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ad una dignità o magistratura, facendogli corte i parenti, gli amici. Così l’am- (1) Libro Pilosus 6 nov. 1296, p. 529 t. (2) I^ggi Statutarie de M. C. t. XIV, anno 1290. (3) 3 giugno 1270 D’oro J, relativamente al duca di Creta. (4) Perciò la chiesa assegnata ai Tempieri, nel sito ora detto l’Ascensione, chiamavasi s. Maria in Capite brolii.
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promiss io nem factam Dui Papae et acceptatibnem ejus, qui offìciales recipere debeant prò nostro Comuni omnern proventum et utilitatem quae ex officio predicto pervenient. Leggi M. C. (1) Sandi, Storia civ., t. X. Cappelletti, Storia della chiesa di Venezia, I, 648. (2) Caroldo, Cron. de Canale Archivio Stor. t. Vili. (3) FI. Corner, Creta sacra, doo. a p. 274.
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di vegliare sulla loro indipendenza. La Prevalitana. Costantino, divenuto Signore di Roma, tolse alquante provin-cie all’Illirio (a. 32ó d. C.), in compenso gli aggiunse la Macedonia, 1’ Acaja, tutto il Pelopponeso, 1’ Epiro, la Creta, tutte le isole *) Palns Labeatium, qu.im alias lacus Zentae alias lacus Scutari deno-minatur. (Parlati, 111. Sac. Tom. I.)
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(1). Il che fatto, prendevasi la deliberazione che la città, secondo la domanda del popolo, venisse accettata nella signoria della Repubblica (2). Davasene avviso ai signori di Faenza e di Forlì (8), e ad allontanare ogni pericolo di maneggi per parte dell’ antico signore e de’ suoi partigiani, Ostasio e la sua famiglia furono rilegati in Creta, ov’ egli e il figlio morirono (4). La moglie tornò ed ebbe un assegnamento
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499 stantinopoli, e l’invenzione della stampa diedero maggiore impulso alla coltivazione degli studii. Abbiam già ricordato 1’ esistenza di scuole a Venezia fino dal secolo XIV (1), le quali ottennero poi maggiore sviluppo ed importanza nel XV. Fino dal 1446 fu stabilito un metodo di pubblico insegnamento, nel quale avevasi principalmente la mira di allevare la gioventù alla conoscenza degli usi e delle abitudini della patria, (2) e da quella scuola venne poi formandosi un istituto dei più proficui all’ istruzione (3). Teneva pubblica scuola di filosofia, geometria ed aritmetica universale nei 1449 Paolo dalla Pergola (4), e succedevagli nella medesima cattedra Domenico Bragadino ; nello stesso tempo insegnava la morale di Aristotile il veneto patrizio Lauro Querini. È nota la protezione sempre accordata dalla Repubblica alla Università di Padova, e come vi chiamasse i più famosi professori, onde a quella accorrevano studenti anche dalle lontane parti e fino dall’Inghilterra (5). Nè era in Padova sola la Università, chè altri parecchi collegi vide sorgervi il secolo decimo- (1) T. IH, p. 370. (2) Cum alias captum fuerit in M. C. quod prò utilitate et commodo agendorum nostror. tam in Venetiis quam extra provideretur q. non solum prò tunc ned etiam prò futura tempora cancellarla nra per quam transeunt omnia facta status nrì e,t publica et secreta, fo-ret fulcita personis sufficientibus et idoneis, et qaue de tempore in tem-pus se adnptarent moribus et consuetudinis nris et nri Regìminis, ecc., viene stabilita la relativa scuola. (3) Storia cronologica degli studii in Venezia, dal Piano di studii del conte Gasparo Gozzi. Compilazione delle leggi Scuole all’ I. R. Archivio. (4) Avrebbe egli voluto istituire un Rettore con capitoli ed obbligo d’iscrizione per parte degli studenti, al che il Consiglio dei X si oppose, dicendo che lo studio dev’esser libero a chiunque senza condizioni. Misti 17 giugno 1445. (5) 10 luglio 1548, licenza d’armi agli studenti inglesi, Tomaso Wyat, cav. della Corte d’ Inghilterra, sir Cotton, sir Gio. Arundel, CristoforoMayne, Enrico Williams, Gio. Schyer.Cons.X, Comun, p. 134.
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: Precipizio Gkàrdhi o Gkàrìi: Siepe che forma la custodia del giardino Gkhiint: Gente, nazione Gliénde: Ghianda Ghàvat: Grossa scodella di creta Greco—Italiano : Io gargarizzo rectova: Vicina rekov: Vicino rsitovià: Vicinato ròva: Ginocchio, Kvr,-|at,: Stinco To'jXìa: Golosità ròtpoi: Coscia, anca Tovia: Angolo rXàpoc: Folaga rpò9«: Pugno rivwazco: Io conosco, e rv(u!j.T,: Conoscenza Kepauìa: Ciriegia
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, Die Reisen des Venetianers A. da Cà da Mosto an d' Westküste Afrikas 1445-6, Diss. Erlangen, 1899, pp. 88. (4) A. Scrinzi, Poesie inedite di Marino Fallerò, Atti Ist. Fe»., LIX, 2, 253 sgg. (sono greche ; 1' A. viveva a Creta nel sec. XV). — G. Della Santa, Due lettere di umanisti Veneziani, N. Arch. Ven., XIX, 92 sgg. (di L. Querini, 1470 ; e di Lod. Foscarini). (5) La sala
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sta per mandare sulla linea del Pruth centomila soldati. Intanto i Sovrani di Rumenia sono a Vienna e il vecchio Imperatore austriaco invita il Principe ereditario rumeno alle manovre ed invia un corpo d’armata al confine della Valachia, perchè sia prouto ad unirsi all’ esercito comandato da Bukarest. La Grecia vuole Creta e l’Epiro ; la Bulgaria infrena o incita i rivoluzionari di Macedonia; il Montenegro
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da una Commissione internazionale, la quale procederà dello stesso modo che si propone per la Bulgaria, e come probabilmente si procederà per Creta e per i paesi che saranno annessi alla Grecia. Se si adottasse diverso temperamento, se le nostre sorti si ponessero nelle mani del Governo Turco, noi preferiremmo rimanere nell’anarchia attuale, anzi che fare il sacrifizio della nostra indipendenza
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. Ma se anche Venezia avesse posseduta per secoli tutta l’Albania, questo non sarebbe un argomento di diritto , perchè altrimenti 1’ Italia potrebbe aspirare alla Grecia, all’Epiro, a Creta, al Mar di Marinara, a Cipro; e nello stesso tempo l’Austria potrebbe accampare diritti sull’Alta- Italia, se questi titoli non fossero estinti. Gli Albanesi parlano l’italiano come lo parlano gli egiziani colti
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— 134 — almeno non ricorre a mezzucci e a belle ed ingenue frasi per larvare il pensiero suo e quello del suo governo: « Tutto ciò che accade nella Penisola balkanica, interessa al sommo grado la nostra Monarchia. Ci sia permesso quindi di non commuoverci troppo, se Creta si ribelli; se gli Armeni siano uccisi dai Curdi; se i Brusi scendano feroci dalle loro montagne; se la guarnigione di Jedda
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da ragioni nazionalistiche e anche commerciali, più che da sentimenti umanitarii. Da una parte il partito chauvinista, che è forte in Atene, ha visto in questo atteggiamento un mezzo per affrettare 1’ annessione di Creta; dall’ altra, i meno scrupolosi hanno diviso colle autorità turche in varie parti dei mlayets sconvolti, grazie alla loro attitudine amica, le spoglie degli agricoltori bulgari
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]. SgS. Pernier Luigi. — Recenti scoperte archeologiche degli Italiani a Creta. — In: Nuova dantologia, s. IV, v. XCVII, Roma, 1902, pp. 420-439. [Parlato dell’opera della missione archeologica, 1’ A. accenna anche ai lavori del dott. Gerola nella Greta « veneziana »]. P99. Perodi Emma. — Adelaide Ristori, marchesa Capranica del Gril- lo : ricordi e aneddoti della sua vita. — Palermo, S. Biondo, 1902
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Bollettino bibliografico 283. Documenti reggiani sul Cardinal Bessarione. — In: Bessarione, v. IX. 1901, pp. t61 -166 284. Dogiioni Lucio. — Trentasette lettere inedite al conte Fabio Asqui- ni [edite da] Antonio Fiammazzo. — In: Antologia veneta, v. II, 1901, pp. 1-30,67-79. 285. * Dolina G. — Creta sotto il vessillo di S. Marco. — In : Nord und Sild, maggio 1901 (Breslavia). 286. Dopsch
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. « Sarebbe stato quindi preferibile, sotto tutti i punti di vista, pel nostro paese, se la nostra azione diplomatica si fosse spiegata in modo da adottare per i vilayets macedoni e Albanesi le stesse misure già applicate a Creta. » Così anche il Giornale d’Italia faceva le considerazioni seguenti: « L’intesa austro-russa, per tutto ciò che concerne la politica balcanica, é fatta senza di noi, e si risolve necessariamente
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1928
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della pittura veneziana (2), che, quando il Tintoretto tralasciava di dipingere, stava ritirato in una stanza buia, e con la lucerna illuminava certe piccole figure di creta, da lui modellate, traendone quegli effetti di chiaroscuro che egli prediligeva. E per ¡studiar gli scorci del sotto in su, come quello stupendissimo del Miracolo di San Marco, sospendeva dei fantocci con fili alle travi del soffitto
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1719
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1537 A)acts peti-tiones unde pax injiau-rartt ur. Condition!! a Turris prcpcfitee Principum orateribus fignificata. Scnatut tonftantia in fa den. 153 s Venetifubjt-dia in Orie. tem mitten decer nunt. 476 HISTORIAE VENETAE committerent : Byzantium cum attigiffet, in carcerem conje-&um, deinde in Hellefpontiaca turri detrufum, in qua antea Nicolaus Juftinianus, cui ille fucceilerat, & complures mer-catores incluii fuerant : eo in loco cum multis incommodis confli&aretur, ad Ajacem , fupremum Baflam, & Janusbejum icripfiife : adverfus fidem, ac jusjurandum teterrimo carcere contineri, eduótum non ita exili animo effe, ut fugam medi-tari vellet i mortem minime expavefcere, quam patria infer-vientem obire decorum arbitraretur : Ajacem per Urfinum illum edocuiife, fi damna a noftris illata , qu^ ad vigintiquin-que aureorum millia ellent, farcirentur , haud difficile fore , per oratorem defignatum pacem cum Suleimano inftaurarej cui, ut tuto Venetias Byzantio commeari poiTet, facultatem, fide interpofita, conceffiife. Haec Canalis captivi literis con-tinebantur. Uriìnus vero, poteftate itineris legato ab Ajace impetrata, Neocaftrum perrexit, atque ibi viae comites, qui illum praeftolarentur, reliquerat. Ea omnia ut Principum le-gatis enunciarentur, Senatus decrevit : Pontificio, atque Qe-fareo adjeóìum : conftantem de foedere ineundo, multis quam* vis de concordia conditionibus a Turcis oblatis, voluntatem in Republica manere : quocirca , ut, quse bellum ingens requi-reret, in iis fedulo , atque enixe comparandis infifterent, orare, ac flagitare. M. D. XXXVIII. INde cum omnes rationes concordile ineundas penitus abje-dx viderentur, fedulo quae ad maritimas Reipublicse di-tiones muniendas attinebant, curari Patres urgebant $ trire-mium numerum augeri; confcribi milites $ colligi commeatusj bellicos apparatus inftrui. Naupliis milites in iubfidium, atque annonam flagitantibus quadringenti pedites, bis mille fe-ftarii frumenti, quatuor aureorum millia fuere tranfmiifa. Claffis imperatori, qui Corcyre tunc erat, preceptum, ut quammaximim poifet commeatus vim, ac bellicorum appara-tuum mitteret. Epidaurum pedites prefidiarii ire juffi^ ut frumenti fexcenti feftarii conveherentur 3 decretum : Cyther# Aegari infulie prafidium auólum. Cretie vero protegendse cura haud parum Patrum animos folicitabat, cum incolas, proxi* mis
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1719
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, fama futuri belli per Aegaeum diffufa, commeatus cum deleólo ju-venum numero Rhodum importavit j atque ob egregie nava-wm operam a Rhodienfibus cqueftri dignitate eft inlignitus . Advcnit prxtcrea e Creta Gabriel Martinengus Brixia civitate ortus, cujus mira in operibus bellicis fabricandis virtus tota illa obfidione enituit ; precipue vero in cuniculis eludendis , quos hoftis infuperabili labore
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1719
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*533 ftfaurut Altxandri-rtus vulneratiti a Canali cii tri-remibui ca-ptus . Turcica trircmei a Creta magi. Jiratihui in Afri cam mittuntur . Veneta navel frumenti! onujia a T ureii detent a . 390 HISTORIAE VENETAE videbatur. Hinc atque inde ftrenue , & intrepide dubio marie pugnatur j dum complures, qui in Alexandrina triremi Ja-nizzeri aderant, fortiter noftrorum impetum fuftinerent , ni-hi
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1719
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, occupari mandaverat. Et in his exequendis veteris coloni# Venet# nobilium , atque illorum , qui beneficii jure Principi obftrióh funt, fedula vir-tus, & ardens in Rempublicam ftudium extitit, ut Caliergo-rum gens, nobilitate, divitiis , atque au&oritate in Creta po-tens , fupra vigintiquinque hominum millia brevi coegerit. His comparatis, hoftis adventum, magna fpe rerum bene ge-rendarum fubnixi
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