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1935
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la Nave « del Molino. « Furono al Capitan Bascià presentate 3 bandiere, 2 della . c( Galera Morosini ed una della Padovana, con 100 schiavi, es~ c( essendo stati rubati alcuni altri pochi. Bilanciandosi il suc~ cc cesso del presente fatto quantunque fossero superiori li T ur~ « chi in numero di Navi e Galere oltre il vantaggio, non fecero « altro che liberarsi della presenza dei Veneti. Di tal esito
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1927
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Fortunich, abitante a Zara; e nella Mariegola dei marinai e pescatori di Zara, al principio del secolo decimosettimo, un Andrea Fortunichio qd. Simon, un Simon Fortunich di Andrea, e un Francesco de Simon Fortunichio, tutti marinai da Selve, isola dell’arcipelago zaratino. Prove non ci sono, ma credo di non errare, supponendo che il Fortunio appartenga a coteste famiglie. Nato a Zara, o da Selve
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1933
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. Quegli atti, inediti la più parte, non riguardano soltanto la città di Ossero, ma pure le sue dipendenze, e, prima fra queste, tutta l’isola dei Lussini, la cui storia, fino alla caduta della repubblica di San Marco è indissolubilmente legata a quella del comune osserino, e anche con quella della città di Cherso, dopo che i conti e capitani veneti vi aveano fissata la loro residenza. In quell’ archivio
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1938
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, che furono allontanati più tardi anche dalla stessa isola di Corfù. La morale della farsa giocata dai francesi, camuffati nelle isole jonie da democratici veneti, fu rivelata, dopo Campoformido, dallo stesso Napoleone che scriveva al Talleyrand: «Nous acquérons la part de la république de Venise la plus précieuse pour nous», RODOCANACHI, Bonaparte et les îles joniennes, Paris, 1899, pgg. 34, 52, 61
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1846
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f _ UA — parecchi illustri rei (li Stato ai tempi della Republica ed anche della democrazia, consistevano in camerini ricavati dal soffitto del palazzo ducale. Si dicevano piombi perchè erano ricoperti appunto da foglie di piombo e di zinco come sono le cupole della basilica di S. Marco. Queste carceri sono larghe circa piedi veneti 12, ed alte più che 8 piedi. Sala dello Scrutinio
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al doge (in volgare). Quella república, per deferenza a Venezia, perdonò ai la-gostani la ribellione come lo dimostra il n. 2 ; e pregano sia fatta restituir loro T isola col castello. Data a Ragusi. 19. — 1606, Aprile 17. — c. 42 t.° — Breve di papa Paolo V a tutti i membri del clero degli stati veneti (in volgare). Esposto come in occasione di una lite fra il dottore Francesco Zabarella di Padova
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POLITICA E CIVILE. 469 1167. Relazioni degli Ambasciatori Veneti al Senato raccolte, annotate, ed edite da Eugenio Albéri. Firenze, 1839 1846, voi. sette, in 8. (E in corso). Finora le città e gli stati alle quali spettano queste Relazioni sono : Borgogna. Francia. Nizza. Inghilterra. Firenze. Savoja. Mantova. Urbino. Napoli. Ferrara. Genova. Lucca. Milano. Costantinopoli. Roma. Ve ne è da Carlo
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1888
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a breve distanza fra loro, S. Andrea cioè, e S. Giovanni, così detti da due conventi che esistevano nei tempi addietro. Sulla linea tratta dal campanile di S. Eufemia per mezzo allo stretto di mare fra S. Giovanni e lo scoglietto minore esterno, in distanza di 500 passi veneti da S. Giovanni e 100 dallo scoglio minore, vi ha sott’ acqua una città, della quale si dice che giri 500 passi ; in profondità
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1925
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83 polazione a Venezia, colà congregati, per modo che grande era la moltitudine, si crearono un Duca che superasse gli altri in nobiltà.,. Era allora la sede del Ducato in un luogo detto Terranuova (Città nuova, Eraclea), ma essendo quello troppo vicino al continente, trasferirono il comune consiglio la sede in altra isola, ove trovasi ancora (1). » E chiaro che qui viene riconosciuta
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1929
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DEI VIAGGIATORI VENETI MINORI 49 BIBLIOGRAFIA (Mss.) — Lettera di Catterino Zeno al capit. gen. Pietro Mocenigo, ecc. sopra il suo viaggio in Persia in data 30 aprile 1472, recapitata a mezzo di Polo Truciman, legato di Ussun-Cassan, giunto a Rodi il 28 agosto 1472 (Annali veneti di Dom. Malipiero). — Lettera di Catt. Zeno, atnbasc. in Persia, in data 12 luglio 1473, diretta al Doge
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1859
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cialmente nelle maree o vicino al mare), che in questo silo era portata dalla corrente. L’ alghe mariue non solamente si fermauo all’ intorno nelle paludi di quest’ isoletta, ma anche nell’al-tre e altrove nelle basse maree della Laguna, ossia abbassamento del mare. In quest’ isola dunque della veneta Laguna la famiglia Gallura fondò una chiesa in onore di s. Giorgio martire, la di cui divozione
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1934
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Lino da Parma di E. Bevilacqua . . . 244 Einflüsse der geographischen Lage auf die Geschichte des jugoslawischen Küstenlandes di J. Rubich.....245 L’Isola di Cherso di Pozzo Balbi L........245 Tommaseo amico e nemico di Correr di G. Damerini . . 246 Vita giovanile e scolastica di F. Rismondo a Gorizia di U. Bonnes............246 La Dalmazia e la Lega di Cambrai di M. Brunetti . . 247 Mazzini
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1851
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; se di Gradisca, o Gradiska presso Gorizia, se di una delle due Gradiste della Schiavouia, se di Gradisca del Circolo di Klagenfurt, o dell’altra nel Circolo di Cilly. GRADO. Piccola isola del mare Adriatico, quattro leghe al sud di Aquileia. Pare, che a’ tempi Romani fosse un grosso vico, o borgata, detta Gradus per le marmoree gradinate erettevi a comodo di chi saliva e discendeva dai navigli (gradinate
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1896
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nel palazzo ducale di Venezia. 61. — 1439, ind. Ili, Dicembre 29. — c. 55 t.° — Il doge ai rettori ed ufficiali veneti della Valle Lagarina e a tutti gli altri. Fa sapere che gli uomini di Castello Albano, Mori, Tierno, Besagno e Sano sono stati fatti esenti per cinque anni dalla decima del miglio e dei grani minori ; e di ciò ordina 1’ esecuzione a chi spetta (v. n. 60). Data nel palazzo ducale di Venezia
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1883
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per comperare quell’ isola, chiedono di non essere tolti dalla sudditanza veneta ; dichiarano che piuttosto abbandonerebbero la patria, emigrando su territorio della Signoria. Data a Tine. ¡93. — (1400), Agosto 4. — c. 111. — Enrico re d’Inghilterra risponde a lettere ducali. Ordinò sia fatta amichevole accoglienza ai negozianti veneti che approdano nel suo regno, e tale l’avranno in ogni tempo. Data
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1903
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DOGE LEONARDO LOREDANO 71 Sottoscritta dal Cortes e dai testimoni Giovanni Maeip catalano ed Alvise Valiero soprastante all’ ufficio delle rason vecchie — Atti Bernardino Ambrosi. 34. — (1503), Dicembre 20. — c. 39. — Versione come al n. 22. Il sultano dice come, e cogli inviati veneti Zaccaria Freschi ed Andrea Gritti, e per mezzo del suo a Venezia, Ali-bey, abbia sempre sostenuto il proprio
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1876
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a Venezia, a titolo di donazione volontaria, l’isola intiera di Negroponte, con tutti i diritti relativi. 719. — s. d., (1316). — c. 240 t.° — Formula d’istrumento perla cessione del-l’isola di Negroponte a Venezia, nel caso che il contratto venisse stipulato col solo principe d’ Acaia. 720. — s. d., (1316). — c. 241. — Formula simile alle precedenti, pel caso che la cessione fosse stipulata dalla sola
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1883
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come il n. 11. V. Lunzi, Delta condii polit. delle isole Jonìe sotto il dominio veneto, vers. ital. Ven., 1858, p. 79. 13. — 1376, ind. XIV, Luglio 19. — c. 9 (10). — Giovanna regina di Napoli ai capitani e agli altri ufficiali in Corfù. In seguito a querele di Marco Orso e di altri negozianti veneti domiciliati in quell’ isola, ordina la rigorosa osservanza dei privilegi e delle franchigie godute dai veneziani
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1937
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l’affare « e tanto più facile ne truovo la riuscita quanto che per allestir le « genti faccio che l’isola donde sono ricavati contribuisca ad ognuno « di essi in conto di paghe anticipate, reali dieci, da essergli però a quella bonificata nel carazzo. (2).......... « L’isola di Milo ha già consegnato i suoi trenta a che gli obligai. « Altrettanti per cadauna se ne vanno disponendo a Siffanto, Parisi
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1933
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. Costantinopoli è la chiave di volta, come dominatrice del Bosforo, di una estrema via marina riallacciata al sistema dei grandi fiumi irradiati nel cuore della terra; è l’ultima barriera, dopo quella dei Dardanelli, che chiude il Mar Nero, il quale si curva, ad Oriente, vertendo in direzione del Caspio e delle grandi vallate del Tigri, dell’Eufrate, lanciate, queste, verso il Golfo Persico. L’isola di Candia
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