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del viaggio per mare, del soggiorno nell’isola d’Elba (2), « una rupe ferrigna » con la visita alle miniere di ferro, (1) Cfr. Ibidem, p. 144. (2) Intorno a questa isola cfr. Descrizione geografica dell'isola d'Elba, Venezia, 3814; V. Meluni, Utsóla d'Elba durante il governo di Napoleone 1Firenze, 1914.
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6o ARTICOLO III. ABATI MITRATI 4- 166 1690 de Carli Agostino abate di Bisztria..........di Capodistria 167 1698 Rampellio barone Giacomo a- bate di S. Maria in Abraham ..............di Pisino 1C8 1729 Fattori Giovanni abate di S. Giacomo nell’ isola del Danubio ................ id. 169 1799 de Segher Pietro Antonio abate di Cilla..........di Gimino
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46 EMILIO PRASCA che in qualche misura pur vi contribuisse la circostanza, di essere egli figliuolo di uno tra i personaggi sardi che in quei giorni godevano maggior eredito presso la Corte DON VITTORIO PORCHE DI SA NT’ANTIOCO di Torino. Era questi certo Giovanni Porcile, capitano guardacoste e cioè mezzo soldato e mezzo marinaro, da Carloforte nell’isola di S. Pietro, dove Re Carlo Ema-
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L’AMMIRAGLIO UB8 GENEYS E I SUOI TEMPI dante Sivori valessero meglio dei protocolli del Conte Yallesa. I Capraiesi non ebbero, comunque, a dolersi ohe la loro isola entrasse a far parte del Regno di Sardegna e cioè diventasse italiana invece di diventare, come la Corsica, possesso francese. Essi trovarono nel Des Ge-neys, alla giurisdizione del quale l’isola fu tosto aggregata, un premuroso
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1837
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, per possedere de’vigneti ne’suoi dominii, questo monarca gl’inviò il duca Enrico e l’arcivescovo Guilliberto, perchè secolui conferissero. Giunti gli ambasciatori nell’ isola di Betau, trattarono per una intera giornata col principe normanno intorno alla loro missione, senza però nulla poter cqnchiudere. Giunta la notte, sortono dell’isola per far ritorno al loro albergo. Il duca Enrico persuase
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1833
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DEI GRAN MASTRI DI MALTA XXXIV. GIOVANNI DI LASTIC. i437. GIOVANNI DI LASTIC, gran-priore d’Auver-gne, fu per compromesso eletto assente a succedere al gran mastro Fluvian. L’anno i44° Abusaid Jacraac, sultano d’Egitto spedi una flotta per attaccare l’isola di Rodi. Essa comparve davanti la capitale il dì 25 settembre; ma fu inseguita e presa dal maresciallo demordine ed uccisi settecento uomini
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1844
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12 invernata di piogge per terra come per mare, nel qual tempo non si può navigare, e comincia l’inverno alla fine di maggio, e dura per tutto settembre, e per aver tante piogge produce la terra vitluarie assai d’ogni sorte. Non molto lontano dal capo Comarin è l’isola di Ceilan, lunga miglia trecento e larga centonovanta. Ha tre re, l’uno di Candì, l'altro di Seilabalà, e il terzo di Colta
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1844
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, come era allora, turbò una gran parte di noi; però vi si passano di gran fortune. La sera pigliammo fondo nel porto di Guiscardo, dove era già una nobil città , ed al presente vi si vedono vestigi di case e palazzi e vi si cavano medaglie. Questo porto è nell'isola di Cefalonia. Cefalonia è isola del mare Ionio, di forma triangolare, estendendosi però molto più al capo di Guiscardo. E di lunghezza miglia sessanta
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1844
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219 al braccio di Maina , ovvero al porto delle Quaglie, centosessanta miglia dal Zaute. .Nel sopra detto porto, sulla galera dell’illustrissimo Soranzo, per esser giorno di pasqua, si disse messa secca, e dopo desinare si fece levata , navigando fino al porto di San Niccolò di Vilmena nell’ isola di Cerigo’; viaggio di cinquanta miglia. Tutti questi due giorni ci fermammo in porto
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1853
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di tutte le cose del duca di Fiorenza , oltremodo temano Lucchesi che ad altra cosa non abbia Sua Eccellenza la mira che a farsi padrone, anzi re di Toscana. Il gran maestro e cavalieri della Religione Gerosolimitana si sentono all’ Imperadore e re di Spagna obbligati per il dono concesso loro dell’isola di Malta e di Tripoli (1), e pagano per tal conto un falcone, e gli abitanti dell’isola, che possono esser intorno
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1853
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22 RELAZIONE D’ INGHILTERRA Estendesi più oltra il marittimo e terrestre dominio di S. M. nell’isola di Ibernia, ovvero Irlanda, dove possiede e signoreggia le maritime parti estreme. L’Isola è grande e popolosa di uomini bellicosi e salvatici, principalmente fra terra, dove vestono la camicia zafferanata sotto il corsetto per'rispetto de’pidocchi, e mezza calzetta dal ginocchio
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1862
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con la medesima forma procedere più olire. Il Turco s’accampò sotto Giavarino (Raab), e da principio non occupò l’isola , come avria potuto fare, non abbracciò nè meno tutte le parli fuori dell’ isola , ma solamente quelle che sono fra il fiume Raab e il Danubio; ma accortosi dell’errore , attese ad impadronirsi dell’ isola ; ma si dice che da principio non occupò l’isola per non aver barche. II campo turchesco
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1929
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PELLizznm MACCHINE ELETTRICHE A RZIGNAND STABILIMENTI 5IRVCHAM0N Al L ANO SOCIETÀ ANONIAAA m VIA SAVONA 97 - /MILANO Alternatore t-P 500 Ciri 168. pompe. : : : motori : VENTILATORI NOTORI AUTOCOMPE^iSATI COSfi =uno ( Brev. ProF. Sartori) SOC. AN. «VlEDESCHI.c TORINO COMTATOFLI PER- GAS ACQVA E.D ELETTRICITÀ SCALDABAGNI - FORNELLI CVCINE A GAS SPIANTI COr\PLETl E. nATERIALE D'OFFICINE A GAS APPARECCHI D‘ ILLVniNAZIONE IN OGNI STILE. Conduttori e Cavi elettrici ¡solati Agenzia di VENEZIA Rag. Castelli - Calle del Diavolo Num. 4981 TELEFONO 37-32 Autofurgone trasporto seta fornito alla S. A. R. Tombolo Per preventivi e disegni della VEICOLI INDUSTRIALI LANCIA Pentaiota - Eptaiota - Omicron rivolgersi alla unica Concessionaria per il Veneto: AGENZIA COMMERCIALE DELL’AUTOMOBILE E. MINETTI FILIALE DI PADOVA Via Conciapelli N. 6 - Telefono N. 5-15 Telegrammi: MINETTAUTO Un tipo per ogni servizio — Tutti i servizi coi nostri tipi ~~ 123 —
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1840
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, cioè per maestro, sempre più accostandosi alla tramontana, della quale si è navigato, comesi compula, per cinque mila miglia. Di questa costa parte è abitata, da canibali antropofagi, come ho detto, e parte da uomini più mansueti. È da sapere che questo territorio, quasi per mezzo, ha di contro l’isola Spagnuola e ivi si stringe tanto, che da questo mare Oceano settentrionale al mare Oceano meridionale
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1935
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, avrebbe dovuto tenere l’isola di Sicilia, con il titolo di Re di Trinacria, fino alla sua morte, allorquando l’isola avrebbe dovuto tornare a Napoli: compensi, a fine di riavere subito la Sicilia. Ma dove trovare la materia per tale scambio? Si parlò dei beni dei Templari che avrebbero dovuto venire offerti dalla Curia di Roma, Alta Signora del Regno di Sicilia; dell’isola di Sardegna, che Giacomo
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¿“28 LIBRO VII, CAPO TI. » tutta la sovradetta isola con tulle le sue ragioni e pertinenze si in » terra come in acqua, siccome noi diremo qui ordinatamente. La » qual isola concediamo e vogliamo che sia parlila in 132 cavalle^ » rie e il8 serventerie, cioè dal Quarto infino alla Fiaschia, se-» condo come si distende da pruovo il mare. E questi sono i suoi » confini della detta parie di Candia
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1849
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i>8^t LIBRO XV, CAPO XVII. maggior parte, s erano dati alla fuga ed eransi nascosti, alcuni in altre città dell’ isola, ed alcuni nelle strette dei monti. Furono tosto inseguiti, senza lasciar loro tempo di formare novelli concerti. Paolo Querini fu preso in Retimo e gli fu tagliala subito la testa. Un altro Leonardo Gradenigo, con due complici del suo stesso casato, fu preso in altri luoghi
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1904
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RAGUSAN SHIPS AND SEAMEN 313 by 5000 sailors, “employed in traffic throughout the Adriatic and the Mediterranean, voyaging even unto ISOLA DI MEZZO Lisbon, Flanders, and England. These vessels were well armed with artillery and ammunition, and manned by excellent officers and crews who were ever ready to
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1928
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a tentare qualche audace sbarco in terraferma per infliggere un colpo ancora più fiero al militarismo e al fanatismo turco e perchè servisse moralmente a disorientare sempre più il nemico ; abbiamo così r impresa di “ Scio „ (1). Là città di Scio — dice il Fontana — “è situata in un’ isola dell’ Arcipelago che pure ha questo nome ; vien circondata da una forte muraglia, cinta da una fossa d’acqua
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1925
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196 narvi un duca con estesi poteri, che fu Jacopo Tiepolo (1208). E a meglio assicurarsi il possedimento dell’ isola, vi fu mandata nel 1211 la prima colonia, alla quale venne fatto competente assegnamento di terre. Il Tiepolo nominò a questa bisogna un capitano per ciascun sestiere di Venezia, al quale i colonisti appartenevano. Così per quelli di Cannareggio, Leonardo Falier
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