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1934
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dell’Adriatico, e Illyrium come denominazione politico-amministrativa che variò conseguentemente nei vari tempi, passò a designare tutto il territorio che si stendeva dal fiume Arsa fino all’Acroceramo (Himara), cioè fino ai confini dell’Epiro propriamente detto e della Macedonia. Anzi dopo Costantino Magno la Prefettura dell’illirico si estese dal Danubio fino all’isola di Creta. Da ciò si comprende
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ECCLESIASTICA. 13 79. Notizie suIT isola di S. Tommaso della de’ Borgognoni, aulore 1’ ab. Pietro Gianelli, editore Angelo Bonvecchiato, in Fol. Il culto prete Gianelli già defunto autore anche di un Dizionario della musica sacra e profana, lasciò inedita un’opera intorno a Torcetto e le vicine isolette. 80. Osservazioni intorno alla chiesa cattedrale di Torcello e ad alcune sue sacre antichità
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1931
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I NOMI E COGNOMI VENETO-ITALIANI NELL'ISOLA DI SlRA 199 Paiamari, Spadaro, Vitale ecc. ; tutti naturalmente in rapporto a Sira. Parecchi di questi nomi come Spadaro, Dellagrammatica, Dellarocca, ecc., si incontrano altrove. Il tempo in cui questi nomi di famiglia compaiono a Sira si potrà in certo qual modo definire solo in seguito alla pubblicazione dei documenti. È evidente che questi nomi
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1933
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0EION KAIIEPON TOY TEAEI. 20AI A’I AYTOY TAS 0EIAS MYSTAmriAS Eni IIANTI TOIIQ KA0IEPÌÌ0EN KAI AriAS0EN YIIO THS XAPITOS TOS TO IlANAriOY ‘IINEYMATOS IIAPA TOY 0EOOIAESTATOY EIII-EKOIIOr nPiìHN ME0Ì2NHS KYPIOY kypioy necxsytoy en ETE1 AXNE EN MHNI MAPTIOY (Vedi tav. 2a fuori testo). Cfr. Arch. Prop. Atti del 1648, Congregazione del 25 Maggio. — Methymno = città dell’isola di Creta. (49
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1848
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derivò in frattanto ai veneziani dalle vittorie, che il sunnominato Romano II imperatore dei greci, ottenne sopra i saraceni, i quali dopo lungo assedio costrinse a fuggire dall’ isola di Creta, ove per ben cento e trent’ anni avevano dominato. Fu di vantaggio, io diceva, questa vittoria ai veneziani, (i) Lo dico per correggere lo sbaglio legga ciò, che dissi nella storia di quella del Filiasi (tom
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1882
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\a, Thericò, Dardhes^a, Ku-vara , Le grana , Lamprica , Vari, Korópi, Garilla, Gharvati, Vraghami, Mas^i o Ma\i etc. Nella Beozia, poi, che ha per capitale Tebe si trovano i seguenti altri paesi albanesi: Velùsi, Bujati, Varimpopi, Kocla, Mandra, Magulàs, Vilari, Kundura, Vilia, Krekukhi, Kacciùla, Dharimari, Klembacciari, Ignià, Gliatoni, ed isola di Spe^e con altri. Parte de’nomi de’suddetti paesi trovano
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1925
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da per tutto il terrore. Fugati da Nicolò Giustinian provveditore, continuarono i guasti nella loro ritirata, finché giunti i nuovi provveditori Jacopo Bragadino, Paolo Loredan, Pietro Moce-nigo, Lorenzo Dandolo, Andrea Zen (25 marzo 1365) con buon polso di gente, i ribelli furono più volte sconfitti. Ma era una guerra lunga, alla spicciolata, devastatrice, amici e nemici davano orribili guasti all’infelicissima isola
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1904
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, per circa due anni, senza alcuna politica occupazione; onde egli nobilmente e sdegnosamente non volle mai percepire lo stipendio cui aveva diritto. Avendo rifiutato di recarsi a Creta, in qualità di Vali, tanto più che aveva messa avanti la condizione di andarci senza eserciti e senza cannoni, il che gli provocò l’accusa, da parte degli invidiosi, che in tal guisa egli avrebbe tentato di divenire principe
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1932
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. die -fvlcente hic condidit. Novissima) die fulgente revisurus, luget hjmene(m) interim. 1J97, 4 non(as) apr(ilis). Blancam Serracena(m), coniugava.) chariss(i.mam), thesau{px)m ; : revisvrvs : LVCET HYttENE’ INTERI/^; A\DXCVÌÌ 'iìli NON-APR • La bella e commovente iscrizione fu certo dettata dallo stesso Belli, che nel suo soggiorno a Creta sappiamo avere lasciata una descrizione archeologica
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1932
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le saline. La notizia più antica per tale riguardo pare deva ricercarsi in quella deliberazione del Senato colla quale nel 1303 stabilivasi di mandare a Creta persone competenti a studiare l’opportunità di istituire nell’isola qualche fabbrica di sale (l). Ed il responso loro deve essere stato davvero affermativo, se nel secolo seguente vediamo successivamente ricordate le saline del castello di Priotissa
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1906
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LE FORTIFICAZIONI DI RETIMO 473 lassati andare in mina „ , e da lui fatti riedificare a spese di quelle stesse persone che si erano servite ad uso privato delle pietre del rovinato recinto (1>. Con tutto ciò non crediamo che il borgo di Retimo fosse allora difeso da una regolare cinta muraria, mentre la sua fortificazione vera e propria data soltanto dalla venuta in Creta del Sammicheli
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1906
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che si sprecasse tempo e denaro in un’opera non affatto necessaria(1). Il Sammicheli intanto rimaneva in Creta. Anzi il Senato concedeva al provvedi tor generale di trattenerlo ancora qualche tempo colà. Solo nell’ottobre del-1 anno seguente fu ordinato che egli abbandonasse l’isola, sembrando al Senato, come già si vide, che i disegni e modelli nonché le istruzioni da lui lasciate avrebbero potuto bastare
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1906
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: non per questo però compromettendosi a contribuirvi direttamente, come gli ambasciatori, data la povertà della camera cretese, avrebbero desiderato. Di bel nuovo invece avvisava di voler mandare nell’ isola due ingegneri e due bombardieri, sia per le opere della nuova cinta, sia per i restauri di quella vecchia, • restauri ai quali — come vedemmo — da tempo si stava attendendo (2). Ma il 6 luglio 1472 il duca scrive a Venezia
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1906
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LA CINTA DI CANDIA 339 egli pure la propria dimora nell’isola, e solo il 19 luglio 1574 poteva imbarcarsi per il ritorno. Ma neanche la sua presenza avea giovato a scuotere l’apatia che regnava ormai nei lavori di Candia ; come i suggerimenti di Paolo Orsini di rivestire di muro il forte di S. Dimitri c di lavorare alle fosse ed alle cunette, non erano valsi ad ottenere risultati migliori
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1930
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V.1 Segue ad esse la serie, comparsa nel 1618, d’incisioni in rame dei monumenti e rovine della Città Eterna del romano Giovanni Maggi, dedicata interamente alle antichità, ove se ne eccettuino le vedute di Castel S. Angelo, dell’isola Tiberina e di santo Stefano Rotondo.2 Questo artista pubblicò nello stesso anno anche una raccolta di vedute delle fontane più importanti di Roma.3 Sono, inoltre, dovuti
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1927
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, a differenza della pittura, si avviasse alla perfezione fino dai suoi comincia-menti. Pier Paolo ebbe un figlio Antonio, che sino al 1441 lavorò nel duomo di Sebenico in Dalmazia: Jacobello ebbe pure un figlio, chiamato Polo, autore di due monumenti sepolcrali: uno del generale Cavalli (m. 1386) ai Santi Giovanni e Paolo, l'altro di Prendiparte Pico (m. 1394) a San Francesco della Mirandola
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1847
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, detto Sernolei. illustre pittore e intagliatore in rame. Trattasi in senato di unirsi a Lodovico XII, re di Francia, contra il duca di Milano. Questi è scacciato dai suoi Stati da Lodovico XII, e i Veneziani, in virtù degli accordi, ricevono Cremona. Combattimento navale de’ Veneti contra i Turchi all’ isola di Sapienza. In questo secolo il veneto commercio sofferse qualche danno per la perdita dell’impero
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1847
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-=*■» 8 -°€=- \ |o(). In febbraio (i), muore il doge Morosini; eleggesi Vitale II Michele doge XXXV11I. 4402. Si concede l’isola di Veglia a’Frangipani. Vittoria sopra Ulrico patriarca di Aquileia, e tributo che deve dare di un toro e di dodici porci ogni anno alla repubblica. Origine della festa del giovedì grasso. 4163. Battaglia cogli Adriesi. Altri, 1162. 4164. Vitale Michele II, vescovo
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1905
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veneti, altrettanto esiziale riuscì ai precedenti signori feudali del luogo, gli arconti delle antiche famiglie bizantine, i quali giova credere venissero spogliati degli aviti loro possedimenti. E quivi appunto va cercata l’origine vera delle numerose rivolte dei primi secoli di dominio veneto, rivolte suscitate dai nobili spodestati e assecondate dai villani stessi, per i quali più pesante ed odiosa
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1903
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DOGE LEONARDO LOREDANO 77 (in volgare). Nel documento n. 55 portatogli da Jacub bey e da Giorgio Negro riscontrò una differenza dal n. 12 relativa alla definizione delle contese fra ca-razari e veneziani, che fu appianata nel senso del detto n. 55. Dice che in tutte le trattative fatte con Zaccaria Freschi, con Andrea Gritti e col Negro, l’isola di Alessio fu sempre ritenuta di spettanza
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