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ad ogni modo, G. Gerola, Per la cronotassi dei vescovi cretesi all’epoca veneta, in « Miscellanea di storia veneta », serie III, tomo VII, Venezia, 1914. Per Arcadia cfr. pure F. Marini, Matteo vescovo d’Arcadia in Creta, Treviso, 1908. Per Sitìa si tenga presente l’episodio di quel vescovo latino che venne ucciso dal padre di una ragazza che sarebbe stata da lui oltraggiata : N. Comneni Papadopuli, Historia Gymnasii
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e migliaia, nella più bella strada del mondo, fra milioni di spettatori urlanti tutta la loro passione, fra i monumenti che ricordano le più fulgide glorie di cinque secoli, da Luigi XI a Luigi XIV, a Napoleone, a Foch. Poi la folla invade tutto; e la folla canta; e mi caccio anch’io nella folla. Fra spinte e canti percorro i tre o quattro chilometri di avenues e di boulevards che conducono all’Edouard
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ecclesiastica; subì l’influenza bizantina ed acquistò una certa originalità; si sviluppò specialmente sotto il Regno di Simeone il Grande, Samuel, Giovanni e Assen (1218-1273) e Giovanni Alessandro. I monumenti dell’arte bulgara sono stati distrutti dai greci, che, come è noto, s’impadronirono della chiesa bulgara, e dai turchi (1) Marceff, Storia della letteratura bulgara (bulgaro). Sofia 1920
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, i cui monumenti sono stati i suoi maggiori ispiratori. La stampa Questo importante strumento della diffusione delle idee che da secoli funzionava negli altri paesi, cominciò ad essere usato alla fine della prima metà del secolo XIX. La prima piccola tipografia sorse a Samokoff nel 1835. Il fondatore della stampa periodica fu Cost. Fotinofì che fece uscire la prima rivista letteraria: due tipografie
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, p. 9, 10 — Lazzaro Qreblanovic e la rotta di Cossovo, p. 10, 11, 12 — Rovina, dispersione, rigenerazione, p. 12 — La lite forse più politica che religiosa, p. 13, 14 — Le qualità del popolo serbo, p. 14, 15, 16 — La donna e gli affetti, p. 16, 17. 18 — Bossina, Erzegovina, Montenegro, Dalmazia, p. 18, 19 — Frutti e bellezze della natura, p. 19, 20 — Monumenti, addobbi, vesti, armi, p. 21 — I canti serbi
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! — Lì, madre, ho a Dio peccato, 85 E ricchezza acquistata: Ond’edifico assai monumenti. (68) Indi vale e di lì, e poi: come Votale in questo luogo: e come il tunc vale e lì e allora: e ibi vale tunc. (76) To se me me rnufno u finito. Travagliosa cosa. Qinìtìse vale parere : l’idea dell’apparenza i Latini traggono dal viso, i Serbi dal fatto : anco nell’apparenza pongono realità. [Cfr. pag. 192, nota
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Capitolo VII. IL TRAMONTO DEGLI ORSEOLO 1. Ottone Orseolo. â 2. Minacce contro lâunità nazionale: rivendica-cazioni aquileiesi sopra Grado ; crisi interna e crisi esterna. â 3. Difficoltà di trovare un assestamento. â 4. Soluzione della crisi. 1. â Della fortuna paterna, esaltata a giusto titolo dal devoto cronista (1), il figlio, Ottone, godette il frutto per buon lasso di tempo, ma non seppe, nonché accrescerla, neppur conservarla. Lâingegno e la probità , che il panegirista di casa Orseolo gli riconosce (2), non compensavano le debolezze dellâuomo di governo, sfortunato e infelice emulo del padre. Può essere che una malaugurata sorte abbia disperso le pagine di questo torbido periodo, ovvero che contrario destino abbia repentinamente interrotto la narrazione ; ma può essere anche che un senso di sconforto e di rammarico, suscitato dal declinare della sorte dopo tanti brillanti successi, abbia distolto lo scrittore dal continuare il racconto (3). (1) IohaN. Diac., Chronicon cit., p. 149 sg. (2) Iohan. Diac., Chronicon cit., p. 171. (3) à noto che il racconto del diacono Giovanni si arresta bruscamente agli avvenimenti del 1008. Il motivo di questa repentina interruzione non si conosce, o per sopraggiunta morte dello scrittore, o per volontario abbandono, oppure anche per la perdita di alcuni fogli del codice originale, contenenti la fine dellâopera (Cfr. Monticolo, I manoscritti cit., p. 51, 74; Besta, Sulla composizione cit., p. 778 sg.). Comunque non sembra che egli abbia avuto parte importante nellâattività politica del periodo di Ottone, come lâebbe in quello del suo predecessore, anche se conservò dopo la morte di Pietro II Orseolo lâufficio di capellano ducale, come appare dal diploma di Enrico IL alla badessa del
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AL LETTORE Le feste per il cinquantenario di regno del Principe Nicola, e per le sue nozze d'oro con la principessa Milena, e la corona reale, che lâEu- ropa unanime ha voluto cingesse la fronte del Padre della Regina d'Italia, che fu giustamente chiamato il grande sovrano di un piccolo paese, ha di nuovo richiamato l'attenzione sul Monte- negro. L'occasione non potrebbe essere più oppor- tuna per fare una nuova edizione di un libro di Vico Mantegazza che ebbe anni sono un enorme successo, poiché fu il primo, ed è ancora del resto, l'unico libro italiano sul Montenegro. Libro descrittivo, e, nel tempo stesso, scritto in modo da dare al lettore un'idea completa della storia, de/le tradizioni della politica seguita da questo pugno di prodi che per secoli seppe .tener testa alle invasioni mussulmane. Dall'epoca in cui l'autore, del quale è universalmente riconosciuta la competenza in ma- teria politica estera, dettò questo volume, molte cose sono mutate anche al Montenegro e gravi avvenimenti si sono svolti nella Penisola Bal- canica. Il porto di Antivari è libero, ed è una società costituita con capitali esclusivamente ita- liani che lo esercisce. La detta società ha costituita anche la ferrovia da Antivari a Vir che
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dei suoi edifizi. Ragusa, la capitale della piccola ma co- raggiosa repubblica che fu talvolta la rivale della potente Venezia e che a questa sopravvisse, conserva ancor essa nelle sue mura, nei suoi pa- lagi e nei suoi monumenti traccie splendide del- lâarte italiana. Nessuna città dellâAdriatico, dopo Venezia, reca alla mente più di questa i ricordi della passata grandezza
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al miserando spettacolo, e cento avide braccia già gttizzan nell’aria a seguirne la traccia, e raccòrrò il cadente. Buona parte della gente in quella si diporta mutando passi alla frescura, ma non al soave olezzo del Molo, contemplando ivi fra le Colonne a un solo girar della persona, e quasi passando a rassegna ne’ suoi più magnifici monumenti tutte le scuole e le diverse età del-1’ architettura ; sottile
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non è stato meno devoto del loro culto per la memoria di Washington ed espressioni vicine ne sono i due monumenti a loro dedicati. All’estremo dei parchi che si estendono fino alla Casa Bianca ed alla Biblioteca del Congresso si trovano, l’uno nel centro della amplissima piazza, l'altro ad una delle sue estremità, l’obelisco dedicato a Washington ed il tempio monumentale consacrato a Lincoln. L’interno
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, che la terra fertilissima di Castello produce in grande quantità, si svolge tra le più piacevoli attrattive. Bande musicali del luogo e dei Comuni limitrofi; illuminazioni sfarzose delle strade principali, delle fontane, dei monumenti, dei negozi e dei balconi, con ricchi premi ai migliori: lotterie, tombole, fiaccolate, fuochi artificiali, concorsi mandolinistici tra i gruppi dopolavoristi di Roma
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e Son. Parigi e Londra : gramo l’artista che almeno una volta non si fosse impolverato sulle loro piazze, mentre di là scendevano a frotte gli intelligenti assetati d’italica sapienza. Avevamo dei tesori e ne andavamo cercando le copie. I governanti stessi erano afferrati da codesta corrente, per cui le condizioni dei monumenti mal protetti, non restaurati, ritenuti improduttivi (anche l’esercito e la marina
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1928
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— 77 — Provvida invidia se il Santuario che i veneziani gli eressero fu cagione di una nobile gara tra gli Stati italiani per creare sontuosità leggiadre (destinate talora, bensì, ad illudere sul grado di politica saldezza) e se anche da ciò ebbe spinta il rinascere dell’arte nostra ! Belli i monumenti che sorsero da codesta gara, ma la basilica veneziana non vi si affratella, poiché
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che invocano l’altissima pietà perchè Venezia sia salva varcano i limiti delle lagune, vanno laggiù dove si combatte sulle roc-cie e sul fango delle trincee, sul fiume e sul mare, sono propizie ai fati. La vittoria ha messo l’ali e la costruzione del tempio votivo è iniziata. L'umana fantasia che accumula il mistero sui ruderi antichi, sugli antichi monumenti ed agita e sommove.
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SETTEMBRE 323 LA « PROCESSIONE DI S. GRATO » AD AOSTA Aosta, Augusta Praetoria, così detta in onore di Augusto, è città solenne ed austera per l’ardua chiostra di monti che fanno corona all’amenissima conca, e per gli interessanti monumenti medioevali e romani. San Grato, il Patrono della diocesi, la cui festa ricorre il 7 Settembre, e tenuto in grande venerazione presso gli aostani
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1932
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218 SAGRÉ, FESTE E Riti Si tratta di spettacoli, in costume antico, che vengono inquadrati tra monumenti antichi, ruderi e paesaggi sugge' stivi, che fanno da naturale scenario a Miti e Leggende, nello sfondo magnifico di alti pini lussoreggianti, di platani giganti e di lauri odorosi. Questi spettacoli, che richiamano folle di studiosi, di critici e specialmente di stranieri, si svolgono
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1932
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del grano con « barozze » trainate da buoi, cariche di spighe e con contadine dell’Agro nel loro caratteristico costume : corteo fol-kloristico di carri allegorici, reclamistici, artistici e floreali : illuminazione fantastica delle strade, dei monumenti, delle fontane, fuochi d’artifizio sul Gianicolo. Questi e tanti altri divertimenti (per rendere veramente degna e solenne la festa della Madonna
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1928
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- 41 — «5C « Iddio non volle che una città grande e famosa cadesse neH’awilimento... Quindi (l’Austria) apriva i suoi mari al libero commercio dei popoli, ne restaurava i monumenti, ne erigeva di nuovi, e concedeva, rimosso ogni ostacolo, che mutata la fisica sua costituzione, stendesse ella una mano per unirsi alla prossima terraferma. E, difatti, non appena ella legossi alla prossima terraferma
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1932
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sempre più folla alla festa tradizionale. Il corteo interminabile, cui partecipano fabbriche, industrie, negozi, sezioni dopolavoristiche, società, terminata la festa mattutina, sfila per le vie della città, portando una nota di colore e di giovinezza in mezzo alle vetuste e severe piazze, palazzi e monumenti cittadini. I grilli non vengono più cercati nei verdi prati delle Cascine. Sono venduti sul posto
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