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L’ARTE DI VERIFICARE LE DATE DEI FATTI STORICI DELLE INSCRIZIONI DELLE CRONACHE E DI ALTRI ANTICHI MONUMENTI DAL PRINCIPIO DELL* ERA CRISTIANA SINO All’ANNO 1770. Col mezzo di una Tavola Cronologica in cui oltre la continuazione delle Olimpiadi, dell’Era Giuliana, di quella de’Seleucidi, della Cesarea di Antiochia, di Spagna, e la Cronologia degli Ecclissi, trovansi pure gli anni cristiani, l’Ere
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CRONOLOGIA STORICA DEI CONSOLI RO31 ANI DOPO G. C. La Cronologia dei consoli fu maisempre considerata dagli eruditi come utilissima non solo ma anche necessaria per determinar P epoche storiche. E in fatti nei primi secoli del Cristianesimo non ammettevasi in Occidente quasi altra data che quella dei consoli in tutti gli atti e monumenti pubblici ( In Oriente facevasi uso di altre epoche
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* L’ARTE DI VERIFICARE LE DATE DEI FATTI STORICI DELLE INSCRIZIONI DELLE CRONACHE E DI ALTRI ANTICHI MONUMENTI INNANZI L’ERA CRISTIANA Col mezzo di una Tavola cronologica in cui si trovano gli anni del Periodo giuliano, gli anni del Mondo, le Olimpiadi, gli anni di Roma, PEra di Nabonassare, PEra dei Seleucidi ossia dei Greci, l’Era Cesarea di Antiochia, PEra Giuliana, l’Era di Spagna, PEra
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Xevigata. Monumenti antichi, XIX, 1909. 2, Odorici, Di una pietra figurata a forma di stela discoperta a Pesaro, Perugia, 1873, ristampata da I ndset (Zeitschrift ftir Etimologie, 1883).
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contro il Vescovo Gradense » Quando a lui si ricorse nel primo attacco, scrisse a Sereno che fosse contento del suo , ed insieme scrisse al Doge Marcello Tencaliano che stasse avvertito e cauto contro l’insidie Longobardiche -Tutto questo mostra ad evidenza , che Gregorio aveva già conosciute le mire di Sereno . Che se poi da alcuni Pontefici e Qoncilj var; giudizj siano usciti j quando bene quei monumenti
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a ropa, al quale non anno mancalo di dedicare le loro veglie uomini insigni, fatica e dispendio cele* bri viaggiatori sotto gli auspizii, e protezione di tutti i loro Governi. Se a queste ricerche scientifiche fosse stala accoppiata la premura di conservare gli antichi monumenti , la Grecia e specialmente 1’ Egitto non avrebbero veduto distrutto o alterato molto di ciò, che il tempo ed i Barbari
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PREFAZIONE. I .o esibisco finalmente al Pubblico un Libro pieno di Venete curiosità antiche, ma del genere di quelli, i quali da una mano sola non possono giammai uscire perfetti * Tratto cioè in questo libro di rimote Memorie , che riguardano la nostra Città nell’ ordine geografico, civile, ed ecclesiastico. Queste Memorie quanto più sono lontane dai nostri tempi, tanto meno trovano di monumenti
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Capo II. $41 Maggio 408, dal quale Pellegrino Prisciano nella Storia di Ferrara lib. 1, c. 3, afferma di avere fedelmente tratta la facoltà , che ottennero i Pa-doani , di constituere portualem vicum ad ojìia flu-vii praalti, ubi dicitur Rivus altus. Ma non avvertì l’artefice di questi due Monumenti , che sembra lo stesso , che se Arcadio aveva veramente concesso quella facoltà di edificare
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ancora varj de-creti e monumenti antichi che la riguardano . 873) Il corpo intiero degli Ebrei in Venezia chiamasi Università , come quello che composto viene da tre membri generali, cioè Ebrei Levantini, Ponentini, e Tedeschi, che per quanto sembra furono i più antichi stanziati in Venezia. Da questa Università da molti anni sono dipendenti in qualche parte gli Ebrei tutti dispersi nelle altre Città
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INTRODUZIONE i. L’idea di scrivere questo libro è sorta nella mia mente molti anni or sono leggendo le suggestive ed avvincenti pagine che il grande storico Ferdinando Gregorovius ha scritto sulle tombe dei papi e nelle quali, come egli stesso si esprime, ha voluto scolpire quasi in un rilievo la loro storia allineando i loro monumenti sepolcrali come sopra una via Appia del papato, che scorrendo
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PUBBLICAZIONI DELLA R. DEPUTAZIONE VENETA DI STORIA PATRIA Monumenti. — Serie I : Documenti, in 4.° I. I libri Commemoriali della república di Venezia. Regesti (R. Predelli). Voi. I, 1876, (della Raccolta voi. 1)............... II. Codice diplomatico padovano dal sec. VI a tutto 1’XI, (A. Gloria) un voi., 1877, (della Raccolta voi. Il)............... IH. I libri Commemoriali della republica
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Martire» di Giov. Andrea Ghirardoni pittore ferrarese del sec. XVII La Sagrestia ha belli armadi intagliati ed intarsiati da frate Antonio Gozzetti, del sec. XVII, i monumenti funebri del Card. Guido e di Antonio Canani e varie tele con Santi dell’Ordine. Uscendo dalla porta a sinistra del presbiterio si è in Piazza Sacrati. Il Palazzo Strozzi-Sacrati dall’ elegante sobria facciata del Cinquecento
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IL MUSEO DELLA CATTEDRALE Fu inaugurato il 27 ottobre 1929 ed è o-pera della geniale, perseverante volontà dell’illustre concittadino Comm. Dott. Giuseppe Agnelli presidente della «Ferrariae De-cus» l’associazione alla quale la nostra città va debitrice della conservazione di molti importanti monumenti. Tutto del Museo de-vesi a lui, dalla idea prima ai più minuti particolari dell’attuazione
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Degni di particolare nota sono i monumenti funebri di Giovanni Castaguta e di Francesco Calzetto, coi busti in marmo dei due defunti. L’attiguo amplissimo convento dei Minori Osservanti fu iniziato, contemporaneamente alla Chiesa, nel 1519 per ordine del Duca Alfonso I che aveva, per ragioni di strategia, fatto demolire la primitiva chiesa e il convento che sorgevano nell’antico Borgo
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degli Uomini Illustri fra le varie statue primeggia il bellissimo busto del Conte Leopoldo Cicognara scolpito da Antonio Canova. Numerosissimi sono, oltre quelli citati, i monumenti funebri di qualche pregio scolpiti nella prima metà dell’Ottocento, nè vi è difetto di buone opere più recenti di cui interessantissima è quella ora costruita per il celebre pittore concittadino Giovanni Boldini (1845-1931
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trasversale è affrescata dallo Scarsellino. Nei pilastri della crociera sono da notarsi i quattro monumenti sepolcrali: quello di Antonio Montecatini ha un busto pregevolissimo di Alessandro Vittoria (1529-1608). Nella na- 63
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e il presente tumultuoso. Attraverso gli infiniti orizzonti del bello, nella delibazione di argomenti di storia e di arte cittadina, la piccola raccolta saluta la tiepida aura del mattino barlettano. Ad altro tempo lo studio del prezioso patrimonio locale: ruderi, stemmi, iscrizioni, palazzi, particolari di monumenti, bronzi, marmi, monete, tele, tavole, affreschi, terrecotte, vasi antichi, dei quali solenne
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alle mani delle novelle generazioni e dei forestieri colti e curiosi. Troppo c’indugiammo nell’ ignoranza oppure nella ricerca sottile e minuziosa della nostra storia, e di troppe questioni vedemmo solo il legno secco e non la polpa: ora è il momento di far parlare, a così dire, le pietre e i monumenti, di scoprire il verace volto della Barletta medievale e secentesca - i due periodi di sua grandezza
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di Venezia, sotto la direzione del-l’Ing. Setti e la collaborazione del Prof. Del Piccolo, erano stati iniziati i lavori, con saccate di sabbia, per la difesa alla Loggetta del Sansovino. Il Sovraintendente ai Monumenti Architetto Massimiliano Ongaro, con la collaborazione del Capitano Ing. Arch. Ferdinando Forlati, delFUfficio Fortificazioni, e dell’Architetto Rupolo, curò le protezioni del Palazzo Ducale
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1938
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che contrattava i voti. Simpatizzammo a Roma, in quell’atmosfera di grandiosità che dal sorriso di Dio, attraverso il bel sole, che rende gioconda la vita, arriva ai monumenti giganteschi d’arte sublime e d’imperia-lità politica e militare che disciplinano la gioia. Ero assai triste in quell’epoca. Non mi sapevo dar pace del fatto che l’Italia, sorta in nome del principio di nazionalità, dovesse apparire
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