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49 O non macchinano forse il delitto di passare armi e bagagli all’ Austria conservatrice, e tradire Venezia di tutto ciò forse ignara ? Il sospetto si fa convinzione : vampe d’indignazione portano a feroce rivolta il popolo : il 5 giugno si vede scorrere in Isola il sangue cittadino : vi è trucidato il podestà veneto e feriti tre o quattro primari cittadini. E a Capodistria eguale ribellione
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la furiosa tempesta e la più assoluta calma : qui si poteva tranquillamente operare il salvataggio d’ una gallina caduta a mare, colà tutta 1’ abilità del capitano e del timoniere non impediva che il vapore subisse i più paurosi sussulti per lungo e per traverso ; avrei potuto disegnare tranquillamente il pittoresco profilo, il convento e le vecchie fortificazioni dell’ isola di Mezzo, ma quando il vapore
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, in cui legge mille giuste speranze, (irli abitanti dell’ isola de’ Lossini nel Quar-nero e gli Albanesi possono con quattro-cento navigli mercantili sostener soli il commercio del golfo, e già più volte negli scorsi anni visitaron l’America. Tre cantieri importanti esistono in Dalmazia, senza l’Albania, uno ai Lossini sopra accennati, l’altro a Traù, il terzo a Milnà nel-l’isola della Brazza
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— 229 — lita la stazione di vedetta che verrà completata con la stazione foto-elettrica che sbarcherà dalla R. N. Eritrea. « Le truppe da sbarco rimasero attendate nel-F isola, rifornite ed equipaggiate dalla nave Etna che lascio all’ancoraggio di Saseno. «In una piccola parte quasi pianeggiante di prato ho fatto sistemare i pezzi da 75 ed in questa vicinanza sarà pure collocata la stazione
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sulla costa o in qualche isola dell’avversario. Si svolse quindi un attivo scambio di idee e di proposte tra l’ufficio del capo di stato maggiore e il comando dell’armata circa la convenienza maggiore o minore di eseguire la prospettata azione sul territorio nemico. Le località, su cui si era fermata l’attenzione dei capi militari, erano 1’ isola di Curzola e la Penisola di Sabbioncello che si interpone
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— 178 — ne: in pari tempo, temendo nuovi sbarchi, dispose che fossero rafforzati e completati gli sbarramenti di torpedini intorno a Lagosta e dietro i porti di quest’ isola, e progettò di minare Porto S. Giorgio di Lissa e di armare a difesa 1’ isola di Cazza. * * * Al Brindisi si preparava intanto una nuova incursione in forze contro la sponda orientale, che doveva riuscirci purtroppo funesta
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fecero un violento fuoco contro le trincee. Alle ore 7 il bombardamento fu sospeso ed i c. t. diressero per E sostando all’estremità della punta dell’isola : il nemico abbandonò un battello ed una cassetta con ordegni da minatore. Quindi la squadriglia diresse per riunirsi agli esploratori. A ricongiungimento avvenuto tutta la forza navale nemica diresse per passare tra Cazza e Lissa 2 ». Risultati
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— 199 — materiale e pochi uomini vennero frattanto mandati in rinforzo da Brindisi. Passarono ancora alcuni giorni, durante i quali la bandiera nemica non fu veduta nelle vicinanze dell’ isola, ma era evidente che l’avversario si preparava a rinnovare con forze maggiori il tentativo fallito il 28 luglio. Appariva perciò urgente la necessità non soltanto di rinforzare la difesa passiva, ma di dare
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e sbarco del reparto principale di occupazione del-r isola, del materiale, e delle provviste. C. T. Strale (c. f. Accinni)1 e torp. Clio, Cassiopea, Centauro, Calliope, Airone, Astore, Arpia: scorta della Città di Palermo, e dragaggio preventivo dello specchio d’acqua di Zadlo (Pelagosa). 3°. - Espi. Marsala, nave ammiraglia : appoggio prima alla Città di Palermo, poi ai c. t. francesi nell’azione
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Capitolo VII. DIFESA ED ABBANDONO DI PELAGOSA Sommario: Incursioni nemiche sulla costa italiana (23 e 28 luglio). — Bombardamento e sbarco nemico a Pelagosa (28 luglio). — Attacchi di sommergibili ed affondamento del Nereide. — Incursione nemica contro Bari e Molfetta (11 agosto). — Nuovo bombardamento di Pelagosa (17 agosto). — Difficile situazione del presidio di Pelagosa. — Sgombro dell’ isola
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ancora durante il resto dell’azione fino ad un paio di centinaia di metri. « Avendo potuto escludere, sin dall’ inizio del-l’accostata, la possibilità di uno sbarco sul lato sud, mi portai sulla posizione dominante e centrale di S. Michele vicino alle trincee del lato nord. « Il fuoco del nemico molto ravvicinato ed intenso, battendo sul terreno roccioso onde è costituita l’isola, alzava grandi colonne
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; e, perchè ne erano mancati i mezzi, non era stato provveduto nemmeno alla posa di qualche sbarramento di torpedini come pure era stato suggerito dallo stesso capo di stato maggiore. * * * Frattanto mentre notizie attendibili annunciavano prossimo un forte attacco nemico all’ isola, 1’ 11 agosto si ebbe una nuova azione dimostrativa sul litorale pugliese. Due cacciatorpediniere si presentarono all’albeggiare davanti a Bari
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e delle torpediniere Cigno, Clio, Canopo e Astore. A protezione dell’operazione di sgombro inviò in crociera a ponente dell’ isola il Quarto con i c. t. Animoso, Ardito, Intrepido ed Irrequieto, a mezzogiorno il Sapphire con i c. t. Rivière, Bory, Bou-clier e Protei; a levante il Bristol con Abba, Mosto e Bisson. Distrutto ed arso ciò che non era agevole portar via, i materiali, comprese le armi e le munizioni
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pure che la Maestà dell’imperatore in Trasburg aveva divisa la difesa del fiume in due parti, inferiore e superiore: la prima era tutta appoggiata a lui con l’esercito cesareo e l’altra agli ungheri, magnati di quella parte d’ Ungheria superiore, fino all’ isola del Rabao, e coperta dalla ripa del mentovato fiume Rab; e che fra tali divisioni ed ordini della Corte non avrebbe spediti tedeschi
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MEMORIALE 145 tutte le parti sentii gli avvisi da porsi in arme. Perciò senza perdere tempo corsi a visitare tutti gli posti dell’isola, conoscendo che questa era la parte minacciata vigorosamente e spedendone 1* avviso al conte Budiani che la sera avanti d’ordine del Duca avevo fatto venire nell’isola. Stimai necessario alzare una batteria di più e alla richiesta d’alcuni guastatori
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148 LA SCHIAVITÙ DEL MARSIGLI di quello di Endese. E spero di darvene in ora la prova, quando gli ungheri del conte Drascovig mi vogliano fedelmente ubbidire e distaccarsi da voi — (come fecero). E voi, conte Budiani, non mancate, rotto che foste, di dare i concertati segni d’avviso ai poveri abitanti dell’isola; acciò sotto la fede non restino preda de’ nemici, con le loro sostanze, ed acciò
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38 II. — Litorale Num. NOME SITUAZIONE Numero delle fiam¬ COLORI ■l'ordine del me e posizione e caratteri della luce | Faro o Fanale relativa. 27 Pola (porto)..... Galleggiante nel porto di com¬ 2 Rianca fìssa .... mercio, a 284 in. al N 27“ E verticali dell’isola Olivi. 28 Veruda (porto) Sulla punta Verudella.... 1 29 Promontore (capo) . . Sullo scoglio Porer..... 1 V 30 Pericolosa (secca
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a conferire con il Principe Ludo visi generale di Santa Chiesa. Ma con questo incarico, Francesco Morosini, giovane di ventisette anni, iniziava virtualmente le operazioni di quella estenuante guerra di Candia alla quale era destino dovesse porre fine egli stesso, per la seconda volta capitano generale, ventiquattro anni più tardi, con la cessione dell’isola ai turchi. Agostino Collini, infatti
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1906
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al doge ed al Senato. I veneziani furono sorpresi e sdegnati, sopratutto, perchè autori della sommossa erano veneziani e patrizii. Tuttavia prima di venire alle armi volle sapientemente il Senato usare tutti quei mezzi, che potessero rendere la pace all’ isola, salvando l’onore e l’interesse dello Stato. Furono perciò spediti da Venezia legati, con
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1906
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122 Presa in quest’ anno dai Veneziani e Francesi Costantinopoli, nella divisione del conquistato Impero era assegnata Candia ai primi, i quali poi sborsando una somma di denaro al Marchese di Monferrato, ebbero da questo rinuncia e cessione di ogni sua partecipazione sopra quell’ isola, per il dono fattogli da Alessio il giovane imperatore suo parente, avanti che riacquistasse l’Impero
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