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prima. di noi su questa stessa materia ; e cominciando da quelle a mezzogiorno. Malamocco. E considerabile specialmente per l’antichità e nobiltà dell’altra isola (Malamauco) da cui prese il nome, e in cui vuoisi fondassero una città i Padovani, fuggendo nel secolo VII il furore de’ Longobardi (Notizie delle chiese ec. di Venezia, tratte dalle Chiese illustrate, ec. di Flaminio Coniaro; Padova, Manfrè, 1758, facc. 671). Quest’isola
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AFFITTI In l’isola de Rialto queste volte e magazem, che sono assai, pagano affitto la più parte a San Marco, et di ogni piccolo loco in Rialto paga gran fitto ; et non solum queste, ma quelle di varie persone che affkeno botteghe ; et è tal bottega, in ditto Rialto o ver isola, in diversi siti, che paga a presso cento ducati di fitto, et non è do passa larga nè longha. El stabele
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LIBRO XLIII. Dalla pacb di Passarowitz si>o alla soppuessiome del PATRIARCATO DI AQUILEJA. CAPO I. Mcchitar de Petro, fondatore dell’ ordine de’ monaci armeni benedettini nell’ isola di san Lazzaro. Un episodio per così dire alla storia di Venezia, ma che fu conseguenza della guerra di Morea, è la trasmigrazione del monaco Mechitar de Petro dalla città di Modone, ove la munificenza
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alla vita. L’altra è Villa Murat e fu ospizio di Carolina dopo che suo marito Gioachino cadde sotto il piombo dei INTERNO DELLA CHIESA GRECO-ILLIRICA. (Fot. F. Benque). Borboni; il mare che non conosce interruzioni la univa col fratello relegato nell’isola atlantica e collo sposo esulato nell’isola degli eroi. Se ai due naufraghi napoleonici fu permesso il soggiorno su questa spiaggia, è evidente
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con ogni cautela, e conserva oggi, dopo oltre cinquant'anni d’esistenza, la crudezza delle cose nuove. Ma guardatelo in certi momenti, in qualche sera calma e velata di nebbia ; pare di essere infinitamente lontani da tutti gli uomini e dalla loro vanità affaccendata ; si crederebbe di essere pervenuti ad un’isola perduta in un mare misterioso e che il castello, sorto per incanto, accolga i fantasmi
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di Cerigo (1572). 7. Combattimento contro Ulugh-AIL — Acque della Goletta (1574). 8. Conquista della piazzaforte di Tunisi (1574). 9. Conquista di Biserta (1574). 10. Espugnazione della fortezza di Al-Kliol, o«Cholle», presso Philippeville. — (1582). 11. Cattura della Capitana di Simain Rais. — Acque di Paola, in Calabria (1584). 12. Sbarchi e combattimenti nell' isola di Rodi (1584). 13. Sacco
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L’Alb ani a limita a mantenere l’occupazione militare dell’isola di Saseno, giudicandola necessaria per impedire che la baia di Valona possa comunque venire utilizzata da qualunque altra potenza, essendo essa, come è noto, posta all’entrata del golfo tra Capo Linguetta e Capo Treporti. Si conservò invece il distaccamento a Scutari, che aveva, in forza dell’armistizio, il valore di occupazione
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1935
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, non è però confermata da altri documenti, anzi il Nani, nella sua Storia di Venezia, asse~ risce che egli morÌ nel novembre a Paros dalle febbri e dal dolore di non aver ottenuto dalle truppe che aveva sotto i suoi ordini il frutto che sperava. Nell'autunno il Capitano Generale si recò a Paros lasciando il Provveditore Battaglia con un reparto di galere a vigilare che non pervenissero rinforzi nell'isola
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rimaneva a Venezia il possesso della Morea e dell'isola di Egina. I Veneziani si obbligarono a resti~ tuire Lepanto, il Castello di Romania e Prevesa le cui fortezze però dovevano essere demolite. A Venezia rimanevano altresì l'isola di Santa Maura ed alcune isole dell'Arcipelago. In Dal~ (1) Nei manoscritti Naniani a proposito di questo combattimento è scritto: L'Armata Turca
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176 LIBRO II, CAPO XIII. margine di Campalto, ove per cagione dei mercati solevasi radunar mollo popolo (1). Sbagliò il Daru, credendo questa città di Vigilia un’ isola, e perciò riputandola, siccome fece lo Zanetti, l’isola di Veglia o Vegla della Dalmazia (2) ; la quale sta nel Quarnero, ossia in quella parte dell’ Adriatico, che cosasi nomina ; ed è più di cencinquanta miglia discosta
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1849
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196 LIBRO XIV, CAPO IX. sfrenata libidine, non era salvo 1’ onore delle più prudenti coniugale e delle inesperte donzelle, nè la si risparmiava nemmeno alla santità dei claustrali recinti. Nel che si resero celebri in questo secolo, e peggio ancora in appresso, le monache dell’isola di sant’Angelo di Contorta ; conosciuta oggidì sotto il nome di sant’ Angelo della polvere, perciocché nel secolo
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1929
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DEI VIAGGIATORI VENETI MINORI 45 Avuta un’educazione conforme alla nobiltà, maggiormente allargò il suo sapere « havendo, come scrisse il Montalboddo (i) quasi tutta l’Europa et gran parte dell’Asia peragrato », onde il Marzari (2) lo chiamò uomo «di varie scienze e di linguaggi diversi perito et in scrivere diligente e ingegnoso espositore ». Alle vicende della sua vita sono legati
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DEI VIAGGIATORI VENETI MINORI 137 Girol. Olivier per nozze Grimani-Fracanzani con avvertimento di V. Lazari. — Relaz. di Costantinopoli (1583), Albèri, op. cit. Ser. Ili t. Ili, p. 209. CESARE FEDRTCI o DEI FEDERICI 1563-81. — Cipro, la Siria, la Mesopotamia, le coste dell’india anteriore e posteriore, Ceylon, i regni del Siam e del Pegù sono stati visitati fra il 1563 ed il 1581 dal veneziano
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16 BIOGRAFIA acquistò l’isola di Stampalia, o, meglio forse, la riconquistò, sostenendo alcuni che già prima era stata un feudo della sua famiglia. Si sposò con Elisabetta di Giov. Morosini, da cui ebbe un figlio di nome Faustino. Nel 1296 aveva compiuto un viaggio in Romania. Fonti. — Cod. Gradenigo 185 del Civ. Mus. Correr di Venezia pp. 324 e segg. - Capfeu.ari e Barbaro, op. cit. MARIN SANUDO
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DEI viaggiatori veneti minori 307 del Deniua, divenne « per quei tempi » il primo naturalista d’Italia e uno dei primi d’Europa, e fu pure abate, fisico, antiquario, poeta, giornalista e bibliotecario. Dal Seminario di Padova, dove ebbe la prima educazione, passò a Roma e di qui a Vicenza, ove fondò un giornale « Il genio letterario ». Datosi poi tutto alle scienze naturali, cominciò a viaggiare
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DEI viaggiatori veneti minori 113 DOMENICO BOLDANI (n. 1513 m. 1579) I547- — Nacque il 10 febbraio 1513 dai patrizi Francesco di Domenico ed Elisabetta Capello di Giacomo. Fornito di pronto ingegno e di soda coltura, nel 1547 fu inviato ambasciatore presso Edoardo VI d’Inghilterra, per condolersi della morte di suo padre e per congratularsi per la sua assunzione al trono. Fu poi savio
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DEI VIAGGIATORI VENETI MINORI 29 Gabriele Trevisan nella carica di provveditore in Albania, in un momento piuttosto difficile per l’avanzata minacciosa dei Turchi. Rimpatriò nell’aprile del 1467, pieno la mente ed il cuore delle eroiche gesta e della morte dello Scanderbeg (1), per riferire al Senato intorno agli avvenimenti di quell’anno ; ma dopo poco (1469) lo ritroviamo nuovamente
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1807
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X 93 X f . T. / b* V V 1 S O Li Signori Uffiziali pensionati Veneti di o-gni Classe che hanno prodotto domande onde essere ammessi al Battaglione degli Invalidi e Veterani della Marina, passei anno senza ritardo alla Casa del Signor Generale Mo-ser j San Faatin, affine d’ istruirsi di quanto debbe essere da loro offerto in appoggio alle domande stesse. Coloro che, entro tre giorni al più tardi
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1885
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si viva nel mondo, per assicurarsi un immancabile dritto alla felice eternità; non si inorridisce alla lettura dei sepolcri, ma anzi compiacenza ne trac e diletto. Pcsurcbbc questa alla sensualità voluttuosa, all' avarizia rapace, ali orgoglio stolto, alla futile vanità. Sono tutti questi affetti ignoti per Voi. Questo è il testimonio, che sono costretti a rendervi anche coloro che gli sicguono, perche finalmente la virtù costringe il vizio, malgrado che n abbia, a renderle venerazione. L ardente mio desiderio di recarvi un segno del grato mio attimo al prezioso dono della vostr' amicizia, non ha creduto disconvenirsi questo d! un pio e grave poetico lavoro, in cui non V arie, ma la materia e l’animo di chi i offre vi sarà caro. Venezia...... G. D. S. Ves o di L. e B.
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1786
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di S. Niccolò, come alla cuftodia d5 Effetti, buon contegno , e morigeratezza, maifime ne’ Pòrti Efteri, e di adempiere in fomma a tutti que’ doveri, cui fi vogliono per i preferiti Statuti generalmente foggette tutte le persone componenti gii Equipaggi de' Veneti' Legni T I-
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