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DELLA STORIA ROMANA 3i5 menti che osservansi sovra quanto rimane di visibile ed in mostra nell’arco trionfale di Carpentras (i). Vi si trovano i trofei che Strabone dice essere stati eretti dopo la vittoria di Fabio. Inutilmente Menard impugna cosiffatta opinione attesa la semplicità degli antichi monumenti trionfali cui egli non ravvisa altrimenti in quello di Carpentras, sembrandogli di troppo
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avea fatto tremar Roma. Anche tutti gli storici s’accordano a dire che il vincitore costrusse un gran numero di monumenti, e i dintorni di Marsiglia, ove l’ar-cliitetuttura era a que’ tempi salita ad altissimo grado di perfezione, gli somministrarono facilmente il mezzo di rinvenir architetti capaci di soddisfare alla sua passione per la gloria. Se non che il rivolgimento dei secoli
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nella lettura di questi antichi monumenti. Senza di essa saremmo continuamente esposti ad errare, e ciò tanto più facilmente perchè que’che cominciavano l’anno diversamente, non lo avvertono punto, come ce lo insegna il monaca Gervasio. Tutti essi pongon la data dell’anno dell’incarnazione senza dire che lo cominciavano al 2.5 marzo, cioè 9 mesi e precedeva ^ascensione al trono di questi principi ; di maniera
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indelebile. Egli ebbe udienza presso Pio IX ed a lui umiliò un indirizzo a nome della società universitaria « Arminia ». I grandi monumenti deH’Eterna Città visitati ancora una volta richiamarono su i suoi occhi le lacrime. Fu quindi a Napoli e poi nell’Alta Italia, riportando ovunque una impressione ohe doveva esercitare la più benefica influenza sul programma «Iella sua vita. Nel semestre d'inverno
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anche sotto Eugenio IV l’uso di adoperare ma«“ fo materiale di monumenti antichi per restaurarne dei cristi« ; questo papa spetta però il merito di aver fatto riattare un* d*Br costruzioni più splendide dell'antichità, il Pantheon trasforma!« in chiesa di S. Maria Rotonda. Dietro suo ordine il tetto dr ■* ponente Rotonda fu rinnovato, furono messe in libertà fin « tJì* base le graziose colonne di granito
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. Guida di Venezia malfatta, intorno alla quale leggasi il num. 210, 17 settembre 1834, della Gazzetta Privilegiata. 4500.1 Fasti Veneziani. Milano, Società degli Annali, 1836, in 12, fig. L’anonimo autore, oltre alla propria descrizione, ha aggiuntola descrizione de’ Monumenti storici che ad esse (storie) si riferiscono tal qnaie gli fu data dall' elegante penna del sig. Chevalier nel Libretto
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e non intellettuale maggiormente piacesse, a. 1792, in 8, fig. Nel quaderno xn dell’ anno 1842 della Gozzetta Universale di Architettura pubblicata in Vienna si trova una descrizione con tre belle tavole del Teatro la Fenice. 4788. Collezione de’più pregevoli monumenti sepolcrali della città di Venezia e sue isole con illustrazioni del n. uomo Antonio Diedo segretario dell’ I. R. Accademia di Belle Arti di Venezia
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sopra l’avorio fossile e sopra alcuni monumenti greci e Ialini conservati in Venezia nel museo dell’ecc.ma patrizia famiglia Nani de’Ss. Gervasio e Protasio. Ven., Zerletti, 1759, in 4. fig. 5154. Continuazione delle Osservazioni sopra alcuni monumenti greci e latini del museo Nani. Ven., Zerletli, 4760, in 4, fig. 5155. Barloli Giuseppe, L’antro Eleusino rappresentalo in un greco bassorilievo del museo Nani
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di visitatori le tombe dei martiri; come giacciono atterrati i monumenti dei tiranni e come per mano degli imperatori si levino in alto i santuari ove sono sepolti gli apostoli; come gli oggetti preziosi che erano stati destinati a onorare l’orgoglio romano servano ora ad adornare le chiese; come i monumenti sorti per ringraziare gli dei pagani per il soggiogamento delle provincie, ora, purgati da empia
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e di Giovanni Battista Fattoretto ; e il bello e prezioso tabernacolo intarsialo di lapis lazzuli e diaspri. Finalmente, i due monumenti sepolcrali fra le opere di scultura nominiamo, l'uno sacro alla memoria del doge Pasquale Cicogna, morto nel 1595, disegnalo e scolpilo da Girolamo Campagna; l’altro, coprente tutta intera la parete interna della porta, eretto alla memoria dei tre procuratori di San
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, la di lei erezione, ed in conseguenza quella della seconda chiesa, riportare si devono intorno agli anni 1550, e forse assai prima e quando fioriva ed operava Guglielmo. La cappella stessa è rivestita da due monumenti in cui si serrano i resti mortali di Marco e di Giorgio Cornaro, quello padre della regina, questo di Francesco cardinale; monumenti da noi compresi nella molte volte citata raccolta. Altro monumento
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. ( S. di S. M.J Intorno a questa chiesa un grosso volume ne scrisse il prete Nicola Coleli, nel quale raccolse e storia e monumenti ad essa spettanti (1). Andrea Dandolo nella sua Cronaca dice eretta la prima volta questa chiesa dalle famiglie Artigera e Scoparia intorno all’anno 787. Il Sansovino riporta però questo fatto all’anno 796, dicendola restaurata in parte dalla casa Vcnicra. Il Colcti, incerto del tempo
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, che nella costruzione di esso la munificente repubblica profuse a larga mano i marmi e le sculture, affine di adempier pienamente a quanto nel decreto di fabbrica avea ordinato. Poi alquanti monumenti di esimio lavoro, secondo il secolo che vennero sculti, innalzati ad onorar la virtù od il valore di uomini illustri, compiono la decorazione. Il primo di questi monumenti fu eretto alla memoria del doge Vitale Faliero
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1847
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il corpo di una galea ; singolare n’ è la porta d’ingresso per intagli cospicua, c della (piale se ne trasse più d’un disegno, anche dagli stranieri. Alquanti monumenti sorgono anche in questa chiesa, ove riposano le ossa di uomini che illustrarono la patria per opere egregie c per valore. Sette appartengono al secolo decimoseslo, e sono : 1.“ quello di Marino Giorgio o Zorzi, filosofo dottissimo
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nel palazzo ducale, come ricorda il Sansovino. E del pari è ricchissima nell’ interno di opere commendate, e principalmente di tavole e tele lavorate da’ sommi maestri, e più dal Tintoretto, clic in questo tempio riposa nell’ arca del suocero suo Marco de’ Vescovi. Inconiincicrcmo, secondo 1’ abbracciato sistema, a parlare dei monumenti e delle sculture. 1 primi, che tre sono, accusano il gusto del secolo
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1932
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ha di molto ridotto la lode tributata prima in modo esagerato alle statue dei due sepolcri. In quello dello Sforza si scorgono nelle nicchie laterali le figure della Giustizia e della Prudenza, mentre nell’altro del Basso sono rappresentate la Fortezza e la Temperanza. Completano le virtù cardinali nei due monumenti le figure delle virtù teologali della Fede e della Speranza che coronano le nicchie
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1932
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sulla cattiva vigilanza del maggiordomo pontificio Bartolomeo Ferrantini o d’im-putarla agli architetti subalterni. Tanto egli che Giulio II hanno certo una parte della responsabilità, ma il colpevole principale è e rimane il Bramante.5 II suo procedere tolse alla cristianità e al papato tanti ricordi altrettanto venerandi che cari. Nè valgono a discolpa i monumenti conservati nella chiesa sotterranea
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1926
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che vi conosce ed ama, ma voi incutete timore persino ai papi ». * Lo sconcerto svanì del tutto allorché sul finire del 1520 Leone X a mezzo del Cardinal Medici fece allacciare nuove trattative con Michelangelo sopra un altro grande lavoro. Era da erigersi una seconda sagrestia a S. Lorenzo, nel cui mezzo Michelangelo doveva collocare come costruzione libera i quattro monumenti del padre, dello zio
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1932
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Ivi cappella Sistina. della costruzione della nuova cappella pontifìcia si può pertanto porre tra il 1473 e 1477, forse nell’anno giubilare 1475 contras-segnato da monumenti ecclesiastici d’ogni fatta. Sisto le diede il xii(» nome e questa cappella più che tutti gli altri monumenti del "ran papa della Rovere ha immortalato la sua memoria. Per decorare questo luogo sì poco appariscente
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1931
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fabbriche, rompendo le muraglie, se piccole case e bettole si sono appiccicate ai monumenti pregiudicandone la bellezza, se finalmente, cosa molto più da condannare, siano stati sottratti alla città e trasportati all’estero statue, sculture, tavole di bronzo e di marmo, oggetti di porfido e di pietre numidiche e altro ». Manetti, di cui vengono fatti rilevare l’amore a Roma e lo zelo per lo studio
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