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k basterebbe a dimostrarlo 1’ essersi trovati in esse isole ruderi di antichi monumenti, are, sepolcri, urne cinerarie, medaglie, monete, e il trovarsene ancora al presente. Vuole ragione, e vuole la storia, clic le isole delle lagune, anzi le diverse parti delle lagune, fossero di spettanza dei territorii delle città più prossime, Aquileja, Aitino, Padova, ricche e piene di traffici
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considerare apocrifa qualunque foggia di veste, la quale non sia tratta da alcuno di que’ monumenti, irrefragabili per il Costume veneziano^ quanto per il Costume antico romano irrefragabili sono quelli, che si van disotterrando dalle ruine di Pompeia e di Ercolano. ABONDIA, o Vigilia. Terra, ora sommersa nella laguna, che, dicesi, esistesse nelle maremme di Lizzafusina dirimpetto al lido di Malamocco
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illustrazioni. (R. 0-B.) Dovere di bibliografo coscienzioso mi impone ricordar qui, fra gli altri del Caprin, anche questo splendido volume che sebbene non sia di argomento friulano, contiene parecchi accenni al Friuli, parlandovisi, fra altro, del Timavo, dell’isola di Beiforte (V. n. 960), di Duino e dei suoi castellani (V. n. 683 e passim), donde l’autore muove allo studio storico, etnico, artistico
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, [1893]; pp. 170, 16°. (R. O-B.) Di questo grazioso libretto che si parte in 12 capitoli, meritano per noi speciale ricordo i due che si occupano di Aquileia (pag. 97-105) con due vignette, e di Grado (pag. 106-121) con tre. Dalla desolazione attuale della seconda Roma assurge l’autore alla storia passata, rilevataci dalle grandiose rovine raccolte nel museo ili Stato; questo per i monumenti
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Dalla Chiesa del Rosario furono in questa trasportati due monumenti funerari. a CHIOZZA (già via), ora Francesco Crispi (dal Giugno 1927), parte da via Carducci. Carlo Luigi Chiozza, genovese, qui venne l’anno 1779, ed iniziò in piazza del Ponte Rosso, una piccola fabbrica di saponi, che nel 1781 trasportò in via del Torrente (Carducci). Attivissimo, comperò tutti quei terreni, che chiamavansi
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in modo chiaro ed inconfutabile che nè le genti slave con le loro continue e numerose immigrazioni, nè l’aquila asburgica con la sua nefanda politica hanno potuto, dopo tanti secoli, distruggere e cancellare i segni imperituri della nostra prima origine. Ne parlano gli avanzi di monumenti, mura e templi antichi che ancora oggi si vedono nelle vicinanze di quelli che furono i centri maggiori dell’antichità
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artistici antichi del cosidetto litorale croato. Nel 1936 egli ha compilato un elenco dei monumenti di Sussak, Buc-cari, Castua e Tersatto. Nell’anno scorso ha raccolto le fotografie dei quadri spirsi a Ragusa e dinto.ini, Ragusavecchia, isola di Mezzo e altre ville patrizie. Tutto questo materiale è ora accessibile al pubblico. La Radio Rivista » Epitcoresis », pubblicazione mensile di cultura
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— quale si rivede pure in altre antiche vedute della città (5) — prova evidente che la veduta del Corner merita una certa fede. Se attualmente nulla più rimane di quei monumenti, la località stessa attraverso tutta l’epoca turca continuò a costituire la residenza del governatore dell’isola, il quale vi costrusse per l’appunto quel Konak, che giova credere riedificato dalle fondamenta sui ruderi del vecchio
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nelle storie eternati, resi sensibili di cifre, scolpite in monumenti solenni. E questi esistono, dentro e fuori di Venezia, a S. Giovanni Novo, a Murano in isola, a Cam-posampiero, e leggesi nelle carte del fu Monastero nostro di S. Sebastiano, che Maria Bernardo pagò 50 ducati d’oro ai 27 aprile 4506, per aver ivi una cappella monumentale (3). Ma pure più si veggono raccolti, quasi in degno recinto
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povijesti Korcule i njezinih historijskih spo-menika sastavili su korculanski svecenici i lokalni historicari dr. Natale Trojanis i Maio Bodulic. Trojanisov rad nosi naslov: »Sui monumenti di storia e di arte esistenti nella città ed isola di Curzola con alcuni dati storici« (Trieste 19x1), a Bodulicev: »Korcula« (Dubrovnik 1922). Ta dva ucena sveéenika obnasali su cast mitronosnog opata u Korculi i zivo
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— 108 — Predo], di s. Giovanni di Prato e di s. Anastasio sull’ isola detta poi di s. Nicolò. Come corpi morali, le badie benedettine, in gran parte per la tendenza naturale della vita cenobitica, si vedranno appartarsi e per non sottostare alla signoria temporale dei vescovi, si vedranno costituire altrettante piccole immunità sotto l’immediata dipendenza e protezione del sovrano. 11 principio
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P. DUCATI - LE ANTICAGLIE DI L. F. MARSILI 881 Castellana; il Marsiii fu sostenitore della idea che Veio sorgesse a Isola Farnese, e con ragione. Le antichità del conte Marsili non erano tutte di provenienza romana: alcune furono raccolte in Germania, altre forse provengono dall’Ungheria, altre da Bologna, dalla Etruria, dall’Italia meridionale. Anche dalle antichità egizie fu attratto il Marsili
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dell’isola di Tenedo la proposta avrebbe avuto grande probabilità di essere accolta. L’offerta però non venne fatta e così il Senato si rifiutò di concedere la sovvenzione richiesta; ma, visto l’estremo bisogno di denaro che Amedeo aveva nel momento di partire, decise di dargli poche migliaia di ducati. Certamente a noi reca oggi molta sorpresa il fatto che una spedizione intenzionata
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346 CRONOLOGIA STORICA ra, e clic a torto nc venga da taluno fissata l’epoca al regno rii Egbcrto. I Juti ebbero l’isola «li Vight e il regno di Kent, ove peraltro regnava la posterità di Hengist ch’era sassone. Gl’indigeni rimasero padroni del paese di Galles, come ne convengono tutti gli autori; e forse ancora del paese di Cor-nouaille. Tale fu la divisione dell’Inghilterra dopo l’invasione
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Alfonso. Riporta finalmente una nuova prova, contra la testimonianza di Vespucci, che la flotta del i5oi non toccò la costa orieulale e non visitò punto quella terra, giacché, nel caso contrario, il comandante non avrebbe mancato d’innalzare un monumento per attestare la di lui apparizione in que’paraggi (t). Giusta gli storici più veridici, cranvi cinque monumenti stabiliti in varii luoghi
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ECCLESIASTICA. 5 Erudito libretto, di un infaticabile e benemerito Veneziano, già defunto, del quale altre cose qui registreremo. 12. Cenni intorno all’isola di S. Adriano martire (sanl'Arian). Stanno nel libretto Vita di S. Adriano martire protettore de’sepolti nell' isola del suo nome presso Torcetto. Venezia, in 8. 13. Cenni intorno alla chiesa di S. Barnaba. Venezia, Merlo, 1840
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. Passionano. Codice in pergamena, imperfetto, dell’archivio capitolare di Trieste. — K. Sembra ne dovessero essere stati due volumi. Quanto rimane si trova ora presso il D.r Kandler. 1762. Catalogo degli opuscoli che si contengono in tre Codici della libreria di S. Domenico di Capodistria. — K. 1763. Monumenti ravennati dei secoli di mezzo, del conte Marco Fanluszi. Vasta raccolta di carte antiche
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1847
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DI BELLE ARTI E AimCIIITA'. 691 3128. Ghirlande conteste al clarissimo sig. Sebastiano Qui-i ini nel suo felicissimo Reggimento deir isola di Cherso ed Ussero. Padova, Pasquali, 1588, in -4. Questo libro a p. IO parla di una statua di Medea già donata al Patriarca Giovanni Grimani, la quale oggidì è nel museo Marciano pubblicata dalli Zanetti come una Cerere, (t. ir, num. xxv). 5129
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1847
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489 -“3> compresa (Notizie delle chiese di Venezia, ec. ut supra, face. 185). L’ospedale, al termine delle crociale, e fatti meno frequenti i passaggi in Oriente, fu abbandonato, e l'isola si tenne dai canonici regolari Lateranensi, i quali, secondo alcuni, vi si erano piantati fino dal secolo duodecimo. Questi la cessero nel 1641, altri scrivono 1644, con vendita, agli eremiti
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1847
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del seminario patriarcale, qui trasportalo per suo consiglio fino dal 1817. Egli in corto volger di tempo raccolse iscrizioni sepolcrali e monumenti, basso-rilievi e sarcofagi, che dispersi per la cillà cor-reano pericolo di distruzione, e in bell' ordine collocando li venne intorno alle pareti del chiostro ; e adornò il superiore ambulacro colle immagini d'illusil i italiani ; creò
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