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, occupari mandaverat. Et in his exequendis veteris coloni# Venet# nobilium , atque illorum , qui beneficii jure Principi obftrióh funt, fedula vir-tus, & ardens in Rempublicam ftudium extitit, ut Caliergo-rum gens, nobilitate, divitiis , atque au&oritate in Creta po-tens , fupra vigintiquinque hominum millia brevi coegerit. His comparatis, hoftis adventum, magna fpe rerum bene ge-rendarum fubnixi
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*533 ftfaurut Altxandri-rtus vulneratiti a Canali cii tri-remibui ca-ptus . Turcica trircmei a Creta magi. Jiratihui in Afri cam mittuntur . Veneta navel frumenti! onujia a T ureii detent a . 390 HISTORIAE VENETAE videbatur. Hinc atque inde ftrenue , & intrepide dubio marie pugnatur j dum complures, qui in Alexandrina triremi Ja-nizzeri aderant, fortiter noftrorum impetum fuftinerent , ni-hi
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del nobile, fatto adulto, il debito di trattare fraternamente il popolarne. Ben diversi erano i nobili veneziani da quei nobili, che, imitando gli Spagnuoli, credevano il popolo venisse da altra creta che quella di Adamo. Il nobile veneziano, e, meglio che
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ETÀ DI SETTIMIO SEVERO portò probabilmente le milizie di Severo (1) a passare diretta-mente dal Danubio al Reno per le strade germaniche, e i passi più settentrionali delle Alpi, sicché Aquileia e il suo territorio poterono forse essere risparmiati ; e forse per gli stessi tramiti passò Caracalla nelle sue imprese Germaniche, Retiche e Danubiane dal 213p in poi. Se egli fosse anche ad Aquileia non sappiamo, benché la cosa non sia improbabile, tanto più che ad Aquileia è traccia in una epigrafe di onori che egli avrebbe dato forse ad un cittadino aquileiese (2). Macrino, Elagabalo, Alessandro Severo ebbero a interessarsi delle province Danubiane, ma nessuno di essi lasciò traccia di sè in Aquileia, dove invece si svolse l’episodio tragico di Massimino, che dobbiamo perciò esaminare nelle sue caratteristiche. Come è noto Massimino, responsabile dell’uccisione di Alessandro Severo (235p), si era impadronito dell’impero, ma non aveva ritenuto nè necessario nè utile di recarsi a Roma; si era trattenuto invece presso i suoi eserciti dell’ Europa settentrionale e specialmente a Sirmio, dove nella lotta contro i Germani aveva cercato la consacrazione della gloria militare e la giustificazione per la usurpazione del potere. Nel 238p in seguito ad una rivolta di contadini in Africa il proconsole di Thysdrus, Gordiano, viene proclamato Augusto; egli si associa al figlio Gordiano 11 e manda i suoi emissari a Roma per far uccidere il prefetto al pretorio fedele a Massimino e far annunciare la falsa morte di Massimino stesso nella Pan-nonia; il senato lo acclama imperatore; ma nel frattempo in Africa un legato di Numidia, fedele a Massimino, provoca una reazione, da cui è ucciso Gordiano II; in seguito a ciò Gordiano I si uccide. A Roma allora, tra la costernazione e il terrore generale si propone la nomina di due altri imperatori, uno versato nelle arti della guerra e fu Pupieno o, secondo altri, Massimo, e uno versato (1) Un’ iscrizione probabilmente alla Bona Dea fu dal Torre riferita invece a Julia Domna per il fatto che conteneva l’epiteto applicato alla Bona Dea di Augusta Castrensis: IL. V, 760. (2) IL. V, 874 = MCC. XVII, 1891, 40 n. 48: ... papi......] Mes- salin. c. v. | [adlectó\ inter. patrie. a[......] domino nostro [......] Pio Felici Parth. [......]x Pontif. ma[x.... Il Rostovzeff, The social and economie history of thè Romai Empire, 598-99, crede che i busti che adornano il diadema del personaggio severo nel mosaico del fondo Pasqualis (A1S. 1923, 224) siano quelli di Settimio, Caracalla e Geta; una statua di Geta è al museo (Majon., Guida p. 38 n. 17). — 51 —
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nelle tre regioni dell’Italia superiore, cioè su tegole lungo l’estuario adriatico (pag. 957-970), e su anfore, lucerne, vasi di creta, fistule plumbee, pesi, suppellettili di vario metallo, anelli trovati qui ed altrove (pag. 981 e segg. passim). Nuove aggiunte chiudono il volume, le quali, tenendo conto della memoria del co. Di Toppo (v. n. 223), e dei lavori in materia epigrafica del Gregorutti e del Maionica
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1931
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INDICE ANALITICO XXXI 317. --- 1366. --- Nicola Nigro lega 2 vigne e 3 ordini de creto a S. Maria Pag. 335 318. --- 1366. --- 11 principe di Taranto riconferma il possesso di Pozzocolono e » 335 piano de Crapariis ai padroni....... 319. --- 1366. --- Testamento di un tale Santoro e sua esecuzione » 335 320. --- 1366. --- Giacomo de Comestabulo cede a censo una sua casa « 336 321. --- 1367. --- Come va distribuito il sale delle Saline di Canne e Salpi e loro » 336 proprietari ........... 322. --- 1367. --- Per causa di guerra il convento di S. Croce di Trani si vende » 336 una casa in Barletta......... 323. --- 1367. --- 11 vescovo Lucerino, Roberto, procuratore e vicario di Belvaysio » 337 nella sede Nazarena......... 324. --- 1367. --- Ruggiero Pallatino di Otranto vende un suo naviglio di 100 botte n 337 a un barlettano .......... 325. 1368. Mentre le monache di S. Lucia dimorano in città per causa » 337 delle guerre, entra in monastero Manella Cognetti, che tra gli altri beni porta 400 salme di terra di Monte Aldeno . 326. --- 1368. --- Il testamento del nob. Andrea Gaptus di Barletta eseguito » 338 327. --- 1368. --- Ricevuta di pagamento per una casa a S. Maria de Porta n 338 328. --- 1368. --- Per causa delle pestilenze l’arciv. di Trani fa un abbuono alla n 339 chiesa di Barletta .......... 329. --- 1363. --- Maria Miracapilli dona una casa a S. Maria .... n 339 330. --- 1368. --- La chiesa di Barletta paga l’ultima decima alla Regina n 339 331. --- 1368. --- Il vescovo di Canne dà a censo la pezza delia terra detta Gricta n 339 332. --- 1368. --- Il vescovo di Canne dà a censo il Mons Impisis e la Lama » 339 Calandrina ........... 333. --- 1370. --- Tamburro di Corato vende 200 salme di stinco .... n 340 334. --- 1370. --- Giovanni di Brienne prepara una spedizione guerresca n 340 335. --- 1372. --- Gregorio IX fa predicare una nuova crociata . n 340
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Aquileia-Concordia e 1 per Concordia verso il Noricuin. E ciò a tacere delle iscrizioni su strumenti domestici, opportunamente coordinate, come su tegole, anfore, strumenti di creta perforati, lucerne, vasi cretacei, segui di bronzo, canne di piombo, vasi di vetro, pesi-, oggetti d’avorio, suppellettili d’oro, d’argento o di bronzo, inscrizioni su anelli e gemme, arnesi di pietra, di piombo, lamine concordiesi
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, e può stabilirsi l’epoca nella quale si inizia tale commercio. Le condizioni geologiche esercitarono un’influenza sulle armi e sugli strumenti dei vari paesi nell’età preistoriche. In Egitto, dove abbondano i nuclei di selce, si osserva un grande perfezionamento nella tecnica, e quivi trovansi le armi più belle. In Creta le armi di selce sono rare e meno belle, perchè mancava la materia prima adatta. Vidi
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Gli Indo-germani non presero parte alle origini della civiltà mediterranea 331 VI. Gli Indo-germani non presero parte alle origini DELLA CIVILTÀ MEDITERRANEA. L’essere pura e dolicocefala la razza nei centri donde si diffuse la civiltà mediterranea, è una ragione per escludere l’intervento degli Indo-germani. Ho già toccato il grave problema nell'ultimo capitolo del mio volume su Creta
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). La testa è rotta, le brac-di Creta. eia finiscono nel solito moncone arrotondato, l’addome e il petto sono normali con profilo elegante. Una incisura segna la divisione delle natiche, le quali sono molto più sviluppate che non in una donna normale. Le donne grasse le troviamo nell’età micenea, come vedesi nella presente figura 70 di Phaestos che conservasi nella collezione del Museo Preistorico di Roma
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310 l’industria METALLURGICA PREISTORICA IN ITALIA fabbricarono le armi e gli strumenti da lavoro metallici del periodo eneolitico, si ottenesse dai giacimenti del paese Probabilmente tanto in Italia quanto in Creta la fine dell’età neolitica deve computarsi contemporanea delle prime dinastie egiziane, ed io penso che pochi secoli dopo si iniziasse l’estrazione del rame dalla catena metallifera
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Quando vissero i primi artisti della Francia Meridionale 111 Le statuette che trovaronsi ad liliopoli dal prof. Schiaparelli nel terreno neolitico (otto metri sotto la superficie attuale del terreno) e quelle scavate dal Petrie ad Abydos della prima dinastia, sono identiche a quelle di Creta e dell’Italia. Dall’Egitto a Butmir nella Bosnia, il primo animale clic viene rappresentato nell’epoca
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I “ dolmens „ di Muterà 175 proballile del dolmen di Bisceglie. Negli scavi recenti fatti al Pulo e nei paesi circostanti a Molfetta, trovai una ceramica neolitica colorata identica a quella che scopersi a Pliaestos in Creta sotto i palazzi minoici. A tale ceramica della stazione del Pulo dovrei attribuire almeno quattro mila anni, se essa è contemporanea della ceramica identica cretese. I vasi
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. Le descrizioni che farò del terreno neolitico in Creta proveranno quanto sia lungo il periodo neolitico. La gente che occupò la collina di Cnossos, vi arrivava portando con sè una buona ceramica, ma senza decorazioni: i vasi erano lisci, e poco per volta imparò a farvi sopra linee graffite; dopo riempi le incisioni con una sostanza bianca per dare maggior risalto al disegno, e finalmente imparò a decorarla
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1912
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e in disordine, salvo uno che aveva le gambe ripiegate sulle coscie e queste sull’addome e sul torace nella posizione caratteristica dei cadaveri nelle sepolture neolitiche. Quando la camera sepolcrale fu piena, i cadaveri vennero sepolti nel corridoio, come pure si osservò in Creta nelle grandi tombe dell'epoca minoica che hanno il dromos. Onde scavando J) Delle lastre laterali, ima c misura
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220 MINIERE PREISTORICHE DI RAME DEL MONTE SINAI E DI CRETA un pezzo di metallo e due pezzi di scorie nere e spugnose, me li diede per fare l’analisi. A primo aspetto il metallo sembrava un pezzo di ramo nativo attaccato ad un. poco di ganga1). Dei due pezzi di scoria, uno piccolo conteneva molto rame; ed un altro pezzo più grande conteneva piccole quantità di rame. Constatata la presenza
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su di una biga tirata da grifoni che accompagnano il morto nel viaggio d’oltre tomba. Possiamo ammettere, senza reticenze, che a quest’epoca (cioè mille cinquecento anni prima dell’èra) avesse la religione minoica conservato il suo carattere matriarcale. La supremazia della donna nella religione si man- !) Escursioni nel Mediterraneo e gli scavi di Creta, pag. 166. 2) A. Ermann, La religione egizia, p. 88
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si trova comunissima in Egitto per l’età neolitica e per le prime dinastie. A Creta pure trovasi spesso e non è facile distinguere se debbasi all’imperizia dei figuli che non sapevano far meglio, od avevano fretta, o poco si curavano nel fare imagini dozzinali. Anche a Butmir, nell’età neolitica, trovaronsi faccie umane coll’aspetto di civetta ; ed il becco di un uccello rapace, messo invece del naso
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1912
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206 I-A NAVIGAZIONE PRIMA DI OMERO IV. Le barche minoiche. I sigilli minoici fatti colle pietre incise che si trovarono a Creta sono un materiale prezioso che fino ad ora venne poco utilizzato per la storia della navigazione. Le sei impronte delle galopetre che fotografai nella figura 141 ci fanno conoscere come erano le navi prima dei tempi omerici. Il N. 1, trovato a Palai-kastro negli scavi
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1912
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, od allungata, e dai capelli bruni che conduceva fuori dalla barbarie la stirpe umana. La minoranza degli uomini colla testa rotonda che trovaronsi nella parte orientale dell’Europa non ebbe un’influenza sulla civiltà neolitica. (ìli studi antropologici si accordano pienamente coll’archeologia e anche qui l’Egitto e Creta ci servono di guida, perchè in questi paesi non solo si conosce con maggiore
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