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. Discorso sulla silula di Watscli e monumenti analoghi, del dott. Moritz Hoernes (in ted.). (In Verandlungen der xlii Versammlung deutscher Philologen und Schulmänner in Wien, 1893, pag. 300 e segg.) — Leipzig, Teubner, 1894; pp. 10, 4° gr. (M. P. G.) Dopo aver parlato della parte tecnica di codeste situle, di cui un frammento fu trovato a Caporetto, e della composizione delle varie rappresentazioni
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soltanto appartenenti, onde non iscemano punto la gloria a Veneti d’ aver i primi ampiamente manifestate le asiatiche contrade. 81. E’ forza il riflettere , che anche a primo sguardo 1’ Asia nel nostro Planisfero mirabilmente tra gli altri tutti di quella età, non che tra le due altre cognite parti primeggia, per la naturale sua vastità, e configurazione co’Mari, ed Isole adiacenti, e per la studiosa
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., che fu quello delle sì famose Navigazioni all’Indie orientali, ed occidentali, crebbero in numero, e precisione i Portolani, e le Carte. Antonio Galvano nel suo Tra-tado dos descubrim, ci ricorda aver l’infante D. Pietro di Portogallo, fratello del gran Principe D. Enrico, portato seco da Venezia, ove fu nel 1428., un Mappamondo, di cui faremo motto al num. 54. Di simili monumenti idro - geografici di que’tempi provvedute
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. Ma molto più si ponga mente a quanto si è detto nell’Introduzione svallo studio singolare de’Veneti, che si rese ancor più chiaro appena introdotta la stampa colla produzione di varj Portolani teorico-pratici dianzi già in uso, come quelli del Mosto, e del Coppo citati nell’Introduzione, non che di Isolarj, specialmente di Bartolommeo delli Sonetti, di cui si vegga il Torres Cretae periplus, c. 11., ove parla
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. Pertz. Monumenta Germaniae historica inde ab anno D ad MD. Rerum Sicularum scriptores. Francoforte, 1579. Capasso. Le fonti della Storia delle provincie napoletane dal ;68 al 1500 (Arch. stor. napolet., 1876). Id. Historia diplomatica. Regni utriusque Siciliae ab. an. 1250 ad an. 1266. Dal Re. Cronisti e scrittori sincroni napoletani. Napoli. 1845. Società napoletana di Storia patria. Monumenti
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hxiv mpdo degli antichi potrebbé chiamarsi Re, sebbène non sia nè Monarca, nè Potentato. VII. a’ n. 195. Essendovi tuttavia l’uso di adoperare quella parola ancora in senso pieno e legittimo, esclus2 però la tirannia, e l’indiscreto despotismo , scrivo: Ma che reggia e suprema dignità dei nostri Dogi, vuoisi intendere della Rep. de’Veneti , fosse e venisse riconosciuta tale in proprietà
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. La famiglia Duodo, secondo i cronisti veneti, venne dal golfo di Lodano nella Morea. Erano da S. Maria Zobenigo i tre nobili di questa casa che nel 1379 secondo il Cappellari-Vivaro facevano fazione all’estimo del comune di Venezia. Ponte e Campiello della Feltrino, Ponte Corner Zaguri. Campo di S. Maria Zobenigo. Chiesa parrocchiale di s Maria del giglio volgarmente detta Zobenigo. Fra le antichissime
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della Paglia, e sta sopra un arco dittico largo piedi veneti 10 circa, e lungo circa 30. E chiuso ne’due lati da due prospetti di marmo bianco, e diviso internamente in due corridoi illuminati entrambi da due finestre. Dopo aver dato in compendio la storia del Palazzo Ducale, e toccato dei dipinti e delle altre preziose cose che lo fanno raro e meraviglioso ai riguardanti, nuli’altro aggiungeremo
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1J Impero — ma chi fra voi non la conosce la sorprendente Storia ! Sì, Veneti, stringetevi tutti in santa unione, onde sostenere il vostro Governo provvisorio. Dimostrategli in ogni occasione la vostra fiducia, il vostro affetto, la vostra riconoscenza. Non ascoltate coloro che cercano spargere in mezzo a voi il timore, la diffidenza, onde avvilirvi e disunirvi. Costoro sono ? vostri nemici
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1848
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verso un qualche principio di cominciamento; ma certamente era lecito e debito il desiderare c he le negoziazioni tenessersi non in Brusselles ma in Italia stessa, e il richiedere che non solo il Piemonte, ma e gli esuli italiani e i veneti, e singolarmente Venezia, fossero uditi. Il primo fu da me chiesto indarno; al secondo, spero si condiscenderà in parte almeno. Parlando a5ministri ed agli uomini
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1939
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Correr - Progetti di chiese, monumenti di Giovanni Antonio Gasp ir „ cita1: M.S. Cicogna 374: satire del Dotti. Archivio Vaticano - M.S. Ottoboniano 1289, c. 148: descrizione dell’ambasceria all’imperatrice di passaggio per lo Stato veneto. ALVISE II MOCENIGO. Oratio in funere M. Antonii vel Aloysii IX venetorum principis ex Mocenica gente ducis V habita die XI maii 1709 in tempio S. foannis et Pauli
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1932
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genovese (fig. 12) ; qualche traccia nei nomi ma soprattutto, per quanto trasformata alla sommità, l’imponente torre di Galata, l’antica Torre del Cristo dei genovesi che, alta a mezzo della collina, costituisce uno dei monumenti più noti di Costantinopoli. In questa regione si muovevano i baili veneti (25) che probabilmente dimoravano presso la torre di Galata, ove sembra fosse maggiormente raccolta
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1824
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, di qual onore e lode riuscir dehba una raccolta da qualsiasi penna fatta di tutti questi celeberrimi monumenti di veneta gloria ? II. RACCOGLITORI DI VENEZIANE INSCRIZIONI. Facil cosa era certamente, che i veneti ed i forestieri il pregio delle nostre lapidi conoscendo, facesser o di tutte o di parte una collezione, ben sicuri che tornata ne sarebbe utile a ciascheduno, e che salvato avreb-bono
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1958
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. Di qui le famose relazioni, le quali, pur tra le solite formule retoriche e le solite assicurazioni d’amicizia, sono preziosi documenti storici e geografici dell’età loro, quando non sono anche brillanti monumenti letterari. Vi si ammira fresca e immediata compiutezza di informazioni, ampi panorami geografici con notizie di carattere descrittivo, etnico, fisico, economico, sociale; accurati quadri storici
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1934
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LA RICCHEZZA INVESTITA IN BENI DI USO PERSONALE 279 veneti raccolsero nelle contrade dell’ immenso dominio veneziano, opere che tramandate attraverso i secoli costituiscono una forte attrattiva della Venezia d’ oggi ? - Di codeste opere non sono piene soltanto le incantevoli gallerie che fan parte del Pubblico Demanio e come tali non sono soggette alla nostra stima, bensì anche le case
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1848
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va acquistando l’autorità d’un fatto, e tale da promettere efficaci e liberi risultamenti. All’assemblea de’profughi veneti, sola ed irrecusabile rappresentanza delle provincie occupate, ora s’aggiunsero i profughi lombardi, sicché uniti ne’medesimi fraterni intendimenti potranno deliberare intorno ai loro interessi. Il nostro Circolo a meglio conseguire il suo intento accolse fra se uomini
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1847
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originale zecchino di Marco Barbarigo. Ed oltre a ciò, una serie numerosa vJ ha di medaglie d’ uomini illustri, pervenuta alla biblioteca per legato di Tommaso Farsetti e accresciuta da giunte posteriori. Custodite in appositi scrigni racchiudonsi nel Seminario patriarcale monete e medaglie d’ oro, d’ argento, di bronzo, ecc., antiche e moderne, d’ uomini illustri, di monumenti storici
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1847
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. Il primo, alla sinistra dell’ osservatore, mostra il prospetto di questo medesimo tempio, ed è il solo esterno di antico lavoro, vedendosi dipinto nella menzionata tela del Bellini ; il secondo offre il corpo di san Marco, a cui s’inchinano i veneti magistrati, lavoro insigne del tedesco Leopoldo dal Pozzo, condotto sui cartoni di Sebastiano Rizzi bellunese ; il terzo presenta il supremo di delle sentenze, opera
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1847
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intagliali, è marmo eletto orientale. La lunghezza della pianta, presa dalla porta maggiore al presbiterio, è veneti piedi 220, pari a metri 76, SO; la larghezza, tolta alla crociera, di piedi 180, o metri 62, 60, e il circuito di piedi 950 circa, ovvero metri 530, 50. Siccome poi le parti di questa basilica vennero erette, o ristau-rale, o ridotte in vari tempi, e per opera di diversi architetti
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1847
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-=3* 108 *5> disegni di Vincenzo Scamozzi, che tracciò pure il soffitto del medesimo sacro luogo. Ma se la copia de’ monumenti e delle sculture di ogni genere fan risguardare questa ampia magione di Dio siccome un Panteon sacro alle memorie de’ veneti più illustri, ed il filosofo trova qui pascolo a’ suoi pensieri, considerando, che la gloria all’ uomo deriva dal Nume, e che, dopo morte
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