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ancora Teobaldo, il quale fu eletto Vescovo di Caorle il dì 9 Settembre, 13^5* (Com. XIV, 475- Aveva egli pure governata la Chiesa Coronese , ed era dell’ Ordine de’ Miuorì . 121) Ma chi fosse quel Fra Pietro Cretense , liavvi qualche difficoltà in rilevarlo . Il le Quien non mette alcun Vescovo di Creta in quel tempo nominato Pietro, come osserva il Corner nella sua Creta Sacra li, 53. L’Arcivescovado Cretense
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Tanto nel 1384, poi dice che del 1389 si fece stromento tra esso e P. Giacomo da Creta o Candia di permutazion di Benefizio , sicché il Tanto passò Arciprete in SS. Leonzio e Carpoforo di Lucio Diocesi Vicentina, e P. Antonio divenne Piovano di S. Mauricio, come ancora ricavasi dai Rogiti di Giacopo Toro prete di Ma-lamocco. Queste Date sono irreconciliabili se qualche ipotesi non voglia stabilirsi
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di Phaestos. - Accette di pietra, coltelli di ossidiana, oggetti d’osso. Capitolo IV. - QUANTO SIA ANTICA LA POPOLAZIONE NEOLITICA DI CRETA. Da pag. r,4 a 62. Differenti qualità di argilla adoperate per fare i vasi. - Ceramica neolitica nera con graffiti bianchi. - Cronologia dell’epoca neolitica in Creta. - Critica cronologica. Capitolo V. - L'ETÀ DEL RAME IN CRETA E LA CERAMICA MINOICA PRIMITIVA
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al secondo periodo dell’epoca minoica primitiva in Creta. Siccome in Spagna non esiste lo stagno, è probabile lo prendessero dall’Inghilterra. Ad ogni modo qui siamo al principio dell’epoca del bronzo, in una fase della civiltà simile a quella che descrissi per l’Italia, corrispondente a quella del rame; e la ricchezza mineraria della provincia di Argar, in rame ed argento, sarebbe stata la causa dello sviluppo
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. È questa la conferma che la religione è stata il fondamento dell’arte, ed i primi scultori più che alla decorazione si applicarono a fare le imagini dei giovenchi, dei montoni e dei maiali per le cerimonie religiose. E furono i poveri che spinsero l’arte su questa via; ancora più tardi le innumerevoli statue di bronzo dei piccoli tori, che si trovano in Creta nei tempi micenei, rappresentano le vittime a buon
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Io8 IL FOLKLORE E IL d’ANNUNZIO letterariamente inconsueto, tutto popolare e tradizionale. Mirabile il magistero nel dominio della parola, svincolata dall’uso e dalla grammatica, più docile, tra le mani del Poeta, che la creta o la cera nelle mani dello scultore. La lingua appare ricca di vocaboli dalle provenienze più disparate: arcaismi, dialettismi, latinismi, formule latine, locuzioni
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290 Libro Primo. dici non erano eccettuati. Ebbe egli un Diploma dal Pontefice Bonifacio IX, nel 1401, che lo fregiò del Dottorato e facoltà di esercitare la medicina in Venezia. Questo Diploma passò dalla Secreta nella pubblica Libreria , e leggesi nel Codi Atta Veneta, ab anne 112 3 *43 9- Tuttavia seguirono poi diverse Bolle e Costituzioni Sinodali > che proibiscono éhiamare medico Ebreo alla cura d’un infermo Cristiano , come si vede II, 522, 5*3- 902 ) Espulsi così gli Ebrei , molti si ritiraro*-1 fio a Mestre loro antico nido, donde tratto tratto yenivano a Venezia per subastarvi i pegni in Rialto. Ma ^ come suol farsi dagli uomini , accomodando sempre quella Nazione le leggi ai costumi, e non ì costumi alle leggi, con fraudolente alternativa soggiornavano 15 giorni , e spesso anche meno in Mestre, e 15 in Venezia , deludendo in tal guisa la pia mente del Decreto . Quindi nel 1402, 7 Settembre in Rogatis fu preso come segue : Essendosi introdotto , che gli Ebrei spesso venivano a Venezia, in tantum, quod ita multipli-caverunt bic, quod multa loca , specidliter S. Apol-linSris & S. Silvejlri sunt de iis piena. T^am stant 1J diebus Venetiis, & poflea 15 diebus vadunt Mc-fire, & revertuntur, & sic faciunt bis in mense . Per questo decretossi , che un Giudeo , il quale una volta si fermò 15 giorni a Venezia t non possa ritornarvi se non dopo 4 mesi. 9°3) Queste due Parti 1394, 27 Agosto , e 1402, 7 Settembre, si ripetono in altra del 1409, j Maggio del M. C. ove più chiì)|temente si dice: Veniebant babitatum Venetias : ■ nam Jìabant 15 die-
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dei grandi ed alti Illiri non avrebbe dovuto restare che la memoria nelle tradizioni. In quel giorno, ormai lontano, il sig. Bosio (il dragomanno del Vice-Consolato d’Italia a Valr lona) ed io passavamo pel Musakijà al trotto sui nostri agili cavalli. Sostammo ad un villaggio con le case costruite in calce e creta: poco lontano, a vista d'occhio, sorgeva un villaggio isolato di poche capanne
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1933
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mie con forte pressione a m. 8,25 sopra il suolo. 29---34 Sabbia, acquifera. 34---35 Creta. 35---42 Sabbia ed argilla. 42---45 Argilla. 45---46 Sabbia. 46---48 Ghiaia. ‘ 48---53 Argilla e sabbia. 53---56 Sabbia e ghiaia, acquifera. 56---62 Sabbia. 62---67 Argilla. 67---68 Sabbia acquifera; l’acqua si eleva a m. 10,25 sopra il suolo. 68---71 Argilla. r 1 71--- Roccia compatta dell'Eocene? Si trivellarono
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1930
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per quel via possa avvenire: dal sapere dell’uomo illustre a cui la lettera è indirizzata spera di aver lumi, che pensa di occuparsi anche di questo problema. Poi si ferma a descrivere come è la vita di questi bai-lari e per quali vie essi ricavano dalle acque del mare il nutrimento. « L’animale — egli dice — ha una lunga e sottile proboscide che sporge fuori «dai forami di essa arena o creta o pietra
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à trattato dei testacei del tutto rinchiusi dentro l’arena, la creta o le pietre durissime, o fitti nell’arena, oppure « legati con alcuni filamenti a pietre od a legni, oppure insiememente conglutinati 11. - Conte L. F. Morsili. ~ 145 -
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di Dignano, nella adunanza dell’associazione Pro Patria, tenutasi in Rovereto il dì 28 novembre 1886, dal relatore per Trieste e per 1’ Istria dott. Antonio Cofler. Nel salotto una statua in creta, modellata da gentile dilettante e cultore delle arti belle, Pietro Marchesi, additava il busto dell’ immortale cantore, Dante 2), e signoreggiava nella sala come su tutti i cuori, nelle feste date a favore
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1937
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, perchè questo corpo di creta dovette infrangersi all’impeto delle nostre truppe e alla volontà italica di Mussolini 44). Per la prima volta gli italiani delle Giulie si impegnarono nei quadri regolari del nostro esercito, e partirono volontari e richiamati per l’Africa Orientale a dare la prova della loro fede e del loro valore. Anche Dignano alla notizia delle sanzioni (18 novembre 1935) s’ impressionò
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312 STORIA DEL CONSIGLIO DEI DIECI mente straordinaria il trovarsi a Parigi, in una publica biblioteca, una processura secreta del governo Veneto ». E perchè una tale ragione non gli è parsa anco più buona nel caso suo, nel quale si trattava, non delle carte di un semplice processo, ma del capitolare di Inquisitori di Stalo, il cui primo requisito era il silenzio ed il mistero ? Un altro fortissimo argomento che toglie dal poter riconoscere come autentici gli Statuti riferiti dal Daru, Io trova il Giovini noU’uniformità della dicitura che essi presentano, benché scritti in epoche diverse e molto lontane. Fra il primo ed il terzo Statuto, come vedremo, corre lo spazio di oltre due secoli ; eppure, la lingua , che ogni dì si modifica, non è punto, nel primo , più antica. E convien notare che il dialetto veneziano di quei tempi è assai diverso da quello in cui sono scrini i pretesi Statuti (1). Va più innanzi il Giovini , e dice: come mai un Governo così sospettoso della soverchia potenza di pochi cittadini ; come mai una magistratura così gelosa della propria autorità, qual era il Consiglio dei Dieci, sempre intento ad ampliarla a danno degli altri, avrebber potuto instituiré un nuovo tribunale, con attribuzioni illimitate, e col diritto di non lasciar conoscere fin dove tali attribuzioni si estendessero ? Non era questo un affidar la república ai tre soli individui , ed attribuir loro un potere dispotico di così strana natura, che indarno se ne cercherebbe esempio in alcun altro paese (1) Valgano , ad esempio , le due citazioni da noi fatte, in nota, per la morte del Carmagnola , a pag. 209 , e per la fuga del Piccinino , a pag. 229.
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1834
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ed egli non che offendersi per questo, vi aggiunse con creta: Si non fui adhue, ero. Tale è l’idea che di Wenceslao ci dà la maggior parte degli storici tanto antichi che moderni. Quello però che potrebbe far supporre esagerato un tale ritratto si è il silenzio che parlando di questo principe osserva Enea Silvio (che fu poi papa Pio II) sulle enormità di cui è imprecata la sua memoria. \
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similiter conducere inde Yenetias ambaxatorem I)mi Ducis, qui est ibi, et ambaxatores qui sunt in Creta, sine aliquo naulo persolvendo, et si voluerit arma a nostro Comuni, satisfaciat nostro Comuni utilitatem armorum, secundum usum. [Presbiter, 42, t0]. 74. 1311, Luglio 10. Permesso al nunzio del Re di levar 560 Remi senza dazio. Quod fiat gratia Nuncio Dmi Regis Armenie quod possit fa-cere extrahi
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1893
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, altri merci. Non possint adducere de Cypro et Armenia Bombacem, Setam, Piperem, Alumem roze vel aliud havere subtite nisi recedendo per muduam yemis a medio septembre usque ad medium octu-brem; de Creta vero ed nostra Romania, etc.
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1893
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104 230. 1332, Giugno 22. Proibizione di portar argento in Armenia, Cipro, etc. Ritorno delle Galee. Capta. Quod argentum, seu aliquod avere subtile, quod recedei cum presentibus galeis Romanie, non possit portari, vel conduci in Creta, Armenia et Cypro, pro totum mensem septembris pro-ximi, cnm navigio desarmato, sub penis strecturis et condicioni-bus quibus non potest portari de Venetiis extra
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1893
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73 88. Permesso al Bailo Giust. di estrar frumento e fieno da Creta. Item, quod concedatur licencia nobili viro Justignano Justi- gnano ituro Baiulo Armeniam, extrahendi da Insula Crete starias c II ordei et starias C. furmenti, pro suo usu et equorum suorum omni anno sicut fuerit concessum Dmo Thome Superantio. [Presbiter 130]. 89. 1315, Fébbrajo 26. Perdono al fdbro Tomasino, per aver impiegato
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1893
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. [Presbiter 74, t0]. 78. 1312, Agosto 17. Permesso al Bailo di estrarc da Crete frumento e biade. Quod concedatur nobili viro Thome Soperantio ituro Baiulo Armenie, quod possit extrahere vel extrahi facere de Creta et defFerre in Armeniam, staria 200 ordei, et staria 100 frumenti per annum, pro suo usu et suorum equorum; sicut fecit vir nobilis Balianus Contareno in Cyprum. Et si consilium est contra, etc
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