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graeco-orientalis. L’Accademia dovette rinunziare alla sua proposta perchè le mancavano i mezzi necessarii per continuare il suo lavoro. Le iniziative scientifiche del BeneSevic non poterono quindi attuarsi. Il dotto canonista si proponeva di lasciarei ai posteri un testamento letterario : la lista cioè di tutti i codici da lui esaminati, e l’edizione dei monumenti letterarii più importanti da lui raccolti
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des Reformationzeitalters, aus den Quellen bearbeitet. Berlin 1858. IjAEmmer, H., Monumenta Vaticana historian ecclesiasticam saeculi xvi illu-strantia. Friburgi Brisg. 1801. LiÄmmer, H., Zur Kii’chengesçhichte des 16. und 17. Jahrhunderts. Freiburg i. Br. 1803. Laemmer. H., Meletematum Romanorum mantissa. Ratisbonae 1875. IjAwoellotti, (Tommasino de’ Bianchi detto de’ D.), Cronaca Modenese I-III in Monumenti di storia
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e più tardi, come tanti • i i monumenti, fu sacrificata alla demolizione di S. Pietro; alcune parti si conservano ora nelle Grotte Vaticane.4 Di non minore im-■rtanza per te capitale ipontificia fu il proseguimento dei lavori st radali cominciati dal suo predecessore e mandati avanti con /rande alacrità da Innocenzo Vili. A sorvegliare questi lavori fu proposto il tesoriere generale Falcone de’ Sinibaldi
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IV trovò anche tempo per nuove costruzioni. Qui dobbiamo innanzi tutto nominare S. Maria del Popolo, terminata nell’anno 1477, e S. Maria della Pace, entrambe monumenti venerandi della tenera divozione del papa verso la Regina del Cielo. S. Maria del Popolo è una basilica a tre navate, circondata all’intorno da una serie di cappelle e con una cupola ottagona sorretta da un tamburo completo
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Sepolcri dei cardinali in Uoma. ■ra dato dal monumento di Eugenio IV d’Isaia da Pisa. Per quanto differiscano fra di loro le iscrizioni classiche e le teste dei morti piene di espressione, pure il tipo dei monumenti è quasi ovunque il medesimo. Sono monumenti a pareti e nicchie. Il disegno architetto-ideo mostra le pure forme di nobile primo rinascimento. Nella nic- • hia, ornato
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. Non ostante i torbidi e gli scompigli del suo pontificato egli ha lasciato in questo campo tracce durature dell’opera sua e ha legato per sempre il suo nome a non pochi monumenti importanti.4 È molto difficile farsi un’ idea chiara dell’aspetto dell’Eterna Città alla fine del secolo xv. Le raffigurazioni conservateci, la xilografia nella cronaca universale di Hartmann Schedel del 1493, la pianta della città
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Il piano di demolizione del vecchio S. Pietro. 607 (f il 7 gennaio 1623), nn uomo fornito di grandissima comprensione per il passato e di ampia scienza della materia, il quale inventariò esattissimamente i monumenti destinati alla distruzione e ne conservò l’immagine con disegni accurati.1 Il piano della demolizione, come fu stabilito dall’Opera della basilica, verosimilmente sotto la direzione
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, avvenimento che fu salutato col suono di tutte le campane di S. Pietro. Si ricordò, che nello stesso giorno anche Sisto V aveva iniziato il compimento della cupola.4 Demolizione e nuova costruzione ora s’intrecciano più che mai. Il 13 novembre 1608 vennero aperti i sepolcri di Pio II, Pio III e Giulio III.6 I grandi monumenti marmorei dei due papi Picco-lomini dovevano, secondo l’intenzione primitiva
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606 Paolo V. 1605-1621. Capitolo XII. si curasse degnamente il trasporto e la conservazione dei monumenti sepolcrali e delle reliquie dei santi.1 Questa disposizione fu certo una conseguenza dell’opposizione recisa sollevata dal dotto storico della Chiesa, il card. Baronio, contro la demolizione di un edifìcio che custodiva tante memorie sacre e commoventi della storia del Papato.2 Al card
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, che spesso, come anche oggi a S. Maria in Aracoeli ed a S. Onofrio, ricoprivano quasi l’intiero pavimento, proclamavano nomi e fatti di innumerevoli uomini nobili, famosi, ricchi o dotti. Dalle commoventemente semplici lapidi commemorative dei primissimi tempi cristiani sino agli splendidi monumenti marmorei del periodo del rinascimento colle loro iscrizioni composte in elegante latino, dal colorito
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del cessato novembre alia pontificia accademia romana d’Archeologia. Aveva egli provato nell’opera maggiore, che l’iscrizione e-braica della cattedra dis.Marco era un’epigramma composto di due tetrametri ebraici frequentissimi nella Bibbia originale. E siccome molti ne ha pure la poesia de’fenici,da lui scoperta nelle iscrizioni de’loro monumenti, per non uscire allora dal seminato, promise
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dipinta ad olio sul marmo da Federico Zuccari, fu sostituita, perchè guasta, dalla stupenda copia che ne fece di essa il vivente prof, di pittura M. Grigoletli. Aggiungerò : su’pili dell’acqua sanla sono due statue in bronzo del Vittoria. 1 due monumenti grandiosi della coppella maggiore sembrano opera dello Scimozzi. Li fece erigere il doge Andrea Grilli, uno perse, l’altro per l’avo Tria-duno
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suo totalmente mancava. Nè si limitò già ad un solo ramo d’ arie, ma le sue cure furono comprensive e generose, non guidate dal capriccio , ma governate da un gusto perspicace. Queste prove più elevate d’ingegno sono, l’avere Gregorio XVI amplialo i confini delle raccolte artistiche di Roma , e posto in più strette connessioni i monumenti delle scuole primitive. Perciò aggiunse al Palazzo apostolico Faticano
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. In fondo alla loggia e corrispondenti alle 5 porte della facciata, essere 5 altri archi sostenuti da molte colonne di porfido. Questi archi congiunti con vari fregi lavorati a festoni e fogliami di marmo con diverse figure,avere fra gl’intervalli nicchie in forma di campaniletti, essendogli archi tutti tondi.Il Cicognara non si propose di porgere nella sullodata opera : Le Fabbriche e i Monumenti
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, come ripetutamente deplorai. Dalle brevi descrizioni artistiche che feci delle numerose esistenti chiese, si rileva che nel numero maggiore sono monumenti architettonici superbi, e molti vero modello d’arte, ed empori! di bellezze artistiche in pittura e scultura. Dice giustamente il eh. Zanotto nelle sue giunte all’ opera, Le Fabbriche e i Monumenti eli Venezia, da questi molteplici lavori di belle arti
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con piacevole effetto. Vi sono nelle bell’arti monumenti, che quantunque non perfetti esemplari, aprono peròl’aditoa ragionate composizioni. Tale fu d’avviso il Selva, doversi reputare il campanile in discorso, particolarmente qualora si rimonti alla metà circa del secolo XV, e-poca di sua erezione, ritenendo in esso in qualche parie del gusto gotico in allora non per anco interamente spento, e al presente
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possibile. Scambio di locali. — La deplorata mancanza di locali della Fabbriceria, aveva imposto la necessità di chiederne all’ Archivio di Stato compatibilmente colla sicurezza di quest’ultimo, e finalmente col verbale 9 marzo 1911, cui intervennero un delegato del Ministero dell’ interno, i rappresentanti dell’ Archivio, del Demanio, dell’ Ufficio dei monumenti, della Fabbriceria, quest’ ultima
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di L. 1043.44. Era deciso di cominciare subito i lavori ; ma il Municipio, d’accordo colla Commissione dei monumenti, insistette per fare gli assaggi, onde rilevare se le lesioni manifestatesi nella parte che prospetta piazza delle Erbe, dipendevano o meno da un difetto delle fondazioni. Furono fatte le trapanazioni colla trivella gallica, e nella seduta del 3 luglio 1902 della Commissione dei monumenti
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centrale, pubblicato nel Bollettino ufficiale del Ministero del 6 luglio 1905, N. 27, pag. 1456, 1464, pei monumenti veneziani, e del 24 agosto 1905, N. 34, pag. 1746, pei monumenti veronesi. 1 vetri colorati trovati nel foro trilobato della bifora delle absidi fecero pensare a dover ripetere quella tenue nota di colore anche nelle altre finestre epperciò sulla traccia di quelli vennero disegnati
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sui monumenti e di farle anche togliere, ov’erano state poste (v. Provincia di Belluno, Casa Zucco, v. Provincia di ‘Padova, Chiesa S. Sofia). Casa Fontana in via j4rena. - La Commissione provinciale fu invitata il 3 febbraio I 905, a dare il suo voto sulla domanda di demolizione di questa casa per ampliamento della Scuola d’applicazione degl’ingegneri. La casa non fu però demolita. Palazzo ylngeli
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