. 59). 118. — (1303), Agosto 1. — c. 34 t.° — Il doge risponde ad ambasciatori del comune di Cremona : Venezia non può cedere grani a Marino Galbo per conto di quella città ; se ne aspettano, ed allora si potrà farlo ; essa non può sospendere il diritto di rappresaglia concesso ai creditori di Armanino degli Albertani
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1876
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248 COMMEMORIALl, LIBRO II. vazione delle tregue (v. n. 349). L’imperatore si obblighi a tenere in buono stato i vent’otto ospizi concessi ai veneti in quella città, e le chiese di S. Maria e di S. Marco. Ciò dicasi pure degli ospizi e della chiesa di Salonicchi. Che i veneziani possano usare in commercio di lor pesi e misure. Il tesoro imperiale risarcisca entro quattro mesi i dazi esatti
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1883
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risulta che qui dovrebbe leggersi 1434, era di Spagna ; ciò si deduce anche dal luogo occupato nel libro dnl documento. 27. — (1396), Maggio 31. — c. 19. — Giorgio Strazimir signore di Zenta, al dige. Partecipa la vittoria da lui riportata il 25 Aprile sopra Radiz Czernoc, che fu ucciso, in seguito a che ricuperò parte del proprio stato. Consegnò ai provveditori veneti la città e il territorio
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