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per fua cagionerai Por-accadute alla Pannonia. Abbiamparimente dal P-oriìrogenneta(c),^r^^^. e dal Concinuator di Teofane (d) , che i Saraceni, e quel che puo^,. ¡nptù recar più maraviglia, i Saraceni di Spagna, s’impadronirono in queft’Anno dell’ Ifola di Creta . Credefi , che i medeiìmi coll’aver [uator^c^. quivi fabbricata la Città appellata Candai, fecero, col tempo mu-Theophar., ' me.
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affai cortefe. Secondoi Suddetti Annali Bertiniani d’altro non trattarono, fe non di confermar l’amicizia e lega, che paffava fra i due Imperj. Ma Coftantino Porfirogenneta (¿)attefta, che il principal motivo di tale fpedi^(b) Porphy■ zione fu per chiedere foccorfo all’Imperador Latino contra de’ Sa- r°gennet* raceni, che aveano occupate l'Ifole di Creta , e di Sicilia, e varie ’3'num3 Città
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Severo , Oratore di gran credito, ma portato Tempre alla Satira, e a lacerar la riputazione delle perTone illuilri. Per quello mal genio era ilato relegato da Augu-ito nell’ITola di Creta, e poTcia nella picciola di Serifo, dove in Tomo /. K e lire-
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8 Storia generale Creta e V Iliade; infine V Odissea che narrala esplorazione delle terre che precede sempre il colonizzamento. Il popolo ellenico, vero germe eletto dell’arte e dell’istoria ci ha dichiarato meglio di qualunque altro la natura dell’operosità umana sul mare negli albori del mondo col mezzo imperituro delle sue maravigliose manifestazioni letterarie. Fra il golfo della Spezia
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1763
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Anno MCCVIII. 133 ta di Cremona (a) è fcritto diAffagito da S. Nazario Podeftà in (a) Chronic. queft’Anno di Cremona: Hic fuo tempore cepit P'ontevicum , & jr‘”oa‘nl' fuo tempore perdidit. Aveva Arrigo Conte di Malta (¿) , fian-Rer.itàlie. cheggiato da i Genoveii, tolta a i Veneziani rifoladi Creta, o (£) Caffarì iia di Candia nell’Anno 1206. Inviarono in queft’Anno
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Anno MDLX. chejf-i Tua Moglie, e fu magnificamente alloggiato nel Palazzo Ponti-fizio. Oltre a gli altri fuoi affari, per li quali, e non per fola divozione , imprefe quel viaggio, ottenne dal fummo Pontefice di poter fondare un Ordine militare di Cavalieri fotto il nome di Santo Stefano, da cui non fono ef'clufì i coniugati . Impetrò ancora, che Paolo Giordano Orfino, Genero fuo , folle creato Duca di Bracciano. Giunte alfine de’fuoi giorni nel dì 25. di Novembre in Genova Andrea Dona , celebre per tante fue azioni e viaggi di mare. Poco gli mancava a compiere l’anno novanteiìmo quarto di fua età. Prete la buona gente per un prelàgio di quella perdita un turbine terribile di venti, che alquanti giorni prima recò un’infinità di mali a quelle Riviere , portando via i tetti, atterrando cafe , e fradteando le più grolle quer-cie, con iflrage di molte perfone e beitiami. Troncò eziandio l’indit-creta morte nel dì quinto di Dicembre il filo della vita al giovinetto. Re di Francia Francefco IL a cui fuccedette Carlo IX. fuo Fratello, ma in età troppo tenera ed incapace di governo . Che diavolerìe, che confufioni, e guerre fufeitafle da lì innanzi in quel Regno la crefcen-te Erefìa di Calvino, e l’ambizion de’Grandi non appartiene all’aliunto mio il narrarlo. Accennerò bensì, che avendo il famofo Cor-faro Dragut tolta alcuni anni prima a i Cavalieri di Malta la Città di Tripoli in Barberia, ed occupata anche l’ifola delle Gerbe, Filippo IL Re di Spagna irioflò dalle preghiere del Gran Maftro, e dal defì-derio di togliere a’Mori que’liti, ficcome nidi &: afili della lor piraterìa, fin l’Anno precedente avea raunata una potente Flotta con Legni e foldati prefi da Milano , Genova, Napoli , e Sicilia . Ma quella da venti contrarj trattenuta, non potè fe non nel Febbraio di quell’ Anno far vela verfo Barberia . Da molti Autori lì trova deferitta quell’ imprefa, ma imprefa fommamente sfortunata o per la poco buona con dotta de’Capitani Crilliani , o per la contrarietà della llagione , o per la perniciofa qualità di quel paefe, mancante d’acqua buona, e provveduto di cattiva . Prefero i Crilliani le Gerbe, ma cotanto andarono temporeggiando , che in foccorfo de’Mori giunfe la potente Armata de' Turchi ; al cui arrivo atterriti e fcompigliati i Crilliani, non attefero che a falvarfi. Vennero in potere de’ Mufulmani moltiiTime Galee, migliaia di foldati rimafero morti nelle navi, annegati, o fchiavi, e il Porte delle Gerbe fu forzato a renderfì : difavventure tutte, che non poco afflillero fpezialmente chi avea formate delle grandi fperanze su quell’armamento de’Crilliani. Oltre a ciò avvenutiti i Corfiri Algerini in tre Galee del Duca di Firenze, ne coflrinfero due a romperli in Corfica, con rellar preda di quegl’infedeli. A a 2 Anno
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1927
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dei Presepi non è frequente presso il nostro popolo salentino, che non ha tempo nè modo nè agio di allestirli e costruirne. Sono (od erano?) le famiglie mediocremente agiate che li metton su, con i « pupi » ed i pastori di creta colorata, comprati a Luppiu (Lecce) nella tradizionale festa e mostra di Santa Lucia il 13 dicembre: la « ghetonia » 0 vicinato si raccoglie la sera della Veglia attorno
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<3» 1 5 «£=- Rimpetto al porlo di Malamocco, e alla disianza di circa tre miglia da esso, trovasi il buon ancoraggio di Pelorosso, ove il fondo è di creta assai tenace. Riesce mollo opportuno a’ bastimenti che devono soffermarsi, sia per attendere il favore della marca, sia per altri motivi, qualche tempo in vicinanza di Venezia ; anzi ne’ tempi addietro usavano i Veneziani di trattenersi
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. Un banco compatto di creta, o di argilla, a poca profondità, ed uno strato sovrapposto di terre leggeri, ecco in che consistono, generalmente parlando, tali combinazioni. L’acqua di pioggia che cade
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vi è di creta assai tenace. Porto di sant’ erasmo. La bocca di questo porto, eh’ è fra il litorale di Sant’Erasmo e il forte Sant’Andrea, è ostruita quasi affallo dal banco di sabbia spellante al litorale di Sant’Erasmo; sicché è solamente accessibile a’ piccoli battelli, e anche quando il mare è alto e tranquillo. Egli è soltanto per 1’ origine sua, e per 1’ antica assai miglior condizione
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dice il Cornaro ( Ercl. Ven., dee. IV, pag. 285 ). Sotto un vólto sporgente dalla parete è infìssa nella parete stessa la cassa mortuaria ove si chiude la salma, priva però delle due mani, una delle quali conservasi fra le reliquie di questa chiesa. Sulla cassa stessa vi sono, in creta cotta, lavorate alcune sacre istorie, come Cristo disceso al Limbo, risorto da morte, ed il Battesimo
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, di rendita annua di diciotto mila feudi. Che al Duca di Guailalla darebbe fei mila feudi di rendita in tante Terre ( e ne ricevette poi Luzzara e Reggiuolo ). Che tanto L’Imperadore dall’Italia, che il Re Cattolico da Calale e dal Piemonte ritirerebbono le loro truppe * e lo fleflo farebbe il Re Cri-fliamifimo dalla Cittadella di Calale, dal Piemonte, e dalla Savoia, ritenendo folo una dil'creta
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648 Appendice. dlcatur quod Christianos propterea nullo novo ineommodo vexaverit prò nunc, et visus est papa velie eos hortari ut cogitent quomodo possint resistere huic si forte vellet tentare aditimi ad Christiani-tatem. Responsum est ei bonuim fore si missis legatis ad principes christianos uniant eos in pace universali. Paris db Grassis *Diarium nella Biblioteca Rossiana a Vienna e nell’Archivio segreto pontificio XII 23. 19<'. L’Oratorio del divino Amore. 1 Nell’A rchivio segreto pontificio in Polit. Varia LXXVIII, f. 233 s. sta una dissertazione intitolata: * Origine et sommario delle opere pie di Roma instituite dal pontificato di Leone X sino a Paolo iy, che sull’Oratfono del divino Amore narra quanto segue: * « Al tempo del detto pontificato (di Leone X) si ritrovava in Roma nna certa secreta spirituale et cliristianissima compagnia, la quale era solita di congregarsi in S. Dorothea di Trastevere, dove intervenivano prelati et nobili et altre persone che si dilettavano del charitativo et spirituale essercitio, della qual compagnia tra gli altri signori et prelati era anchora mons. il vescovo di Chieti... Onde da questa santa com-I>agnia nacquero in processo di tempo molte opere pie in Roma et fuori di Roma per tutta Italia et non solamente per Italia, ma anchora fuori d’essa in molte provintie et regni della christianità. llora essendo la detta compagnia un giorno congregata nella detta chiesa di SUl Dorothea al tempo del sopra detto papa Leone, fù fatta una proposta di questa natura, che conciofossecosa, che per le strade et piazze di Roma si vedesse ogni dì gran moltitudine et numero di poveri piagati posti quali in picciole carrette, quali per terra infestissimi al viso et all’ odorato di tutto il mondo, onde nasceva che in Roma era quasi continuamente la peste, nno della detta compagnia exclamando alta voce addimandò in prestito cento ducati a rendergli in centuplo a chiunque gliele imprestasse, così uno de fratelli della compagnia prestò li cento ducati a colui die gli addiinandava, il quale subito cominciò a far fondar l’edificio del venerabile hospi-tale di S. Jacomo degli incurabili nella strada del popolo, dove a mano a mano fù instituita una altra compagnia particolare per quel luogo, nella quale entrò papa Leone con tutto il collegio de cardinali et gran numero di prelati et di gentilibuomini, di sorte che vi si fece così gran ritratto di elemosine che incontinente si levarono tuti i piagati delle strade et delle piazze di Roma, et fù conosciuto che quelli cento ducati erano veramente moltiplicati in cento doppi, et hora si può con verità affermare che fino al dì d’oggi meli’ edificio solo di quel luogo se ne sono spesi più di centomila ducati. 1 Cfr. sopra 549, 552.
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1932
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L'Italto dopo la perdita di Negropont». 413 La conquista di Negroponte da parte dei Turchi era infatti un avvenimento di tale importanza, che il più recente storico della <!r. ia ha creduto bene di chiudere con essa un periodo. Tranne una pie ila parte, gravitava ora sull’intero popolo greco la mano penati-•• del sultano. Venezia poi «era ricacciata quasi solo a Creta e ; poche isolette
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1929
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non così provveduto, con la stessa generosità, al petto di argento; il Maronita alle gambe di ferro; ma tutti posano su piedi di creta, su base fragile, che se non viene appoggiata cadrà a terra». «E questi piedi ? » interruppe Gregorio. « I piedi, disse il cardinale, io li vedo nel collegio Romano, che essendo l’istituto d’istruzione e di formazione a tutti comune, tutti li sorregge. Ma come si trova
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1855
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asso 1752. 21 ccfalcno, clic cessò dalla carica per rinunzia fallane; dal 1635 al 1656, Atanasio Valeriano, già vescovo di Citerà, il quale « ebbe » dal senato 1’ abbazia di Nostra Donna d’ Angarato in Creta, clic » gli rendeva quaranta ducati il mese, e la chiesa della Vergine » Odigitria in Zante ; 1’ una e l’allra juspatronato della repubblica; » dal 1C57 al 1677, Melezio Cortacio, di Retimo
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1855
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272 LIBRO XL, CAPO Vili. la discussione, ve ne furono aggregate altre settantasei ; sicché in tutto furono ottanta. Di queste alcune appartenevano prima alla classe dei secretarli e dei cittadini veneziani ; la maggior parte poi erano dei nobili delle provincie soggette ed alcune altresi di stranieri. Giova enumerarle secondo l’ordine della loro aggregazione. 1. Labia. 28. Zoni. 55. Lazari. 2. Vidman. 29. Brescia. 56. Giupponi. 3. Ottoboni. 30. Ghirardini. 57. Laghi. 4. Zaguri. 31. Papafava. 58. Berlendis. 5. Tasca. 32. Cavazza. 59. Raspi. 6. Rubini. 33. Leoni. 60. Ferri. 7. Gozi. 34. Medici. 61. Poivari. 8. Correggio. 35. Zanardi. 62. Cassetti. 9. Fonte. 36. Zachi. 63. Bonvicini. 10. Martinelli. 37. Dondi. 64. Poli. 11. Anteimi. 38. Orologi. 65. Flangini. c) * 12. Lombria. 39. Stazio. 66. Farsetti. 13. Catti. 40. Gambara. 67. Fonseca. 14. Zanobrio. 41. Mora. 68. Comari. 15. Tornaquinci. 42. Condulmer. 69. Bergonei. 16. Suriani. 43. Nave. 70. Mora. 17. Macarelli. 44. Luca. 71. Barbarani. 18. Bonfadini. 45. Mafetti. 72. Vanaxel. 19. Zambelli. 46. Piovene. 73. Albrizzi. 20. Faramosca. 47. Angaran. 74. Ghedini. 21. Bergani. 48. Ariberti. 75. Yerdizotti. 22. Crota. 49. Zolio. 76. Donini. 23. San-Gian-Tofetti. 50. Soderini. 77. Bolini. 24. Santa-Sofia. 51. Ravagnini. 78. Conti. 25. Fini. 52. Dolce. 79. Giovanelli. 26. Minelli. 53. Yalmarana. 80. Pasta. 27. Marini. 54. Vianoli.
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1850
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il suo stato, e come il papa colà voleva fare il conci-I * lio. A’ 13. del detto mese giunse etiam il cardinale Santacroce e I « in sua compagnia era il patriarca di Grado, l’arcivescovo di Tati » ranto e quel di Creta e quello di Trivigi, con assaissimi prelati e I; » assai compagnia bene in punto. Gli andò incontro lino a santo i » Spirito messer lo doge col marchese di Ferrara, il quale andò I » però avanti da sua posta
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1929
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dei menzionati Ordini, pure i vescovi latini di Cattaro, Ragusa, Creta e Corfù, i nobili rimasti fedeli alla Chiesa in Andros e Chios, i numerosi commercianti che trafficano con l’Oriente ed i loro consoli in Pera, Alessandria ed Aleppo. Alla fine osserva l’autore, che se la sola città di Ginevra ha potuto attirare per mezzo di libri e scritti in un breve spazio di tempo un così gran numero d’anime agli errori
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Page 596
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1929
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ciò. Dalla risposta generica e involuta, che gli fu comunicata il 15 marzo, egli credette di dover ricavare, che Venezia avesse- già preso la decisione per un accomodamento colla Porta e che volesse costringere Filippo a cedere. Essa non poteva, così dichiarava la Signoria, prestar fede alle promesse della Spagna circa una guerra difensiva e offensiva, nè, essendo Creta minacciata dai Turchi, poteva fornire
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