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1843
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, che vi si contano a pena centrenta case di creta ricoperte di paglia c settecento abitanti. Il governatore di questa città risiede ordinariamente a Rio Bamba od a Quito, da cui è distante quaranta leghe verso il sud. Ica, capitale della provincia dello stesso nome, venne fabbricata sotto il nome di San Jeronimo nel i563 per ordine del viceré conte di Nieva a venticinque miglia da Pisco, a i40
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1835
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DEI DUCIil DI BORGOGNA cancelliere per terminare la cerimonia, che finì siccome quella ti’ Arras con-un Te-Deum e colle grida, di viva il re! viva il duca di Borgogna! Non avendo gli ambasciatori d’Inghilterra voluto prender parte alla pace d’ Arras, Filippo non poteva dubitare che essa non venisse male accolta a Londra. Per non mancare però alla civiltà, egli credette dovere spedirvi ad annunciarla il suo araldo d’armi. Il dispetto degl’inglesi si manifestò nell’accoglienza fatta a questo deputato, il quale fu alloggiato presso un calzolaio, schernito e congedato senza risposta dopo aver veduto saccheggiate le case dei mercanti dipendenti dal duca. Sdegnato Filippo si alfrettò di agevolare al re la sua rientrata in Parigi per discacciarne gl’inglesi, ed in seguito volle dar prova del sincero suo attaccamento alla Francia coll’assedio di Calais; ma l’indocilità dei Fiamminghi che l’abbandonarono, gl’impedì di rendersi padrone della piazza. L’anno 143(3 vinto dalle istanzé del duca di Borbone, che era venuto a trovarlo a Digione accompagnato dal conte di Vendome e da brillante nobiltà, Filippo acconsentì di rendere la libertà al duca di Lorena ebe teneva da tre anni prigioniero in quella città. Se non che il merito di questa concessione fu diminuito dall’eccessivo riscatto ch’egli esigeva, non essendosi vergognato di chiedere al principe prigioniero, oltre le terre di Néufchatel in Lorena e di Cler-mont in Argonna, ottantamila scudi d’oro (i); somma per quel tempo esorbitante, e per la quale Benato fu costretto dar pieggi. Ma la duchessa di Borgogna concellò in seguito, come si vedrà ben presto, la vergogna di quella contribuzione che sembrava inspirata da un movimento di secreta animosità. Filippo mostrò maggior grandezza d’animo verso Carlo duca d’Orleans, figlio di colui che suo padre avea fatto assassinare. Carlo ritenuto presso gl’inglesi dopo la battaglia di Azincourt, dove era stato fatto prigioniero, rinvenne in Filippo (>) Erano scudi della corona, come abbiarn detto, d’oro fino e di set-tanta al marco, ottantamila dei quali equivalgono al giorno d’oggi-alla somma di noveoentoquarantaseimila novecentosettantauna lire, cinque soldi e nove denari.
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1841
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38o CRONOLOGIA STORICA dell’Iugbihcrra, copia della convenzione segreta conclusa il 6 luglio 1771 dalla corte di Vienna colla Porla Ottomana; finse l’imperatrice ignorare l’esistenza di quell’atto. Federico II, a cui il principe di Kaunitz avea dichiarato esser pronto ad intendersi secolui e coll’imperatrice intorno ad uno smembramento della Polonia, avea intanto negoziato con Caterina sulle condizioni di quella divisione; e dopo scambievoli concessioni conclusero i due sovrani una convenzione-secreta a-Petroburgo il giorno 17 febbraro 1772. Con essa si stanziarono i confini delle porzioni di cadauno dei due stati; e si fissò al mese di giugno l’epoca della presa di possesso; convenendosi d’invitare l’imperatrice regina ad unirsi alle due potenze contraenti per aver parte nella divisione. La Russia e la Prussia si garantirono i loro acquisire promisero agir di concerto alla dieta di Varsavia per ottenere il consenso della repubblica a tutte le suddette cessioni. Promise inoltre Federico con secreto articolo di inviare in Polonia 20,000 uomini per unirsi coi Russi in caso la guerra divenisse generale e per dichiararsi apertamente contra l’Austria; e nella ipotesi non fosse bastante «tale soccorso, si stabilì con altro articolo essere il re autoriezato a ritirarle sue truppe, se in proposito di tale soccorso venisse attaccato dagli Austriaci nei propri suoi stati ; promettendo in tal caso la Russia di mandargli 6,000 uomini d'infanteria,4,000 cosacchi, e raddoppiarne anche il numero tosto che lo permettessero le circostanze ; finalmente di mantenere in Polonia un’ armata di 5o,ooo uomini, per potir coadiuvare con tutte le sue forze il re tosto*che fosse terminata la guerra coi Turchi, e di continuare tale coadiuvazione sino al momento in cui essa con una pace generale riuscisse di procurare un conveniente risarcimento alla Prussia. JNcI mese di aprile l’ambasciator russo a Varsavia notificò quindi alla dieta,che l’imperatrice stava per inoltrare sul territorio della repubblica una nuova armata di 20,000 nomini, * » Finalmente il 5 agpsto 1772 si segnarono i tre trattati definitivi che fissavano il contingente-della divisione tra le tre potenze; essi erano uniformi,tranne alcune formalità di dettaglio. Dopo espostosi nel preambolo lo spirito dilazióne, i torbidi e la guerra intestina da cui il regno di Polonia era
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1844
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da lui veduti nell’ istmo di Darien. Essi erano d’una statura piccolissima, di debile costituzione, d’un colore bianco di latte smorto colla pelle coperta di pelo del colore della creta bianca, al pari dei capelli, delle ciglia e sopracciglia. Essi potevano appena sopportare la luce del sole. Eticabellados. Vivevano al nord del Napo nel regno di Quito e furono così chiamati a motivo della capigliatura lunga
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1844
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DELL5 AMERICA tfoccnottantaquattro officiali. Gl’ independenti non ebbero che censettanta uomini uccisi e seicentonove feriti (i). i8a5, i.° gennaro. Avvenimenti politici. Grida di Ro-livar, data da Cbuquisaca, nella quale annunzia riguardategli come un sacro dovere la risoluzione di convocare il congresso del Perù per render conto della sua condotta ed abdicare la dittatura. Il 2, messaggio del vice presidente di Columbia ed installazione del congresso. Lo stesso giorno, il gabinetto d’Inghilterra riconosce l’independenza della repubblica di Columbia (a). Nel io febbraro, il generale Bolivar raduna a Lima i deputati del Basso Perù e depone il potere dittatoriale, cui poscia dietro loro domanda ripiglia sino alla prima riunione del congresso del io febbraro 1826 (3). Nel 18, il liberatore Bolivar è eletto, per la terza volta, presidente della Columbia, dal senato e dalla camera dei rappresentanti colla maggioranza di cinquecenottantatre voti sopra seicentotto votanti. « La pace del Perù, diccv’egli nel suo messaggio al senato, che noi abbiamo conquistato colla più gloriosa vittoria eh’ abbia riportato il Nuovo Mondo, ha messo fine alla guerra sul continente americano. La Columbia vede ora il suo territorio e quello delle vicine repubbliche liberi finalmente da qualunque nemico (4). » i.° marzo. Atto della municipalità di Caracas, che ordina l’erezione d’una statua equestre del liberatola sulla (]) Parte oficial de la jornada de Ayacucho. — Supplemento a la Gaceta de Colombia* num. 192. — Documentos * ecc. voi. IV, pag. 109, u4, 120 e i3o. Decreto del congresso nazionale della Columbia, che decreta gli onori del trionfo al liberatore ed ai vincitori di Junin ed Ayacucho. — Proclama a los soldados del ejercito vencedor en Ayacucho* por Bolivar. Lima, 25 decembre. (2) Agli 11 novembre seguente, il señor Manuele Giosuè Hurtado, primo ministro della Columbia, fu presentato a sua maestà britannica. Veg-gasi Gaceta extraordinaria, 4 marzo 1825. Colombia reconocida en nación soberana por la Gran Bretaña. (3) Documentos* ecc., voi. IV, pag. 191 a 194. (4) Messaggio al presidente del senato, dato da Lima. Gaceta oficial* 20 febbraro 1825.
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1844
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i46 CRONOLOGIA STORICA ni trovarono d’assai buon gusto. In una grande sala secreta erano i corpi morti dei loro parenti, disseccati e coperti di vesti di cotone intrecciate di pezze d’oro, di perle e di pietre preziose; questi corpi erano disseccati al fuoco per renderli incorruttibili. Dopo il pranzo, il primogenito di Comagro presentò, in segno d’amicizia, a Nunez ed a Colmenares, nella qualità loro di capi principali, settanta schiavi ed alcune lamine d’oro ben lavorate che potevano pesare quattrocento pesos. Prelevato il quinto pel re, il rimanente fu diviso tra i soldati che si disputarono le pezze migliori. Il cacico, testimonio delle loro contese, fece rimettere i pesi e l’oro nella bilancia, e percotendo col pugno il Iato ove trovavasi l’oro, disse che se i cristiani avevano per una cosa sì frivola abbandonato il loro paese ed attraversato tanti mari per recarsi ad inquietare genti pacifiche; se aveano tanta voglia di acquistar oro, egli indicherebbe loro una provincia in cui potrebbero soddisfare i loro desiderii ; ma che per riuscire, converrebbe che fossero in maggior numero, giacché avrebbero a fare con re possenti e che saprebbero difender bene i loro Stati. Soggiunse che incontrerebbero primieramente lunge sedici soli un cacico che possedeva molt’oro; che dopo aver passato alcun tempo vedrebbero un gran mare (il mare del Sud), ove navigavano barche a vela ed a remi alcun poco minori delle loro; ed al di là di questo mare troverebbero un popolo (i peruviani) che beveva e mangiava in vasi d’oro. Nunez fece ripartire Valdivia (i) per comunicare all’ ammiraglio questa felice novella, ed avendo dimorato alcuni giorni in quel paese, si affrettò di ritornare a Darien, per ragunarvi mille uomini e fare gli apparecchi necessari! per la spedizione cui meditava. Prima però di abbandonare Comagro lo fece battezzare e gli diede il nome di Carlo in onore del principe di Spagna. Al suo arrivo a Darien trovò Valdivia ch’era colà giunto a bordo d’ una caravella carica di viveri. Ma avendo il fiume straripato per una violenta procella, sommerse le sementi, e gli spa- (i) Questo inviato fece naufragio alle isole Cayman, in vicinanza alla Giammaica; e volendo passare alla Terra Ferma, cadde nelle mani d’un carico che lo uccise.
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1832
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. Il Tillemont opina clic egli abbia scritto la sua prima lettera a Timoteo dalla Macedonia, il precipuo scopo della quale è quello di tracciare i doveri di un vescovo. Quella da lui'scritta verso lo stesso tempo a Tito, cui nel suo viaggio avea creato vescovo di Creta o di Candia, s’aggira a un di presso intorno lo stesso soggetto. L’apostolo gli scrisse di venire a visitarlo in Nicopoli, ove
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1844
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*4 CRONOLOGIA STORICA Nel 1817 ¡1 Brasile era diviso in venti provincie, senza contare quelle di Solimoes e di Guiana, che sono dipendenza del Gran Para ; queste provincie sono : i.° Rio-Grande do Sul; 2.0 Paranna; 3.° Uruguay; 4-° Santa-Catharina; 5.° S.-Paulo; 6.° Mato-Grosso ; 7Go-yaz; 8.° Minas-Geraes; 9.0 Rio-de-Janeiro ; io.° Espirilo-Santo; n.° Porto-Seguro; 12.0 Bahia; i3.° Seregipe del Rey; 14.0 Pernarabuco; i5.° Parahyba; 16." Rio-Grande do Norte; 17.0 Ciara; 18.0 Piauhy; 19.0 Maranham; 20.0 Para, colle sue dipendenze di Solimaes e Guiana (1). Giusta il vigésimo articolo della costituzione politica della monarchia portoghese del 1822, il regno del Brasile è composto delle seguenti provincie, cioè: i.° Para e Rio-Negro; 2.0 Maranham; 3.° Piauhy; 4“ Rio-Grande do Norte; 5.“ Ciara; 6.° Parahyba; 7.0 Fernambuco; 8.° Alagoas; 9.0 Bahia e Seregipe; io." Minas-Geraes; 11.° Espirito-Santo; 12.0 Rio-de-Janeiro ; i3.°San-Paulo; 14° Santa-Catharina; i5.° Rio-Grande do Sul; 16.0 Goyaz; 17.0 Mato Grosso e le isole Fernando de Noron-ha, Trindade nonché tutte le altre adiacenti a questo regno. Descrizione delle provincie del Brasile, giusta la Corografia Brazilica ed altre opere che abbiamo citalo. La tirovincia del Ilio Grande do Sul o di San Pedro (2), a più meridionale del Brasile, è situata sotto le latitudini 28o e 35° sud. Confina all’est coll’Oceano Atlantico; al sud col fiume Piata; all’ovest col fiume Uruguay e colla provincia dello stesso nome; al nord colle provincie di San Paulo e di Santa Calharina, da cui la separano i fiumi Pellotas e Mampituba. Corre centrenta leghe portoghesi (3) dal nord-est al sud-est, e la sua larghezza media è Giraldes, pag. 148. Quest’autore dà tali latitudini e longitudini per approssimazione. (t) Corografia Brazilica 3 o Relagao historioco geografica do Reino do Brazil composta e dedicada a sua rnajestade fidelissima por hum presbitero secular do gram Priorado do Cratoy 0 Padre Manoel Ayres de Cazal, 2 voi. in 8.° Rio de Janeiro, 11 a impressao Regia, 1817. (2) Chiamata pure Capitanía del Rey 0 del re, perciocché non apparteneva ad alcun particolare. (3) Da diciotto al grado, corrispondenti a sei milioni diciottomilacin-cjnantasei chilometri, 0 quattro miglia inglesi.
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1845
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guiancnsis). Essi ne impiegano la corteccia disseccata per cuocerle. Fabbricano grandi vasi di creta per cuocere la carne e preparare le bevande, e vi disegnano sopra alcune figure col mezzo d’una terra di diverso colore, inverniciandoli mediante una gomma traila dal simiri (simiri tinctoria) o dal bourgonl (robinia bourgoni). Il più grande de’loro vasi chiamato samacou può contenere ducento pinte
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1846
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per tre o quattro miglia in un alle loro donne clic portavano i vecchi loro vestiti e eh’essi scambiavano con altri nuovi i quali veniano dalle donne portati a casa. I guerrieri viaggiavano entro canoè e prima d’imbarcarsi, strappavano un brano di corteccia di vecchio albero, ordinariamente di quercia, e con creta rossa delincavano sulla superfìcie liscia di esso la figura di uno o più canoè col numero degli uomini
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1833
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i B8 COMPENDIO CRONOLOGICO colo scriveva sotto un console chiamato Lucio Cassio Longino, del nome stesso del censore di cui qui si parla, e che la maniera colla quale cotesto magistrato esercitò le proprie incombenze, come vedemmo, lo rese degno di conservarne la memoria, e determinare accuratamente l’epoca, in cui egli era vissuto. In questo stesso tempo, o forse prima, toccò a Emilio Lepido un’ altra avventura del pari singolare ( 1 ). Venne accusato dinnanzi al popolo e multato per aver tropp’ alto eretta una casa campestre che stava edificando in qualche distanza da Roma (2). Mentre i censori si occupavano di questi interni regolamenti , non perdevano però di vista ciò che succedeva al di fuori, rapporto al rifiuto da essi latto agli alleati. Non andò guari che si udirono le città di provincia reclamare il titolo di cittadino in una forma ben seria ; sollevandosi a ribellione e tenendo pratiche e deliberazioni intorno i mezzi di ottenere colla forza un privilegio loro negato dagli originarli cittadini di Roma (3). I malcontenti esalarono le loro querimonie in secrete conventicole , e la circostanza di trovarsi l’armata consolare in regione così lontana come era quella dei Galli, gli incoraggiò a concepire progetti a danno della repubblica. II senato ne fu inteso, e non credette il male senza rimedio. Parve anzi che le vie giudiziarie bastar potessero a guarirlo. Il pretore era Lucio Opimio nemico dei Gracchi: egli citò al suo tribunale alcuni abitanti delle città piò ribelli per essere giudicati come rei di stato. Fre-gelle (4), città del paese dei Volsci, allora opulente, e posta in vantaggiosa situazione sulle sponde del Liri , fu la prima ad inalborar lo stendardo della rivolta. Numitorio Pullo, capo di questa colonia , era uomo audace atto ad ordire una trama , ma ne’ suoi discorsi leggiero. Le sue indiscretezze lo fecero cadere in sospetto (1) Slor. rom. di Rollin. Parigi 1772 I. 9 p. i38. (2) Val. Mass. Vili, 1. (3) Ferguson t. 2 p. i5g. (4) Era colonia romana, stabilita 1’ anno di Roma Sor;. Vedi qui innanzi.
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1694
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,onde per tutte le parti è quefta vna nota-bililflma ofleruazione. Ritornando al noftro propofito , o quanto è confide-bile, eflere non foloefteri quefte, Nobili, e degne Re-ligiofe, mà della faluberrima Ifola di Creta, qui già 4j. anni fono rrafportate per ordine dell’inarriuabile Carità Pubblica, acciò maturamente reftaflero fottratte nel principio dell’aiTedio di Candia dall’infernal rabbia Ottomana. Quefta e vna calzante elpericnza
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1916
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fino in luogo sicuro ; se a Modone non avesse trovato le galee di Creta e di Negro-ponte, avrebbe dovuto il Capitano del Golfo sollecitarne l’invio da parte del duca di Candia e del bailo di Negroponte, ritornando poscia a Venezia '). La parte fu respinta (a ciò i due senatori dovevano essere già avvezzi) e, riproposta due giorni dopo con maggior ampiezza e lievissime differenze, (ad es. nel caso
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1916
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19 mosso, avrebbe dovuto mandare un legno leggiero (« barcham unam .... bene fulcitam ») ai castellani di Modone e di Corone per sapere se le galee, che la Signoria aveva ordinato si armassero a Creta ed a Negroponte e che avrebbero dovuto radunarsi a Corone, fossero già arrivate; nel caso contrario i suddetti castellani scrivessero al Duca di Candia ed al bailo di Negroponte di sollecitare
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1916
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ex inopinato contingat et maxime super presenti armata Romanie, que maius dubium imprimi! menti nostre propter Januenses, qui asserunt obviam ire, transeant Mare Maius ». 22. Le galee di Romania, lasciando Venezia il 16 aprile, avrebbero dovuto andare a Zara, od a Ragusa, per congiungersi ivi colle galee del Golfo, procedendo di conserva fino a Modone, donde, se avesseso ivi trovato le galee di Creta
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1849
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piedistallo di creta quegl’interessi, che base aver non dovrebbero fuorché sulla mansuetudine, la moderazione, e quella divina parola di abnegazione e di rassegnazione, che fece della religione di Cristo la religione degli oppressi, lo scudo dei soffrenti, il refrigerio dei cuori. Molti già sì chiedono se una religione, che redense il mondo dalla schiavitù, debba convertirsi in arma per ridurre i liberi
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Page 72
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Date
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1862
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di nobiltà, e solamente di gravi an-garìe caricandovi , dividono tra sè i tesori vostri, e già fanno più tosto partecipi degli emolumenti dello Stato molti uomini, che col nome di nobili vengono di Creta , che voi , nati , nutriti . abitanti
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1855
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, e lo visitò e li al Cairo lo conosceva essendo lui console a Damasco. E questo Cairbec era fratello di Cainson Dalbuz, fu signor di Damasco; ed eliam il Gazeli (2), restato signor di Damasco, non è in quello stato che 1’ era. Poi il Signor Turco mandò a Costantinopoli e altrove li principali del Cairo, ricchi merca-danti ; adeo il Cairo vien disabitato, e le case van ruinando per esser fatte di creta
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Page 725
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1932
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dalla partecipazione dei Francesi alla difesa di Creta. Il Nointel urtò in non poche difficoltà; allorché egli insistè un po’ fortemente sulla potenza del suo re, dovette sentirsi rispondere dal Gran Visir, che l’imperatore francese era certo un gran monarca, ma la sua spada era ancora nuova. Rilevando il Nointel l’antica e sincera amicizia il Gran Visir osservò: « I Francesi sono, si, nostri amici, ma, caso strano
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Page 167
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1847
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di Venezia, in 4, data da Torino, senz’ anno. Contro il Monodo scrissero i seguenti due autori sostenendo il diritto dei Veneziani sul regno di Cipro. 932. JoannisMeursii filii Majestas Veneta, sive deserenissimae Venetorum Reip. cum in Creta tum in Cypro litulo RegiOj bono jure vindicato, contra Anonvmum, Dissertalio. Lug. Bat., Marci, 4640, in 46, fig. 935. Teod. J. F. Graswinckelii J. C. Delphensis
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