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1882
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, con uno altro, foresi a presso expedir per questo. Credo il provedador de 1’ armada convien li scrivemo so reducha in qua, et non sera fuora di proposito per ogni rispecto. Lo exterminio et damno è tanto gratulo, che più non se potria immaginar non che dire, ldio per sua cle- menlia, bontà et misericordia; et non per nostri meriti, se degni poner la mano. Candida, primo iunii 1508. Petrus Marzelus Creta capitaneus
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1912
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e gli scavi di Creta di Angelo Mosso. Iu-8 con 187 incisioni e due tavole fuori testo (1907). ... 12 - La Cina dopo il Millenovecento, illustrato da 88 incisioni e 2 carte fuori testo (1907)........... 8 - T a Ciri'i note e Tia.Sgi di (fra8KI,pK i*’Luigi, già delegai ■I—<a «Illel contemporan ea, della Missione italiana in Cina. In-8, illustrato d 140 incisioni fuori testo e 4 carto geografiche
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1834
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Alberico e di Domenico canonici della chiesa di s. Maria della Carità, di Bernardo canonico di Durazzo, e di Iacopo da Molino e altri, (num. CLXIV. pag. 298). lai 1. Mense septembri indie. XV Riroalti. Pier Ziani doge concede castelli e terre nell'isola di Candia alla colonia de’ cavalieri e fanti colà spediti da’ Veneziani ec. Il documento presente è riportato per esteso nel T. II. p. 326-202
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1842
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.NQ . QVOND . GENEROSI . DOMINI . ORSATI . DE . CONFINIO , SANCTI . MOISIS . QVI . ORIIT . ANNO . DOMINI . MCCCC . XL . 1III . DIE .. VI . MENSIS . MARCII . Da qualche mss» è malamente collocata questa lapide nell’ Isola della Gra zia ; la q lai lapide fu dal Casoni donata al Seminario ove oggi si osserva sotto la sagrestia e il coro. Tom. V. 89 patrizio Veneto da san Moisè figliuolo di ORSATTO
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1842
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come i più distinti codici greci, eli’e’possedeva, se li fece copiare dagli antichi che nel monastero dell’ isola di Patmos si conservavano, e come poi, temendo non dopo la sua morte andasse dispersa la sua libreria, pensava di disporne stabilmente. » Aloysius Lollinus (dice l’Aleandro) Bellu-» ni episcopns vigiliti ab bine annis exorato » primum Pathmici monasteri-! praefocto (que-» sto abbate aveva nome Fileta
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1969
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di Reti-rno, sponte donò a la Signoria ducati 500 per uno per armar quelle galie, unde, per recognition, li creo-no tutti Ire cittadini el soi heriedi nobeli cretesi, videlicet possino partecipar in li ofìcii e beneficii de l’isola di Creta, sicome fanno li feudali di la cita di Relimo: però sia confirmà per questo Consejo e siano nobeli cretensi, quanto aspela a la terra di Reti-ino. Una di non sincere, 81
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1927
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Venezia, d’ogni bruttura ricevitrice <6>, a detta del Boccaccio, il quale chiama bergoli (7> i cittadini del più saggio fra i governi d’Europa. Poi, nel Commento a Dante, dice che l’isola di Creta è tirannesca- (1) Poggii, Facetiae, Basileae, 1538, pag. 483. (2) Segarizzi, Niccolò Barbo patr. veti, del sec. XV e le accuse contro Isotta Nogarola (estr. dal « Giorn. Stor. della Lett
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1827
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colla Signo-ria di Venezia p. ¡98. i4g8. Vincenzo Valier prende il castello di Montopoli, e rimane ferito p. 27S. i4gg. Combattimento de’Veneti contra i Turchi all’isola di Sapienza. Valore di Luigi Marcello p. 1 54-«499. Trattazioni in Senato in torno alla guerra contra il duca di M ilano. Parere di Marco Sanulo p. ili. i4gg. I Veneziani spogliano li Sanseverini della terra di Cittadella. Vincenzo Valier
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1930
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Prospectu* Insula lutiakde 'Dalla raco«lla del Ghermì O L'isola dell« Giuda«. ricordala in tulle Ir numetaw Guide di Venezia, come un'interessante appendice della (illà regina. non ha però avuto qua" mai la fortuna di attirare. esclusivamente tu di tè. l'altra, zione di tenitori e d> studiosi; sicché le notizie che «e ne hanno, tono frammentane, incomplete e brevi
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1842
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Cana-diense e Protomartire dell’Ungheria 1 78. ìoJS-io^o. Domenico Contarini doge fonda la Chiesa di S. Michele Arcangelo di Concordia 4.51. 1047 adì a4 Settembre. Morte di Gherardo Sagredo Protomar tire dell’Ungheria 181. 1074- Contribuzioni annue di alcuni Monasteri al Patriarcato di Grado. Nel Documento vi è soscritto anche Giovanni Magno a ai-1123. Privilegio dato da’Veneti a quelli della Comunità
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1903
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che si pretendevano violati dai sudditi veneti di Cattaro, confini che si descrivono con quelli di Antivari, Budua e Dulcigno ; il sangiacco riferisce d’ essersi portato sui luoghi con Giacomo dalla Vedova segretario e commissario veneto, e aver con esso, dopo le opportune pratiche, determinato i detti confini come espone. Sottoscritto dal referente. — Nel documento sono nominati : Calil sangiacco di Scutari
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1883
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62 COMMEMORIALI, LIBRO VII. 356. — 1367, Maggio 24. — c. 83 (80). — Per ordine dei provveditori veneti in Candia, furono consegnati a Giovanni Querini patrono di una nave, per trasportarli a Venezia, i seguenti individui appartenenti a famiglie di ribelli condannati: Elena vedova, Marchesina (d’anni 10) e Giannina (di giorni 40, nata in carcere) figlie, e Andrea (di mesi 19) figlio di Giovanni
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1914
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di complimento col capitano veneto in golfo al suo uscir di carica, dovranno portargli ogni tre anni un bacile d’ argento del valore di 20 zecchini veneti. I navigli veneziani incontrando legni e barche di ragusei non li molesteranno. I sudditi veneti non entreranno ne’ boschi dei ragusei a tagliarvi legne, nè molesteranno o danneggeranno in modo alcuno questi ultimi e le loro proprietà, nè impediranno
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1914
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del cancelliere del provveditor di Patrasso con carico di olio di Cristo Jorghi figlio di Lambrino e Jani Isolano, veneti, i quali sedussero a fuggire due suoi schiavi russi con danaro tolto allo stesso Mehemet, e poi gli ammazzarono presso Gastuni ; come mediante lettera di Ismail pascià già governatore di Negroponte, il danneggiato ottenne dal comandante delle navi venete, allora a S. Maura; 70 zecchini
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1859
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. Nel i3o6 Giotto trovavasi a Padova, e quivi ed in Verona dipinse nel 1 3 16. Seguono quindi i nomi di vari artisti veneti in parte giotteschi, in parte no; e nel secolo XV trovansi molti piltori illustri dell’ isola di Murano, tra’quali i fecondi Vivaiini. Da questi con lunga serie non interrotta di artisti, tanto di Venezia, quanto dello stato suo, si giunge all’ epoca della pitltìra a olio introdotta
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1911
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— 259 — data da Matteo Grimani, fece prigionieri 150 isolani di Mezzo, mettendo a sacco quell’isola. — Nell’anno 1570, la flotta turca fa molti schiavi nel territorio ragiiseo. Nella tema di più serie conseguenze, la Repubblica assunse al proprio servizio Saporoso Matteucci, nobile di Fermo, rinomato ingegnere militare, per costruire il bastione di Santa Margherita e fortificare di nuovo la città
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1901
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dall'isola quando ne parti il detto Lorenzo Tiepido; l’appello sui giudizi degli arbitri sarà portato al doge. Sono perdonate ai figli del conte Guido e ai loro sudditi tutte le offese fatte a Venezia e ai suoi cittadini. Le parti giureranno e osserveranno la convenzione fatta col conte Giovanni Tiepolo autenticata dal not. due. Corrado. Saranno giudicate dai detti arbitri le seguenti querele : i nobili
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1883
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332 COMMEMORIALI, LIBRO X. riconosciuti i crediti dei sudditi di ciascun contraente verso quelli dell’ altro. Il despota, il conte Topia e la signora Mara guarentiranno 1’ osservanza del presente da parte degli Strazimir. Fatta in Àntivari, alla marina, presso il fiume Selesnice. — Testimoni i nobili Nicola Zaulo voivoda, CursacMo uomo del conte Topia, Raico Moneta, ed i mercanti veneti
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1876
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di Santorino di Andrea Barozzi, e presero pure in mare molti cretesi e loro barche. Il duca scrisse ai turchi i quali risposero amichevolmente si indicassero loro i possedimenti veneti, che non li toccherebbero. Così fu fatto, ma ad onta a ciò scesero poi in Maggio nell’ isola di Scarpanto di Andrea Cornaro e la spogliarono d’ uomini e d’animali. Ora minacciano Candia verso Sittia, uniti a catalani. Il duca
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1876
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DOGE: GIOVANNI SORANZO. 125 tere del doge, che si lagnava del sequestro fatto in quell’ isola di cose spettanti al veneziano Barbone Morosini, dice essere ciò avvenuto per risarcimento di danni dati dai veneti a Pietro Gironi e compagni, che non 1’ avevano ottenuto da Venezia ; aggiunge avere in considerazione del doge commesso 1’ esame della questione al suo luogotenente di Maiorea
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