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PARTE PRIMA 39 al Marchese di Monferrato perchè rinunciasse a tutti i suoi diritti sull’importante isola (1). Anche da questo fatto riscontriamo la netta tendenza dei veneziani diretta a conquistare il dominio del mare ed a rinunciare agli acquisti territoriali che vengono lasciati ad elementi maggiormente attrezzati. Ci è noto infatti che il marchese di Monferrato vendette l’isola
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, che è però assai difficile per l’assenza quasi completa di storici originali. Una sola sommossa si ebbe a Cipro sotto il governo veneziano : quella del 1546. Non furono allora estranei il carattere e lo spirito della popolazione dell’isola, bramosa di novità, ma che va comunque debitrice a Venezia di non poche provvidenze. Venezia promosse invero la coltivazione degli olivi e del cotone e concedette privilegi
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72 GINO ALBI rappresenta il massimo reddito Ideila industria, negli altri rami assolutamente nulla. La Sardegna fornisce, con i suoi pascoli, dell’ottimo bestiame da macello e, con la frequenza delle boscaglie, permette la preparazione del carbone vegetale che viene esportato anche all’estero. Nel tratto di costa a sud, che è uno dei lati più ristretti dell’isola, si trova il sicuro golfo
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218 VII. - SALONICCO pacifica ha sostituito alla bandiera egiziana la bandiera turca. Un’isola egiziana nell’Egeo! Era anch’essa una delle tante anomalie, delle tante stranezze che s’incontrano nelPOriente europeo, e che era dovuta al fatto che Mehmed Ali, il grande Kedivó d’Egitto, era originario di Kavala. Assunto ai grandi onori non dimenticò mai il suo paese nativo, e anzi profuse somme
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sull’isola il primo documento, intestato a nome di Costantino e Basilio imperatori, il quale riporti un cognome slavo di un certo Dalio-Dalione. Quindi, in conclusione, si può affermare da tutto questo che intorno al 1000 gli Slavi non dovevano essere ancora numerosi nell’isola; e ce lo fa capire Giovanni Diacono (1) quando, parlando dell’arrivo ad Ossero del doge Pietro Orseolo II e ,delle buone
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— 95 — Soltanto in questo modo l’isola potrà venire gradata-mente riconquistata, tanto nel campo culturale quanto in quello linguistico, ed il Fascismo, rigeneratore di tutti i valori nazionali, avrà compiuta una delle sue più grandi opere con l’avere messo un sicuro ed efficace riparo alla lenta invasione slava, che. a malgrado della tenace e non mai rallentata resistenza opposta dall’elemento
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— 139 — su tutta l’isola, specialmente nella sua parte centrale e me- ridionale; e sono d’avviso che queste dovrebbero essere assai meglio sfruttate, nel quale caso, soltanto con poca cura e fatica, potrebbero, col loro commercio, costituire un reddito non trascurabile per il nostro contadino. La proprietà terriera è diversamente distribuita sull’isola, a seconda che lo esigano le differenti
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), corrispondente a poco più della metà della superficie di tutta l’isola: e questi, che in diversi tratti si presentano assolutamente sterili e desolati, sono quasi interamente occupati da pascoli. Fra i terreni produttivi emergono invece, per la loro estensione, quelli boschivi (33 %), mentre assai piccole sono relativamente le percentuali che occupano le colture. Dal complesso di questi dati, si ha un quadro
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— 83 — dipendenza amministrativa di Lubenizze e Caìsole non durò a lungo, poiché le mutate condizioni dell’isola avevano tolto ad esse l’importanza di un tempo e diminuita di conseguenza la loro popolazione; cosicché la prima si sottomise a Cherso nel 1484 la seconda nel 1494; da allora i due castelli non ebbero più la loro assemblea nè i due giudici che la presiedevano, bensì
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dell’isola passando per questa località e mettendola in comunicazione con i posti fortificati. Questi sono adunque i centri abitati che allora erano distribuiti nell’isola di Cherso e la cui esistenza potè essere provata dai numerosi resti archeologici che vi furono scoperti (1). Però poiché risulta, come accennerò più sotto, che molti furono gli « oppida » ed « oppidula » sorti durante l’epoca romana
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— 63 — Era naturale quindi che delle due quest’ultima meglio si adattasse ai bisogni dell’uomo, mentre essa per di più, per la sua posizione, comunicava direttamente col Car-naro e col canale della Farasina dove così breve è la distanza fra l’isola e la vicina terraferma. Apsoros, l’odierna Ossero, era invece quella cui doveva allora spettare il primo posto; ed è certo che, per quanto riguarda
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— 151 — volte al giorno con la vicina terraferma; forse qualche industria già esistente potrà in questo modo meglio affermarsi, e forse qualche nuova ne potrà sorgere. Delle industrie che più dipendono dal suolo, ricorderò quella della bauxite; giacimenti, come fu detto nella parte prima, cap. II, non mancano nell’isola, quali nella parte settentrionale presso Caìsole e Dragosetti, nella centrale
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140 LA DALMAZIA — E il convento su quella penisoletta? — È dei padri domenicani. Un eremo ricco e secolare. Lo ebbero dal conte veneto dell’isola, Pietro Zaccaria, nel 1475. Sembra il castello di Miramare in miniatura, nev-vero ? Se lo visiterete, un religioso vi mostrerà una sua raccolta di 6000 monete antiche. Nella chiesa di stile gotico, ammirerete, sull’altar maggiore, una pala
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LE DIFESE DI COSTA. 99 Io credo che i criterii, che debbono prendersi a fondamento della difesa dell’Elba, siano i seguenti: 1° Che l’Elba è la sola isola nel Tirreno che possa divenire una buona base d’ operazione navale pel nemico operante sulle coste toscane e romane ; 2° Che nell’ ipotesi di una guerra contro la Francia, l’Elba diviene la grande piazza di concentramento delle truppe destinate
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162 LA DALMA ZIA San Pietro. Ora ne rimangono scarse rovine. Nei primordi del decimo secolo era soggetta agli imperatori d’Oriente; più tardi fece lega coi pirati narentani, destando le ire di Venezia. Orseolo II, presala, la rase al suolo, intimando agli abitanti di trasferirsi nell’interno dell’isola. Nella seconda metà del xm secolo il re serbo Uros I il Grande ne fa un dono alla repubblica
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Sbarco italiano nell’isola di Pelagosa. Secondo gli ordini di operazione già ricordati, la R. N. Libia, accompagnata dall’ incrociatore ausiliario Città di Siracusa, avrebbe dovuto con un un rapido colpo di mano catturare il presidio del faro e della stazione di vedetta di Pelagosa, e distruggere il poco materiale militare eventualmente esistente \ Avendo perciò atterrato alle ore
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— 175 — Per tutto il giorno non fu trovata traccia degli austriaci che dovevano essere tuttora nell’isola : solamente la mattina del 12 fu scoperto un uomo nascosto fra gli scogli. Con la sua guida furono scovate altre quattro persone che dichiararono essere fanalisti : essi, soli abitanti dell’ isola, al nostro sbarco si erano rifugiati in una grotta, il cui ingresso, ben dissimulato
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1844
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2 20 forze del Turco , riconoscono i signori Veneziani per loro signori e proiettori. A sei miglia da questo luogo è Deio, isola ed oracolo antichissimo , di cui si vedono oggi ancora i vestigi del tempio , e gran pezzi di statue. Viaggio di settanta miglia. Fummo a porlo Gianni , nell’isola d’Andro, a desinare, poi levatici, ci convenne dar fondo, per il vento contrario, a Volo otto miglia
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1841
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, ne tolse sua eccellenza la cura, lasciando però libera l’entrata al signore di Piombino. Questa isola è in sito così bello, ed ha un porto così sicuro, e capace di ogni grande armata, che se avesse una quantità opportuna di galere saria principe di questi mari, e i Genovesi stariano molto male se il principe, che ne è ora padrone, fosse altrettanto potente in mare come è loro inimico. Possiede il duca
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1840
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ti, poco avanti il partir mio di corte, si erano congiunti con alcuni di quelli del paese, ed erano fuggiti insieme alla montagna. L’altra isola principale, la quale è a ponente di questa Spaglinola , è 1 isola di Cuba. Qui sla un governatore in nomedi Cesare,dal quale luogo si parli Ferdinando Corles, il quale ha ritrovato il Juca-la n , comedi sotto dirò. Di quest’isola non si parla
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