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e del temperamento dei veneti anche nei primi secoli della loro storia. La struttura tradizionale del governo si riconosce anche quando si studiano gli ordinamenti dell’lstria, della Dalmazia, dell’Albania e delle isole jonie nell’ultimo secolo della Repubblica. L’istria (regione assai stimata per i suoi abitanti, ritenuti ottimi navigatori e commercianti, per i suoi boschi, per i marmi, il sale, i vini, la seta
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e di civiltà. Nel Quattrocento la Repubblica aggiunse al suo dominio l’isola di Veglia <14*31 Ragusa, invece, spesso combattuta, non fu mai assoggettata. Dal protettorato ungherese in cui era venuta nel 1337. passò nel 14-<l a nuovo sistema politico, che la legava a preferenza con la Sublime Porta. La irresistibile potenza ottomana roitniue il
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deliberazioni , e istanze fatte al Pontefice . 798 ) Quelle parole poi del Dandolo, T^unc vero parte ^btratta Cleri, non sembri che debbansi riferire Me antecedenti, Usque ad ha;c tempora &c. ma credo ottimameAe scrivere Angelo Maria , che cresciuta essendo la Veneti Rep. e moltissimi nobili personaggi a’ tempi di quel Doge da tiflta. i' Italia C ciò forse vuol dire dal Regno Longobardi-co
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32$ Libro S e G o n b 0. bara origine, che de dlienis omnibus non sinebant eis aliquid interrogare , ncque erat qui intelligfret locutiones eorum . Abbiamo veduto (I, Ì7y.) Eraclea posta nella deserta Isola Candivia. Nell’antica Cronaca trascritta in Muglia nel 1599, nella famiglia dei Luzj è detto , che questa Città era posta ove adesso si dice Li sette casoni per andar verso Udcrzo
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120 storia arcana ed anedottica d'Italia raccontata dai Veneti ambasciadori, con note. E' un lavoro formato di brani tolti dai disdicci e relazioni degli ambasciadori veneziani, e riportati in ordine di tempo, e di stati, cui si riferiscono. Comprendono i secoli XVI, XVII e XVIII, e riguardano Roma e gli altri Stati d'Italia. Il Mulinelli ha anche un lessico veneto
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et Pron. Col.mo La mattina de 21 del mese passato si diede principio a disbarcare sotto S. Maura tutte le militie che erano sop.a dell’Armata sottile, quelle de S.S.ri Vene-tiani Maltesi, e del Papa della parte di terraferma e quelle di S. A. S. per ordine che mi mando il S.re Cap.no G.le si imbarcorno dalla parte dell’ Isola dell’ Efi-cada, e prima che fusse notte comparite la naue Grand’Alessandro
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, che avrebbe reso impossibile i restauri di quasi tutte le chiese monumentali di Venezia, che appartenevano ad un convento. L’Ufficio propose che col concorso del Municipio s’incominciassero a ristaurare i monumenti più importanti, e, tra questi, quelli che presentavano maggiori bisogni, domandando inoltre il concorso degli altri Enti interessati, fabbricerie, e Ministero di Grazia, Giustizia e Culti
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(2) e dei Predicatori medesimi), S. Maria dei Crosacchieri (e poi anche dei Cappuccini) (3), e forse S. Antonio abate dei Benedettini; — senza dire dei Gesuiti, che abitarono prima a S. Maria Formosa e poi nella primiceriale di S. Marco (ove aprirono scuola per i ragazzi), finché passarono in quella stessa chiesa di S. Antonio che, alla loro partenza dall’isola nel 1606, fu assegnata — come si vide — allo Spedale
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DEL LIBRO PRIMO DEI COMMEMORI ALI (MLXXXI-MCDIX) REGEST I. 1081, Maggio. — Vedi 1306, Luglio 6. 1. — (1239), Luglio 5. — c. 30. — Bolla piccola di papa Gregorio IX ai nobili feudatari (militibus) dell’ isola di Candia. Accettando 1’ offerta loro e del doge di Venezia, dichiara proprietà della chiesa romana il tempio in fiindo proprio, eretto nella città di Candia a S. Marco ev., e v’ impone
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B. Bagni. AlFinfuori dei pozzi, delle cisterne e dei vari serbatoi di acqua, si trovano nell’isola ruderi di altri edifici, ove il calcestruzzo testimonia lo scopo di renderli adatti a contenere dei liquidi, senza che tuttavia risulti sempre abbastanza chiara la vera e propria loro destinazione. In parte può trattarsi di pigiatoi di uva (nmrjTriQiu), rozzamente costruiti in muratura o cavati
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'MAUROCENI LIB. X. 393 qui cum triremibus fexdecim ad urgenda Creta; auxilia profì-cifcebatur, ad Strophadas infulas in Uluzzalium , Algerii Pro-regem, c Numidia cum novem ac decem roilratis triremibus, ut fe Turcicie dalli conjungeret , digrefliim, incidit : parique ambiguitate captis ducibus, Canalio Turcic«, Uluzzalio chri-ftian« claflìs primum agmen elle fufpicante, hic Methonem
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*574 Jacobus Superan-tiui (Ltjjts ¡mptr. BrtxierftK ¿ijfídia Ja-cobi Superanti) vir-tute coin-projf'a. Jaco..,, FuJcarenuj legatus cum imperatore in Crjtam mittitur. 582 HISTORIAE VENETAE fet. Danicli Venerio , Creta; Duci, Pafchali Ciconie, Cydo-nie prefecto, qui, furente bello, integritatis ac virtutis lau-deni in eo muñere adminiftrando tulerant, ne regno diícede-rent, injundum: Ciconia
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, hodie corrupto vocabulo Spinam longam nomi-nant, quorum aditus firmiffimis arcibus , munitionibufque funt obfepti . Ad auftrum importuofa ftationes quafdam tantum, ac receptus parum tutos habet. Eo vero fitu a natura Creta donata, eit, ut Aegei, ac propinquorum marium regina dici poifit j merito jue eam Ariftoteles in Politicis ad eximia incrementa iufcipienda maxime opportunam arbitratus lit . Pari
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diligente-„ mente. ,, Assai ben distinte vi sono le Isole adiacenti di Sicilia, Sardegna, e Corsica, notate in caratteri d’ oro majuscoli, siccome lo sono le altre del mediterraneo più illustri, Cipro, e Creta ossia Can-dia, nonché le minori della Spagna Majorica, e Minorica. Delle prime cinque parla in particolare in annesse annotazioni: di Sicilia ei dice: „ Questa nobilissima insula de Sicilia nominata
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Libro Secondo. 81 poco doppo venne il Re Areo da Candia conduttore di due mila iòldati , fra' quali,non vi è dubio, fuisero molti valoroiì Corcirefi, métre a loro fauore in Creta quel Principe militaua. Onde a Pirro diuenne afsai più dura l'im-prefa,e l'impradronirfi di Sparta quas’imponìbile; che però chiamato contro Ariftippo in Argo fciolfè l'afsedio, e s'incamminò
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H I,’EGITTO PRIMA DEI FARAONI rettangolari fatte con uno stampo simili a quelle del neolitico di Creta, trovaronsi a Dakkeh nella Nubia1). Un altro punto di rassomiglianza colla ceramica di Phaestos è che i vasi sono decorati non solo esternamente, ma pure all’interno. Altri vasi hanno tutta la superficie coperta di linee a zig zag parallele come vedesi in Italia al Pulo ed in Sicilia
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1912
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I 'progressi della ceramica nell’età neolitica 45 vaso cilindrico. La decorazione sembra fatta colle unghie. Il pollice e l'indice infìggendosi nella creta molle, producono un angolo simile. L’arco della curva corrisponde a quello delle unghie umane e la sporgenza della creta in mezzo alle due impressioni curvilinee, lascia credere che lale decorazione fosse realmente fatta colle unghie
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1912
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fatte nell’argilla con l’unghia, i meandri punteggiati, la. decorazione dei bicchieri a campana, la ceramica graffìta piena di materia bianca, e quasi tutti i disegni che trovansi nei vasi dal principio dell’età del bronzo risalendo verso il neolitico, vennero in luce a Creta nell’epoca più remota che ora si conoscal). In una memoria sopra una tomba preistorica a Sant’Angelo di Muxaro presso Girgenti2) dimostrai
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1912
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Miniera preistorica di rame a Chrysocamino presso Gournià in Creta 231 di colore rosso cupo, quasi rugginoso all’estèrno; neri e come vetrificati nell’interno, con superficie irregolare e leggermente spugnosa. In questi pezzi-di crogiuolo appaiono evidenti le traccio dell’altissima temperatura cui furono sottoposti, che fuse l’argilla. Le aperture di questi crogiuoli hanno il diametro di 20 mm
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1912
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120 abbigliamenti femminili dell’età neolitica stika scomparve perchè non era incisa nel piombo l). Le restavano ancora le braccia conserte quale segno della sua antichità remota, ora vediamo che a Creta una statua molto più antica aveva già la posa caratteristica dell’Astarte fenicia. La tela in cui sono avvolti i cadaveri neolitici dell’Egitto è tanto fine da lasciar credere
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