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, fece sua l’anima di Roma, con le fortificazioni, le mura, i monumenti, i palazzi che presto le sorsero attorno, perchè divenne il centro delle attività romane civili, militari e ma rittime sulla sponda sinistra dell’Adriatico.
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e delle Porte tra Solta e Brazza oltrepassato il canale da Greco di Lesina si spinge tra gli scogli spalmadori prima di arrestarsi a Lesina nella baia sicura che si insinua sotto il magnifico castello ed alle cui onde occhieggiano le bifore delle sfiancate mura del palazzo Pailadini. Lissa lontana non affiora all’orizzonte. Ma il suo ricordo ripete a noi quello che chiedono tutte le torre e i monumenti
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— 97 — ca, oltre duecento opere di religione, di morale, di politica, di storia, d'arte, di poesia, che ha collaborato a più di cento giornali letterari e politici, che ha lasciato uno dei più alti monumenti letterari nel suo «Dizionario della Lingua Italiana» e in quello dei « Sinonimi », che ha propugnato strenuamente la causa della resurrezione e del risorgimento italiano
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dei monumenti come tinello aretto al Marnili, Marco di Ser Nicolò iIh Maroli, facendolo diventare Marrulic an-
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. Il « Cicerone » conosce la storia dei monumenti, le pietre, le iscrizioni di Salona in ben nove lingue, ma solo dicendola tutta d’un flato e secondo l’ordine fissato. Guai ad interromperlo mentre palla, è costretto a ricominciare da capo Se volete mutare l’itinerario che vi fa seguire c’è caso di sentirsi gabellare per una vasca da bagno un sarcofago, o un mausoleo per uno dei resti delle terme, scambiata pei
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4o giunsero due leghe più lunge ad Andritsena. Andritsena è una piccola città ¿’Arcadia , o di quel cantone che chiamasi Faneri ; trovasi due leghe al levante di Griveni, clic è l’estrema frontiera dell’Elide da quella parte ; nè rovine , nè monumenti la distinguono , ma ha un titolo assai più lusinghiero alla gloria', ed è il candore e la bontà de’ suoi abitauti. Greci d’origine , figli
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; ma siccome aveva delle idee di belle arti , rispettò i monumenti che sussistevano ancora. Il nome di un italiano , condottiere di armata si aggiunge alla storia di quella disgraziata città, giacche tre anni dopo Sigismondo Malatesta , principe di Ri-mini , forzato ad evacuarla, vi appiccò il fuoco e ne rovinò la maggior parte. Sparta d’allora in poi ricadde f e rimase in potere dei Turchi. Lfl Laconia , in generale , è d’u»
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che ne formavano l’ornamento ? Che divennero mai le statue di tanti eroi di cui vivono ancora i nomi ? Dov’è la tomba di Pirro ? Chi mai sa indicarmi ove esistesse la reggia del re dei re ? Ov’è il teatro , ove lo stadio nel quale si celebravano i giuochi Nemei ? In vano cerchereb-fconsi le vestigia di tanti monumenti ir. quella città sparsi e diffusi. Argo, 51 cui nome è ciò che solo rimane di tanta gloria
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che dorme ; mira quasi con terrore, alle falde della opposta collina di San Vito, le case di Trieste moderna, smisurate come torri di Babilonia, simili a monumenti ciechi della speculazione edilizia, con sei piani, con l’estetica vile della massa tetraedra, con la squallida desolazione dei loro tetti a terrazza riganti il cielo.
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22 Delizioso come tutti i monumenti nei quali si vede la vivace inconsapevolezza dei secoli che si sormontarono : ingenui nell’ arte loro e spontanei, senza retorica e senza pedanteria. La chiesa non è grande; ritrae la poca ambizione di una piccole città e di una cittadinanza alla quale i Veneziani vietavano di far lucri e bottini ; e poiché avvenne nei primi decenni del Trecento la formazione
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verso il principio del secolo in corso, restituito al culto divino, vi si aggiunsero a’tanti che già Tornavano, molti altri preziosi monumenti dell’arti, qui raccolti e ristabiliti a merito segnatamente del parroco Emmanuele Lodi, poi vescovo d’Udine, tratti da altre chiese soppresse e cosi salvati da certa rovina ; e per l’incessau ti studiose sollecitudini d’ un Cicogna-ra, quand’era presidente
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TRIESTE 57 rocca e nel suo interno, fresco di imbiancature. Antica e venerata era anche la chiesa di S. Pietro in piazza grande, che fu demolita appunto per l’ampliamento di questa: il rosone, simile a quello di S. Giusto, è stato conservato nel lapidario. Fra i monumenti, dei quali non esiste più traccia, uno però deve essere ram- POLITTICO DI SANTA CHIARA — INTERNO DELLO SPORTELLO DI SINISTRA
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160 SILVIO BENCO Monumento al Rossetti VII. II 25 di luglio 1901, per voto del Comune di Trieste, s’inaugurò, prospettato su la verde macchia del Giardino Pubblico, il monumento a Domenico Rossetti. L’opera dei toscani Rivalta e Garella non è più bella nè più brutta di molti monumenti dell’ età nostra ; migliore la statua che lo zoccolo, sul quale una volante ghirlanda di bronzee donne carnose
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nistero del Tesoro passò al Municipio per indennizzarlo delle spese fatte per altri monumenti, e che il Municipio generosamente dedicò pure ai ristauri successivi. La prima legge sul concorso del Comune e del Ministero fu approvata con decreto 27 marzo 1904, ed i ristauri iniziati subito dopo il crollo, com’è detto sopra, dal Ministero, continuarono col fondo comune di L. 600000, non compresa
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PALAZZO CONTAR1NI PORTA DI FERRO A S. GIUSTINA. Corsa voce di trattative di vendita della porta di questo palazzo, 1’ Ufficio si rivolse alla R. Prefettura, ricordando che il palazzo è iscritto nei monumenti, specialmente per la porta, tanto nell’elenco ministeriale, quanto in quello municipale. Avendo la Prefettura risposto che 11 proprietario aveva dichiarato non esservi alcuna trattativa
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di liti, o di cattiva esecuzione. Il restauratore dei monumenti deve avere le mani assolutamente libere ; ogni obbligo precedente può paralizzarle. In ciò consentono oramai Ministero e Comuni, salvo qualche inopinata ricorrente velleità di ritorno, sicché la massima parte dei restauri si fanno in economia, senza appalto.
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. H & b soglie del Medioevo, che, in Albania, dal punto di vista archeologico, può aprirsi con il periodo bizantino. Già un insigne monumento bizantino è stato visto parlando degli scavi di Butrinto (alludo al bel mosaico del battistero); ma in Albania esistono molti altri monumenti appartenenti a questa età, e notevoli per la loro bellezza, specialmente nella zona meridionale. Per ordine di tempo
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5. LA FORTEZZA DI SPINALONGA. Presso la costa occidentale del golfo di Mirabello, e precisamente sul piccolo istmo che chiude da mezzogiorno il porto di Spinalonga, sorgeva anticamente la città di OXoù<; (acc. ’OXoOvra), di cui più volte ricorre menzione negli scrittori come nei monumenti. F1G.. 336 — IL PORTO DI SPINALONGA — T. SPRATT — 1858. Dopo la sua distruzione, il nome della antica
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1926
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si riteneva proprietario di quelle terre dell’ isola che per una ragione qualsiasi, non erano redditizie, e le donava a quelli che s’obbligavano a trarne un utile : provvedimento savio con il quale si procurava di sanare i mali del passato, e specie le tristi conseguenze dello sgoverno ungherese, e delle pesti che, come per la prima volta ci palesa il documento, aveano infierito anche nel periodo
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1934
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parecchie volte dal mare, dando talvolta vita ad effimere isolette. Fra queste ricordiamo l’isola Giulia sorta un bel giorno o. Sud della Sicilia e scomparsa poco dopo (dando materia di romanzo a Giulio Verne) e l’isola Sabrina sorta nel 1811 nell’Arcipelago di Acores, così chiamata dal vapore inglese che ne prese possesso; l’isola misurava 100 metri di altezza e due chilometri di circonferenza
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