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in Creta, vedi l’opera del Thomas, Commission des dogeti Andreas Dandolo fiir die Insel Creta vom Jahre 1350, Mùnich, 1877. (2) Hortis, Accenni alle scienze naturali nelle opere di G. Boccacci, Trieste, 1877. (3) Villani, Cron., lib. XI, cap. 90. Sui primi anni del secolo XVI, postillando il cap. 3 del lib. V, dove il Villani narra come l’imperatore Federico (II) si riconciliò con la Chiesa, « andò
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insieme col ferro. Resta ora da dimostrare perchè .in¡forti che il fondo sia piuttosto sponda che piano (intendendo noi sponda quando esso in alcuni luoghi e sollevato in taglio et ir» coiai guisa molto pofondo). Il qual effetto non in altro luogo fuorchc a presso terra si suol vedere. Questa sponda adonque o sia di creta o di fango apporta il disagio di penar assai di salpare il ferro, sé avviene
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1932
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. .(iv)ÔEixxrjôvr]ç E’..........najiuôôn.ovXoç Anche stavolta si nota una certa confusione nell’ordine dei nomi. FlwXog per IJavXog, corrispondente al veneto Polo, è usitato anche ora a Creta, specie a Sfachià. Il seguente è Lorenzo — Zoxagàg è noto cognome bizantino, da cui deriva pure il villaggio di Sokarà (Bonifacio). ’E^à/tioòrjg troveremo come cognome anche a Seiino, 9. Pànnig, originario nome di mestieri
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Andrea Corner (9) riuscì ancora ad eseguirvi alla vigilia dei tristi giorni della guerra (,0). Dopo di questa cessano naturalmente le notizie che ci interessano <U). Al giorno d’oggi, distrutte da qualche anno le saline al Pòros di Spinalonga, Creta non produce più sale. (1) V. A. S.: Dispacci da Candia, 8 giugno 1620. (2) Ibidem, 12 gennaio e 16 aprile 1630. (3) Ibidem, 6 agosto 1631. (4) Ibidem
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LE ISCRIZIONI LATINE, ITALIANE E FRANCESI 333 Bembo e l’ingegnere spagnolo Filippo Bessetti di Verneda, del quale abbiamo parlato a suo luogo (1). 84. Forte di S. Dimitri: fianco sud-est del baluardo Venier. Lapide collocata entro cornice rettangolare sotto al leone di S. Marco: Vedasi pag. 175. Aloenibus impigre cinctum, tutu(m) reddituim) firmiusq{ue) paratu(m) contra hostiles Tttr-caru(m) impetus, ardente cret(ensi) bello, Nic(olaus) Com(elius)procon(sul), anno D(pmìni) 1664. Qui si allude certamente invece all’opera prestata dal generale Nicolò Corner per il fortilizio stesso di S. Dimitri(2). 85. Fontana Nuova. Lapide in pietra di cm. 116 X 62. D(eo) o(ptimo) m(aximo). Bello aestuante, quatuor elapsis iam lustris, urbi obsessae aquis exhaus(ta)e, latices e terrae latebris extra moenia surgentes, mira solertia provida charitate auxit Antonius Priolus, in difficilim{m)is rei-publicae temporibus proviisor) generalis extra ordinem, pius prudens optime me-ritus, nondum Cretae perfuncto regimine, ad consularem Venetiar{u)m, mox proconsular em Dalmatiae Albaniaeq(ue) jastigium su(m)ma acclamatone evectus. Anno D(omi)ni 1666. Dell’acquedotto dal Priuli costruito e della fontana da lui eretta, si è detto in questo medesimo volume <3). Ritornato poscia a Venezia, dove non comprendiamo bene quale carica coprisse, nel giugno 1666 egli venne eletto provveditor generale in Dalmazia. Morì nel 1679. Lettere di cm. 4. DOM Bello ^st vanteqvatvor ELAPSIS 1AMLVSTR1S VRBI OBSESSAE, AQV15 EXHAVS /.E LAT ICES E TERRA LATEBRIS EXTRA MOENIA 5VRGENTES MIRA SOLERTIA PROVIDA CHARITATE AVXIT ÀNTONIVS Priolvs iNdifficilimis RE1PVBLICAL TEMPORIBVS Prov.Generalis-extra ORDINE MPI VS.PRVDEN5 OPTIMEMERJTVS.NON DVM CREmPERT VNC TOREGIMINE adcon.svlaremVenetiar" MOXPROCQNSVLAREM D)al= MATIA ALBANIALQ.FASTI Gl VM SVMAACCLAMATIONEEVECTV.S ANNO Dni MDCLXVI (*) Cfr. vol. I, pag. 408. (2) Cfr. ibidem, pag. 365 e 406. (3) Cfr. vol. IV, pag. 13 e 44 sjg ; e fig. 19.
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, 17 dicembre 1629. (10) Del 1 maggio 1637 è un invio da Venezia a Creta di 10 mila tegoli per gli arsenali di Canea (V. A. S.: Senato Mar, XCV, 47). (u) Ibidem, XCVII, 284* ; e Dispacci da Candia, 29 aprile 1640. (12) V. A. S.: Senato Mar, C, 258*. 19
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1932
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. II, pag. 161; cfr. F. Cornelius, Creta sacra, Venetiis, 1755, vol. IV, pag. 365). (2) F. Suriano, II trattato di Terrasanta e deU’Oriente, Milano, 1900, pag. 246, 248, 249. (3) Cfr. M. Peviégrjç, ’Iaiooixal fitlhat • ó é'i.Xt¡v nà-jra; 'AXé^avdgoç E1, Alyijvatç, 1881.
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1932
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ARSENALI 139 Ma perchè alla Canea si parli di un vero e proprio arsenale veneziano, conviene discendere per più di due secoli. Quando nell’agosto 1467, di fronte alla dilagante minaccia del pericolo turco, il Senato veneto ebbe ad ordinare la costruzione di nuovi arsenali a Corfù, a Negro-ponte ed in Creta, sotto i quali ricoverare le navi da guerra destinate a svernare in quelle isole
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1932
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delle famiglie greche di Creta (6), ricordata in altre epigrafi greche (Seiino, 53; S. Baseio, 1; Amari, 16). L’epigrafe fu illustrata pur essa dallo Xanthudidis <7). (1) Cfr. voi. II, pag. 178. dietro, pag. 284 scgg. (2) Cfr. voi. Ili, pag. 164; c voi. IV, pag. 286. (') 2. ’A. Eavttov&iòrjs, Xoiaziavixuì èmyoaipai cit., (3) 2. ’A ZavtìovSidqs, Xgioztavtxui èmyoatfai cit., pag. 103. Cfr
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per Spinalonga ; e che in sostituzione dei governatore generale Calabrese, si recasse in Creta a soprintendere alle fortificazioni il nuovo governatore Baldissera Rangone (4). Costui infatti fin dall’ottobre di quell’anno 1579 visitò la fortezza, e si credette in dovere di esprimere la propria ammirazione particolare per l’opera del Bressani, “ ingegnerò indefesso alle operationi „. Aggiunse pure che i lavori
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, ne porrà limite A Rialto dunque, solito loro asilo, si ritirarono, ed e-ziandio nell’isole d’Albiola, di Malamoc-co, di Pelestrina e di Chioggia. Egualmente in altre si rifugiarono altri veneti: que’d’Altino, dopo valorose difese degli abitanti, in Torcello e nelle piccole isole che la circondavano; que’di Concor- i5 dio nel vicino Estuario di Capride o Caorle , con altri abitanti di altre città e luoghi
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1927
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e le nuove fortificazioni della città; erano prossimi a cadere chiesa e convento di S. Bartolomeo nell’isola Tiberina del pari che molte case e palazzi; furono annientate in sì gran quantità provviste di grano, vino e olio da temersi lo scoppio d’una carestia. Le vie e le piazze erano piene di pantano e sudiciume1; in molti luoghi l’acqua stagnò e levavansi in aria odori pestilenziali e sorsero malattie
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272 Giulio III. 1550-1555. Libro I. Capitolo Oc. legrino a Viterbo1 dà oggi ottimamente una immagine del quadro genuinamente medievale, quale offriva il Trastevere ancora alla fine del periodo del rinascimento. Caratteristiche particolarmente erano le molte torri, di cui due sole sono rimaste, la Torre Anguillara2 e quella dei Caetani nell’Isola al ponte dei Quattro Capi. Delle fortezze nobiliari
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1859
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in sulla strada dall'altrui indiscrezione che s’alzi ilsalisceu-do dell’ uscio, o resti percosso dal sole, o bagnato da tal nembo di pioggia che mette a ripentnglio la tua salute”. Il tempio ebbe capriccioso rifacimento nel i65o, ed il Moschini con molta diligenza descrisse tutlociò che in tavole, in lapidi, in monumenti passò da s. Cipriano a ricettarsi nella sontuosa residenza attuale alla Salute
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033 INDICE GEOGRAFICO 634 320, 321, 339, 344, 345, 378, 411, 412, 457,458, 472, 473, 533, 567, 590, N. B. A col. 411 deve leggersi Ruigo in luogo di Ruigno. Roxà v. Rosa. Ruigo v. Rovigo. Rumania, isola formata dal Danubio, 350. S Sacco (Sacho) (trentino), 42. Sacile (Sazil) (Friuli), 78, 357, 430, 524. Saint Denis (S. Dionisio) (presso Parigi), 61. Saint Quentin (S. Quintino) (Francia), 239, 481
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1969
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/altera, Anglia), 24, 32, 35, 42, 47, 68, 88, 112, 121, 122, 136, 174, 175, 176, 191, 192, 197, 221, 224, 233, 249, 250, 255, 284, 288, 322, 324, 327, 350, 352, 386, 389, 398, 427, 447, 458, 472, 550, 563, 565, 599, 610, 687. Innsbruk (Yspurch, Ynspruch), 234, 251, 334, 337, 427, 512, 596, 679. Ischia, isola del Tirreno, 584. Iskanderun (Scandelorum) (Asia minore), 380. Ismid (Nicomedia) sul mar Nero
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1867
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il nome ad uno de’Sestieri o Rioni in che la Città stessa è divisa. Pretendesi da una antica Cronaca che quest’isola si formasse artifizialmente a'tempi del Doge Orso Par-ticipa/.io dopo l’anno 864, calcando e battendo il terreno onde divenisse sodo; dal che si chiamasse Dorsoduro, quasi Dosso duro. DOSA (coll’ o aperto) s. f. Dose e Dosa. Usa BONA DOSA DE BASTONAR, Rovescio 0 Carico di legnale, di bastonate
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1867
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, s. f. Sepoltura e Sepultura o Sotterralvio. Sepoltura porlica, Carnaio, Sepoltura comune, dove si sotterrano senza distinzione i cadaveri, com’è Ira noi l’isola di S. Cristoforo, ed ora ancbe quella di S. Michele di Murano. SEQUELA, Latinismo ch'era usatu da’Fo-rensi ai tempi Veneti, dicendosi per europio, In sequela u’on oRuiMP. etc. In conseguenza ii' un ordine o Relativamente o Coerentemente
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circa Larium lacum damnet funt a V?neto boftibus il lata : Philippus dux vita decejfit ! Veneti Laudem & Placentiam in ftdemrecepere : Sfoniti in Galliam transgrejfus Placentiam expugnatam diripuit : Venetam clajjem ad Cabale majus incendit : TSLoviftìrne Veneto* ad Caravagium caftris exuit : Veneti cum Sforcia foedus in Mediolanenfes percuffere : Mediolanenfes paulo foft, iRo cum Venetis fce dere
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