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belliva di templi, (palagi e monumenti, le lotte sostenutevi, legano indissolubilmente il nome del grande imperatore svevo alla fortunata Terra di Puglia, sì da farlo ritenere, nella tradizione popolare e nella dotta, come uno dei suoi figli. Come accrebbe le castella e le fortificazioni nell’interno della regione, così curò che tutta la costa adriatica del regno, già ribca di porti e di approdi
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e registrarne le generalità; che si custodissero i resti di naufragi accaduti sulle spiagge, tenendoli a disposizione della R. Curia, e così via. Concludendo, l’età di Federico II è una delle più importanti e delle più luminose per la storia economica e civile della Terra di Bari, e la solenne documentazione dei monumenti ohe essa ha tramandato ai posteri, ha illuminato, come vivida face di civiltà, i secoli
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, con Costantinopoli e A-lessandria in Oriente, si fecero più vivi, e della ricchezza e prosperità derivate dagli allargati traffici son prova i grandiosi monumenti, che si iniziarono nel secolo XI in tutte le antiche o le nuove città dell’ Apulia. Alla metà del secolo XI quasi tutte le città dell’ Apulia, politicamente ancora sotto 1’ alta potestà dell’ Imperatore d’ Oriente, reggevansi in realtà a comune libero
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, ed allorché i marinai baresi riportarono trionfanti in patria il corpo del Santo di Mira, rapito im Oriente, tutti gli ordini della cittadinanza unironisi per edificare una basilica, il cui splendore doveva emulare i monumenti di tutti i tempi. A questo periodo di tanta prosperità e grandezza- delle città di Puglia sopraggiungevano le Crociate. L’ Apulia vi prese parte assai importante. perché la costa pugliese
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, le scienze e le arti ; pertanto un bel velo bizantino ricopre la barbarie dell’Europa di quei secoli. La costa italica orientale, più d’ ogni altra, ne subì la benefica azione, a tal punto che i monumenti d’ arte (bizantina più splendidi e grandiosi, non sono a Costantinopoli, ma a Ravenna. Le relazioni di commercio con 1’ Oriente avevano così costante alimento. Le merci orientali e tutti gli articoli
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frequenza turistica per Bari, sono predisposti, ad iniziativa dell’ Ente, speciali autoservizi di gran turismo, cihe, distribuiti in felici itinerari a periplo, danno modo di visitare i monumenti più suggestivi e le località più ridenti della Provincia. Questi autoservizi sono stati incrementati, in- - 205 —
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, a dispetto di tutti i calunniatori, del suo forse persino eccessivo spirito liberale. D’altronde , se quello è un paese bilingue, perchè la lingua che vi si deve ritenere nazionale ha da essere quell’altra, quando tutte le espressioni tradizionali della civiltà sono in Dalmazia italiane ? II segno più incisivo e più eloquente della civiltà tradizionale dalmatica è dato dai monumenti dell’arte
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degli alunni; talora le cerimonie assumono particolare importanza, perchè alle classi superiori, riunite insieme, parlano o il Direttore od un insegnante; spesso le cerimonie danno occasione a visite a monumenti, a lapidi, ecc. ecc. Frequenti, specie nella buona stagione, sono le passeggiate e gite educative. L'edificio della Giudecca. che pareva sufficiente ad ogni bisogno per molti anni, non basta
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in direzione parallela al manico. 2) Monumenti antichi, voi. XVIII, pag. tit>7. Fig. 55. — Accetta votiva di pietra trovata a Cannatello presso Girgenti.
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..............0,005 Manganese .............traccie Stagno................ Possiamo ritenere in base alle impurità contenute in questo pezzo di rame che provenga anch’esso dalle miniere della Toscana. -) Monumenti antichi, Lincei, voi. XIX. 3) Analisi fatta nel R. Arsenale di Torino. Formella di rame che trovai a Coppa levigata. Rame.............. 97,250% Piombo.............. 0,096 „ Ferro . ............. 1,750
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arrivarono fino nella Germania Settentrionale. Much, nel suo libro sull’età del Fig. 64. — Accette scolpite come sìmbolo della divinità sui monumenti delle prime dinastie in Egitto. bronzo in Europa1), scrisse un capitolo su queste bipenni e ne è più antica di Giove; dopo la tengono Apollo e Giove nella mitologia ellenica. Sul monte Dieta, dove credevano fosse nato Giove, G. Hogarth (Annual of thè British
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., XXV, 1899, pag. 306), fatte da un nastro piatto largo, con orecchiette verticali sormontate da un bottone. !) Monumenti antichi, voi. XIX.
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fare l’accetta piatta, come cosa più semplice pel maneggio delle forme. Della scure fig. 152 feci l’analisi ; essa è di rame puro. Fu trovata a Hierapetra; e cosi pure analizzai la fig. 153 trovata nella grotta di Ohirocumadia a Hierapetra, ed essa pure è di rame2). ') Saviononi, Scavi e scoperte nella necropoli di Phaestos (Monumenti antichi, XIV, p. 553). 2) La fig. 152 è di 96 min. e larga 60 mm
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palazzo del Comune, rimesso a nuovo da un recente e non felice restauro. Ma l’orgoglio degli Slavi spa-droneggianti in Traù non è in questi monumenti d’un passato che non appartiene loro. Essi prediligono e ammirano un grosso edificio appena compiuto, unica stonatura moderna e modernistica fra tanto scenografico medioevo: il palazzo delle scuole. Veramente sarebbe piaciuto di più, agli Slavi
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i monumenti. Non bisogna dimenticare che nella Monarchia le terre italiane possiedono le bellezze artistiche e le memorie storiche più notevoli. Orbene, a Trieste, a Trento, nel-l’Istria, molto fanno i municipi e i privati; ma in Dalmazia, ove la ristrettezza delle risorse locali rimetterebbe allo Stato l’obbligo di curare la conservazione e il ripristinamento delle moli insigni che Roma e Venezia
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9° RICOGNIZIONE DELL’ALTRA SPONDA grande albergo modernissimo alla marina, detestato ritrovo di ufficiali austriaci e di mestatori slavi, ove si ostenta di non conoscere la nostra lingua e ove uno zaratino non metterebbe piede a nessun patto per paura di disonorarsi. I monumenti sono, per Zara, i titoli della sua nobiltà, cioè le ragioni del suo orgoglio e il conforto della sua fede. Nella Porta
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monumenti — mi ha detto un signore raguseo, scrollando il capo. — Avremo almeno il vantaggio che gli ufficiali, essendo più numerosi, vivranno fra di loro e non verranno più a importunarci nelle nostre conversazioni — osservava un altro, più ottimista. Infatti la condizione degli ufficiali austriaci non è più invidiabile, qui, che non a Zara o a Trieste. Basta che una signora o una signorina balli
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di Ragusa in un vice-consolato di carriera; e più sensibilmente miglioreranno, allorché la scuola, che la provvida « Lega Nazionale » sta finalmente per aprire anche qui, avrà cominciato a dare i primi frutti. Chè ormai in Ragusa, come già ho accennato, restavano troppo poche tracce d’italianità, oltre gli antichi monumenti. Perfino il caratteristico dialetto, copiosamente misto di serbo e d’italiano
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, se quello è un paese bilingue, perchè la lingua che vi si deve ritenere nazionale ha da essere quel-l’altra, quando tutte le espressioni tradizionali della civiltà sono in Dalmazia italiane? Il segno più incisivo e più eloquente della civiltà tradizionale dalmatica è dato dai monumenti dell’arte, che non ritrovano alcun riscontro analogo oltre la muraglia delle Dinariche, mentre il genio autoctono di Giorgio Orsini
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, dai monumenti, dalla tradizione. Ante Pavelic ha mostrato di avere pienamente inteso e obiettivamente giudicato tutto questo. Uomo di severa indole, risoluto nell’agire, ma riflessivo ed equilibrato nel decidere, egli rappresenta un tipo umano ben diverso dal temperamento infantilmente impulsivo e irresponsabile dei facinorosi che dominavano fino a ieri l’ambiente governativo e militare di Belgrado
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