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lì Santuario minoico di Cannatello presso Girgenti 267 nel fiume vicino. Anche nel foro romano, intorno al Lapis ni-ger1), si trovò la sabbia fluviatile di Ponte Molle distesa sopra un piccolo strato di carbone e messavi collo scopo di purificazione, dopo che i Galli avevano distrutto il sepolcro di Romolo. Gli astragali, tanto comuni nel terreno neolitico di Creta, erano anche qui nel santuario
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più antiche della Francia con quelle neolitiche di Creta e dell’Egitto. L’essere solo donne senza braccia, appiattite e stea-topige non può essere cosa accidentale. La cintura, la moda egiziana del pettinarsi di alcune statue neolitiche della Francia, il trovare nelle tombe Io stesso color rosso di ferro, coi ciottoli e le conchiglie che servivano a macinarlo per tingersi la pelle, i segni della scrittura
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ora esistenti nel Museo antropologico di Roma pubblicati dal prof. Sergi, non sono tutti dolicocefali, qualcuno è brachicefalo. Le misure dell’indice cefalico nell’età del rame e nel principio di quella del bronzo dimostrano che non vi è stata penetrazione della razza asiatica in Creta. Su 19 crani solo quattro sono brachicefali: ma l’indice cefalico di 84 come massimo non possiamo attribuirlo ad una razza
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fu la caratteristica dell’arte neolitica. Nessuno ebbe, dai primordi dell’ arte fino al principio dell’ età det bronzo, l’idea di foggiare nella creta una forma virile ; ciò prova che la religione matriarcale dominava incontrastata nel campo-dell’estetica. E Tessersi diffusa quest’arte esclusivamente femminile in tutto il bacino del Mediterraneo, dimostra insieme all’unità antica della religione, la durata
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Cronologia dell'epoca neolitica in Creta 59 delle rovine di circa un metro ogni mille .anni. Evans applica la stessa rapidità di incremento al terreno neolitico che avendo lo spessore di metri 6,43 darebbe la cifra di sei millenni. A primo aspetto il calcolo dell’ Evans sembra moderato per la cronologia del neolitico, perchè attribuisce la stessa rapidità di accumulo dei detriti all’epoca
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hanno origine pelasgica, i Lacedemoni origine ellenica e che i Pelasgi parlarono una lingua barbara. I Pelasgi non erano stranieri, perchè abitarono Creta: Omero li chiama i buoni Pelasgi e sono essi che passati sul continente costrussero i palazzi micenei. L’antropologia ci mostra che i Greci antichi erano dolicocefali ed appartennero alla razza mediterranea. I Dori intorno ai quali ora tanto si discute
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dell’india coll’Occidente *). III. I VASI MICENEI IN ITALIA. Un giovane che porta un grande vaso conico è. fra i dipinti scoperti dall’Evans a Cnossos, (niello che destò in me l’impressione più viva. Fu la prima volta che negli scavi di Creta venne in luce il ritratto di una persona dei tempi minoici, grande al vero, in istato di conservazione perfetta. Gli operai maravigliati s’inginocchiarono dinanzi
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28g IT, COSniERCIO MINOICO PRIMITIVO Riproduco un nucleo preso nel terreno neolitico di Greta. Percuotendo nella parte inferiore e più larga si staccavano scheggio lunghe, taglienti come lame di coltello: alcuni buoni nuclei davano lame di ossidiana lunghe più di dieci centimetri1). A Milos l’ossidiana2) è abbondantissima, e qui preparavansi i coltelli, che fino dall’epoca neolitica si mandavano in tutto l’Egeo. Si trovarono cumuli enormi di scheggie che attestano l’intensità del commercio nelle epoche più antiche. Oltre ai coltelli, si facevano anche le seghe di ossidiana e le punte delle freccie; ed era un minerale che per lungo tempo tenne il posto dei metalli. Anche l’ossidiana di Tro.ja veniva probabilmente da Milos, come quella trovata dallo Tsountas nella stazione neolitica di Dimini e Sesklo. L’ossidiana segna un progresso nelle arti, perchè taglia meglio della selce; gli intarsi bellissimi, che trovaronsi a Phae-stos, di mobili ornati con tavolette di ceramica, forse erano fatti con strumenti di ossidiana. Tutta la scoltura in legno dei palazzi di Phaestos e Cnossos è scomparsa, ma siamo certi, pel raffronto colla ceramica, la pittura e la metallurgia, che essa aveva raggiunto un grande sviluppo: i lavori splendidi sull’avorio ne sono la prova. L’esservi l’ossidiana nell’Egitto, dove Fig. 182.-Nucleo di ossidiana abbondano le qualità migliori di selce, trovato nel terreno neolitico di conferma che tale pietra era ricercata Phaestos. per iavorj speciali, perchè in Egitto non esistono depositi di questo minerale8).. A Troja4) i coltelli di ossidiana sono meno abbondanti di quelli di selce; ma si trovarono in tutte quattro le città più profonde. I coltelli di ossidiana servivano come rasoi, ed erano a quei tempi i migliori per tagliare la barba. Recentemente il Per- dosi con scheggie taglienti; il color suo è nero bruno, talvolta verdognolo. La pietra pomice ha la stessa composizione della ossidiana e può considerarsi come una ossidiana spugnosa: i gas che l’attraversarono le diedero la struttura filamentosa. Tsountas, Ej>. Aojf, 1898, pi. Vili. 2| Bosanquet , The, Obsidian Trade, p. 216. — Excavations at PhylakopC in Milos. 8) Pktrik, Diospolis parva, p. 27. 4> Schliemakn, Troje, p. 309.
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Le scuri di rame 237 lama a doppio taglio è una delle formo più comuni in Creta e sul nostro continente. I chiodi hanno la capocchia ribattuta da entrambi i lati e sono di rame. Della medesima epoca, identico a questo, fu trovato a Tourlotl di Sitia un coltello del quale ho potuto fare l’analisi, e si trovò che era di buona lega *). È una lama a doppio taglio colla punta ottusa
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2 IL FASCINO DELLA PREISTORIA altri paesi della Grecia, e gli idoli neolitici si diffondono uguali su tutto il continente dalle isole dell’Egeo e dalle sponde del Nilo. Gli scavi di Creta aggiunsero una prefazione grandiosa alla storia del Mediterraneo; e improvvisamente, diradandosi le tenebre del passato, la vita dell’umanità ci apparve più lunga e la sua ascensione più faticosa. La preistoria
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in Samotracia, ricusano qualunque Componimento, a meno ch’egli non rimetta assolutamente la sua sorte a disposizione del popolo romano. Perseo si rifuggi allora nel tempio di Castore e Polluce, come in sacro asilo, unitamente ad Evandro di Creta l’infame assassino di Eumene re di Pergamo. Quest’ omicida trovandosi nelle mani del nemico, poteva addossare il proprio misfatto al re macedone. Perseo
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CRONOLOGIA STORICA Acide II, figlio di Archidamo, regnava in Laccdcmo-ma dopo la morte di suo padre che fu ucciso nello stesso giorno ed ora della battaglia di Cheronea. I progressi rapidi, e luminosi di Alessandro il grande contro Dario re di Persia, non fecero vacillare il valore di Agide. Avendo ottenuto da quest’ ultimo una flotta che gli fu spedita di Fenicia la condusse in Creta (33a), ove
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alla formazione liburnicx..... » Quanto ai fossili « sono di particolare importanza i calcari con Rudiste, stranissime bivalvi dissimmetriche, che si raccolgono con qualche frequenza negli strati superiori della creta (dal cretaceo all’ Eocene medio) ; nonché i calcari di Alveolina, complicati foramini-feri, che gareggiavano colle nummoliti nel costituire a
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lentieri avrebbe visto nella Russia un « colosso dai piedi di creta » e il « Don Chisciotte degli Slavi », era preso e impressionato dalle « ali gigantesche » di quell’« aquila slava », dalle sue immensità e unità spaziali, dal rapido aumento della popolazione, dalla sua giovinezza ed esuberanza, e ammoniva che il panslavismo non era uno « spauracchio » inventato dall’Inghilterra e dall’Austria
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da uno scultore sulla creta ancor fresca e dimenticata. Dalla parte onde la rocca precipita a picco per un balzo di più centinaia di metri, dove erano i depositi e ci sono cisterne ancor vuote e sonanti sotto il piede, tutto è spianato come a farne un’enorme terrazza, dalla quale si vedono in basso gli uliveti degradanti pei declivii, e qua e là, tra gli ulivi, le case e le ville turche in mezzo ai giardini
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temuti. Che se lo spirito di imitazione di tanti altri dipinti consimili sparsi nelle chiesuole di campagna egualmente modeste delle altre regioni della Grecia, è naturale abbia influito nel concetto e nella composizione generale di tali scene anche a Creta, non può però negarsi che un elemento affatto personale si tradisce quivi nella scelta di una specificata pena piuttosto
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quod supersedeant laboreriis domorum consiliariorum quousque feudatis Clianee satis-fecerint e più radicalmente ancora il 14 febbraio 1320: “ Quod consilium (>) G. Se affi ni, Notizie intorno ai primi cento anni (*) V. A. S.: Avogana di Commi, IH, 72. — Cfr. della dominazione veneta in Creta, Alessandria, 1907, G. M. Thomas, Commission cit., 39. pag. 36 segg. (3) v- A' S-: Senaln Misii' Indice
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il suo governo, iniziatosi nell’autunno 1625 e terminato alla fine del 1628, Candia vide sorgere al posto della precedente, la loggia novissima, il più splendido monumento di Creta veneziana. Eppure i documenti del tempo sono affatto muti al riguardo. Solamente Lorenzo Contarini, nella sua relazione dell’aprile 1636, dopo aver intessuto l’elogio del Morosini, soggiunge che la fontana da lui eretta “ renderà
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: ed il tutto fu rinnovato dai monaci che tuttora vi abitano. L’antico convento di S. Giorgio a Mènjes, non lungi da Rodhopù, dove mi furono segnalati una chiesa, una torre, un avvolto, delle celle e qualche epigrafe, non fu tuttavia da me potuto visitare(14). (*) Vedasi per tutti due V. B. M.: Lat., IX, 179: spacci da Candia, 21 maggio 1641). il primo è specificatamente menzionato nel 1257. (8) F. Cornelius, Creta cit
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greco di Knossos. Al monastero di S. Giorgio di Ghorgholaini, notevole soltanto per la fon- (■) Collez. fotogr. n. 638. (2) Il Corner elenca Un monasteriuni S. Sabbile abbalis de Savatianì > (F. Coknelius, Creta cit., I, 222), che non sapremmo se identificare con questo o col precedente. (3) Dell’abbazia di Fraschià, non lungi dalla rupe ove sorse la fortezza del Paleocastro, è già ricordo
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