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)( 123 X NAPOLEONE I. Per la Grazia di Dio e per le Costituzioni, Imperatore de'Francesi e Re d’Italia. Eugenio Napoleone di Francia Vice-Re (T Italia, Arcicancelllere di Stato dell’ Im* pero Francese, Governatore degli Stati Veneti , e Luogotenente di S M■ I. e R. per il Comando in Capo dell* Armata &' Italia9 a tutti quelli che vedranno le presenti salute. Sopra rapporto
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X v X REGNO D’ ITALIA. DIREZIONE CENTRALE DILLE posti IN VBNHHIAi •«A- Il Pubblico è prevenuto, che principiando Sabbato prossimo io di Maggio il Corriere Veneto per Roma terrà la strada di Padova, Monselice, Rovigo, Ferrara, Bologna, Imola, Forlì, Ancona ec. tanto nell* andata, quanto nel ritorno* Venezia li 5. Maggio 1806. L’Inspettore Generale Direttore Centrale delle Poste. Dupont. jL. Duclos Segr.
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non follicitus effe, & ad fontem ( ut fic dicam ) refpicere . Ita Veneti, quanquam apertum cum Othomano Rege belium non habebant, haud tamen Y y 3 ocio- Ma ANTONII SABELLICI, RERUM VENETARUM AB URBE CONDITA, D E C A D I S T E 2? T I /E,
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LIBER X. 227 edu&e : quae ubi in Graciana venerunt, claffem illam cum 1264 qua fuperiore anno Veneti non fuerant aufi congredi , ad Venetarum rerum populationem Bofphoro egreffam , ad portum quena Septem porcos dicunt, obviam habuit. U traque alteram conlpicata confeftim fe ad pugnam expediunt, magnoque deinde ímpetu confligunt ; pugna quidem ab initio acerrima fuit, fed ut non in longurn
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LIBER Vili. 18Ì dimidium Gallis daretur , reliqUum Venetorum imperio 1104 quantum videretur. Sunt qui fcribunt , aliam iuiile paótam divifionem : ex qua non dimidium , fed tertiam eorum , qu* armis quaererentur, partem Veneti effent fortiturì j v»neti a fed quod prius diximus , pluies tenent . Secundum h*c nova foedera confeftim ad oppugnandam urbem convert! : 1 • • /V nt adeo pertinaciter terra
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, refcivifletque per exploratores , quam ingentes copias Veneti comparaifent, citato agmine Veronam contendit . Albertus Malt ini frater Patavium interim valido munive-rat praefidio , remque communi confilio cum Ubertino Car-rario adminiftrabat : quo fit ut non Martini, quod ferme omnes tradunt ( aberat enim quam longrilime ) fed Alberti du&u Opitergium receptum credam * Intentus itaque ille in omnem
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LIBERI. cum ar&iori premerei obfidione , appareretque brevi ho-ftem , quia Veneti aquas infediffent, deditionem fadurum. Pontificis Legatus , qui tum Bononiae erat, cognitis, quas apud Ferrariam gefta erant, per oratores ad id miifos fo-lenni denunciatione a Venetis poftulat, ut ab incepta oppu-gnatione abftineant. Forte accidit, ut fub illorum adven-tum acri certamine caftellum oppugnaretur
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& ad Syriam invadendam eft ithim , ut viginti equitum millia , peditum quinquaginta ab illis armarentur . Veneti claifem centum navigiorum conflarent : in quibus eifent triremes inftru&æ cum quatuor millibus arma-torum : præterea onerariæ naves ad commeatum , machinas , aliaque onera ad ufum belli deferenda . Sed Gallis ( qui mos gentis eft ) ceifantibus ( creduntur omnino fegnes , qui trans Alpes
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INDICE XIX - Rodi dei Cavalieri.......Pag. 70 XX - € Lingua d’Italia » a Rodi .... . 75 XXI - Nuovi aspetti del mondo italiano nel- >' Egeo............79 XXII - « Venezia e il Turco »........82 XXIII - Rinnovate attività toscane.....85 XXIV - La guerra di Candia........89 XXV - Il tramonto della sovranità Veneziana „ 93 XXVI - Nel secolo XIX.........96 XXVII - Le testimonianze superstiti .... . 99 XXVIII - Le isole italiane dell’ Egeo.....108 XXIX - Vita e coltura italiana a Rodi ... ,110 XXX - Conclusione.......... . 113
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1933
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slavia terre lungo il Vardar. Ai primi di aprile 1931 c stata costituita a Skoplje una sezione del l’associazione Trieste, Gorizia c Fiume con il programma di una tutela materiale e morate dei fuoriusciti della Venezia Giulia stabiliti nella Batto-yina del Vardar. Anche nella regione di Banjaluka si è costituita una colonia di allogeni. E’ un gruppo di circa settecento uomini, provenienti da Gorizia, Tolmino, Bisterzo c dall'altopiano carsico, qua» tutti contadini, che abbagliati da scintillanti miraggi, presto svaporati, hanno venduto le loro terre in Italia c sono passati in Jugoslavia. La maggior parte di questi allogeni ha conservato la cittadinanza italiana mentre i figli prestano il servizio militare ncll’csercito jugoslavo. Molti di essi, sfruttati da speculatori, ripensano con nostalgia aH’Italia. La gente che li circonda, nonostante le ardenti propagande, non ha per essi alcuna solidarietà. Li considera estranei, venuti a mangiare ¡1 suo pane sulla sua terra. E per questo tutte le manifestazioni fatte in loro favore hanno sempre tarso seguito. Il 19 marzo 1932 Yhtra che, profittando del movimento antitaliano provocato da monsignor Bauer, aveva distribuito a Zagabria delle urne con la scritta « date l’obolo di un dinaro agli istriani » non riuscì a raccogliere che 170 dinari. Pattuglie di terroristi Non mancano fra le organizzazioni minori, come abbiamo detto, i gruppi più particolarmente dedicati all’azione terroristica, affiancati per scopi locali alle maggiori associazione del genere. Degli affiliati di questi grappi i carabinieri italiani e la Milizia confinaria hanno spesso raccolto le traccio nelle zone di confine. La violenza sanguinaria, la minaccia bruta si aggiungono con essi all'agitazione politica e spingono nel centro dell’Europa il costume aggressivo e tenebroso che pareva riservato a qualche sua zona incivile.
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DOGI V E N E T I Il cui principato abbracciano i due tomi cìeiT Iftoria Veneta del Nani. LXXXXI. LXXXXII. LXXXXII1. Lxxxxmr. LXXXXV. LXXXXVI. LXXXXVII. LXXXXVIII. LXXXXVIIII. c. C. I. C.II. C. III. c. mi. MARCANTONIO MEMO. GIOVANNI BEMBO . NICCOLO' DONATO . ANTONIO PRIULI . FRANCESCO CONTARINI GIOVANNI CORNARO . NICCOLO' CONTARINI . FRANCESCO ERIZZO . FRANCESCO MOLINO. CARLO CONTARINI . FRANCESCO CORNARO . BERTUCCIO VALIERO . GIOVANNI PESARO . DOMENICO CONTARINI. SOM-
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HISTORIA DELLA REPUBLICA VENETA DI BATTISTA NANI CAVALIERE, E Procuratore di San Marco. LIBRO SESTO. OL tcnor di collante deilino, non prevalendo i Turchi in mare, nè i Veneti in terra , dopo lo fpatio di fette anni, fiamo poco più oltre, che nel principio di guerra sì atroce. Perciò in sì lungo corfo di tempo non ponno eflere nè tutti gli accidenti famofi, nè tutti varii, e curioiì
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VENETI - CELTI noi importa rilevare che tali notizie, conservando la tradizione del nome Euganeo a quelle terre, poteva essere giustificata dalla coscienza di taluni abitanti della loro provenienza da codesta stirpe più antica. Circa i Veneti, oltre le attestazioni or ora ricordate, osservo che gli studiosi delle infiltrazioni Illiriche in Italia, sono disposti a cercare tracce
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I H II AB IT ARE, v. Prooesse. HEBDOMADA MUTA, dicevansi propriamente que’ Ire dì della settimana santa, ne’ quali, in commemorazione della morte del Redentore, nou si sonano per antichissimo uso le campane. HERBARIAM FAGERE YEL FATTURARIAM, v. Futura. HINFALI, v. Ninfali. HIPPAGMI, v. Ippagoghi. IIYPERTIMUS. Titolo dato dagl’ imperadori Greci ai veneti patriarchi di Costantinopoli
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1806
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ni antiche, e moderne, e cent’altre di storia, di favola, di critica, di commercio, di fisica, di moltiplice erudizione, conforme allo stato recentissimo delle nozioni del giorno, tutto tutto concorre a dimostrare quanto in pregio appo i Veneti si avesse la Geografia, e studj annessi. Ciò poi vie meglio apparisce dall4 unione delle esterne singolarissime Rubriche astronomiche, matematiche
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1806
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carattere di Cosmografo incomparabile, che la citata medaglia al nostro Autore attribuisce. Molto più poi riesce interessante tal Mappa se si rifletta, che il più deciso argomento ella forma del sommo studio, ed influenza de’ Veneti al ristoramento della Geografia, come di sopra si è accennato. Essa infatti mentre ci presenta come in epilogo tutto ciò che gli antichi, ed i reccenti avean potuto produrre
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DELLA HISTORIA DICORFV Deferitici DA ANDREA MARMORA i/8 SO OTTAVO. L L A felicità deiformi Criftiane, che nel quarantanoue3ccme iì è detto/u-rono maneggiate con ogni fortuna,, aggiunfe nuoue glorie il cinquanta^ inuidioiò delle lodi ; e benedittioni lì dauano all’anno fuo anteceffore da’ Fedeli, e da Veneti. Poiché Giacomo da Riua con le fue Naui alla porta de’ Dardanelli chiu-fe Y vfcita
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DELLA HISTORIA DICORFV Deferitici DA ANDREA MARMORA i/8 SO OTTAVO. L L A felicità deiformi Criftiane, che nel quarantanoue3ccme iì è detto/u-rono maneggiate con ogni fortuna,, aggiunfe nuoue glorie il cinquanta^ inuidioiò delle lodi ; e benedittioni lì dauano all’anno fuo anteceffore da’ Fedeli, e da Veneti. Poiché Giacomo da Riua con le fue Naui alla porta de’ Dardanelli chiu-fe Y vfcita
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4t8 DE’ FATTI VENETI. refi affé tlpaefe, che verfo lo S tatofuo nello fleffo maneggio dell armi haueafi acquiflato^e a’Fiorentini,à cui ne Capitolati de II’alleanza eran tocchi tutti gli ac qui(ì i in Romagna, nulla effendofi incontrato dì occupar’à quella parte, e impotenti trou atifi à non poter compir il numero m terra, e i legni in mare, conforme à gli ob Ughi capitolati, bafiajfe loro, c ome
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