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. Cambrais (Francia), 425, 504, 543, 601, Camerino (Marche), 20. Camollo, v. Cimpello. Campo Bernardo (trevigiano), 120. Cataposampiero (padovano), 554. Canarie (isole), 500, 522. Canciano [Canziam) (Umbria), 299. Candia o Creta (città ed isola), 9, 10, 11* 14, 15, 16, 17, 18, 19, 40, 77, 78, 79, 82, 103, 105, 136, 149, 202, 210, 223, 228, 232, 234, 237, 251, 268, 274, 288, 303, 328, 340, 345, 356, 358
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DI CADORE. (Musco di Este). chiamata Sola. Nella fonte di Abano si gettavano i dadi d'oro per comando dell’oracolo di Gerione ; e sulle favolose isole Elettridi, collocate dagli antichi sul Po, e dalle cui spiaggie scorreva l’ambra, Dedalo inalzava splendidi monumenti (l>. Prima dell'età romana la storia ricorda come i Veneti abbiano avuto lunghe guerre coi Galli ceno-mani ed insubri
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Veneti), sempre illegalmente dato agli altri palrizii. ECCELSO, titolo dato al Consiglio dei Dieci; anzi In sola parola Eccelso detta per antonomasia e sustantivamente valeva per lo stesso Consiglio. Si dicea quindi : decreto dell’ Eccelso, Ordine deir Eccelso. EFFETTIVO , diceasi il ducato realizzato veramente ; nel 4795 per effettivo s’intendea il ducato di argento da lire olio. ELE
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LEGGENDA E PREISTORIA 35 di mare Ionio ('), mentre per i Latini l’appellativo di Adriatico si estese talora all’attuale Ionio; ed infatti S. Paolo, nel suo viaggio marittimo a Roma, narra d’aver raggiunto l’isola di Malta traversando l’Adriatico, mentre è evidente che si tratta dell’ionio. Scendendo per il versante orientale della Penisola, gli Etruschi invasero il territorio dei Veneti
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le falde dei Vosgi, per i Senoni l’isola di Francia e la Champagne, regioni fertili ma lontane dal mare, è giusto supporre che, giunti fra noi, quei due popoli si dedicassero segnatamente all’agricoltura, occupazione del resto di tutti i Galli, ad eccezione dei Veneti dell’Armorica (I). Ed è perciò ch’io ritengo che persistessero lungo l’Adriatico pa- (*) Mi pare che il MommsEn nella sua Storia romana
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di Beniamino da Tudela, che affermò d’avere incontrato ad Alessandria d’Egitto mercanti pugliesi, veneti, lombardi, toscani e ragusini. Non si deve dimenticare che Trani ci ha lasciato uno Statuto marittimo, che pare risalga al 1063, sebbene taluni lo ritengano posteriore. Questa città avea, fin dal sec. xn, delle relazioni commerciali con Cipro, come le aveano Venezia e Genova, come le stabilirà Ancona
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1938
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di Cipro, competente per gli affari militari, due camerieri (tesorieri) patrizi veneti, alcuni castellani, e il Capitano di Famagosta, le cui attribuzioni aumentarono nel 1489. Il Capitano di Famagosta divenne in prosieguo di tempo uno dei principali capi del governo dell’isola e fu chiamato Capitano di Cipro. Il secondo periodo si può comprendere tra gli anni 1489-1570. Il governo veneziano prese
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PARTE PRIMA 77 menti veneziani in Levante, dopo aver notato che gli Joni non furono esposti agli arbitri, alle prepotenze ed al capriccio dei proconsoli veneti, ci ricorda che « piccoli luoghi, quali le isole Jonie, non potevano aver pretese nè d’indipendenza nè d’autonomia, massime quando il servaggio di tutto il rimanente della nazione greca condannava esse isole a soggiacere al dominio
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più sulla terra che lo zoccolo del suo destriero avesse calpestato, devastarono l’Italia, nella quale penetrarono dal confine di grecale. Incendiarono Aquileja città vetustissima, che ancora sussiste, ma lungi dal mare che nell’ antichità ne lambiva le mura. I romani di Aquileja e delle terre prossime cercarono rifugio nelle lagune estesissime che, come oggi, distendevansi tra il mare e le foci dei fiumi veneti
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1892
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dolcissima e soavissima. , CURZOLA. È un’isola molto ricca e molto popolata, lunga 30 miglia, larga 5, parallela a Lesina, da cui dista 18 miglia, e trenta miglia da Lissa: la separa, dall’estremo lembo orientale della penisola di Sabbioncello, un canale di mezzo miglio. Abbonda di paeselli lungo la costa e nell’interno. Ma noi rileveremo soltanto l’importanza della città di Curzola che ne è capoluogo
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28 LA DALMAZIA al 1200. Lo costruirono, senza dubbio, i zaratini, a scopo di osservazione ; indi i veneti lo ristaurarono ed ampliarono. Ha, nelle sue basi, parecchie palle di catapulta. Più tardi, passò in possesso della nobile famiglia de’ Lantana. Nel 1843 il conte Marcantonio Lantana ridonò Ja chiesuola del castello al culto cattolico. Indi, per parecchi anni, la stessa chiesa venne
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dell’Evangelista e lo deposero in un tempietto dell’isola. Subito venne decisa la fondazione della basilica. Da allora, il leone tutt’ali s’accampò sull’Adriatico e lo difese per la libertà dei Veneti e dell’Italia. Ogni volta che la libertà del nostro mare fu minacciata, il leone chiuse l’evangelio aperto alla parola di pace, scoprì i denti, ruggì : ed afferrò la spada. Mentre cercavo nel mito di San Marco
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LE CHIESE 15 Ben diverse sono le cose per la campagna: dove nè l’origine della chiesa, nè le successive sue vicende, nè le particolarità schematiche e tecniche della sua fabbrica bastano a fornirci sicuri dati di giudizio. Per il che, eccettuate le cattedrali delle diocesi rurali, le poche chiese dei conventi latini nell’ interno del-l’isola, le chiesuole delle nuove fortezze
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C A i Ó Vili. 189 tavole , e vedesi ancora dipinto in alcuni Quadri ; L’Isola di S. Giorgio maggiore fu donata ai Monaci dai Mommo , il dì 20 Decembre 982 , aiterà ma vigna e un bosco , dice la Cronaca Berlendis. V, n. 129 l’isola Memmia. Altrove l’abbiamo irne-* sa chiamarsi Isola dei Cipressi ( n. 124. ) , i quali erano certamente gli alberi, che ne formavano il boschetto. Bosco del lovo
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1854
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con ferocia il nemico, per fargli a duro prezzo scontare le avute perdite ed offese. AH’ anno 422 si determina la gloriosa epoca della prima sua fondazione, e nell’813, per cura esclusiva di Agnello dei Badoari Partecipazi, quivi sorse la prima sede ducale, trasportata da Eraclea e da Malamocco ; e la nobile isola, quale allora fioriva, comunicò il nome suo di Rialto alla città intiera, fino al secolo XIII
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1854
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-144 RIALTO la perdita del gius di vendere ; pena detta furatola, quale minacciasi in una parte del -1480. Ricordano altresì le antiche cronache l’inclinazione dei Veneti al navigare, e l’opera prestata nella fabbrica dei vascelli, e toccano, verità fosse oppur favola, di certo Eutinopo costruttore di navi in Rivoalto, a cui si attribuisce il voto per la erezione della chiesa di San Giacomo, ove
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1795
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5o Libro Primo. g° condanno dei Venerici. Si venne alle mani, èi disputò del dritto de’Veneti sopra S. Ilario, si fece da’ Veneziani un Castello sulla valle delle Gambarare . Ciò mostra , ei e i Padoani pretendevano ancora dritto nel secolo XlV su quel territorio, sebbene ivi la Cappella di S. Ilario con suo distretto nell’ S19 fosse di giurisdizione Ducale : Cappellani quamdam in honorem
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1930
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dai Turchi, e dovrebbe ridurre ogni sua difesa a Corfù. Quest’isola, un tempo fortificata e forse ora messa in migliori condizioni, che solo per mare può esser soccorsa, interrompe la libertà turca su quella costa fino a Budua, specialmente dopo la demolizione delle fortificazioni di Santa Maura: da Cattaro in poi la costa, tranne il breve tratto di Ragusa, è tutta dei Veneti. Ora è questa « pacifica linea
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1847
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, di spiaggia, d’isola, di penisola, di paduli : vicine Italia, Germania, Grecia, Turchia ; e delle razze illirica, italiana, greca, turca, ungherese, germogli; e dell’italiana, pugliesi, toscani, veneti, bergamaschi : note più o meno le lingue, slava, italiana, latina, tedesca, francese : il rito greco e il cattolico ; l’alfabeto latino , il glagolitico, il serbico: rovine romane, monete greche, opere
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1848
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Morasini (3) per aggiustare amichevolmente le cose. Ma non fu loro tampoco concesso di metter piede a terra. Sicché, essendosi ostinata la república a mandare altri cinque deputati, non fece altro che esporli a ben più triste incontro. Questi sbarcarono; ma furono condotti attraverso a numerosa schiera di militi, e di mezzo ad una fremente moltitudine di popolo, dinanzi al governatore dell’isola
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