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grandissimi segni quando li fu detto che il quondam suo fratello era venuto per combatter seco. Ma con tutto ciò io ardirò di credere altramente, essendomi state affermate due cose da persone che le hanno udite a dire da alcuni suoi domestici, degne a mio giudizio di molta considerazione; l’una ch’egli fino allora avea più volte detto di voler aggiunger a quell' impero l’isola di Cipro per lasciar
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DI LEONARDO DONATO. 1573. 421 nemiche. Ma quello che, secondo il parer mio, sopra tutto assecura quest’ isola, è la vicinità del regno di Napoli, dal quale con facilità grande può essere di gente soccorsa c suffragata. Abbonda di grani sopra tutti gli altri paesi , e se da S. M. non fosse concesso licenza delle tratte, gl’isolani non solo rimarriano dal seminare, ma si metteriano in confusione
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sia fatto altrove. Regno di Sicilia. L’isola di Sicilia, che è regno separato da quello di Napoli , è la maggiore c più ricca del mare Mediterraneo, e quando nessun’ altra cosa la facesse degna del titolo e della corona regale, la singoiar abbondanza de’ grani, che per benefizio dei suoi vicini e lontani produce, merita che di buona volontà da lutti le sia attribuito. È parimente feudo pontificale c della Chiesa
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, conoscendo che un principe, come soleva benissimo dire, non si può chiamar grande, se non è potente in mare; e mosso da queste ragioni, e sollecitato da’ suoi proprj pensieri, che sempre aspiravano a cose maggiori , procurò ed ottenne già col mezzo dell’autorità di Carlo V la renunzia dell' isola dell’Elba dal signor di Piombino che ne era padrone, sì perchè non la poteva quel signore difendere
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; e che non sarebbe stato molto difficile l’impadronirsi dell’isola, dirimpetto alla fortezza; circondandola così da tutte le parti, che nessuno di fuori potesse entrar dentro, e nessuno di dentro uscir di quella. In conformità di ciò furono comandati alcuni Beglierbeghi a’ 4 del mese Saban a passar appiede il suddetto ramo ; con che s’impadronirono dell’ Isola, vicina alla Fortezza. Una parte del ponte, il quale si trova
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che hanno, e anco perchè lo stato della serenità vostra è ridotto in ottima difesa. 11 regno di Cipro è ben provveduto, come intendo, e non si potrebbe ottenerlo in un anno, per le fortezze che vi sono, e perchè è pericolo assai tenere in un’isola un esercito d’ inverno che possa da navi e galere essere assediato, sapendo benissimo i Turchi che quando facessero la guerra a vostra serenità, ella saria sempre aiutata da Spagna, e dall’imperatore
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a5G castello; e ira tutti due non hanno più di cento uomini, perchè quelli della villa fanno la guardia loro stessi. Qui fanno scala tutti quelli che da Bologna o da Calais vengono per la più corta in Inghilterra, per lo spazio di trenta o quaranta miglia. Seguitando poi il cammino per la costa che riguarda mezzodì, è l’isola di Wight, dove sta un generale con poca guardia, perchè i paesani
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. Dico adunque che tutto il paese è posto per grandissima parte in due isole occidentali dell’Europa, ed in alcune isolette vicine, e per alquanto in terra ferma nei confini della Francia e della Fiandra. Le due isole sono dette 1’ una Irlanda, l’allra Brettagna. L’Irlanda è posta a ponente della Brettagna , e da quella separata dal mare Oceano, che in quello strello si chiama il mared’Irlanda.La lunghezza dell’isola
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: e questo basti quanto alli regni d’Aragona , per non attediare la serenità vostra. Annessi alla corona d’Aragona sono le isole di Ma-jorica , e Minorica, l’isola di Sardegna, la Sicilia , e il regno di Napoli. Majorica e Minorica sono sotto un viceré; similmente sotto un altro viceré è la Sardegna. L’entrata di queste tre isole, battute le spese, può essere di ducati trenta mila. Della Sicilia
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, le rimetterò ad altra occasione per seguitare a dar conto come, oltre queste forze, è il regno forte da sé, con quello che la natura vi ha provvisto, avendolo messo in un’isola con un mare all’intorno di quelle qualità differentissime da tutti i mari diesi sanno, non si trovando , che si sappia, in alcun’altra marina di levante o di ponente, eccetto che in quella costa e nel-l’opposita di Brettagna, un simil
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■ amno 1280. 31 CAPO V. Dell’ isola di Murano. Poiché m’è venuta occasione di nominare il prosperamento dcl-l’isola di Murano, non devo passar innanzi col mio racconto senza averne prima parlato alquanto. Dell’ antichità di quest’ isola, cui alcuni dissero abitala avanti Rialto, fanno testimonianza i nomi, con cui la si trova indicala nelle carie, che precedono il 1000.Amuriana la si diceva
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50 LIBRO IX, CAPO IV. dell’ isola di Murano, la quale per 1’ addietro non aveva avuto che pochissime case, sparse nella vastità di frequentissimi giardini ed ortaglie. Tuttavolta non erano esse cosi da doverla riputare un’isola spopolata. Più chiese e più parrocchie vi esistevano, delle quali poco appresso dirò. Qui frattanto devo notare, che per siffatto accrescimento di popolazione
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si ritorni al racconto delle molte emigrazioni dei vescovi della tcrraferma, clic piantarono le loro cattedre nelle varie isole veneziane. Primo di tutti gli altri incominciò il vescovato di Caorle ; perchè gli abitatori di quell’ isola, divenuti cattolici, non volendo stare soggetti allo scismatico vescovo di Concordia, inviarono al papa Gregorio, nell’ anno 598, due ragguardevoli personaggi, 1’ economo
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anno 996. 295 mare. Per mare tuttavia trovavano da qualche tempo le navi dei nostri ostacolo e danno, a cagione delle continue piraterie di una tribù slava, che dimorava nell’isola di Lissa. E qui devo notare ciò, che in addietro non dissi, essere giunte ad estremi sì gravi le violenze e le piraterie dei croati e degli slavi sul mare, che i veneziani negozianti, per averne una qualche tregua
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più volte lamentati degl’insulti, ai quali erano esposti passando presso a quell’ isola, e proclamavano altamente, che non sarebbevi sicurezza per loro, finche fosse rimasta in potere dei veneziani. Tra gli stessi cipriotti trovavasi un partito di malcontenti, i quali desideravano una mutazione di governo. Questo partito era composto di nobili del paese, a cui erano assoldali per antichissima costumanza
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di voi e quelli i quali avranno le vostre possessioni, come • sopra è detto, debba tenere un cavallo coll’ arme e altre cavalca-» ture che piaceranno a messer Io doge. E per simile debba tenere » due scudieri per cadauno, i quali sieno armati d’arme, ovvero » panciere, cappello e tulle armi, come debbono avere i pedoni, e » veramente cadauno debba essere armato, come si conviene. » Item, che le chiese della sovradetla isola debbano avere i » banchi
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la propria; e potenti e stimati com’erano in tutta l’isola, non durarono fatica ad unire insieme un grosso corpo di truppe a piedi e a cavallo, e di appostarsi nelle montagne, per intraprendere di colà la spedizione ideata. Il duca Marin Zeno, eh’ era succeduto ad Andrea, non se ne stette inoperoso : uni le sue truppe e marciò contro i ribelli. Ma questi gli avevano teso una imboscala, ove fu sorpreso
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1849
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368 LIBRO XV, CAPO XV. CAPO XV. Ribellione in Canilia. Venezia godeva da qualche anno le dolcezze della pace ed incominciava a riaversi dalle perdite e dai danni delle ultime turbolenze ; allorché uno strano movimento nell’ isola di Candia immerse la repubblica in nuove agitazioni ; e si che da deboli e non curali principii ebbe origine una rivolta, che pose in grave pericolo la tranquillità
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1850
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. 9 • CAPO XLV11. Consegna dell’ isola di Tenedo. Tra le condizioni della pace era imposto ai veneziani, siccome abbiamo veduto, 1’ obbligo di consegnare al conte di Savoja l’isola di Tenedo (1), primaria origine della recente guerra tra i genovesi e i veneziani, e di stipendiarne di conserva coi genovesi le truppe di presidio in essa dimoranti per la sicurezza e tranquillila della popolazione
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1849
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388 LIBRO XV, CAPO XIX. troncala ogni via ad ulteriori progressi : quindi la tranquillità ricomparve, ed il governo di Venezia diede mano alle misure più energiche per assodarla e perpetuarla. CAPO XIX. Provvedimenti per la tranquillità dell’ isola. Tostochc infatti s’ ebbe a Venezia il fausto annunzio dell’ avvenimento, furono mandali in Candia i quattro provveditori Paolo Loredano, Giovanni
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