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5o diviso in isole, e terra ferma. Le isole sono in buon numero con le piccole, ma tre sono le maggiori. La prima e principale è l’isola Spaglinola posta quasi sotto il tropico di Cancro, lontana dalla Spagna circa due mila miglia, e grandissima. Alcuni la fanno poco minore della Spagna; ha molte montagne, e molte fiumare. Gli Spaglinoli hanno edificato in quest’isola tre cittadi, e la principale
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anno 1570. U 5 protetto in questa operazione da tutte le artiglierie della flotta. Era comandante dell’ isola il gentiluomo veneziano Gerolamo Paruta, il quale non altro aveva a solo ed unico suo rifugio se non una fortezza, piantata sopra una rupe scoscesa, a cui una sola via poteva condurre. Al primo avvicinarsi della flotta ottomana, il Paruta vi aveva raccolti dentro ad asilo e a difesa tulli
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1854
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anno 1718. 359 e camerlingo (1), die la repubblica vi mandava, per tenerne il governo. Aveva la città i suoi particolari statuti ; vi risiedeva un consiglio composto di soli nobili : da questo venivano eletti quattro visconti, ai quali aflìdavasi la custodia e la reggenza dei quattro principali castelli dell’ isola. Dai latini nominavasi la città Curirtum ed anche Curicum. Arbc: di quest’ isola
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,poi cardinale. Stringendo sempre più gli altari diCandia, a (i onie di replicale villorie da’veueti riportate, anco sui corsari barbareschi, il doge Frizzo grave di eia, per la mancanza di su* bordinazione de’diversi duci che comandavano nell’isola, onde rimediarvi si propose di andar egli qual capitano generale in Candia, la qual offerta fu accolta dal senato con decreto de’ l3 dicembre 1645. Ma vecchio
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epigraphe » (F. Cor- taneo, con fotografia del compianto prof. Federico Halb- nelius, Creta cit., vol. IV, pag. 372). herr. (s) V. CORONELLI, Isolario.
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APPENDICE I - ALCUNE NOTIZIE SUGLI SCRITTI DEL BERTOLI rilegati in uno la descrizione da ff. 1-120 dei monumenti dal n. 666 al n. 975 e da ff. 121 a f. 225 v. la descrizione dei monumenti dal 976 al n. 1127 ; seguono (ff. 227-258 v.) « Osservazioni ecc. » e da f. 259 a f. 281 gli Indici soliti. Un manoscritto Zandonati che avrebbe però anche la descrizione dei monumenti n. 1128 e 1129, copiato
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DISPERSIONE DEL MATERIALE AQUILEIESE dalla dichiarazione di Giordane (1), che la distruzione di Attila lasciò appena tanto da potere riconoscere le tracce dell’antica città, che già gli antichi procedettero a rifacimenti e a mutilazioni dei monumenti di Aquileia, come ha mostrato il Majonica con materiali superstiti e come del resto risulta dagli scavi stessi ; anche qui infatti, sull’esempio
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1846
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sul modello di Francesco Smeraldi detto Fracà. Ai lati del presbiterio stavano, gli è qualche tempo, due monumenti ricchissimi di marmo e di sculture , uno a destra a Bartolomeo e Antonio Tononi (*), un altro a sinistra, alla memoria di una gentildonna Barbaro. Furono tolti via, e rimasero solamente i busti, e questi vennero sparsi per la chiesa. Erano goffi que’ monumenti ma pur importanti per la storia
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1912
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Alpino Italiano, consigliava alla gioventù che ama la montagna di cercare nella Liguria, e specialmente presso Porto Maurizio, questi monumenti. 11 grande maestro della paletnologia ligure, è convinto si debbano trovare, perchè ne esistono in buon numero nei dipartimenti francesi delle Alpi marittime e del Varo. . Temo che poco per volta verranno distrutti i dolmen8 dell’Italia Meridionale. Durante
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1928
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- La bolla su l’acqua Felice p. 428-435. La figura di Roma nel secolo xvi - I papi e la trasformazione della città di Boma p. 436-439. Strade aperte da Sisto Y - Strade migliorate p. 440-445. Progetti per protegger Roma dalle inondazioni del Tevere p. 446-447. I monumenti antichi e il nuovo abbellimento di Roma - Sisto V e gli antichi monumenti p. 445-452. Le colonne di Traiano e di Marco Aurelio
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1847
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, ricchissimo per ornamenti, rii disegno puro, rii morbida e diligente esecuzione, degno di essere compreso nella Sloria della scultura del Cicognara. Nelle sacrestie, oltre alle opere già descritte di pittura, sonvi alquante altre sculture e monumenti. — Che se dalla sacrestia si passi al prossimo oratorio, una volta dicalo alla Santissima Triade, lo si vedrà questo ornalo rii pitture e sculture antiche
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1932
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172 Introduzione. molti monumenti sepolcrali di Roma. Rimando a quelli per il padre di Giulio II, morto nel 14771 e per lo sposo della nepote di questo pontefice, Anseduno Girani (f 1508)2 ai Ss. Apostoli, per l’arcivescovo Paolo Capranica3 in S. Marco; per la famiglia Ponzetti (1505 e 1509) a S. Maria della Pace,4 per Lorenzo Geru-sini in S. Simeone“ per Filippo della Valle (1506) all’Aracoeli
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sotterranea sistemata nel 1594 da Clemente Vili fra il pavimento antico ed il nuovo, e le Grotte Nuove, formate dalla cappella sepolcrale propriamente detta, decorata già da papa Aldobrandini, da un corridoio a ferro di cavallo e da parecchie altre cappelle. In questi spazi sotterranei Paolo V fece trasportare dal 1606 al 1617 i monumenti più importanti di papi; cardinali e véscovi, inoltre altari, cibori
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1930
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Il vecchio S. Pietro; cura per conservarne i monumenti 605 adorna di mosaici rinnovati nel secolo XIII, con in alto nel mezzo l’immagine del Eedentore seduto benedicente, cui tanti milioni di pellegrini avevano con pia devozione elevato lo sguardo. L’interno della basilica a cinque navate, con la moltitudine delle sue colonne preziose, abbondava di altari, e monumenti di papi e di dignitari
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1912
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Il ristauro del campanile del Duomo fu voluto dall’ Ufficio, che restò comicamente meravigliato quando lesse nei giornali che un altro se ne attribuiva il merito. Nel 1910 furono pagate dall’Ufficio L. 72.28 per riparazioni ai danni causati al campanile dal fulmine, sul fondo di L. 500, per piccole spese di ristauri ai monumenti. Instituita provvisoriamente anche pei monumenti di Torcello
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prega il R. Prefetto d’ interrogare 1’ Ufficio, ogni qual volta giungono domande di lavori di ristauro, anche in edificii non iscritti tra i monumenti, onde non avvengano sconci, come quelli di Sumaga e Blessaglia. CHIESA DI S. VITO AL TAGLI AMENTO. Alla domanda della Fabbriceria di vendere ad un privato un camice di merletto antico, catalogato, 1’ Ufficio oppose l'inalienabilità stabilita
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1912
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ORATORIO DEI SERVI. Furono approvate le modificazioni interne, purché fosse conservata la facciata. DUOMO. Facciata - Concorso. - Sul progetto di levare dalla facciata, statue, pinnacoli e pezzi di cornicioni, che per le loro condizioni costituiscono un pericolo, la Commissione dei monumenti chiese che fosse conservata la facciata sino al secondo cornicione, salvo a riparare ai guasti
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1912
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ancora il momento di tremare. Lapide Pizzamano. - A cura della Società degli Amici dei monumenti, fu inaugurata il 7 maggio 1911 la lapide a Domenico Pizzamano, comandante della nave che sparò le ultime cannonate della Repubblica contro una nave francese. Lido. CHIESA SUCCURSALE DI S. NICOLETTO. Nel sopralluogo fatto in seguito al panico del campanile si constatarono le cattive condizioni della porta maggiore
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1912
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Dovendosi procedere ad un esame del sarcofago che sta sopra la mensa dell altare, e che racchiude i resti di S. Fosca, la martire ravennate, patrona della chiesa, si è chiesto 1 intervento dell’ arciprete, per la debita autorizzazione. Si erano fatti pubblici lagni per la poca pulizia dei monumenti di Torcello; si era parlato di tombe scoperchiate. L’Ufficio ha potuto rispondere che una sola
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1912
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. Col verbale 6 gennaio 1910 della seduta tenuta innanzi al Sindaco, cogli architetti Ongaro e da Lisca, il Municipio infine si incaricò del lavoro di scopertura delle absidi, purché concorresse anche il Ministero, colla dotazione della Soprintendenza monumenti di Verona (fig. 168). Il progetto municipale dei lavori d’isolamento delle absidi, sistemazione stradale dello sbocco del Ponte Navi e chiusura
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