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, 1’ altra, il Lazzaretto nuovo, Ira quelle che rispondono a tramontana. Il Lazzaretto vecchio fu primamente abitato dagli Eremitani ; senza che altro però si sappia, fuorché d’ una chiesa consacrata a Santa Maria di Nazaret, e sussistente fino dal 1249 ; la quale ebbe per avventura tal nome da’pellegrini che scioglievano per Terra Santa, o di là tornavano, e nell’ isola erano accolti, e medicali se infermi
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il parroco, e l’ottennero lino a che durò la parrocchia. Importante tuttavia si mantiene quest’isola pe suoi orlali, feraci di frutta ed erbaggi d’ogni maniera, di cui quotidianamente si giova la nostra città. San Francesco del deserto. Approdò a quest’isola san Francesco d’Assisi tornante dall’Egilto, e costrussevi di legni e cannuccie meschino abituro, bastante a pena a due poveri. Trasferitosi
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■=3» 488 «£> storici sull' isola di Poveglia, scrini dal dottore A. A. Frari (Venezia, 1857, in 8.°). Santo Spirito. Ha passi settecento di circuito. Le prime certe memorie sono del 1140, dalle quali sappiamo che vi si trovava un ospedale, una chiesa e un monastero di canonici Regolari, differenti nell’ abito, ma nella sostanza Agostiniani. Nel 1580 l’isola fu unita alla badia
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240 Carlo Tagliavini faldat « piegare »<ven. Sfaldar da falda « piega » (v. Wart-burg, FEW, 111,384); me falit « sbagliare »<ven. f alar «fallare » (Boerio 258) contaminato da f a 1 i r « fallire » (Boerio 259) (voce entrata anche in croato, a Verbenico nell’isola di Veglia falit, Strohal, Rad, CXCIX, 147 e ad Arbe falit, Kusar, 25 ; a Perasto, fàliti, Brajkovic, 17); me fumat « fumare
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parlare di me (pag. 20). l)ic’egli: « L’abate Cappelletti nella sua Storia della Repubblica di Venezia »(voi. XI, pag, 340-341) parlando dell’isola di Curzola in Dalmazia » scrive; — « La città principale portava pure il nome di Curzola: in » essa aveva residenza il gentiluomo veneziano, che col titolo di conte vi »era mandato a governar l’isola: aveva essa i suoi municipali statuti » ed un consiglio
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9S Liuno XLI, CAPO XXXI. obbedienza. L’ esempio loro fu imitato subito da tulli gli abitanti dell’isola. Rimaneva da vincere la città,ed all’ attacco di essa prontamente si dispose il capitano generale, il quale ben conosceva, che il buon esito di questa impresa dipendeva dalla sollecitudine dell’ operare, perciocché l’isola stava nel centro delle colonie turche. La flotta veneziana, divisa
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. Il Foscarini salpò con tulta la flotta il di 28 luglio. Era essa composta di cento venlisei galere, sei galeazze c venti navi. Nelle acque del Canal Viscardo le si aggiunse un rinforzo di altre tredici galere di Candia condotte dal provveditore Querini. Tulio il convoglio navigò con felice vento verso l’isola di Zante. I turchi colla loro armata di dugento legni, s’ erano fermali a Malvasia collo scopo
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1854
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nel contado, erano, nella terra-ferma, Zara vecchia, che un tempo nominavasi Blandona ; Arba marittima, detta anche Belgrado; Urana od Aurana, già piazza assai forte e commenda dei cavalieri templari; Zemonico, antica rocca o castello ; c San-Cassano (2) : ed altri luoghi od isole del contado erano: Pasman, Lissa od isola d’Ugliano, Isola grossa, ovvero Isola lunga, od Isola di Sale; Vergada ; Ulbo od Olbo
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— 5 — A mezzogiorno di Rovigno s’allarga un secondo porto, quello di S. Caterina, per forma e dimensioni non dissimile dal primo ; soltanto che viene diviso in due parti dall’ amena isola di S. Caterina, resa ancora più pittoresca dalle rovine del vecchio convento dei Serviti che s’estolle dal suo punto più elevato fra il verde dei circostanti olivi. Di questi due parti, la minore — l’Andana
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- 31 - dire di Cassiodoro 7), stavano disposti lungo la costa a guisa di margherite, ma le isole tutte erano coltivate e ben frequentate da abitanti. Sull’ isola di S. Andrea — allora isola Sera 8) — eravi fabbrica di vetri, ed anche oggidì trovansi colà tanti frantumi di pasta vitrea da venire adoperati quale ghiaia. Di più, in continuazione di quest’isola verso la punta Cissana — oggi punta
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1882
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— 95 — un colpo di tridente. Or Nisiro nell’idioma albanese come si è detto, dinota separare, trasportare, dividere. Nisiro deriva da Nisur, nel senso di staccare, separare, trasportare : quindi Terra staccata, trasportata, divisa. Procyda, Procida ed anticamente Froscta e Preista, è pure un’isola molto vicina all’isola d’Ischia o Enaria, ed entrambe sono situate dirimpetto all’antica città
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1939
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dall’Inghilterra. Del resto a deviare l’attenzione pubblica dai massacri dell’Armenia sopravvenne l’insurrezione di Candia. Anche per quest’isola la Turchia si era impegnata ad apportare miglioramenti, ma non aveva poi mantenuto le promesse, cosicché nell’isola si succedettero frequenti tentativi insurrezionali; i mussulmani dell’isola, che si sentivano incoraggiati dal contegno di Costantinopoli, assunsero
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1686
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/o da Yfionig di Naldo 47. ricuperato da Franceft 48. affidi ato da. Veneti, lo prendono 5 5 Trenigi foccorfo dal Gritti, 213. rinforzato da Veneti 214. prone -duto àa medemi 120. affediato da Q edefcht 224. difefo da Luigi fi-gito del Doge Loredan 319 T rie/le pre/oda Veneti 23- dagl' imperiali 88 Triefltnt afe diano Muglia, e Di- dèlie Cofe gn ano 220. rotti zzi Tripoli prefe dal T ureo 719 Tumnlti
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1674
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INDICE DELLE COSE PIV' NOTABILI. A. j'B'BADIA prefa da’ Veneti. 6$ 8 Acata di Lodouico Conte di Sa-mia nelle diuifioni dell’Impero Greco. Í44 Acri prefo da' Chrifiiani 69. toccotti alla Republica njn Tempio, <~vna Contrada, evn Palagio 3 eia refi de nzj~> di rvn%atlo. 70 Achille Auogadro 'Benemerito. 412 Adria prefa da'Veneti. ” 6 3 5 Agofiin ‘Barbarigo
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laUepublica 373.pace. Nicolò Fallerò Proueditor in Candia. 243 Nicolò Gabiamco Capitan Vmeto, prefos decapitato da"nemici. 328 Nicolò Georgio Ambafciatorall'Ottomano, e fermato prigione. 406 Nicolò Marcello Doge. 598 Nicolò Nani Prouedito>3in Dalmatia. 258 Nicolò Nauagero infeudato di Statimene^ altre Ifole. 144 Nicolò Pifani General marittimo 2 54* fa molte imprefe 2 5 Sdi nuouo Generale 2 63 Nicolò Priuli Proueditor’in Candia contras ribelli. 229 Nicolò V. Pontefice. 5 0 8 Nicolò Quirini General marittim 0. 211 Nu olò Raggio mccifo da' T urchi. 5 <55 Nicolò da Tolentino Capitano nell'efercìto Veneto 41 5.prende San Colombano > & altri luoghi. 5 10 Nicolo Treuigiano Generale in Pò 4 3 8. caligato. 440 Nicolò Trono Doge. 59 8 Nobiltà Veneta promeffa à trenta Famiglie benemerite 3 3 4. e concejfa. 358 Noli fi arrenda à Carlo Vili. 69 o Nomo nel T rentino prefo da' Vine ti. 666 Normanni, e loro origine 5 3. rotti da’ Vine-tiy e Greci 55. disfanno l'efercìto Greco 5 5. e l’Armata Vmeta. 5 ^ Noualefi folleua contra V°,neti. 352 Nouarra prefa da’ Francefi 69 8. afediatos da Lodouico Sforza 70 6.e da'V?neti uni. fi 7°8 .confignata dal Re Carlo à Lodouico 71 1. toltagli di nuouo da’Francefi 75 9 la racejmfid 773.perduta di nuouo. 774 Nouegradì prefo da' Tttrehi. 549 Notti pr efo da’Vmeti 735. da’Francefi. 757 °* OcBellerio Tribuno di Aìalamocco infejìo alla Patria occupa la Duce a 22 svcci-Joà Veglia. 33 Ghigni Capitò, Fràcefc alGouerno della Ca- labria 69 7. fatto Generale contra Napplì. 794 Officio della República al Greco Imperator E-manuele per non runiruifi contra il Re di Napoli. 91 Officio a’Bolognefi circa il Dominio del Golfo. I97 Officio d Clemente V. Pontefice per conferuarfi nelpoffejìo di Ferrara. 218 Officio degl’ Ambafciator i Vmeti a’ Padouani perche riceuino in loraPrencipe Marfilto di Carrara. 237 Officio di Mar in Fallero Ambafciator'àGe-noua3perche fojfe la República quietamente rifarcita delle riceuute off efe. 24 9 Officio degl’Ambafciatori Vmeti al Rè d’Aragona y rapprefentandogh la pace conchin< fa dalla República co’ Genouefi. 2 6% Officio di Ambafciator Vmeto al Duca di Mi lanoper efor tarlo allapace co' Fior ettm 43 4 Officio del Senato al Pontefice in nfpojia della poca eshibitione di lui, e d'altri Prencipi per impedir la pace co’ Turchi. ’ 5 68 Officio di Pietro Mocenigo General dell’Armata àgl’Ambaf :iatori di Carlotta Lufi-gnanape’l Regno di Cipro. ¿96 Officio in lettera dei Senato àSijlo Pontefice foura il ni affo di Ferrara. 64 J Officio in nfpofìa à CarloVUl.Rè di Fracia fo pra la guerra cotra ilRegno di Napoli.\(>7 6 Altro pur’m rifpofìa al Re Ferdinando. 678 Officio à Lodouico ò forza con promeffa difoc-correrlo, ancorché ingrato. 731 Altro di lui alla República improprio per l'emergenza di Pifa. 738 Altro della República ih rifpofìa. 738 Altro pur dello Sforza in rifpofìa. 745 Officio della República àgli Spagnuoliper non <~vnirfi loro contra Francefi. 805 Altro a’ Francefi fmile. 806 Oratione deU’Bffarca Greco al Doge3 & al Gouerno per aiuti. 12 Altro per non efiaudirlo. 13 Nnnnn 2 Oratio- Più notabili, 374
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1914
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Capitano militare architetto della republica veneta; barone Giuseppe Portner de Sfòzflìej capitano cesareo regio del reggimento di fanteria di Licca ; Giorgio de Lebwohl pri lo luogotenente del reggimento di fanteria di Luttermann, cesareo regio geometra. Il 1° punto è collocato a Zermagna nel luogo detto Grondila, e divide la regione dei veneti detta Prives da quella dei liccani detta colle Iarista
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1914
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; e Pietro Correr, ambasciatore ordinario di Venezia alla corte, pattuiscono : Continuerà il corso del cocchio postale pel trasporto di corrispondenze, merci e viaggiatori, da Vienna a Mantova e viceversa per la via di Rovereto e Verona; in quest’ultima città subirà la visita e pagherà i diritti consueti ; negli stati veneti potrà ricevere e lasciare viaggiatori e merci, purché non proibite. Si fissano
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1914
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130 COMMEMORALI, LIBRO XXXI. Segue annotazione (in italiano) con la quale il doge Pietro Grimani, esposto come i commissari veneti Donà per i confini dell’ Austria inferiore e Correr per quelli dell’ Austria superiore firmarono coi commissari imperiali nel 31 ottobre, 5 e 18 novembre gli articoli relativi alle controversie confinarie, ratifica il trattato e con ducale 20 marzo 1751 spedisce
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1674
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Indice delle cofe fiondo in gran parte 6$ 7. 69 8. prefitti più, 640, vince gl* Aragonefi 640. mttorc-j ] luoghi da’Veneti per gl’Aragonefi723, 6"4l jpre/it gli Spagnuoli 79 5. Franeefi Ruberto Sdfieuerino General Vmeta nel Mi-798. racquietata dagli Spagnuoh 803, lanefe <^34. paffail Pò , efueoperationi 804 CL JVinsano prefio da’ Vmeti, 542. 643. «ì/ Milanefe <547. nel Ferra-re
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1848
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dei profughi veneti: cioè, l’indirizzo al Governo provvisorio di Venezia ; il sunto della seduta nella quale in-vitavansi i Lombardi a formar parte integrante della riunione, ed a costituire un’ unica assemblea lombardo-veneta; l’avviso infine in cui sospendevansi le deliberazioni fino al giorno in cui potrebbero convenire i fratelli lombardi. Il signor Sirtori infine riferisce alcuni fatti identici di amore
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