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lipografia; che sotto I impulso energico datole dai dirigenti, seppe in breve affermarsi come una delle più importanti di Venezia, ed attirare a sè la clientela, non solo degli industriali dell'isola, ma anche della città e della provincia. Vi si fornisce quanto può esser necessario ad un azienda, anche assai vasta; dal biglietto da visita, al certificato azionario, dalla semplice etichetta
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Il periodo compreso nei diarii, è ¡1 più interessante per la storia di Venezia, e quindi anche per la storia dell’isola nostra. « Allora — scrive il Mulinelli — la popolazione saliva a ben 280.000 anime; la città era signora di un commercio vastissimo; era ospizio, per eccellenza, d'ogni maniera d’arti e di studi ». Lo splendore della capitale si rivelava dappertutto ed in ogni forma
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testimonianza la pianta di V enezia di Jacopo de Barberi. • * • Ma torniamo al Battagia. e. con lui. alla Giudecca di un secolo fa. Il nostro autore ci fa sapere che allora gli odi erano 46. tutti ben coltivati, alcuni vastissimi; ed i giardini sette, senza contare i piccoli appezzamenti coltivati a verdure ed a fiori, annessi alle eoe. Orti e giardini, occupavano i tre quarti del suolo dell'isola
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, intersecata da canali, dell'isola, o dai grandi spinai che in essa vegetavano. L'appellativo di Vigano, col quale era indicato il canal della Ciudecca. (canale del Villaggio), ha molta importanza, e sta a provare che la Ciudecca era abitata fin da antichissimi tempi, certamente prima di molte altre parti della città. Delle 136 isole che padre Coro-nelli attribuisce a V enezia, nel suo ¡solario
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poco del già fatto; e fra Valtre vi n’è una in forma rotonda et è grande, che tiene grandissima quantità d’acqua, et detta acqua è perfettissima... Vi sono anco delle muraglie antique fatte in modo tale che quasi di presente si potriano fare nell’istesso modo „(3>. Tale interessamento dei magistrati veneti per la vetusta fortezza fc ben giustificato dalla favorevole posizione di quel monte che dalle spumanti onde del-l’Egeo
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1795
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Jviii „ I Gradus. Capitale dì Patriarchi, ma non delPrin-,, tutta Ja Venezia maritti- cipato . Per riguardo all’Iso-„ ma. Ja detta dal SagominoBiblo. „ li. Bibiones, presso al- nes, è cosanota, che ilZa-„ tri Bibbie, o Turris Be- netti con gravissimo erro-,, biarum „ . re stimò, che quest’ Isola fosse leBebbe, giacché essa era situata tra Grado eCaorle, come appare dal racconto del Sagomino
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per la repressione dei moti insuireziio-nali nell’isola e la salvaguardia dei connazionali, esplicandovi opera illuminata, energica ed altamente apprezzata da tutti i governi europei. Fu ministro degli esteri e senatore (1838-1913). CANTORE (Antonio). — Generale — medaglia d’oro — Prese parte da colonnello alla guerra libica distinguendosi in vari combattimenti Nella grande guerra comandò la 3* brigata Alpini
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del fiume sino a Porto Legnano, e raggiungendo la sinistra del Po sino al mare. Dovea la Francia possedere in piena sovranità le-isolc per P innanzi venete del Levante: Corfù, Zante, Ccfalonia, S. Maura, Cerigo ed altre isole dipendenti, non che Butrin-to, Larta, Vonizza,e in generale tutti gli stabilimenti veneti • in Albania,-che sono situati più al di sotto del golfo di Lu-drino. Finalmente
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occorsi dalli. Battaglia di Fontaniva in poi . Quasi come da striscia di fuoco devastatore , tutti i luoghi , che da quel punto sino a Verona ad Arcole , Ronco, Tomba, ed isola Porcarizza, a Villafranca.» Castelnuovo, e da di là tra 1’Adige ed il Lago, in cui o stanziavano , o furono di passaggio le Truppe Francesi , più o meno rimasero soggetti alle più crudeli oppressioni' Gli orrori della guerra
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1846
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del travagliati dalla pestilenza in quell'Isola. Bipatrio nel 1524, e tenne in Senato la relazione del suo operato, che fu molto lodata. Anche nel 1526, come ci fa sapere il Sanuto, ritornava a Costantinopoli; ov’ era tuttavia net 1527. Nel 1529, essendo Savio del Consiglio, venne nominato ambasciatore ordinarlo In Francia ; ma se ne e se uso per la grave sua età. Accettò per altro la straordinaria
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1864
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succinte delP origine, religione, decadenza dell’isola e città di Grado. Nell’ Istria, a pag. 67- 72, 75 - 77, 80 - 92, 95 - 98, dell’a. V, 1850. Di ignoto autore del secolo passato, ma che supponesi essere Don Giacomo Gregari. Tutto lo scritto è interessante per la storia dell’ Istria. 1320. Storia e statuti dell’antico porto di Trieste. Discorso accademico del D.r Domenico de Rossetti, tenuto nel 4835
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1807
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)( *3 )( Epoca della pubblicazione in Veneria i?. Luglio 1805. Mi- 1 lano. Aprile 1806 pubblicata in Ven.’ 7. Ottobre 1804. Ad. *0 IH. Milano ,16. Aprile 180*. pubblicate in Venezia'. Iniziale Legge Materie Tomo Leggi nell’ Isola di S. Giorgio Maggiore un depofitofranco di Mercanzie foreftie-re proibite, e nop proibite , ’escljjse le Inglesi . Ordina le ' forme per lo sbarco delle Merci
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;episcopato matamaucense, asseriscono i testi gradensi, era oriundo da Padova, e fu fondato quando il popolo padovano con il suo vescovo venne ad abitare nellâisola. Il placito liutprandino del 743 (2), riepilogando la storia del titolo opitergino avanti lo smembramento alla metà del sec. VII, rivela che da molto tempo, verosimilmente dal principio del secolo, i titoli di Padova
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85 l’altro a Spalato; pone Curzola nel golfo del Qunrnero; trae le ciliegie, onde si fabbrica il maraschino di Zara e di Sebenico, dal borgo Vodizze sull’ isola Morter; dà nomi turchi agli impiegati veneti. Nè minore è la conoscenza di Venezia: „Le superbe pOnt (di Rialto) traverse la Giudee» ........Une grande quantitè de barques et de gondoles stationant sur (sic) ,,ce pont, est toujours prète
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Avanzata tedesca in Polonia [15-11.19] d’intervenire al convegno proposto all’isola dei Principi, invece d’imporsi una tregua, ha preso l’offensiva in parecchie direzioni ed ha attaccato proprio in questo momento sui diversi fronti. Inoltre ha chiamato nuove classi sotto le armi, ed ha sollecitato e sviluppato i preparativi militari. È perciò necessario fissare un periodo preciso durante
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che si erano dichiarati estranei all'atto compiuto dai Cavalieri Gerosolimitani, dichiarò che egli avrebbe senz'altro ordinato una spedizione contro l'isola di Malta. . Il Gran Visir per colmo di finzione giunse perfino a chiedere al Bailo veneziano Giovanni Soranzo l'aiuto della Repubblica per la spedizione e la concessione di un porto nell'isola di Candia per farne una base navale
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— 24 — stanno come un muro dalla parte del mare, cosicché anima umana non può conoscere il paradiso terrestre, nel quale io vivo. Non c’ è che un solo poeto per entrarvi — una roccia mobile che chiude magicamente la bocca d’una grotta, conducente verso l’interno dell’ isola. Cosicché chi non vi penetra attraverso la grotta, crede che quest’ isola non sia che un ammasso di roccie aride
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1928
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in consociazione. La corda è forte pei molti fili che ha. L’isola si unisca all’isola, si getti fango e fango ad avvicinarle e sia il ponte indice sociale, patto di scambievole sostegno, continuità di territorio, ausilio ai commerci della materia e dello spirito. Ed esso fu l’espressione elementare del sistema che formò più tardi la trama consortiva di Venezia regina. Un ponte tra due case e una gondola
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1847
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fu eletto capitan generale. Nel 1684 tolse, in tre anni, ai Turchi l’isola di santa Maura, poi Pre-vesa, poi Corone e tutto il Peloponneso. Si accusa il Morosini che, spintosi ad assalire Alene, la quale poi prese, non abbia rispettato il Partenone, da chi non conosce clic cosa sia l’impeto guerriero, l’odio nazionale, la vendetta che trionfa. Eletto doge nel mentre capitanava l’armata, fu confermato
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1851
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). Appartenevano à suore Renedettine, stabilite nell’ anno 1492 da Marina Gelsi nell’ isola della Giudecca. COSPO, dal Ialino cuspis, punta, o cuspide. COSSEDIÈ, modo antichissimo, e valeva, come si dee, n dovere, di garbo. COSTANZIACA, Costanziaco, c Isola delle donne. Isola della lacuna settentrionale, vicina alla terraferma, e presso la quale, nelle ore di riflusso, correva un ramo del fiume Sile. Blolto
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