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3*6 CRONOLOGIA STORICA Palermo ad istigazione di varii signori essere spirato il di lui potere, egli pensava a ritirarsi : ritenuto però dagli amici, muniva il suo palazzo con buon polso di soldati, ed.in mezzo ad essi percorreva le vie della città, procurando calmare gli spiriti irritati, colla promessa di rivocare l’imposta sulla farina, dì cui tutti si' lamentavano; con tutto ciò 1» sedizione non fu che sospesa. Ben presto il popolaccio, circondato il palazzo, ponevasi alle grida che se Ugo non sortiva subito da Palermo lo avrebbero massacrato; ed egli, vedendosi così assediato, si travestiva, usciva per una secreta porta, e rifuggivasi in casa d’un'suo confidente, donde poscia, per mare, passava a Messina. Questa rivolta avvenne nel 7 marzo (Ferrerai, tom. Vili, pag, 44*, 442 )? e co* municavasi rapidamente a parecchie città «Iella Sicilia (V, Ferdinando V re di Castiglia e d’Arttgona ). RE DI NAPOLI E DI SICILIA. DELLA CASA D’AUSTRIA CARLO d’ AUSTRIA, . ’ •’ i5i6. CARLO, primo df questo nome, in qualità di re di Spagna, successore di Ferdinando, suo avo materno, nei regni di Napoli e di Sicilia, avendo inteso nei Paesi-Bassi, ove trovavasi allora, la ribellione dei Siciliani, nominò Ettore Pignatelli conte di Monteleone, onde reprimerla c punirne i capi. Pignatelli, giunto a Palermo, il i.° maggio 15»7, fece arrestare venti dei più colpevoli, e pubblicò poscia un generale perdono per gli altri. La calma non fu però ristabilita in Sicilia. Giovanni Luca Squarcialupo, che era console a Palermo, approfittando della debolezza di Pignatelli, tentava disfarsi di tutti i partigiani di Moncada. Il giorno di. tale esecuzione era fissato al 24 luglio 1517, festa di santa Cristina, protettrice di Palermo; se non che l’indiscrezione dei congiurati rendeva vano il colpo. Squar-
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nello stesso modo che si propone per la Bulgaria, e, come probabilmente si procederà per Creta e pei paesi che saranno annessi alla Grecia. Se si adottasse diverso temperamento, se le nostre sorti si ponessero nelle mani del Governo turco, noi preferiremmo rimanere nell’anarchia attuale, anziché fare il sacrifizio della nostra indipendenza. Per un governo nazionale. « Nel ricostituirci, i rappresentanti delle Grandi Potenze
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1934
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anche nelle regioni dello Strymon (Struma) e altri territori slavi. Stando agii storici bizantini, i così detti Mardaiti dell’Occidente ebbero a prender parte alla spedizione di Creta nel 902 in numero di 4087 uomini, compresi i loro ufficiali. Essi avevano combattuto anche contro i Saraceni della Sicilia sotto il regno di Basilio I. Sarebbe indubbiamente degno di una grande epopea che alcune reliquie
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1940
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Separatismo renano, Santa Sede e nazismo cuore e della mente bavarese è anche anti-francese. Se nel popolo una qualche leggera simpatia per la Francia viene ingenuamente alla superficie, nella classe dominante l’istinto di conservazione si concreta, si unifica, diventa volontà fredda e precisa: conservare per tutta la Germania di domani — fino a quando la Germania di oggi non si sia ravveduta e rifatta una coscienza sicura — le forze per lo scopo al quale tutti i Tedeschi devono tendere: la rivincita. Se Berlino continua a governare così, potrà condurre la Patria alla rovina; dunque Monaco dovrà di questa Patria salvare l’organismo e lo spirito, per condurla alla restaurazione, alla rinascita ed alla vendetta. Alla vendetta contro coloro che le hanno imposto il Trattato di Ver-saglia! Ricostruire il piano originario della Francia non è facile poiché esso si è arricchito di sovrastrutture che sembrano progetti di un ministro di Luigi XIV. È presumibile che in principio sia stato predisposto questo generico disegno: staccare la Baviera dalla Prussia e avvicinarla alle terre tedesche di frontiera, che nei secoli precedenti hanno appartenuto alla Monarchia francese. Il progetto di uno stato vassallo, retto da una dinastia debitrice alla Francia della propria resurrezione, è stato alla base del tentativo separatista; ad esso si sono aggiunte le più elaborate architetture laterali, sia perchè ad ogni nuovo sintomo ritenuto positivo crescevano le speranze, gli appetiti, le ambizioni e le illusioni; sia perchè queste caratteristiche fasi di 213
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VI PREFAZIONE non apposita legge, più volte confermata ed ampliata. che tutti gli ambasciatori, che da lei si spedivano ai diversi potentati del mondo, compiuta la legazione, riferissero in iscritto i successi della medesima, non solo ad istruzione di chi doveva succedere in quel medesimo ufficio, ma a norma del governo in tutte le circostanze che la perpetua vicissitudine dei casi umani fosse per arrecare (1 ). E conforme alla natura delle cose I’ imaginare che queste Relazioni fossero da prima distese con minore ampiezza di discorso e di intendimento, si addentrassero meno di quel che accadde in progresso in tutti i particolari del paese dal quale ritornavano gli Ambasciatori , e che solo a poco a poco giungessero a quello sviluppo , a quel compito prospetto di tutte le condizioni dello stato , che vediamo aver esse conseguito nel secolo XVI , nel quale veramente abbracciarono tutte le parti che alla perfetta conoscenza dei moltiplici interessi di una nazione si richiedevano. Avvegnaché incominciando dalla descrizione del territorio, dei prodotti naturali od artificiali, dei commerci interni ed esterni, delle inclinazioni e costumi degli abitanti, delle credenze religiose, della legislazione e della cultura intellettuale, passino alla considerazione delle forze militari di offesa e difesa, e delle entrate e spese del regno, per termiti) Da una legge del 1425 e da un'altra del 1533 sembra che l’obbligo dì dare la relazione in iscritto non fosse sempre regolarmente osservato, come lo fu senza meno dopo quest’ultima epoca. Frattanto è bene notare che fino dalla più aulica delle relazioni a noi pervenute, quella di Francia del 1492 di Zaccaria Contarini (giacché le precedenti, per il caso che accenneremo più innanzi, sono andate perdute ) è constatata la diuturnità di quella consuetudine, dicendo il Contarmi al Senato , che delle cose dello Sforza e di quello stato avrà già inteso e sarà per intendere il di più medíanle le relazioni che dagli oratori residenti a Milano, una più degna, più elegante e più copiosa dell'altra, vengono riferite alla Vostra Sublimità (Serie 1 . T. IV, p. 7 della presente raccolta )
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tutto il suo territorio europeo, eccettuata la capitale e la parte di Tracia delimitata mediante una linea da definirsi fra Enos sull’Egeo e Midia sul mar Nero. L’Albania era affidata al gran consiglio degli ambasciatori per tutto quanto ad essa si riferisse e per la delimitazione delle sue frontiere. Creta era pure ceduta agli alleati. Al gran consiglio degli ambasciatori era riservata ogni decisione in merito
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di Gallipoli oltre l’istmo di Bulair; tutte le isole dell’Egeo dovevano essere cedute agli alleati; Creta doveva essere definitivamente annessa alla Grecia; doveva essere ammesso il diritto degli alleati ad una in-
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, scoppiò in Atene una dimostrazione violenta contro l’Intesa, la quale si vide perciò costretta ad occupare anche la città. In questo critico momento Venizelos, mettendosi decisamente contro il sovrano tedescofilo compiè un atto audace, destinato ad influire grandemente sulle fortune della sua patria: eludendo la sorveglianza cui era sottoposto in Atene, si recò a Creta a raccogliere volontari
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non si oppose al ritorno della salma a Creta, ma non ne permise il passaggio per Atene, ove dimostrazioni di partiti e violenze di piazza avevano mostrato il malanimo degli avversari. Per dare un’idea della acrimonia esistente nei partiti greci, ricordiamo il fatto che il ministro della marina si dimise per non avere potuto impedire che due navi da guerra greche si recassero a Brindisi a ricevere
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anche dell’ascendente che gli veniva dall’esser cretese (Creta sintetizzava in quel momento le aspirazioni nazionali elleniche), nato fuor dai partiti locali, seppe dirigere i moti insurrezionali greci verso un ideale ellenico non contrastante con la forma monarchica; e seppe insieme dirigere l’attività governativa verso una politica estera di 125
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(1878). ■ '■ ■■ ; Capitolo II — Dal Congresso di Berlino (1878) alla crisi macedone (1903) . . Pag. 83 1. La Rumenia diventa regno (1881). - 2. Gli Jugoslavi soggetti all’Austria-Unghe-ria. - 3. Il regno degli Obrenovic in Serbia (1882-1903). - 4. Bosnia-Erzegovina e Montenegro. - 5. Unione della Rumelia Orientale alla Bulgaria (1885). - 6. Questione di Creta e guerra grecoturca (1897
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stati » balcanici, e il 15 ottobre richiamò i propri rappresentanti diplomatici da Sofia e da Belgrado. Il 18 dello stesso mese Bulgaria e Serbia dichiararono guerra alla Turchia; si asteneva la Grecia, la quale però apriva in Atene le porte della camera dei deputati ai rappresentanti di Creta, atto che dalla Turchia era stato in precedenza dichiarato un « casus belli ». 3. Patti serbo-bulgari
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. Si riconoscerà questa col formare una palla di creta che vada a riempire perfettamente il culato della canna, poi si getterà sopra questa palla pian piano tanta polvere da darsi allo schioppo, ed allora si faccia una positiva misura, e sempre di quella il cacciatore si servi. Procuri di aver buona polvere e sempre della stessa qualità. Per conoscer la cacciata dei pallini, si tira a più distanze
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146 LIBRO II. CAPO VI. Venezia nel monastero dell’ Umiltà. San Servilio fu riabitato, tren-tun’anno di poi, da monache fuggite dall’eccidio del regno di Creta ; e nel 1715 fu concesso ai frati di san Giovanni di Dio, che tuttora 10 possedono. Del che non devo trattenermi qui di vantaggio ; ne dovrò più minutamente parlare nella storia della chiesa veneta, che formerà parte della mia opera
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1848
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per la festa del Castel <T amore..............» 205 » IV. Affari di Oriente, a cui prendono parte i veneziani . » 210 » V. Proposizione del doge Pietro Ziani di trasferire a Costantinopoli la sede della repubblica........» 243 » VI- Seconda colonia spedita dai veneziani in Creta . . » 225 » VII. San Francesco d’ Assisi viene a Venezia .... » 234 » Vili. Mag istratura dei quaranta, detta Quarantia
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1849
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472 LIBRO XVI, CAPO XVII. stato prima vescovo di Fogiianova (1), e poscia proposto in Senato successivamente per i vescovati di Parenzo e di Caorle e per l’arcivescovato di Creta, nè vi aveva mai ottenuto i suffragi occorrenti : alla fine gli ebbe per la sede di Chioggia : e mentre la possedeva già da dieci anni, fu proposto per patriarca di Grado, ma non ebbe i voti neces-sarii per esservi
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1850
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anno 1482. 465 dei vescovi e dei patriarchi posteriori. Morì a’25 gennaro 1425, secondo il calcolo veneto, cioè 1426, secondo 1’ era comune. Nell’ anno 1426, Pietro IV Donato, già arcivescovo di Creta, fu eletto ad essergli successore su questa sede; e due anni dopo, senz’ essere mai venuto nella sua chiesa, fu trasferito al vescovato di Padova. 1428, Francesco 111 Malipiero
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1853
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, mentr’ era in Creta ; essere, cioè, forse per insorto vento, volata dall’ altare la sacra ostia, ed averla lui, che assisteva colà d’ appresso al santo sacrifizio, colle sue mani raccolta ed al sacerdote restituita; al che ha relazione una delle iscrizioni, che adornano il suo monumento sepolcrale, nella chiesa dei gesuiti, ove leggesi : VELVT ALTER SYME ON MANIBVS CHRISTVM EXCEPIT
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1907
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sono in gran parte costituiti da marne, argilla, creta, sabbia etc. Il terreno sotto-lagu-nare solcato come è in tutte le direzioni da canali più
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Page 193
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1925
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principi a trattare colla Repubblica. Inoltre i legni mercantili viaggiavano di conserva colla scorta altresì, ove facesse uopo; di qualche legno armato. Vedremo più tardi i savii regolamenti a questo riguardo. In alcune isole furono mandate colonie da Venezia, specialmente a Candia, i cui fieri abitanti richiedevano provvedimenti particolari. Famosa fino dai primi tempi sotto il nome di Creta, ubertosa
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