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di far incidere in rame tante Monete, Sigili, ed altri frammenti di Antichità , e tante Carte, per la cui barbarie uno maggiore ffudio ed attenzione ricercafi che per i monumenti della elegante Lingua Latina ; poiché in effe confervar con ogni premura fi debbono i Barbarismi ed i Solecismi, e nulla s’ha a mutar della ruggine di que’rozzi Secoli. Non è quefta l’ultima ragione che abbiamo di rallegrarci
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sunnominato ed il Mignet, i quali avremo occasione di citare più volte in questo e nei seguenti volumi. In fine il signor Gachard, conservatore degli Archivi del Regno Belgico, nel suo pregevolissimo scritto intitolato : I Monumenti della Diplomazia Veneziana (2), rende nuovo ed autorevole omaggio alla scienza politica dei nostri padri colle erudite e diligenti ricerche da lui intraprese intorno
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la mia riconoscenza. Queste scritture pertanto, che abbracciano la più splendida epoca delle conquiste ottomane, quanta luce non gittan esse sulla vita interna e politica di quella singoiar nazione ! Quante dubbiezze degl’istorici rischiarate, quanti errori corretti, quante lacune riempiute da questi monumenti dell’ antica diplomazia 1 Che se la vastità del soggetto del quale ebbi ad occuparmi, o la molteplicità
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— 21 — La storia di Rovigo è legata a quella delle signorie ohe si contesero per secoli la dominazione del Polesine. La città è ricordata la prima volta, in un documento pubblicato dal conte Marco Fan-tuzzi nei monumenti ravennati ‘). L’anno non vi è indicato, bensì l’anno di regno del papa Gregorio IV e degli imperatori Lodovico il Pio e Lotario, per cui il documento risale all’ 838. Apprendiamo
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— le- sione e di gloria delle varie età; porre infine in lucida visione le manifestazioni letterarie, scientifiche ed artistiche che rifulgono in pubblici monumenti, in pregiate collezioni ed in prove indubbie documentali, è invero arduo assunto a chi vi si accinge con intento d’istoriografo e pensiero di critico, tanto che alla fine della sua fatica trova di ripetere con modesto animo, col sommo
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; infine, un quadro raffigurante Iai Vergine in atto di discendere dal cielo, una donna con una cornucopia ripiena di epiche e d’uva, simbolo dell'abbondanza. ed al piano due Provveditori alle vettovaglie, dipinto dal cavalier Pietro Liberi. L’attuale podestà l rbano l bertone, d’accordo con la R. Soprintendenza ai Monumenti, ha deliberato alcuni ristauri nell’interno e nell’esterno
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— »2 — Infine, numerosi manoscritti autografi di Luigi XVI, Vincenzo Monti, Nicolò Paganini, Vittorio Alfieri, Antonio Canova, Giacomo Rossini, Alessandro Manzoni, Giuseppe Mazzini, Nicolò Tommaseo ecc. Un lavoro lungo e metodico di ordinamento e di studio dedicò alla Biblioteca per quarantanni il professore Domenico Strada, da noi già ricordato. Prima di lui. don Luigi Fogolari, esule roveretano, per sapere e per bontà venerato, per religione di patria altamente degno del parentado che doveva dargli il nipote Cesare Battisti —, aveva per quattro anni retto la Biblioteca, ben meritandosi il ricordo marmoreo che quasi a scioglimento di voto — fatta libera la sua Rovereto — Accademia e cittadini vollero qui murato. Era il posto di bibliotecario illustrato dal Gnocchi, bibliofilo appassionato ed intelligente; dal De Yit, archeologo, bibliografo, letterato e filologo di grande studio; dal Cezza, erudito scrittore; dal Baruffi. scienziato e poeta; dal dotto professore abate Pietro Oliva, ciascuno dei quali aveva grandemente contribuito a conservare e diffondere la fama del-l'Accademia, ed a curare rincremento e l’ordinamento delle sue raccolte *). 1 ¿111 ronfiiio — Mole sepultus — Qui decus Euganei* uni-cus ospes erat — Umbri* Parrhasium pictura — Aequa-vit Apellem — Fornii» Lyaippum. Marmore Praxitelem — Nani elioni» aeterni narrai Monumentimi labori» Qui miri» tempio fulget — Imaginibu« ». ') Dazzi Manlio Torquato. In memoria del prof. Domenico Strati a bibliotecario della Concordiana di Ro-
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— 13 — Frigimelica da Padova) ; la chiesa di N. S. del Soccorso (architetto Francesco Zamberlano da Bassa-no) ed il campanile maestoso (architetto Baldassare Longhena da Venezia); la torre campanaria di S. Bartolomeo (architetto Giovanni da Verona); il palazzo Roncale (architetto Michele Sanmicheli ila Verona) ed altre opere. Vi sono descritti i monumenti pubblici e riprodotte varie iscrizioni
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, dove per la prima volta intesi (e allora ci credevo), la favola della Vita e della Chimera bugiarda! Il Rakié, che nella sua carriera diplomatica, visse anche in regioni, oppresse dai turchi fino all’epoca delle guerre balcaniche del 1912, straziato dalla sorte dei suoi connazionali, fu tormentato dal pensiero che quei paesi infelici erano già stati serbi. Ma i monumenti del passato serbo, furono per il poeta
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o esistevano in Venezia. Nel che fare si osserva per lo più l’ordine delle epoche in cui uscirono le descrizioni. VI. Scultura e Sculture. Dal num. 4720 al num. 4762 e num. 5782. 6. Premessi alcuni autori che in generale parlano della Scultura Veneziana(dalnum. 4720 al num. 4724), si notano parecchie sculture parziali illustrate; comprendendo eziandio alcuni Monumenti che potrebbero egualmente registrarsi
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1937
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: sull’una e sull’altra sponda dell’ Adriatico l’antica civiltà di Roma conservava il suo dominio. E quando verso il 1000 si delineò nelle sue chiare fattezze la nuova nazione italiana, la Dalmazia diventò, nei suoi porti, nelle sue città, nei suoi monumenti, nella sua gente marinara, italiana anch’essa : tale diventò per merito di Venezia, che, vera erede di Roma, doveva per un millennio rinnovare e difendere il dominio
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vennero soppressi i cenobi ; per cui mollissime chiese e, meno alcuni, i conventi tulli si chiusero, e col decorrer degli anni atterra-ronsi. Quindi la religione, la storia, le belle arti piansero perdute in quel lempo tante auguste memorie, preziosi monumenti e fabbriche egregie, che rimangono, a far più dolente la perdita, registrate ora soltanto nelle pagine antiche. PARROCCHIE, CHIESE, CENOBII
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nessuno dei suoi pregi, neanche dopo la comparsa del libro di Oskar Halecki, Un impetrar de Byzance à Rome in Travaux histotiques de ìa Sociétó des Sciences et des Lettres de Varsovie. Voi. Vili, Varsavia 1930 pag. 417. (ij Miklosich et Müller: Acta et diplomata graeca medii aevi. I, Vindobonae, 1860, 520. Monumenti dell’antico diritto canonico russo. I. 2a ed. Pietroburgo, 1908, 109-110
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attenzione anche ai monumenti di età romana, e buoni furono i frutti che se ne raccolsero. Così vicino al teatro è stato scoperto un grande pavimento di un ambiente (forse il frigidarium) delle terme romane. Tale pavimento è a mosaico, ben conservato, a tessere di diversi colori formanti un grazioso disegno geometrico. A ridosso del teatro è venuto alla luce un sacrario votivo a Esculapio, composto
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in gara per distruggere ma che non sono riusciti a far scomparire. Roma costruiva per l’eternità! Si tratta alle volte di monumenti più o meno conservati; altre volte di cippi innalzati alla memoria di dignitari romani (di questi esistono pure statue onorarie); qua e là si vedono i resti di costruzioni ed opere di pubbliche utilità; infine non è stato certo raro il caso di incontrarsi in sconnesse
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delle montagne. È noto che è inuti ricercare nei codici o nei documenti la storia di ques legislazione, poiché non è se non un fondo primitivo c mime a tutti popoli con la cui origine si confonde con un primo stadio di vita civile. Sarà sempre utile pe stabilire dei confronti con le prime istituzion giuridici tramandate alla storia e fissate nei monumenti, e c servirebbe a stabilire i gradi di sviluppo
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la facile (1) In Hylli i Dritès, a cominciare dal primo numero del 1930 e segg.; in volumetto a parte è uscito con lo stesso titolo : Monumenti mà i vjetri i Gjuhès Shqype. D. Gjon Buzuku. Shkodér, 1930.
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or sono, a quando cioè ardimentosi viaggiatori della Serenissima veleggiavano verso il Levante a scopo di studio. Nel 1418 si ebbe poi la prima e vera esplorazione archeologica. Ciriaco d’Ancona — l’umanista e 1’« antiquario » per eccellenza — prima di recarsi in Grecia, percorre l’Acroceraunia (regione situata tra Yalona e Santi Quaralnta) prende nota di monumenti e di città antiche ivi esistenti, e copia un’abbondante serie
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1931
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per la storia. Il fondale della scena era fornito di nicchie. Ai piedi di queste, a 5 metri di profondità dell’attuale soprassuolo, sono state trovate bellissime statue, che completano la serie di quelle rinvenute pure a Butrinto, in altri monumenti. Esse sono di arte greca e romana, tutte di squisita fattura, e alcune ben conservate. Ricorderemo una grande statua marmorea (alta circa m. 2.50) ben conservata
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funebre era collocata tra l’urna e la protezione di mattoni. Le tombe avevano alle volte ancora in posto la stele sepolcrale; una reca il nome di irn siciliano: Escrione, figlio di Filino, nato a Siracusa. In generale l’età del primo e del terzo tipo di tombe si aggira verso il III secolo av. Cr. L’arcbitetto della Missione —: ing. Roversi Monaco — ha poi rilevato la pianta dell’acropoli (monumenti
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