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117 - Visita di un console europeo al «kadì» di Smirne (sec. XVII). il Galland, e da altri contemporanei, ossia l’amore e la raccolta delle antichità di cui l’Oriente, con i suoi secoli di storia, era particolarmente ricco. Dopo aver accennato alle rovine, monumenti, iscrizioni, medaglie, gemme incise, manoscritti che si trovavano ai suoi tempi nell’Arcipelago, in Grecia, in Asia Minore, in Siria
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dello Stato pontificio) sono i più fieri banditi e briganti del mondo, e chi non è brigante, tranne poche eccezioni, è mendicante ». Un grande conforto provò nel trovare in buono stato alcuni monumenti e specialmente la Colonna Traiana intatta (1); nel contemplarla si ricordò della sua lontana patria e fece il confronto tra il glorioso' passato e il triste stato in cui era ridotta la sua razza. Ecco come ne parla
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, che non avevo mai sognato di poter vedere un giorno — eccomi fra le sue mura! » Egli si accinge poi a tratteggiare la grandezza della Roma (2) antica descrivendo lo stato in cui aveva trovato i monumenti antichi. Amaramente deluso nel ve-der cambiata la destinazione di alcuni luoghi di vetusta gloria, ebbe parole di sdegno per quel fatto, e inveì contro gli abitanti di allora (3) : (1) Cfr. Ion Codku DrAcusanu
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e un profondo spirito di comprensione e di osservazione per tuttoi ciò che vide durante i suoi viaggi : natura, individui, città, abitudini e costumi, razze, monumenti artistici e bellezze naturali. Tutto questo, rese in uno stile schietto, semplice, pervaso da un’onda di freschezza, con intonazione quasi sempre molto personale e in una lingua ricca e agile, accompagnata qua e là di umore o di ironia
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di omaggio alla madre Roma e al padre Traiano-. Visitando più minutamente, per oltre venti giorni, monumenti antichi e moderni, chiese, templi e musei, si rese conto della magnificenza di questi, perchè afferma che « ci vorrebbero venti anni per vederli ed ap-
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MARIO LONGHENA stituiranno il fondo della biblioteca dell'istituto delle Scienze. 10 Ma non si accontenta di essere ricercatore di preziosi libri, non è solo salvatore di quel po’ che trova e che altrimenti il fuoco e il saccheggio avrebbero distrutto, va per la città presa, ne osserva i monumenti rimasti in piedi, si fa indicare a quale scopo servivano i palazzi crollati, misura le mura
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131 nlere non molto affabili. ina invece noi fatto era altrimenti, ori era premuroso e servizievole. Negli ultimi tempi della «uà vita fu volto dal Ministero a inombro della GommtnkNM Colombiana, per raccogliere monumenti e memorie da pubblicarsi, pel centenario di Colombo. Egli vi attese colla consueta sua attività da vincere persino la sua ripugnanza di allontanarsi da Venezia, per trovarsi
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, tratto da scritti e monumenti contemporanei, Venezia, 185-1. L’assunto dell'autore è di dimostrare che Venezia nell'ultimo suo secolo vegetava e non viveva, |>erchò decrepito ; s’appoggia specialmente alle commedie del Goldoni, alle memorie del Casanova e alle lettere di certo Ballerini, agente di casa Patrizia. Divide il volume in duo parti e quattri» libri. Due libri li dedica alle cause
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ed immedesimandosi nei suoi lavori. Attraverso le umane istituzioni, che sorgono, s'ingrandiscono, muoiono, 1’ una all' altra sovrapponendosi, senza che talora resti vestigia dell' esser loro, 1' arte la vediamo correre imperterrita lo spazio dei secoli, trionfante fra le universali rovine. È 1' arte che ricorda in forma duratura la vita dei popoli. Sono i vetusti monumenti, gli antichi
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di S. Rocco, la Scuola di S. Rocco il suo ordinamento e i suoi monumenti, sul diario inedito del Conte di Cavour, su Cison e la Vallata Venezia 1851, sui Congressi d'Italia Venezia 1810, sulla vita e scritti del Paravia 1840, sulla civica aula cenedese 1845, sulla pubblica beneficenza e i suoi soccorsi 1845, discorsi, panegirici, commemorazioni. Pier Luigi Bembo patrìzio veneto fu podestà di Venezia
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RESTI ANTICHI Dignano non possiede monumenti, bensì è ricca di cimeli e di resti preziosi che interessano la storia e 1’ arte di vari secoli. I numerosi castellieri che circondano P altipiano dignanese attestano che esso fin dalle lontane epoche preistoriche, durante 1’ età del bronzo e l’età del ferro, diede ricetto a fitta popolazione. All’ incontro non si conoscono traccie sicure
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sportato, nel marzo 1923, nel cortile della scuola e ricoverato sotto angusta tettoia in attesa di più spirabil aere. Quivi ebbe molte visite, molti pezzi furono fotografati ed elencati. Si prendono accordi fra 1’ ufficio Belle Arti e Monumenti di Trieste e il nostro Municipio. Anche la Società di Archeologia e Storia patria di Parenzo comunica al Municipio eh’ essa ha deciso di contribuire
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, anche patriottico, riprodurre sulla facciata del Municipio in altorilievo, le scene principali del dramma a simiglianza di quanto fece Lecco che si fregia nei suoi monumenti a ricordo dei “ Promessi Sposi “ delle scene di Renzo, di Lucia, di don Abbondio. Nel 1908 la “ Nozze Istriane “ furono date a Pola con una certa preparazione solenne da parte dei cittadini. Anche il nostro “ Circolo popolare di coltura
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, e paifata a miglior vita. Truovanli ne gli antichi monumenti delle formole, dalle quali con ficurezza o almeno per 10 più fi ricava, trattari] ivi di una perfona profetante la Fede di Cri-ilo. Tali fono per efempio IN PACE: DEPOSITVS: IN SECVLO: DE-CESSIT: DORMIT: RECESSIT : REQVIESCIT: QVIESC1T : BO-NAE MEMORIAE: VIVAS: VIVE IN DEO, IN CHRISTO; IN SOM-NO PACIS. E ciò parimente rifulta da varj Simboli
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TAVOLA DELLE ABBREVIATURE. ABB. Abbadessa - Abbalissa. AgO. Alpha Christus Omega. AP. Aprilis. AR. Artiura. AVI. Avicario. Vicario. B.M. Benemerenti. CONF. Confinio. COPA. Compagni. D. Dies. Dominae. Domini. Dominus. Deere' torum. di. DD. Domini Domini. DMCI. Dominici. DNI. Domini. D . 0 . M . Deo Optimo Maximo. DO. VE. Dominium Venetum. D. R. forse Deo Redemptori. E . C . L . B . Esecutori contro la biastema. EPI. Episcopi. F. filius. fìlli, fìiio. Francisci. G. Giulia. GAT. Gastaldo. HER. heredibus. H. S. hie situs, sepultus. ID. idus. IM. Isabetta, o Isabella Maria. IO. Joannis KL. Kalendis. L. lire. Lugrezia. LE. legatus. M. Maria. Martyris. Martire. MAIB. manibus. MI. Missier. M. P. Monumentum posuit. M. X. menses decem. N. forse Nicoletta, Nicolosa, Nobile. N . D . M . Nobil donna Maria. OB. Obiit. OR. Orazio. P. Patritii - posuit - per - primo. PA. Paolo. P. C. Poni curavit. P . 0 . M . Pontifici optimo max imo. POTÈ, potestate. PP. posuerunt. PR1S. patris. Q. D. quondam Domini. <jNQ. quinque. REL. Relitta. RR. Reverende. S. sancti. sanctae. soror. ser. signori, gitu*. sepultus. SEN. senatoris. T. D. S. PA. Tempo di ser Paolo. TM. tantum. VIX. Vixit. V . P . F . F . Viri patritii Francisci filii. VX. Uxori.
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2 29 poco rispettati e conservati, di Pola soltanto formar potrebbero un’interessantissimo e forse unico museo, d' ogni genere d’antichità, sia di carattere romano, sia greco o gotico dei bassi tempi chiamato. Quali monumenti mostrar non potrebbe a colpo d'occhio al dotto indagatore una compiuta storia di tutte le archeologiche discipline , ed essere sorgente non ¡spregevole
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1829
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si pc. ec.: il prato grande per cui la via passava , n’era (ulto pieno per testimonianza di Piva , di Tommasini ed altri , ed osservando tanta copia di monumenti dall’abbazia di S. Michele in Monte ove dimorava il padre Dante esclamò, com’ è noto, che a Pula era — tutto il luogo di sepolcri varo Ed anche in oggi avviandosi a quel sito, una osservabile quantità di cenotafì ec. vedesi innestata
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perciò del Vergerlo a difenderla. Quest’ apologia è un Ms. in foglio , clic dal Tommasini (I. c. p. 117) si riferisce fra i codici dii cavalier Bonifacio Papa/ava; ora questo originale manoscritto in pergamena in foglio , fornito di bellissime miniature , e ben conservalo, fu da me veduto, cd esiste nella ragguardevole collezione di padovani monumenti del già mentovato dottor Antonio Piazza , della cui amicizia
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1929
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e dei monumenti si confondono coi fiori del ciliegio in un mare bianco (1). — Come si vede, Cèchov non si abbandona nemmeno qui a estetiche divagazioni e del resto, possiamo affermare che, tra i difetti dell’arte cechoviana, non sarà mai possibile comprendere la taccia d’estetismo. Certe compiacenze di esteta, di letterato, che (1) V. La steppa cit.
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1848
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Livio, Catullo, Cornelio-, i due Plinii; se, nel medio evo, dalla nostra patria partì Marco Polo per l’oriente, e Cabotlo e Zeno per l’occidente e pel settentrione; se nel secolo XVI abbiam dato alle arti Tiziano e Palladio, e due famose scuole di pittura; se abbiamo bei monumenti d’ogni siile, e perfino del gotico e del bizantino, e modelli originali di costruzioni idrauliche sui fiumi e sul mare
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