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in Senato di unirsi a Lodovico XII re di Francia contra il Duca di Milano. Proposizion fattane da Antonio Grimani p. 171. 1499- Combattimento navale de’ Veneti contra’Turchi all’Isola di Sapienza. Vi periscono Stefano Otlobon p. 1 63 ; Albano Armerioe Andrea Loredano p. i63. 170. 283; sendone generale Antonio Grimani p. 1 70. 1500. 15oi. Eccitasi col mezzo dell’ambasciatore Pietro Pa-squaligo
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1937
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. Cividale, c. Cedad. Civitavecchia, c. Civitavekija. Clageniurt, c. Celovac; m. Celov-èanin; /. Celovkinja; ag. celo-vacki. Ciana, loc. Klana. Clissa, loc. Klis; ag. klìski. Como (lago di —), Komsko jezero. Copenaghen, c. Kodanj. Corbavia, pr. Krbava. Corfù, is. e c. Krf. Cormons, c. Kormin. Corsica, is. Korzika. Corte d’ Isola, loc. Dvor. Cosana, loc. Kozana. Costantinopoli, c. Carigrad. Stam-bul
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1934
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, o, addirittura, di quella teoria panillirica, secondo la quale, portata agli estremi, gli Illirici avrebbero oltrepassato i confini della penisola balcanica, per giungere da una parte in Asia Minore, dall’altra sino a Creta; e sarebbero illirici gli Umbri, i Volsci, gli Etruschi, gli Aborigeni del Lazio; illirico sarebbe il nome dei Siculi e della loro isola. Analizzato, con l’acutezza che gli è propria
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1905
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per includervi i borghi, prima di porre riparo all’antica, se così fosse sembrato meglio. Per i quali bisogni si prometteva di inviare a Creta un bravo ingegnere (l). Ma neppure a questo modo la faccenda procedeva bene ; e il duca era di nuovo costretto a chiedere consigli alla Dominante. Laonde il Senato, il 7 dicembre 1465, gli riscriveva che se proprio l’esperienza dimostrava l’assoluta impossibilità
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1853
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, stà sotterra sei e » più piedi; il secondo a mosaico antico trovasi profondato quattro piedi incirca; » il terzo composto di varii irregolari antichi marmi esiste in più parti di essa » alla profondità di circa piedi tre ; il presente poi è fatto parte di quadrati di » marmi bianchi e rossi : e parte di mattoni quadrati di creta bianca e rossa. » Prova evidente di tutto questo sono le colonne
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1932
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stagione rese impossibile la permanenza della (lotta in quelle acque tempestose, riuscì a Fasli-pascià di lasciare il porto di Chio con 87 galere e di arrivare a Creta. Grimani, che gli fu subito dietro, non potè «■olle sue navi d’armatura pesante seguirlo tanto celeremente, da impedirne lo sbarco. Dovette limitarsi a prendere la sua stazione d’inverno presso l’isola di Standia, dalla quale dominava
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1929
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112 Libro II. Adriano VI. 1522-1523. Capitolo 3 a. Era perfettamente giusto che Adriano pensasse ora prima di tutto alla difesa dell’Ungheria. A lungo in Roma erasi dubitato della caduta di Rodi correndo le più contraddittorie notizie, anche quella che i Turchi fossero stati respinti con grandi perdite. Fino all’ultima ora erasi sperato che la forte isola si sarebbe sostenuta
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1929
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sempre nuovi particolari sulla battaglia, 3 il papa attendeva con comprensibile impazienza notizie precise sullo sfruttamento della vittoria riportata il 7 ottobre dalla flotta della lega. Dapprima corse voce che si sarebbe andati contro la Morea, dove dicevasi che la popolazione cristiana era già pronta per una rivolta. Altri pensavano che si tenterebbe un attacco ai castelli presso Lepanto o all’importante isola
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1929
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. della flora veneta. Milano, 1869, p. 10. -La botanica in Italia. Parte I (1895) p. 13 e 11 (igoi).-G. B. Marangoni, Prospero Alpino, cenno scientifico in Boll. Club Alpino Bassanese, 1897. — A. Baedacci e P. A. Saccardo : Onorio Belli e Prospero Alpino e la flora dell’isola di Creta, Malpighia XIV, (1900). - Pucinotti, Storia della Medicina, voi. II, parte I, p. 622-26. - D. LE Clerc, Hist. de la Medie
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1932
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LE ISCRIZIONI GRECHE 443 Il cognome Kon))a^r]i (forse più correttamente Konr\tCtj;) è nuovo invece alla onomastica cretese. Zagaxr]vol, Movaovgoi e ZxogòvXidsg sono da capo notissime famiglie, insignite pure della nobiltà (I). I primi (cfr. pure Malvesìn, io) derivano certo il loro nome dai Saraceni che conquistarono ed infestarono poi più volte l’isola: denominassero già da quei predoni
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1853
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S. ANDREA DE ZIRADA. 139 Pietro Caopcnna q. Nicolò, il quale, come ho dello altre volte, raccolse gli epitaflìi Veneti nel 1584. Egli a p. 80 del Codice originale da me posseduto num. 227 la riferisce come esistente in S. Andrea de Zira in Venetia. Io l’ho copiala tal quale da lui con gli stessi errori. LEONARDO PISANI, di cui non trovo nelle genealogie patrizie registrato il nome, (ma dal tenore
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1905
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religiose si giunse ad un certo accordo; cosicché Greci e Latini cominciarono a guardarsi meno in cagnesco(2). Nell’isola rimasero bensì l’arcivescovo di Candia e gli altri vescovi latini che aveano stabilite le loro sedi al posto delle antiche diocesi bizantine ; mentre i Greci dipendevano dai loro protopapas : ma il rito scismatico ottenne sempre maggiore rispetto, libertà ed indipendenza, per merito
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1903
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quanto segue <;on Alvise Badoaro rappresentante la veneta Signoria : Nauplia e Monembasia resteranno al Sultano, con facoltà ai rettori e soldati veneti, e a tutti quelli che volessero., di partirne con artiglierie, armi, campane, masserizie ecc. Venezia pagherà 300000 ducati d’ oro, 100000 dei quali subito, il resto nei due anni successivi. Apparterranno al sultano, che giura mantener pace
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1876
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deve a Giovanni Liminiti perperi 200; nel 1316 alcuni veneti di Negroponte noleggiarono a mercanti greci in Salonicchi delle barche, quindi gli spogliarono di perperi 8000, e li vendettero ; molti mercanti di Saio-nicchi, Costantinopoli ecc. sono creditori di 10000 perperi verso alcuni veneziani ; uomini di Negroponte presero nell’ isola Caluri 500 persone e le vendettero a Marco Lombardo
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1883
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a Tenedo, al doge. Esposto come sia stato eletto dal popolo di quel-l’isola a governatore, dichiara di avere accettato e giurato di difenderla contro chiunque, perchè non cada nelle mani dei genovesi e per la conservazione del commercio veneto in Levante. Chiede perdono del fatto; ma si dice pronto a respingere colla forza ogni nemico (v. n. 123 e 125). Data a Tenedo. 125. — (1382), ind. V, Gennaio 14
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1859
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di tempo ristretto alla città intorno a Rialto edificatasi, primitivamente apparteneva a tutto il complesso dell’isole ricordate più sopra, i cui abitatori formavano la veneziana famiglia. Le più grandi isole che formarono il gruppo e nucleo della città, che oggidì nominiamo Venezia, furono quelle di Rialto, Olivolo, Luprio, Dorsoduro. Dice VArte di verificare le date, rifuggili gli antichi veneti
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1906
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145 Muazzo, Marco Fradello, Andrea Pantaleo e Bartolomeo Grimaldi. Questo nuovo governo, scelsce trenta consiglieri, che deliberarono sulle cose dell’ Isola, nominando nuovi magistrati, i Camerlenghi e i rettori delle città ; abbassarono lo stendardo di S. Marco, e innalzarono quello di S. Tito protettore dell’ isola ; ma spiegato questo il primo giorno sul campanile, si vide la figura del santo
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1903
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L’Istria — Ptof Silvestri ISOLA — Sala principale nel Palazzo dei Besenghi Fot. Benque
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Page 205
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1931
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Prof. ANTONIO SIGALAS I NOMI E COGNOMI VENETO-ITAIJANI NELL’ISOLA DI SIRA
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Page 433
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1859
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al capriccio o all’ignoranza de’privati, ma rimarrà sempre in Venezia. Quantunque da vari anni simile raccolta trovavasi in possesso del Comune di Venezia, ora soltanto le si può dare veramente il nome di Museo, essendo state prima le sue ricche sole decorate di stupende opere di pittura e di scultura, e piene d’ogni preziosità in fatto d’arti edi patrii monumenti, ma tenute con poco ordine e con poco amore
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