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A 'li 143 S. Francesco del des., giù convento, 11. n. 9; — isola, 5o 1. . Francesco di Paola, chiesa, II, 11, 2^9. . Francesco della Vigna, chiesa e monast., ricord., I, 11, 126, eseg. ; lì, n, 23o. S. Gallo, chiesa abaziale, lì, 11. 7, 12, 2/J7. S. Geremia, chiesa, 11, 11, 7, 12, 164, 329. S. Giorgio Maggiore, chiesa, li, 11, 492. SS. Gerv. e Prolas., chiesa parr.. II. 11, 248. S. Giacomo
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1930
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e di unificazione che fu Venezia, come le troviamo a Chìoggia. a Malamocco, a Murano, a Buratto. L'isola, nei tempi remoti, doveva esser abitata quasi esclusivamente da pescatori e da ortolani, e considerata, di fronte alla città sorgente. meglio campagna che sobborgo. Il dimorare nell'isola doveva anche esser ritenuto malsicuro, poiché le vie dei porti non erano ben incanalate e chiuse
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252 EPITOME. SElymum Cypriam exped/tionem moliri Marci-Antonii Barbari, Veneti apud ipjwn oratoris, literis nunciatum e fi . Magni ad fuftinendum belìum apparatus fatti. Cubatem, qui ad Cyprium regnum Selymi nomine pete ndum Veneti as acceder at, gravibus verbis allocati Vatres , flatim dimi fere . Civitate impendent is calamitatis me tu foli-cita, Lauretanus Vrinceps annis gravis vita dejunttus
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più sincero. Senza dire dei veneti patrizi abitanti in campagna, i quali avevano abbracciato il rito greco, le chiese scismatiche furono più volte indifferentemente non solo visitate anche dai fedeli cattolici (3), ma officiate altresì dai preti latini(4); (*) Relazione di Giovanni Mocenigo del 1593 (V. A. S.: Relazioni, LXXIX). — Cfr. pure la relazione testé citata del Foscarini. (2) Si veda di bel
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1932
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. Su Donato Morosini vedasi quanto dice lo stesso Corner (I). Angelo Gradenigo fu consigliere (consiliarius) nel 1619-1620; ma il suo collega Lorenzo Priuli morì nel marzo 1620, sicché dovette essergli sostituito come vice consigliere (proconsiliarius) il camerlengo Tomaso Querini. 73. Palazzo ducale: ufficio della Giustizia (2). L’iscrizione, che gli stessi magistrati veneti erano in dubbio di togliere
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1847
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e le particolarità della posizione in cui furono rinvenuti, devono farli distinguere in tre diverse categorie ; cioè in monumenti indigeni, o, per meglio dire, locali, e sono quelli la cui esistenza è indicala da rovine disperse, e per fondazioni tracciate fra l'erba da solchi e da zone di languente vegetazione, e quelli eziandio che a mezzo di ampi e profondi scavi si scoprono stabiliti molto sotterra, ove
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1884
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64 raccogliere le medaglie, le monete, i cimelii preistorici e storici che valessero a completa illustrazione del Friuli. 135. Della conservazione dei monumenti di belle arti in Friuli, discorso letto nella tornata publica dell’Accademia di Udine del 9 dicembre 1866 del socio G. U. Valentinis. (Nell’appendice del Giornale di Udine, 16, 17, 18 dicembre, n. 89, 90, 91) — Udine, tip. Jacob
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1930
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, tra la malaria e lo scarso interesse dei più, quante epigrafi e quanti monumenti gli riuscì di acquistare. I nuovi trattati editi ed inediti e le sue lettere ci danno modo di stenderne la lista completa, utilissimo contributo alla storia del Museo, che altre raccolte potrebbero invidiarci (2). Infine assai pregevole appare l’opera del Bertoli come editore e commentatore delle reliquie Aquileiesi
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1934
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i u njegovoj okolici (Ricerche di monumenti antichi a Za-ravecchia e dintorni); Popisivanje, proucavanje i fotografsko snimanje starih umjetnina u Hrvatskom Primo/ju i Dalmaciji (Catalogazione, studio e presa fotografica di antichi oggetti d' arte nel Litorale Croato e in Dalmazia). RAD JUGOSLOVENSKE AKADEMIJE ZNANOSTI 1 UMJETNOSTI. Zagabria. Libro 242,107 della classe storico-filologica (1931). ÒlRIL
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ebbe la nuova raccolta. Quintino Sella, commissario del Re per la provincia di Udine, avendo, nel 6 dicembre 1866, nominato una commissione per la storia e i monumenti del Friuli, questa fin dalle prime mostrò la sua operosità, presentandosi all’esposizione di Parigi del 1867 con alcuni antichi monumenti, ordinando le pergamene e le carte dei conventi disciolti, cui collocò nel museo civico di Udine
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1861
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della repubblica di Venezia (1797). Leggonsi nei Monumenti storici di Concordia, p. 189-210, 215-253. A p. 255-268 si descrivono pitture ed iscrizioni di Portogruaro; a p. 269-325 si riportano gli uomini illustri di Portogruaro. 2108. Scaramelli (de), geometra. L’osservatore stradale nelle lagune venete e nella terraferma, viaggiando dalla città e portofranco di Venezia a Mestre, Ohioggia, Adria e Portogruaro
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1887
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. — Gorizia, Seitz, 1884; pp. 51, 16°. (B. C. U.) Dal gennaio 1882 a tutto il 1883 furono trovati nel sottosuolo aquileiese circa 40 nuove iscrizioni, più di 100 urne sepolcrali, centinaia di vasi di vetro, scolture, gemme, monete, bronzi, oggetti in avorio, ferro, osso, terra cotta. Il museo, inaugurato il 3 agosto 1882, si divide in un atrio e otto sale, di cui tre al pian terreno. I monumenti in pietra
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1899
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. Fra questi si discorre, con qualche inesattezza, del Pordenone, a pag. 212-13. V. anche pag. 432. — Ne parla Carlo Cipolla in Nuovo Archivio Veneto, Tomo ix, pag. 405-0, e G. R. in Rivista storica italiana, Tomo xii, pag. 344. «185. Joseph Wilpert. Die altchristlichen Inschriften Aquileia s. (In Epherneris Salonitana, pag. 37 e segg.) — Zara, Vita-liani, 1894; pp. 22, 8°. (C. AI. G.J L’autore dà contezza dei monumenti
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1899
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dei Monumenti nel Veneto. — Venezia, Visentiui, 1894; pp. 83, 8°. (B. M. V.) Di non grande interesse sono le note che riguardano il distretto di Portogruaro (pag. 52-53): solo nel battistero di Concordia furono sostituiti vetri incolori ai colorati che costituivano un anacronismo in un monumento del secolo xi. Quanto alla provincia d1 Udine, l'ufficio regionale si occupò di 17 affari (pag. 75-80), irai
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1899
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52 da un secondo documento inedito. Eresse il monumento il compare del Paliari, Melchisedecco Longhena, figlio del celebre Baldassare, ingegnere ma analfabeta. 1807. Notizie sui monumenti eretti in Udine a Vittorio Emanuele e a Garibaldi, raccolte da Raffaello Sbuelz. — Udine, Bardusco, 1885; pp. 50, 8°. (B. C. U.) Corredato della litografia dei due monumenti, l’opuscolo esauriente raccoglie
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1899
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quello della via Rauscedo, il Consiglio di Udine ottiene, nell’11 marzo 1760, il permesso di poterne erigere uno di pianta, il teatro Sociale, la cui cronistoria è qui riferita sopra un diligente regesto di Giuseppe Mason. L’articolo si chiude con la notizia degli altri due teatri e con le altre manifestazioni della vita sociale nella città anzi in tutto il comune di Udine. 1 -■%i♦. Monumenti cittadini in Udine
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1933
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» (Arch. Capit. di Padova, t. XIV n. 44 pubblicato in Dondi Dall’ Orologio, Diss. sopra 1’ Istoria ecclesiastica padovana, Diss. VII pag. 60 doc. 58). (1) Brunacci, Codice diplomatico c. 1130, Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova ms. 586. (Gloria, Monumenti dell’ Università di Padova, cit. doc. III0 pag. 3. (2) Gloria, Monumenti dell' Università di Padova, cit. pag. 115. (3) Ibid. pag. 117
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Page 135
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1912
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. A Nagada si trovarono dal Petrie1) piccolo accette di pietra che potevano portarsi al collo. Appena compare la scrittura, l’ascia è presa come simbolo sacro ed incisa come imagine della divinità sui monumenti più antichi dell’Egittoa). Riproduco alcune accette incise, od in rilievo, che copiai dai monumenti funebri delle prime dinastie (fig. 64), delle quali trovansi gli originali od i calchi nel Museo
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Page 316
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1912
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più antiche di rame e di bronzo* ho descritto una stipe votiva trovata dentro la città di Milano, che appartiene all’epoca più antica del bronzo, e diedi le figure di alcuni pezzi, dei quali ho potuto fare l'analisi chimica; gli altri *) P. Paris, Essai sur l’Art et l’Industrie de l'Espagne primitive, 1903. 2) Monumenti antichi, XII, p. 69. s) Le figure furono riprodotte nel voi. XIV, p. 463
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Page 276
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1795
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Xdv imaginars!, ché Scrittori antichi abbiano Infantata Ja fa- vola di XII Elettori senza alcuna necessità, mentre e prima e dopo non eravi mai tal cosa; e che quella men. zogna sia poi stoltamente passata in tutti senza che alcuno siasi accorto della fraude e abbia contraddetto con autentici irrefragabili monumenti alla mano, nemmeno di quelli stessi, che potevano avereje cose perviva e spi- !
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