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? L’Italia non sa. Ella è là, invisibile e pure vicina, oltre il triplice argine di isole che limita a ponente l’orizzonte marino. È vicina, ma non sa che qui si combatte, si muore per disperato amore di lei. Zara cura e venera i propri monumenti, le proprie memorie, le proprie bellezze, gli uni e le altre sentendo veramente come cose vive, testimoni della sua tempestosa giovinezza e quasi partecipi
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— 98 — raneo, intesero quanta ricchezza può giungere dal mare alla terra. Egli è per questo motivo che nelle pagine precedenti sono riprodotti i monumenti al duca Ferdinando dei Medici a Livorno, e i due, che Genova ha innalzati al duca di Galliera ed a Raffaele Rubattino. Ferdinando dei Medici, secondo granduca di Toscana, dotò Livorno del porto e ne assicurò l’avvenire con leggi sì opportune
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1915
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per lingua, per costumanze, per memorie, per religione, per simpatie, per monumenti e per posizione geografica.... L’Istria desidera che si sappia che ella, piuttosto di porre in pericolo la propria nazionalità italiana, — 26 —
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(lat. med. Strigonia; ted. Gran; ab. 17.360 nel 1930, in lieve diminuzione rispetto al precedente censimento); essa è sede del Primate d’Ungheria e quindi capitale spirituale della parte cattolica del paese; si adorna di una bella cattedrale e di altri monumenti ed edifici ecclesiastici. Posta in buona posizione commerciale, era già nota ai Romani, poi vi si
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è stato fatto imperatore dalle legioni e dove è nato Martino di Tours (316); in seguito è molto decaduta, essendo diffìcilmente difendibile, ed ha cominciato a risorgere solo dopo che Maria Teresa l’ebbe fatta sede vescovile e fu possibile valorizzare la sua posizione commerciale. Conserva molti bei monumenti ed è nodo ferroviario di primo ordine. Sopron (tedesco Oedenburg; 8500 ab. nel 1678; 11.318 nel 1777; 16.729
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nuovi sobborghi. Furono costruiti tre nuovi ponti per riunire le due parti della città (1872-76: Ponte Margherita, lungo 607 m.; 1896: Ponte Francesco Giuseppe, lungo 290 m.; 1903: Ponte Elisabetta, lungo 300 m.) e sorsero o furono completamente rinnovati i maggiori monumenti (1836-46: Museo Nazionale; 1873: Chiesa di Santo Stefano; 1875-86: Opera; 1883-1903: Palazzo del Parlamento; 18%: Palazzo di Giustizia
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montuosa che permetteva una facile difesa, in modo da spingere all’insediamento anche in piccoli centri; abbondanza di materiali calcarei e vulcanici, adatti alle costruzioni in muratura, ecc.). Frequenti sono anche i monumenti artistici, più rari invece nelle città dell’Alfold. La maggiore città è Cinquechiese (dal lat. med.
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alla città : vide per le vie prossime e per le lontane caraccol-Iare drappelli d’armati ; e sventolar sulle torri e sui campanili le bandiere del Comune e il popolo escire ed entrare ne’ Tempi a grandi onde. » ....Volò intorno con gli occhi per tutta Fiorenza, per quella selva, con bel disordine folta di monumenti di forza e di dovizia e di bellezza. Innalzò gli occhi al cielo da sì gran tempo confitti
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il principio del suo pontificato dal giorno della elezione, e non da quello del suo incoronamcnto (p. Mansi in hayn. ad an. 1390 ). Questo è il primo papa la cui tiara porti una triplice corona nei monumenti contemporanci che ci restano di lui (Marengoui Chronol. Iiom. PP. )■
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al patriarca Nifone. Niente di preciso sulla sua persona ci dicono gli antichi monumenti storici. GIOVANNI X Jacobita. i365. GIOVANNI, co-iminato Damasceno dal nome della sua patria, fu collocato l’anno 1365 sulla Sede patriarcale dei Jacobiti. Ignorasi P anno di sua morte. GABRIELE IV Jacobita. GABRIELE, archimandrita del' monastero di Mohanak fu eletto dai Jacobiti per succedere al patriarca Giovanni
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L’ARTE DI VERIFICARE LE DATE DEI FATTI STORICI DELLE INSCRIZIONI DELLE CRONACHE E DI ALTRI ANTICHI MONUMENTI INNANZI l’ ERA CRISTIANA Col mezzo di una Tavola cronologica in cui si trovano gli anni del Periodo giuliano, gli anni del Mondo, le Olimpiadi, gli anni di Roma, PEra di Nabonassare, PEra dei Seleucidi ossia dei Greci, l’Era Cesarea di Antiochia, PEra Giuliana, PEra di Spagna, PEra Aziaca
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che i Bulgari erigono per sottoscrizione nazionale, e che verrà inaugurato con grande solennità nel prossimo settembre. Il bozzetto scelto qualche anno fa, fu quello dell’italiano Zocchi, e il monumento era appena arrivato per l’appunto nei giorni in cui ero a Sofìa. Il de BahkmetiefT mi diceva che l’opera fa molto onore all’ingegno italiano, e che, a suo avviso, è uno dei migliori monumenti della scultura
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monumenti storici. Si dice che è stata costruita sulle rovine dell’ antica città di Scampa. Passava di qui l’antica Via Aegnatia ? La grande Via Aegnatia, che incominciava da Durazzo, attraversava questo paese e toccando Salonicco finiva a Bisanzio. Ho sentito che vicino ad El-basan vi sono delle sorgenti di acque sulfuree. Si, vi sono i bagni sulfurei di Lligia, rari in Europa. Per quali malattie
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1903
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più volte dagli esorciti cesarei, la fortezza subi lunghi assedii, e molte sanguinose battaglie furono combattute sotto i suoi spalti. II forte di Belgrado, uno dei monumenti militari del medio-evo più importanti e dei meglio conservati, ò vastissimo, a varie cinte, e munito di parecchi ordini di difesa, dall’alto fino al livello del fiume. Una delle curiosità molto interessanti della cittadella è un pozzo profondissimo
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della città, è là ad attestare come anche a Salonicco si sia affermata la potenza della grande Repubblica. Il leone alato s’incontra talvolta negli avanzi di antichi monumenti e di antiche costruzioni non solamente sugli scali d’Oriente, e nell’Adriatico, ma altresì neH’interno, dove essa aveva stabilito, sulle vie di comunicazione, dei posti di osservazione e di irradiamento per lo sviluppo
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prediletta dell’imperatore Costantino, nato nella vicina Nisch. In un villaggio dei dintorni di Sofìa è nato il pastore che diventò poi Imperatore col nome di Massimino. Tutta la regione è piena di ricordi storici della potenza romana. Disgraziatamente tanti secoli di dominazione turca hanno distrutto ogni cosa. Molte lapidi e avanzi di monumenti che avevano indubbiamente un grandissimo valore archeologico
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, monumenti ed iscrizioni tratte alla luce. A tutt’ oggi si può dire assai, ma è certo che è poco in confronto di ciò che si dirà da qui ad alcuni anni ; quando specialmente, tra altri, quelle due illustrazioni viventi in Trieste, quali sono i più volte citati, prof. Alberto Puschi, versatile ed erudito ingegno che con acuta indagine traccia i luoghi dell’ Istria dove già Roma fu, e prof. Marchesetti
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. Onde sono più specialisti che universali, così che a conoscere 1’ Istria tutta bisogna unirne venti di loro : uno per la storia, 1’ altro per i monumenti, un terzo per 1’ arte e via dicendo. E, anche così, manca quella nota calda, quel certo non so che di geniale che troviamo nel pensiero latino e senza il quale non si digeriscono dai lettori opere di quel genere. Scrittori istriani non ne mancano, assai lodevoli
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- Fiumi - Laghi - Acquo termali). Gap. III.° - Geologia - Fenomeni del Carso - Clima - Etnologia .......... » 179 (Grotte - Caverne - Foibe - Bora - Terra Rossa - Clima - Etnografia - L’ uomo troglodita - Manufatti preistorici - Avanzi nello caverne -11 problema etnologico - Etnologia dell’ Istria). PARTE SECONDA - I TEMPI STORICI DELL’ ISTRIA. Cap. I.° - La conquista Romana - Monumenti Romani . » 357
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1903
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, ed era delle principali. Questa porta più non esiste, ma rimane, quasi facendone le veci, uno dei monumenti più belli non dell’ Istria soltanto, ma di tutte le antichità romane : 1’ arco, cioè, detto dei Sergi, che si addossava alla porta aurata interna, come a decorazione. È uno splendido arco eretto dalla famiglia dei Sergi, insigne al tempo di Trajano, nelle magistrature e nella milizia. Ne diedi già 1’ incisione
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