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luogotenente, a Ponzo de Queralto stratego in Messina, e a Benincasa de Eustasio (sic) luogotenente di Corrado Doria ammiraglio regio, in seguito a querela sportagli da Pangrazio Giustiniani e Marco Malipiero ambasciatori veneti, di instruire processo contro i siciliani Bartolameo di Malta, Petruccio di Benincasa, Lancia di Amato, Matteo d Isola, Giovanni Surientino ed altri, i quali nel precedente Novembre
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30 COMMEMORIALI, LIBRO VII. furono da marinai veneti rapiti a Iacopo de’ Varicassi nell’ isola di Neume 25 animali, più70 capretti e 44 capre; dallo scoglio detto Bavaz, di Daniele de’ Varicassi, 410 animali minuti; dall’isola di Selva per 200 ducati fra animali, cacio, grani ecc. ai pastori di prete Tolsa pievano di S. Stefano di Zara. Chiedono risarcimento dei danni e che se ne impedisca
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1914
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sia esso fatto dopo la consegna della piazza, trattenendo in Fossa i vascelli veneti. Durante il mentovato tempo le milizie d’ ambe le parti resteranno nei posti finora occupati, senza fare atti d’ostilità. Ogni atto ostile per parte di quelle cesserà dal momento della sottoscrizione del presente. I veneziani consegneranno ai turchi quali ostaggi : Faustino da Riva tenente generale dell’armata, Giov. Battista Calbo commissario
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1842
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482 S. FRANCESCO DEL DESERTO. di S. Giovanni Evangelista questi donò liberamente a que’ frati con earta del 4. marzo 4233. riportata già dall’ illustre Cornare ( Ecc. Tore. II. 37. 38. ) la Isola tutta, riserbandosi soltanto il diritto di costruire davanti la chiesa di S. Francesco uua casa per suo spirituale ritiro nel tempo quadragesimale ; casa che, morto lui, passata sarebbe a comodo
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1830
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r 566 1695. Fortificazioni fatte da’ veneti nella Licaonia. Descrizione che ne fa il colonnello Muazzo p. 395. 16g5. Innocenzo XII dà 25 mila scudi alla Repubblica in soccorso della guerra di Morea,edue vascellip.489. 169U. La guerra de’Veneziani contro i Turchi dal 1684 al 1696 è descritta dal colonnello Francesco Muazzo p. 3g5. 1709. 18 febbrajo. Decreto che proibisce le caccie di Tori
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di rivolgere la somma raccolta nella costruzione di piccoli battelli pure a vapore — tenente-colonnello, direttore dell' artiglieria di Marina, insta affinchè sia aperta inquisizione sulla esplosione della fabbrica di polvere nell' isola delle Grazie . • ” —■ è eletto membro della Commissione di chimici e di artiglieri instituita per fabbricare sollecitamente polvere e rinvenire la materia
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1849
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veneta , è eletto membro di una Commissione, incaricata di armare in guerra quaranta trabaccoli a difesa di Venezia contro T Austriaco . *■’•?; •;* * i* i- •1 Sanfermo, comandante dei pompieri veneti, si loda il suo valore nel dirigerli al momento dell incendio scoppiato nell' isola delle Grazie per la esplosione della fabbrica delle polveri ivi eretta . . . . i San Giuliano, forte
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1859
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. Intanto il doge al principio del suo governo assunse grave impegno di continuar la guerra genovese. La speranza posta da’ veneziani in Carlo IV, restò delusa : appena in Pisa concluse tra’ genovesi e veneti una tregua di 4 mesi. Questa spirata, restò a’ veneziani tutto il peso della guerra, affidata di nuovo a Nicolò Pisani. Uscito in mare, mise a ferro e fuo-co l’isola di s. Panagia,e avvicinatosi l’inverno
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1859
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della medesima, come concordemente asseriscono i più antichi e accreditati scrittori e cronisti veneti, decantandola siccome la prima della città ed el etta nel suo nascere ad onore di Dio, sotto l’invocazione di s. Giacomo Maggiore apostolo, nell’isola di Rjalto. Non posso occultare ritenere il GaIIicciolli, seguilo dal Zanotto peritissimo, non essere stata propriamente s. Giacomo di Rialto la prima chiesa
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1859
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alcuni paesi della parte meridionale del veneto dominio, assalirono Grado, isola resa illustre dalla residenza del proprio patriarca dopo la rovina della famosa Aquileia; e dopo vigorosissima difesa fattavi da un maestro de’ militi della veneta famiglia de’ Vanii, se ne impadronirono. Forse fu presa anche Caorle, e l’armata regia con impeto piombata su Jesolo o Equilio ed i luoghi circostanti, li ridusse
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1937
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che permette alla Porta di giocarsi dellâEuropa intera. Ad una nota presentata dagli ambasciatori di Francia, Russia ed Inghilterra la Porta risponde colle solite vaghe promesse e promulgando uno dei soliti « iradé » di riforme che, come tutti i precedenti, resta lettera morta. Dal 1890 anche la situazione dellâisola di Creta, abitata per la maggior parte da greci e che si agita
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1926
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, Firenze (vol. I), Genova Mantova, Milano, Palermo, Torino (v. II). Monumenti slavi concernenti le relazioni di Ragusa coi popoli slavi sono stati pubblicati da Fr- Miklosich : « Monumenta serbica, spectantia historiam Serbiae, Bosnae, Ragusi», Vienna, 1858; M. Puciél Spomenici srpski », v. I-II, Belgrado 1858-62 ; K. Jirecek : Spomenici srpski - in Spomenik » dell’ Accademia serba, Belgrado 1892. Infine
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In memoria di mio fratello e compagno darmi, Anton Ferruccio, volontario irredento, caduto nella grande guerra per l’Italia da lui tanto amata, e che, giovinetto, sognò nostalgicamente nella natia isola dalmatina. Postire - Isola Brazza (Dalmazia\ Maggio 1933.
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flus. Md. Creta recepta, moritur . 196. Dandulus (Saracenus) Suppetias ferre Tar-viiio nititur. 420. Dandulus ( Simon ) claflis legatus • 19?. Darius ( Joannes ) fcrìba : pacem firmat cum Turcarum rege, Reip. nomine. 802. Orator iteruni ad Turcarum regem. 877. Decemviri : quando prinium creati. 153. Delmatia in fidem recipitur. 82. Delphinus ('Dominicus ) dux Cretae. 101. Delphinus
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1859
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di levar l’interdetto che pesava su Venezia. Il Papa gli esaudì, coll’ assicurazione che i veneziani negli affari di Sicilia non prenderebbero alcun partito contrario agl’ interessi della santa Sede, suprema signora dell’ isola, e degli Angioini. Nello stesso 1285, o nel precedente, furono coniati i primi ducati d’oro nella zecca di Venezia, poi detti verso il 1577 cecchini 0 zecchini veneti
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1859
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e l’Erzegovina, e due volte con molto lor danno e vergogna furono costretti a ritirarsene, cioè nel luglio e nell'ottobre, ad onta di tutti i loro sforzi. Indi i veneti espugnarono la rocca di Clobuch. Nell’Ungheria e nella Croazia gl’imperiali presero alcune piazze , ed i turchi sciolsero l'assedio di Petervaradi-no. I polacchi riportarono grossa vittoria, ed i russi loro alleati si limitarono
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1927
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invadenti, per l'altro divise dalla terraferma da larghe fiumane, si protendevano nell’estuario dalle foci del Tagliamelo a quelle della Piave, dov’è probabile, sino da tempi favolosi, fiorissero le razze dei cavalli veneti, affini alle arabe e poi famose nei circhi di Roma, e le mandrie dei buoi, che, poco appresso, diedero il nome ad uno di quei lidi. Di contro ad Aitino
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1912
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Capitolo Sedicesimo. Miniere preistoriche di rame del Monte Sinai e di Creta. I. Ordinamento delle miniere sul Monte Sinai. I monumenti scolpiti sulle roccie del Monte Sinai raccontano la storia della metallurgia ’). Cinque figure più grandi del vero rappresentano un re che colpisce sul capo colla mazza un beduino che sta in ginocchio supplicando. Tali bassorilievi della I dinastia
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1917
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I MONUMENTI ONORARI 139 Quanto a monumenti eretti alla memoria di semplici individui, l’esempio più antico che di tali onoranze ci sia pervenuto, ci riporta di bel nuovo a Canea. Per ricordare ai posteri le benemerenze di Pasquale Cicogna — il futuro doge — che era stato colà provveditore dal 1572 in poi, i cittadini di Canea avevano deciso di erigergli una statua di marmo. E a questo scopo
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1917
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TRAÙ - Il banco de’ magistrati veneti, nella Loggia. The bench of the Venetian magistrates, in the Loggia. Le banc des magistrats venitiens, dans la Loggia. X r <
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