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e dove esisteva una rinomata fabbrica di porpora. Duo Castra e San Vincenti (di cui si ignora il nome antico) (Vedi su ciò la nota più oltre). Quest’ agro è stato fiorentissimo al tempo romano, come si può dedurre dalla penisola cosiddetta dei monumenti (Camolimenti, Capo dei monumenti) nonché dai celebri capolavori in Pola, se pur non esistessero gli scritti di Cas-siodoro, che lo affermano. Ma la vita
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LE BOCCHE PI CATTARO 317 dominio ed illustrando i rapporti stranissimi di quelle fiere popolazioni con la Serenissima. Mancano a Cattaro, come pure nelle Bocche, monumenti rilevanti di storia e d’architettura. L’archeologo puf) chiudere il suo libro di appunti. Nel duomo è ammirabile, per i suoi marmi e per i dipinti, la cappella dedicata a San Trifone, il patrono della città, Nel suo giorno
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1917
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IÙ durevole del marmo, ond e scolpito il Leone simbolico, vigilante ancora dai monumenti dalmati, è l’affetto che sull’opposta sponda dell’Adriatico vive per la vecchia Repubblica di San Marco. Sul bel paese, che dal Quar-nero si distende sino alle Bocche di Cattaro, ed è chiuso tra l’Adriatico e le Alpi Dinariche, Venezia, erede di Roma, ha lasciato i segni della sua civiltà, con monumenti
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1908
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.......» 85 » XII.... — Serie ÌV-Armi da fuoco corte.......»99 » XIII.... — Serie O - Parti d'armi f.d accessori..... »111 » XIV.... — Serie P - Artiglierie...........»113 » XV..... — Serie Q - Armi miste............» 125 » XVI... — Serie R - Oggetti diversi...... ...»129 » XVII.. — Serie S - Bandiere varie..........» 145 » XVIII. — Monumenti varii............ . » 153 Tavole : Marche di fabbrica
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gli abitanti a ritirarsi nella città, ma nè questo, nè gli altri mali onde fu fino al 1298 travagliato, indussero quel comune a metter fine alle ostilità, mentre il re, volto avendo l’animo ad imprese di maggiore rilievo, privò i Cattarini del suo aiuto. Morto Orosio I, Elena si ritirò in un convento, ove anche morì dopo avere lasciato monumenti di 1 Rad Jgsl. Akad. I 135. V. anche Ljubié Opis novaca 31
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1795
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per tanto deesi inferire dominio soltanto sovrano e indipendente, con qualche abuso del vocabolo. 195 ) Ma la regia e suprema dignità dei nostri Dogi, che fosse e venisse riconosciuta tale in proprietà ancora in più bassi secoli , si ricava da qualificate considerazioni e monumenti . Appena Trasferita la Sede in Rialto , si edificò il Talaz-zo del Doge . Ora osserva il Muratori nella V Dissert
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1795
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Capo XI. 35 dare affatto l’esercizio di quella giurisdizione, con-> servandone però tuttora il titolo. 747 ) Consta dunque, che la Primaria della Dalmazia non fu un solo titolo di onore in passato nel Patriarca di Grado : ma esistono autentici monumenti , che egli esercitò la sua autorità pressoché quasi 500 anni, sebbene con molte vicende di successi • Io qui per curiosità de’ Leggitori
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1795
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35° Libro Primo. 429) La più vecchia Carta appresso il Lupi nei suoi Monumenti della Chiesa Bergomense , la quale porti gli anni di N. S. è in data dell’883 , di Carlo III. Il Papebrochio e il Mabillon reputano sospetti quasi tutti i monumenti così contrassegnati prima di Carlo il Grosso, non essendosi ciò usato negli Stròmenti , Carte private e pubbliche nell’Italia , se non longe serius
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1795
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agli anzidet-ti , che erano Lorenzo Nucy da Roma piov. di S. Gio: e Bartolomeo di Andrea de Bonis Ret-tor di S. .Giacomo. 69) Nel 1440,24 Decembre, Eugenio IV concede S. Giacomo di Rialto al Capitolo di Castel- lo, incorporandola con altri Benefizj pel sussidio dei Canonici e Seminario. Corn. XIII, 160. Vedremo più sotto altri Monumenti. ix. Sudditanza Ducale. 7°) Passò successivamente il giuspatronato
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1939
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, che stanno sui monumenti a loro particolarmente eretti o nelle cappelle famigliari. Concetto meschino, che dimostra la decadenza politica ed economica del tempo e stranamente contrasta con i ricchi monumenti di Francesco Erizzo, di Giovanni Pesaro e di Bertucci e Silvestro Valier, che gareggiano
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1930
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, in gran parte sepolto e riesumato, eppur ancor vivo e pieno di vita. « Un qualche Papa ebbe la felice idea di consacrare tutti i monumenti antichi trasformandoli in chiese cristiane. Solo così furono salvati dalla totale dilapidazione e rovina, perchè chi mette la mano su di essi, commette un sacrilegio. « Quasi tutti i monumenti antichi persero l’antico nome e la destinazione originaria adattandosi al tempo presente
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1930
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conservava memoria di Pompei e di E.r-colano, ricoperte all’improvviso, ma si ignorò assoluta-mente il luogo ove erano state, finché nel 1706, dei contadini campani, zappando nelle vigne, scoprirono quei monumenti così preziosi, che oggi, per la maggior parte, rivedono la luce del giorno' e formano' l’ammirazione dello spettatore. « G aggirammo per 26 strade lastricate 2000 anni fa, fiancheggiate
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1832
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t DISSERTAZIONE Sopra le Date, degli antichi Diplomi, delle Croniche ed altri antichi monumenti (tratti dall’Arte eli verificar le Date dopo la venuta di Gesù Cristo ). Avvi poche materie in genere di erudizione che in sò uniscano maggiore utilità, e ad un tempo discussione più spinosa di quella cui s’ imprende a trattare in questa dissertazione. Que’ tutti che trattano di storia
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1934
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è stato destinato dal Municipio un po’ a Museo, un po’ per accogliervi monumenti eretti in memoria de’ cittadini illustri e benemeriti della patria. Sono infisse nelle pareti lapidi romane, registrate e illustrate nel Corpus Inscriptionum, edito a Berlino, ed altre comprese fra il secolo XIV ed il secolo XIX. Dei principali monumenti, che si trovavano sparsi nelle chiese soppresse, diamo la nota trascrivendo
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1849
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474 MURO XVI, CAPO XVII. continuare la serie de’ vescovi, coll’ ajuto dei pubblici monumenti sconosciuti airUglielli e al suo continuatore Coleti. Infatti, dopo l’ago-stiniano fra Pietro Bruniglielli, che nominai (1) sotto l’anno Ì3H, ne ottennero il titolo (2) nell’ anno 1328, Fridiano, abate benedettino di san Gregorio in Venezia-, 1342, fra Marco da Novara, domenicano : il suo sepolcro
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1848
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, già un mezzo secolo addietro, fece diligentissime indagini per venirne a saper qualche cosa ; ma sempre indarno. Quanto al merito artistico di questi gloriosi monumenti della bizantina vittoria dei veneziani, aggiungerò qui le osservazioni del-1’ erudito nostro Zanolto, che in siffatto genere di cose merita molta stima (i). « Se osservansi poi i cavalli, facilmente si scorge che i » getti riescirono
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1848
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che abbellita avevano di glorio- > si monumenti. » Ma ciò tutto è falso : il solo Domenico fu confinalo a Ravenna ov’ erasi ricoverato, nè potè più vedere la patria. Ci assicurano infatti i monumenti e gli atti delle due chiese di Grado e di Torcello, che Orso patriarca dì quella e Vilale vescovo di questa, rimasero tranquilli alle loro sedi, senz’esservi mai molestali finché vissero. E inoltre
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1907
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d’ogni tempo. Già nei monumenti archiacuti sovrabbondano i capitelli scolpiti e gli ornati. E sulla fine del 300 i fratelli dalle Maregne danno gloria a Venezia e il proprio nome alla storia dell'arte. Bartolomeo Bon e Antonio Rizzo, i fratelli Lombardi, Alessandro Leopardi fregiano delle loro opere il Palazzo Ducale nella Porta della Carta e nella Scala dei Giganti, e palazzi privati con statue
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1912
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CHIESA S. FOSCA. Il Ministero, cui sta giustamente a cuore i monumenti di Torceilo, aveva promesso, come è stato detto più sopra, di provvedere ai ristauri col fondo comune a disposizione dei monumenti, per cui 1’ Ufficio compilò una perizia di L. 33826.68, delle quali furono consumate L. 15000 (I), e restano così L. 18826.68, cui si riferisce lo stralcio di perizia inviato al Ministero
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1924
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un palestrita (fig. 7), di cui si trovò il torso tra le rovine di una grande villa di Barcola, ricca di bei musaici, l’eccellente sarcofago ornato col mito delle Amazzoni (fig. 8), i frammenti d’altre opere, di lapidi figurate, di bassorilievi, di musaici, di sculture decorative, insieme all’esistenza del teatro, dànno prova dell’elevatezza della cultura cittadina. Molti furono i monumenti onorarii
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