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non avesse avuto per cugino il nostro Marino, che lo accompagnò nel viaggio, e che notò giorno per giorno quanto vedeva e udiva. E cosi nacque un Itinerarium Marini Saiiuti Leonardi filii patricii veneti cum Syndicis Terrae Firmac, itinerario che egli scrisse a 18 anni di età, e alcuni anni dopo ridusse a più corretta forma. Si conosceva 1’ esistenza di questo Itineraria da un cenno dell’ autore nella sopra accennata
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nell'isola di Candia Delì Hussein uno dei generali che si erano più distinti nella guerra di Persia. Egli ebbe ordine perentorio di completare al più presto l'occupazione dell'isola. Recatosi a Malvasia prese imbarco con 4000 uomini di truppa su 13 galere, che giunsero alla Canea mentre la flotta veneziana era nelle isole prima nominate, e le stesse galere ritornarono a sbarco avvenuto
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241 <*=>- Finì questo vescovado nell’anno 1105, quando sommersa quell’antica isola dal mare per terremoto, la sede si portò a Chioggia. In vicinanza al silo dell’ isola sommersa sorse altra isola, che ritiene ancora l’antico nome. Nel corso dei primi due secoli e mezzo, dalla marittima Venezia si riconosceva per primate o metropolita, dopo il papa, il metropolita di Grado
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avaro - slavo, come pure Costantino Porfirogenito ce lo conferma. Diciotto anni dopo, nel mese di agosto, un altro doge arriva nell’ isola, Ottone Orseolo : a lui osserini e caisolani, con atto pubblico rinnovano i sentimenti di devozione, anzi si obbligano di pagare uu tributo a San Marco. Però questi fatti non mutano lo stato politico delle due parti. I comuni d’Ossero, Cherso, Caisole
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80 SILVIO MITIS sieno recati nell’isola), e lo terminò ai 6 settembre 1550 (Arch. Corr.). Alvise Bembo, q. s. Zaccaria, fu elelto ai 6 maggio 1550, accedo ai 27, iniziò il regg. ai 15 settembre 1550, e lo terminò ai 14 settembre 1552 (Arch. Corr.). Si trova a Cherso ancora ai 25 settembre 1552. Domenico Tron, q. s. Daniele, fu eletto ai 14 maggio 1552, accettò ai 6 giugno, iniziò il regg. ai 20
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l’isola dei Dragoni. Siccome all’età di Fra Mauro nulla si era scoperto oltre il detto Seno, così quest’ìsola, o si dee attribuire a qualche spaventevole chimera di Dragoni invalsa a que’tempi, come la vicina sognata mano sopra il seno Etiopico, num. 35., o a qualche antica mal espressa tradizione, come dell’ Atlantide sì celebrata di Platone, creduta da molti l’odierna America, e delle Esperidi
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del commercio si dissecca, e comprimesi, e perciò da Tedeschi in loro lingua dicesi Stochfisch, e questo è perciò il nome, che alla detta Isola attribuisce il Bianco. 74- Tra l’Ixilandia, ossia Frislanda, e la Norvegia avvi nel nostro Planisfero Pisola Stillante, che il Bianco intitola Stilami. Il Formaleoni illustratore del Bianco sospetta, che sia questa 1’ Esto-tilanda degli Zeni
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74 « Disposi per la immediata comunicazione dell’ordine ai comuni e sottocomuni dipendenti da Lussino, omettendo quelli di Ossero e Santa Croce, i quali, pur essendo nella circoscrizione di Lussino, appartengono all’isola di Cherso. « In pari tempo elaborai il proclama che allego in copia e scrissi la lettera (che pure allego) al capitano di corvetta r. n. già austro-ungarico ed ora jugoslavo
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per essi un’era di benessere ispirata a sani concetti di libertà. « Frequenti contatti si dovrebbero mantenere a mezzo di nostre unità e piccoli piroscafi dovrebbero portare viveri per porre fine al malcontento ora esistente per una lunga deficienza o mancanza di generi di prima necessità. « Sembrami anche opportuno che il presidio venga sensibilmente aumentato. L’isola è lunga una trentina di chilometri, è larga
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. Giorno 6 corrente F 1.3 visitato isola Morter F 16 isole Zuri et Capri ; F 11 isola Ugliano isola Pasmau isola Eso et isola Grossa. Accoglienza corretta ma fredda più calorosa ad isola Grossa et Capri dopo distribuzione viveri. Popolazione generalmente sotto controllo comitati jugoslavi. Abbisognano farine vestiti scarpe et medicinali. Molti ammalati influenza. — Galle ani. Venezia, 7 novembre 1918
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. Così nelle frasi: serar el « clioslar » (derivato forse da Koza-stalla di capre, letamaio; in romanico « capril »); Duminzi fiol de « praxich » (in slavo-porcello) pastur de San Dominzo fiol de « Chnezich » (in slavo-principino). Nei nomi e cognomi : Aniza (Annetta), Jadriza (Andreina), Sresica (Felice), Gelena (Elena), Tomasi-ch Zuan Clemen-li-ch, Nicolò Pastrani-ch (Pastraneo). L’influenza veneta nell’isola
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— 13 — di considerevoli giacimenti di bauxite (ossidi idrati di alluminio). Questi sono distribuiti non a strati, ma a forma di irregolari imbuti che variano nella profondità da pochi metri fino a oltre 20 m. ; il terreno appare costituito da una speciale terra rossastra, nella quale si nota la mancanza del calcare e l’abbondanza del ferro. I giacimenti di bauxite dell’isola, che però contengono
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— 11 — Le immigrazioni slave. — Dalmatico e Veneto. — I cinque secoli trascorsi da quando Venezia per la prima volta aveva offerta la sua protezione alle ville marittime della costa orientale adriatica, così ricchi di avvenimenti politici, mutarono sull’isola il rapporto in cui si trovava l’elemento latino indigeno di fronte al nuovo elemento slavo immigratovi. I fattori principali che spinsero
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— 31 — Ora, considerata la posizione dell’isola di Cherso rispetto a queste località, e tenuto conto di tutti quei fattori che influiscono sulla maggiore o minore piovosità, si potrà senz’altro affermare che le precipitazioni atmosferiche su di essa superano in media i 1000 min. In ogni caso si dovrà considerare la quantità assoluta di pioggia che cade durante l’anno, con una certa relatività
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— 90 — l’accendere un sentimento nazionale in quelle ignoranti popolazioni della campagna. Nè ciò deve meravigliare, se si considera che, nel periodo di tempo che va dal 1839 al 1893, furono vescovi nell’isola di Veglia ben tre preti slavi; cosicché nel 1895, dei sacerdoti incaricati della cura delle anime nell’intera diocesi comprendente le due isole di Cher-so e Lussino, soltanto 15
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delle antenne, degli arti e dei tentacoli. Parecchie sono le specie che vi si trovano, però si può affermare che esse sono per la maggior parte rappresentate da Carabidae e Clavicornia (SUpha). Agli insetti poi vanno aggiunti i numerosi miriapodi, ragni, acari, vermi e molluschi che abitano questi oscuri recessi. Dalle ricerche finora fatte nelle caverne dell’isola e dall’esame delle diverse specie trovatevi
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— 79 — Così essa si sostituiva, per sviluppo e per importanza, all’antica Ossero e raggiungeva già, al principio del XVI secolo, una popolazione di circa 2000 abitanti. Adunque, le gravi conseguenze, che tanto demograficamente quanto economicamente derivarono all’isola in seguito ai fatti sopra ricordati, costrinsero il governo stesso a favorire la venuta sull’isola di nuovi elementi
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— 138 — saputo approfittare per i suoi seminati, cercando di sfruttarvi ogni appezzamento di terra, anche se piccolo, I tratti coltivati appaiono, più volte, specialmente nella parte centrale dell’isola, di forma circolare o elittica, cinti tutto intorno da muriccioli a secco. I più vasti tratti di terreno arativo sono distribuiti sul lato occidentale dell’isola, al riparo dalla bora
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o riunite in gruppi e talora anche disposte in serie parallele all’asse dell’isola; cosicché la strada mulattiera che porta da Ossero verso la punta estrema meridionale, corre per ampio tratto fiancheggiata a destra e a sinistra, da sempre nuove doline che per lo più a ino’ di imbuto o scodella si aprono alla superficie del suolo. Esse, in generale non raggiungono qui grandi dimensioni
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— 107 — Arida e desolata per la mancanza quasi assoluta anche di piccoli nuclei abitati, li attraversa per ampio tratto la così detta « Arabia Petrea » la quale si spinge ad O. fino alle spalle di Ustrine ed Ossero; per ciò anche questi due ultimi comuni censuari, benché posti sul versante occidentale dell’isola, ne risentono demograficamente le conseguenze. Ancora più rada si fa la popolazione
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