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L’ARTE DI VERIFICARE LE DATE DEI FATTI STORICI DELLE INSCRIZIONI DELLE CRONACHE E DI ALTRI ANTICHI MONUMENTI INNANZI L’ERA CRISTIANA Col mezzo di una Tavola cronologica in cui si trovano gli anni del Periodo giuliano, gli anni del Mondo, le Olimpiadi, gli anni di Roma, PEra di Nabonassare, PEra dei Seleucidi ossia dei Greci, PEra Cesarea di Antiochia, PEra Giuliana, l’Era di Spagna, PEra Aziaca
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in que’tempi rimoti. Il soggiornarvi che fecero i Romani la resero una delle città più vaghe del paese: e tutto giorno scavando sotterra, trovasi quantità di medaglie, d’inscrizioni greche e latine, e frammenti d’architettura che annunciano ciò che essa dovette essere a que’ tempi. Per altro di tutti i monumenti d’antichità che veg- (1) Idem ibid• (2) Vedi la sua Vita in Plutarco* (5) Plinio III , 5 V. lfl
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che adotta una tale opinione, la stende con ragione alla spezie d’ordine generale impiegato nella scultura di siffatti monumenti. Egli si è perciò occupato a determinare P ordine archittetonico dell’ arco trionfale di Carpentras^ e dopo avere allegate parecchie particolarità in tale proposito, cui troppo lungo sarebbe di qui riferire, conclude che 1’ ordine delle colonne era composito per la ragione
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COMPENDIO CRONOLOGICO a tanta temerità. Troppi erano i monumenti di’essi avevano sotto gli occhi dei loro antichi re, per poter spinger tant’ oltre il Pirronismo : ben però sapevan essi quanto fosse incerta quell’epoca nè i loro dubbii in tale argomento vennero dell’ intutto dileguati dalle laboriose investigazioni dello stesso dotto Vairone. Dionigi di Alicar-nasso avea in vero meglio di Tito
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a un dipresso in cui essi la fecero. Per ora quest’ osservazione getierale deve bastarne, sperando ch’essa faciliterà l’intelligenza dei più antichi monumenti che ci rimangono della cronologia egiziana. Cominciamo dalla più antica dinastia degli Egiziani che Manetone avea pubblicato, e che Sincello ne ha riportato nella sua cronica. 11 Des Vignoles fa a questo catalogo tre cangiamenti di poca importanza
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negli antichi monumenti Cyclus Lunae ovvero Lunaris, e Cyclus dccemnovennalis indifferentemente presi l’uno per l’altro; errore che ha la sua sorgente dalla rassomiglianza dei due cicli. Il ciclo della Luna 0 lunare del pari che il ciclo di 19 anni, è un. periodo di anni 19, dopo i quali si ricomincia dall’unità continuando sino al 19 mediante un cerchio perpetuo, come si vede nella nostra tavola cronologica
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I L’ARTE DI VERIFICARE LE DATE DEI FATTI STORICI DELLE INSCRIZIONI DELLE CRONACHE E DI ALTRI ANTICHI MONUMENTI DAL PRINCIPIO DELL’ ERA CRISTIANA SINO ALL’ANNO I77O. Col mezzo di una Tavola Cronologica in cui oltre la continuazione delle Olimpiadi, dell’ Era Giuliana, di quella de’Seleucidi, della Cesarea di Antiochia, di Spagna, e la Cronologia degli Ecclissi, trovansi pure gli anni cristiani
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questo tuttavia 1’ uso dei Cattolici di Siria. Gli altri Sirii la prendevano dal i.° d7/j-pcrbcretoeus macedone, tisri i.° siriaco, che corrispondo al nostro mese di ottobre; nel che son essi tuttavia seguiti dai Nestoriani e dai Jacobiti del Levante. Parecchie città della Siria, come consta dalle medaglie ed altri antichi monumenti, avevano pure la lor foggia particolare di cominciarla. A Tiro la si prendeva
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. E. Moscatelli a Fabriano. JESI Angelucci A. — Monumenti ¡esini del Medio Evo e del Risorgimento. Jesi, 1850. (Ne fu stampato solo il primo foglio contenente memorie sulle chiese di S. Marco e di S. Nicoiò). Angelucci A. — Il Palazzo del Comune di Jesi. Ancona, 1860. Annibaldi C. — Le Rocche di Jesi in Piceni vi, Rivista Marchigiana illustrata, a. XVII, fase. X. Roma, 1920, Annibaldi G. — La Chiesa di S. Marco
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— 28 — Raffaelii D. G. — Memoria istorica del Castello e dell'antica Chiesa di Tornazzano. Torino, 1883. Rondini D. S. — Memorie istoriche di M. Filottrano. In Antichità Picene del Colucci, tomo XXII. Fermo, 1794. GENGA Angeleili O. — Frasassi e dintorni. Fabriano, 1924. Annales Camaldulenses, tomo I, pag. 290. Anseimi A. — Monumenti ed oggetti d’arte da osservarsi da un forestiere in Genga
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Anseimi A. — Scoperta di affreschi in S. Domenico di Fabriano. In Arte e Storia, 25 giugno 1890. Anseimi A. — Monumenti e oggetti d'arte da osservarsi da un forestiere in Albacìna. In N. Rivista Misena, a. V (1892), p. 8. Benigni G. — Memorie su le chiese di Fabriano (1850). Ms. nell’Archivio Benigni Olivieri di Fabriano. Benigni V. — Compendioso ragguaglio delle cose più notabili
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G — La rocca di S. Cataldo. Ancona, 1931. Saracini G. — Notizie historiche della città d'Ancona dalle origini al 1613. Roma, 1675. Scalamonti F. — Vita di Ciriaco Anconitano. In Antichità Pisane del Golucci, tomo XV, Fermo, 1792, pagine I-CLV. Serra L. — Chiese romaniche delle Marche : S. Maria della Piazza di Ancona. In Rassegna Marchigiana, a. IV (1925), pp. 54-67. Serra L. — Monumenti cristiani
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* XXIX * fortuna, in spazio di poche ore fu ridotta in cenere. Qui- 1472 vi vidi io molti monumenti antichi di pietra quadrata e di marmo magnificamente fabbricati; alcuni de’quali erano già rovinati, alcuni altri restavano in piedi ; tra li quali era il monumento di Omero con la statua e l’iscrizione di Greche lettere. Il territorio appressò della città ben coltivato e bagnato dal fiume Melo
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. Quivi avendola tutta saccheggiata, e messo il fuoco nelle case , abbruciarono ogni cosa . Cosi quella città antica e per molti monumenti insigne , con varia for-
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Enneadi (4) e nell’Istoria Veneziana (5) ad essa si riporta del tutto, e sempre con lode dell’ autore ; compiacendosi ancora, quando può mercè di quella dar conto degli avanzi d’antichi monumenti nelle città della Grecia, nell’isole dell’Arcipelago, ed altrove. Similmente Palladio Fosco, o sia Negri, Padovano Professore di umane lettere nella Dalmazia e a Capodistria, nell’operetta
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242 Lermontov... (1) è possibile che non abbiate indovinato perchè? Perchè in esso « è espresso il sentimento di onore verso la moglie, cosa che più di tutte manca al nostro popolino ». Poi traduzioni in versi di varii canti serbi, bulgari ecc. ; poi la prosa : racconti popolari slavi e leggende prese dal libro di Boricevskij, dai monumenti dell’ antica letteratura di Kostomarov ; degli aneddoti
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fu città di Licia, una delle sei che tra quelle di Licia per grandezza e dignità avanzavano le altre : ora eh’ è rovinata, si veggono molti vestigii di essa , specialmente monumenti sepolcrali cavati nel sasso vivo, li quali sono ornati di colonne e di statue scolpite e intagliate nel sasso medesimo. I nostri correndo il paese fecero pochi uomini prigioni di quelli che erano rimasti per guardia ne’casali
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1885
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, oltre d’alcuni pregiati sepolcrali monumenti, poteva andar superba d’alcune pitture di Leandro Bussano, di Palma il Giovane, del Peranda, e del Bugoni. Ammirasi tuttora nel centro esterno della caserma la bella porta dell’antico convento, architettata dal Vittoria, a spese del medico Tommaso Bangone, la cui statua posta sulla cima, venne, coll’iscrizione, trasferita nel Seminario della Salute. Palazzo Molin
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, anch’esso pressoché tutto doralo, ove, in mezzo rilievo, scorgevasi il Transito di M. V. con altre sculture. Nella mezzaluna superiore era dipinta a fresco M. V. con S. Francesco d’Assisi, ed il doge in ginocchio da un lato, e con S. Maria Elisabetta e la dogaressa in ginocchio da un altro. Il capitolo poi racchiudeva la tomba dell’altro doge Giovanni Gradenigo, morto nel 1356. Tutti questi monumenti si levarono
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1885
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a S. Guglielmo (ora in Seminario della Salute). Convento di S. Stefano. Venne edificato, colla prossima chiesa, dagli eremiti Agostiniani nel secolo XIII, e rifabbricato, dopo un incendio, nel 1532, sopra disegno del frate Gabriele da Venezia. Notabile era il cortile pei molti monumenti sepolcrali, alcuni dei quali si conservano tuttora, e pegli affreschi del Pordenone, i cui rimasugli si vollero
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