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SETTEMBRE 319 LA « FESTA DI S. ROSA » A VITERBO Viterbo, situata sopra un piano ondulato, ai piedi dei Monti Cimini è città notevolissima nel Lazio per numero-si ed interessanti monumenti e palazzi medioevali. Solo 75 km. la separano dalla Capitale per cui è città frequentatissima dai forestieri, desiderosi di ammirarne le naturali bellezze; la conservata fisionomia medioevale (specie
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, che la vigoria della Repubblica sia andata scemando collo smorir del colore sulle pietre de’ suoi monumenti. Come doveva esser pomposa la porta della Carta nella sua oligocromia ! Però essa oggi ci offre una sua grazia maggiormente sincera per virtù di quel grande vagheggiatore dell’arte che è il tempo il quale vi ha pennelleggiato l’incanto delle sue ombre, le ha graduate, le ha sfumate, ha incupito cavi
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siffatta di monumenti, quale difficilmente saprebbesi rinvenire in altro luogo ; di modo che poco mancherebbe da cercare altrove a chi stender volesse la storia di quest’arte ne'tempi moderni. La pittura poi da’veneziani artisti fu praticata con tanta bravura, da costituire di per sè una scuola appartata tra le italiane, che veneziana appunto s’ intitola, e che si distingue
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, ma la latina era sua di maniera da inorgoglirne il suo tempo, e pregiarsene le corti in cui quella lingua continua ad aver seggio particolare. E colla latina la greca; poi tra le moderne la provenzale, e la spagnuola in cui poeteggiò. Ma qual parte degli studi gentili rimase a lui ignota? E nell’archeologia, chi gli entrò innanzi al suo secolo ? Onde raccolte di medaglie e di altri monumenti di antichità
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della coltura intellettuale, e non siavi specie, per cosi dire, di cognizioni che ad esso non tornino vantaggiose ; il che non puossi con uguale estensione affermar della guerra. Troppo leggermente il Daru sentenziava, che dopo quattordici secoli di vita tutto quello che rimanga del veneziano sapere sono qualche scoperte nelle scienze e alcuni monumenti d’ arte. Senza timore di essere contraddetti
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(iella « Paravia » o in una saletta chiusa del Liceo-Ginnasio, intorno a Vitaliano Brunelli, gli storici nostri si raccoglievano più per soffrire che per studiare. Dai volumi degli avi traevano conforto all'opera loro; dalle storie, pagine fiammanti di patriottismo, dalle carte fredde e gialle scintille di viva storia italiana, dai monumenti i esempio della classica linea della nostra stirpe
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162 AUTOBIOGRAFIA DI L. F. MARSIGLI ogni modo la pace, e non vedendomi dall’altra far maggiori aperture, stava tutto sospeso e dubbioso. Risolutosi alla fine di dirmi ch’egli ben sapea di poter io slargarmi insino al termine d’un probabile aggiustamento, per gli «Itimi riceuti dispacci; risposi ch’era cesare per la pace ne’ sentimenti stessi di prima, ma che i nostri trattati non erano appresso quelle genti nel credito che se li conveniva, e che noi stessi n’eravamo la causa, mentre senz’alcun risentimento sopportavamo che mancassero le lor parole di quegli effetti che ci prometteano ; e che, avvedutisi di questa nostra sonnolenza, i turchi con tal procedimento destramente cercavano di scoprir le intenzioni di cesare, di prendersi per concesso quel che a lor vantaggio, solamente a facilitar l’accordo, si proponea, ed intanto, non mai sazi, chieder sempre più oltre condizioni migliori. E perciò, se non m’avesse prima dati sua eccellenza veri riscontri d’una ferma risoluzione di trattare e di concludere la pace, non le avrei mai formata la pianta de’ preliminari; li quali avrei al-trimente fatto senza indugio, sì per la parte di cesare come di tutta la Sacra Lega. Per dar poi fondamento a questa mia ragionevole renitenza, feci all'ainbasciadore medesimo un epilogo di tutto il trattatosi, dalla prima conferenza del cavaliere Ussié col gran vesiro in Adrianopoli insino a quel tempo, e li rimostrai come gli ottomani avean sempre mancato di fede, non a sua maestà cesarea, ma all’interposizione dell’Inghilterra e dell’Olanda, senza che mai se ne fosse fatto un minimo lamento o se ne fosse preso un minimo rimedio. E qui con vigorosa esagerazione soggiunsi: che se questi mancamenti, anzi neanche sì visibili, fossero stati commessi da cesare, già sarebbero insorte subito diffidenze, gelosie ed avversioni d’animo. Ond’io, in tanta confusione d’ordine, in sì strano procedimento de’ turchi ed in sì dannosa tepidezza de’ mezzi, non volevo, nè continuar potevo quegli infelici trattati. Vedendomi così risoluto, l’ambasciadore cominciò a proceder meco con dolci maniere; ma sempre senza venir con sodezza al fondamento del negozio. Ed arrivò intanto la nuova della deposizione del gran vesir, della sua relegazione a Rodi e della promozione a quel grado di Aly, pascià di Tripoli di Sorìa;
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. - Venezia, 1815. Moschini G. A. — Itinéraire de Venise. - Venise, 1819. Cicogna E. A. — Delle Iscrizioni Venetiane. - Voi. IV. - Venezia, 1834. Cicogna L. - Diedo A. - Selva G. A. — Le Fabbriche e i Monumenti cospicui di Venezia. - Venezia, 1858. Fontana G. ■— Cento palazzi fra i più celebri di Venezia. - Venezia, 1865. Pittom Laura. — Jacopo Sansovino Scultore. - Venezia, 1911. Planiscig Leo
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. C. Aemilius ecc. (2) IL. V, 8495: L(ocus) monumenti) L(uci) A(ebutii) E(utychi ?) ; potrebbe essere anche L. A(nnius) E(uporus) sec. IL. V, 8244 = P. 65 (Monastero) od altro. (3) IL. V, 8497 (Casa Panigai): L(ocus) monumenti) Q. A(ebutii) S(citi) ; potrebbe anche essere Q. A(cellius) S(everus), IL. V, 964 (Beligna). (4) Il Gregorutti, Lapidi n. 770, aveva letto Mercur(ius) e aveva ac- — 445 —
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Quaranta). Sotto scorreva la Bi-strica, nella quale qualcuno volle riconoscere lo Pseudo Simoenta. Nè minore importanza hanno i felici ritrovamenti della vicina acropoli di Butrinto: un buon numero di pregevoli opere d’arte, frammenti e avanzi architettonici, che vanno dall'età micenea a quella alessandrina, romana e bizantina. Fra i monumenti da segnalare, messi in luce dalla Missione italiana
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Strasoldo contro lo suddette, per eredità e beni feudali controversi, 1758. — S. d. 4." SUMAGA e SESTO. 2460. Delle abbazie di Sumaga e Sesto. E il capitolo VII dell’ opera Monumenti storici di Concordia, p. 159-174. TALMASSONS. 2467. Storia di un tumore adiposo del peso di venete libbre 75, estirpato in vecchio settuagenario (Giovanni Turchi di Tal-massons). Guarigione di Gio. Batt. Marzutiini
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— 159 — e, in più, con una bella pineta, sulla sinistra della foce del Tagliamcnto. Mancano solo i palazzi marmorei di Venezia che si rispecchino sui canali e le meravigliose facciate e le gondole signorili. Non mancano invece i monumenti che richiamano alla mente Venezia. A Marano, che sorge proprio sul lembo della laguna a 7 chilometri da S. Giorgio di Nogaro e a meno ancora da Porto Nogaro
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1’ altro. A questi sono da aggiungere il Museo di storia naturale e quello del mare. A uomini illustri la città, tutta affannata a conquistarsi il suo posto al sole, ha eretto pochi monumenti. Il più notevole è quello dedicato al letterato archeologo triestino Domenico Rossetti. Un monumento che la città aveva dedicato a Giuseppe Verdi fu distrutto per opera della polizia austriaca e de’ malviventi da essa assoldati, il giorno
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, che stava quanto più vicino poteva al Castello per averne difesa e rifugio. Oggi a Udine i mercati sono vari e sparsi nella città ; molte e belle sono anche le chiese, fra le quali il vasto duomo, e molti e ricchi i palazzi privati. Se potessimo indugiarci a osservare ad uno ad uno i vari monumenti della città, noi avremmo l’attestazione del-1’ importanza che ebbe Udine negli ultimi secoli. 11 moderno palazzo municipale
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, e si dilata in giù verso il Corso V. E. Ili, la Piazza dell’ Unità e la via di Cavana. Pieno di una bellezza serena è il piazzale su cui sorge la cattedrale di S. Giusto, uno de’ più gloriosoi monumenti della nostra latinità.
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— 202 — Non mancano a Gorizia i monumenti dell’ arte. Notevoli il Duomo, ora restaurato dopo i gravi danni subiti dalla guerra, il bel Palazzo degli Attems, adibito ora a Museo del Risorgimento, il Museo provinciale, la grande Chiesa dei Gesuiti, con davanti la fontana del Nettuno, il Teatro. E son queste le bellezze che si mettono ne’ cataloghi ; ma oltre a queste, quanti angoli deliziosi
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1806
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grandezza, e colore, di sempre ottimo, rotondo, e ben distinto carattere. Laonde ne’paesi meno cogniti, dove per conseguenza minor numero di Cittadi ci colloca, ivi abbonda maggiormente in erudite, fisiche, storiche, favolosè note, e più dettagliati ivi sono i segni de’ luoghi, e de monumenti, che a rimarcar si propongono, consistenti in projezione stereografica dHorme bizzarre di torriti edifizj
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1940
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: ricordiamo la soddisfazione perversa dei molti che credettero dimostrata dalla vittoria l'impossibilità degli eroi. Troppo spesso nel quadro degli eventi si sono rappresentati i capitani come quelle figure sedute ai piedi dei grandi monumenti per accrescerne nel contrasto la solitudine e la mole. Ma ora che siamo abbastanza lontani dalla vicenda la vediamo sovrastata da pochi uomini : non altrimenti
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1915
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(Stor. Sic. e M. Grecia). Così, fondandosi sull’archeologia, sostiene anche l’autore d’una recente ed accurata pubblicazione (JaMa, La Puglia preistorica, Trani, 1914), il quale dimostra la somiglianza fra certi monumenti pugliesi ed altri che si trovano in Istria, Bosnia ed Erzegovina,
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io8 SUI CAMTI VI 'BATTAGLIA 108 battè la Divisione sui vari fronti europei e l’ultima composizione organica di essa. Alla base, su una lastra bronzea, sono incise le seguenti parole : TO THE MEMORY OF OUR COMRADES OF THE 7th DIVISION WHO FELL IN THE GREAT WAR I9I4-I918 (i) È prossima ai due predetti monumenti una casa colonica, dove abita un barcaiuolo che si presta a trasportare in barca
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