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e di S. Agnese, che erano state sempre accessibili, furono allora visitate dai pellegrini e dai forestieri,3 ma gli scritti degli umanisti ne tacciono. Nelle numerose raccolte delle iscrizioni di Roma, fra i molti disegni dei suoi monumenti, si cerca invano una semplice traccia degli antichi monumenti cristiani.1 Dopo l’indifferenza con cui li riguardò il periodo della rinascenza, entusiasta soltanto
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tutto il materiale raccolto dai suoi predecessori e gli ha dato una forma nuova, divenuta classica da allora in poi. L’interesse per i monumenti, che finora era stato ancora assai sporadico, trionfa in lui decisamente. Con le sue molte indicazioni nuove egli ha reso completamente antiquate le vecchie guide.1 t’n’opera del tutto originale fu prodotta da un medico proveniente da Siena, Giulio Mancini, che lavorò
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Quadro di Roma alla fine del rinascimento. 285 fino ai capitelli degli archi. Fichard lo dice il più grande e magnifico fra tutti gli antichi monumenti : in nessun altro luogo potersi riconoscere la maestà del popolo romano così come in quella meraviglia, della cui vista non ci si può saziare. Che sarà stato, aggiunge, quando era ancora adorno di statue e integro?1 Dello stato del Foro
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città. Queste notizie,8 che sono interessanti per molteplice rispetto, cominciano colla basilica del principe degli apostoli e la sua nuova fabbrica. Delle opere artistiche in S. Pietro l’anonimo loda la Pietà di Michelangelo, che dopo la demolizione della cappella di S. Petronilla venne portata nell’oratorio di S. Gregorio.4 Degli altri monumenti della chiesa di S. Pietro vengono ricordati solamente
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PICCOLA OUIDA 179 in questo tempio conservate, delle quali solo le principali hanno qui menzione. Numerosi sono i monumenti, e diversissimi fra loro per età, pregio e significato. Basti rammentare, a destra, il grandioso Mausoleo a Tiziano Vecellio di Luigi e Pietro Zandomeneghi ; nella crociera a destra il monumento a Jacopo Marcello (f 1484), uno dei più squisiti lavori della scuola lombardesca
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PICCOLA GUIDA 183 ricchezza di monumenti, clic ne formano una specie di Panteon Veneziano. Non potendo fare menzione di tutti, ricorderemo solo i più notevoli : Il monumento al Dogo Pietro Mocenigo di Pietro Lombardo, nella parete interna della facciata a destra ; il grandioso Mausoleo Valier dell’ età della decadenza, nel lato destro ; i due monumenti ai Dogi Leonardo Loredan (1572) ed Andrea
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Resinelll che è alla Maternità di Firenze ; come nel bronzo del Perdono che è a Roma nella Galleria nazionale ; come nei due monumenti ai Caduti in guerra di Roncade e di Saronno, che sono forse i più originali e solenni dei nostri monumenti di guerra ; come nella statua della Pietà per la Cappella alla Madre Italiana in Santa Croce di Firenze (e qui se ne espone una versione nuova) ; come nel Cristo
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. In seguito al furto della Madonna di Bellini, il R. Prefetto convocò una Commissione di cittadini, coi direttori delle RR. Gallerie e dei monumenti, per la maggior tutela degli oggetti d’arte nelle chiese. Il progetto compilato dal Soprintendente delle RR. Gallerie, fu approvato dalla Commissione provinciale di Venezia e poi da quelle della Regione. Dipinto del Tintoretto: La presentazione
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PROVINCIA DI UDINE. In Città. MONUMENTI UDINESI. Castello. - Sebbene pei ristauri del Castello di Udine il Ministero avesse concorso con L. 18000, fu chiesto e concesso un ulteriore sussidio di L. 36000. Il Ministero aveva prima annunciato che L. 30000, avrebbero gravato sul fondo comune a disposizione dei monumenti, e L. 6000 sulla dotazione regionale ; poi, per le spese incontrate
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DELLA DISCIPLINA A LEGNAGO. Ristauro dipinti a carico delle Soprintendenze monumenti. - Pei ristami di dipinti pregevoli furono prelevate dalla dotazione regionale, nell’esercizio 1908-09, L. 2000, non senza osservazioni dell’Ufficio, che deplorò che i fondi già scarsi pei monumenti del Veneto fossero adoperati per oggetti d’arte, pei quali dovrebbe esservi un fondo a parte. CHIESA DI S. SALVATORE DI S. PIETRO
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e poi si chiese di rimonumentalizzare, in grado d’ appello. Nel vecchio catalogo dei monumenti nazionali, la chiesa di S. Pietro era iscritta mentre nel catalogo degli edifici monumentali del 1902 scomparve. Si disse, per 1’ esclusione, che apparteneva allo stile classico impuro quanto freddo del secolo XVIII, e poi manomessa. Alle proteste della Commissione provinciale [’Ufficio rispose che l’elenco del 1902
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del 1624. Erano corse voci di vendita dell’ altare, ma pare che fossero voci fatte correre per ottenere un sussidio dal Ministero. CHIESA DI FORNO DI ZOLDO. La Fabbriceria domanda che la pala scolpita in legno, attribuita al Brustolon sia iscritta fra i monumenti e la Commissione fa la stessa proposta, sempre pel pregiudizio che 1’ iscrizione in catalogo preservi gl’ interessati da ogni spesa
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colla Commissione provinciale, che chiese la conservazione delle case di S. Alessio, come un elemento pittorico caro agli artisti, che lo riprodussero e lo riproducono continuamente. AFFISSIONI SUI MONUMENTI. Nella seduta del 22 ottobre 1908, la Commissione provinciale pregò il Municipio di far cessare lo sconcio degli avvisi incollati sui monumenti, come il Palazzo del Mercato vecchio, la Torre pentagona
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e il Sindaco di Bassano raccomandano il ristauro del campanile di S. Croce, perchè iscritto nei monumenti. Veramente è iscritta la chiesa e non il campanile, e in nessun caso ne verrebbe per questa iscrizione la conclusione della competenza passiva del Ministero dell’ istruzione. L’Ufficio poi, richiamandosi alla circolare 30 luglio 1902 n. 13036 la quale stabilisce che gli Enti interessati, proprietari
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a fresco su di uno stràto sottilissimo d’intonaco lisciato. La tonalità da campata a campata variava anche notevolmente. Per la tema che avesse a mancare luce, ma più ancora per ritornare alla chiesa l’aspetto suo originario, furono aperte tutte le finestre delle navi laterali che stanno sopra altari o monumenti, lasciandole vedere per quel tanto che permettevano altari e monumenti. Nella cappella
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1912
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del Duomo di Chioggia, si annunciarono danni alla base.... L’ Ufficio riconobbe il danno, per il quale previde una spesa di L. 8000, ma non credette che il Ministero, il quale aveva speso pel campanile L. 5000, dovesse spenderne degli altri, mentre i fondi destinati ai monumenti sono sì scarsi. Fu invitato il Comune il quale rifiutò, per la ragione che si invoca sempre in questi casi, che cioè si tratta
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A S. PIETRO INCARIANO. È inscritto nei monumenti, ma la sua importanza artistica è relativa. Il Ministero, sul voto conforme dell’ Ufficio e della Commissione dei monumenti, permise che fosse collocato un orologio a suoneria sul frontone, colla condizione di evitare stonazioni di colore. TORRE ROMANICA DI SAN VITO DI NEGRAR. Preoccupata dalle voci d’ instabilità dell’ antica torre romanica di S. Vito
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Nel mentre si procedeva al ristauro della sacristia, dopo aver rimesso in ordine anche gli armadi ed aver collocato la bellissima custodia lombardesca delle reliquie del Sangue prezioso, sopra il dossale a destra di chi entra, si pose mano al ristauro del dossale cinquecentesco che stava sotto i monumenti Marcello e Bon togliendone i confessionali che ingombravano. Dovendosi ristaurare il muro
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. La spesa di L. 1 59.50 è stata coperta col fondo comune dei monumenti veronesi, però a carico interamente del Ministero, che nell’esercizio 1907-08 aveva spedito un’anticipazione di L. 750 col titolo monumenti diversi. V. Chiesa S. Zeno. CHIESA S. ZENO. Protiro. - Pel ristauro del protiro di S. Zeno, fatto eseguire dal Consiglio ospitaliero, il Ministero concorse con L. 260. Figure incise. — L’ arch
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1912
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. — Nell’ elenco dei monumenti pubblicati dal Ministero è iscritta la porta antica della città in via Siletto, secolo XV, e deve intendersi compresa la torre, che sovrasta alla porta. Nell’ elenco municipale, la torre è poi chiaramente identificata. La Società per 1’ elettricità, che non ama forse, o certo ama limitatamente i monumenti, ma ne usa troppo volentieri, applicò alla torre una mensola elettrica
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