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. Cotrone, 804. Covolo, Covollo, 401, 423, 430, 436, 438, 470, 740, 765, 790, 810, 816, 820. Cragno, Cragna (Carniola), 197, 484, 521. Crema, 24, 124, 577, 595, 825. Cremona, 73, 122, 162, 192, 201, 242, 248, 281, 287, 290, 291, 294, 296, 308, 319, 323, 399, 479, 491, 507, 534, 564, 632, 774, 824, 827, 870. Cremonese, 282. Cremons v. Cormons. Creola, Crióla, 783, 837. Crespin, 129, 132. Creta, 865
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ai pellegrini, e dai monumenti i fornaciai levano i marmi per far calce. Di qui la distruzione di tanti edifici insigni. La città è divisa in tredici rioni, e comprende quattro zone : la Cistiberi-na, la più vasta; il Trastevere; l’isola Tiberina, la più piccola ; lateat, tanta vis porphyrii, tantum Numidici lapidis, columne ex diaspro, alabastrum ad grandem copiam, tot diversa genera lapidum, tot in uno ipso
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di Lentiai, v. S. Francesco della Vigna, v. S. [Qarnaba, v. Campese, v. S. Rocco di Vicenza, v. S. Sebastiano, v. Cittadella Duomo, v. S. Maria Mater T)omini, v. S. Vitale, v. S. Fermo di Verona, v. S. Giorgio in Isola, v. S. Maria Assunta dei Gesuiti, v. S. Spirito, v. Torcello ‘Duomo, v. S. Marco da Pordenone, v. S. Nicolò di Lido, v. S. Maria di Nazaret, vulgo Scalzi, v. Chioggia Duomo, v. S. Pantalone
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nelle parti seguenti : 1°) Confini, misura, ferma e sito di ciascun territorio o provincia ; 2°) Vicende storiche delle provincie e città, trapassi di dominazione, fatti notevoli che riguardano l’incremento o la decadenza delle città stesse ecc ; 3°) Ordinamenti politici ad istituzioni attuali “ tanto in spirituale, quanto in temporale „ ; 4°) Descrizione fisica ed economica di ciascun territorio ; 5°) Monumenti
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, tuttavia non crediamo che molte cose nuove si potessero scoprire dopo lo studio profondo fatto dal benemerito se-nator Corner nei monumenti delle venete chiese, e dopo quello che fa 1’ eruditissimo Cicogna da noi più volte lodato nell’opera delle inscrizioni veneziane. Crediamo inoltre di avere detto quanto basta dell’ essenziale di questi indicando le carte dei pubblici archivi, della signoria
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, di pario, sovrapposte I’ une all’ altre, e di cui si adorna quest’ ordine, reggono 5 archivolti, ognuno de’quali porta un musaico. 11 l.° alla sinistra dell’ osservatore mostra il prospetto di questo medesimo tempio, ed è il solo esterno d’antico lavoro; il 2.0 offre l’arrivo del corpo di s. Marco, a cui s’inchinano ¡veneti magistrali, lavoro insigne del tedesco Leopoldo del Pozzo, condotto sui cartoni
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del palazzo ducale a destra di chi guarda la facciata del-l’orologio, ove ancor ti conserva. Armate italiane e straniere scorrevano l’Italia per le discordie di Valtellina, ma si fecero poche fazioni militari ; però il duca di Feria, con sufficiente esercito, riuscì a frastornare ogni ullerior progresso de’ francesi e veneti in quelle [aiti, non polendo far di più per tenere gli occhi su Genova vagheggiala
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*57° M. §]u}ri-rtuj, & Pe-trut Tronus ilajjìi legati - Auguft inut Earbadicui elajjis aim imperio legatili . Venetorum Aiiverfi cairn . Sur epa a- qua rum illuvie multi i in lodi Te*ii ta. Terraria terremota (ontuJJ'a. 334 HISTORIAE VEN ET AE clailis imperiuni majoribus comitiis cum Senatus prerogativa dclatum eft, qui tunc , Zannio e Creta difeedente , traje-ttum in Cyprum preftolabatur
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ALTRE FORTIFICAZIONI 299 gli ambasciatori di Canea chiedevano fossero edificati “ in partibus maris austri „ (1), e per i quali la Repubblica lasciava libertà di azione ai magistrati cretesi. Altra generica disposizione del 1324 stabilisce che “ de denariis et yper-peris diffornitionxim de Creta retineantur yperpera 3000 prò comodo militum; et residuimi sit prò reparatione castrorimi insule
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anche Benedetto Brin. Ma già i frutti dell’opera riorganizzatrice e rinnovatrice, avevano cominciato a rivelarsi. Nel 1897 a Creta, quando si tratta di difendere e di far trionfare contro la barbarie e la prepotenza turca i diritti e le aspirazioni nazionali degli indigeni, una poderosa rappresentanza della Marina italiana è al fianco delle flotte delle altre
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15 Uom, cui la fede i lumi infonde, e forma Al vero la ragion, di qual misura Grato sarai, dove ti cada in mente Che un vivo tempio del gran Dio tu sei? Come! quel Nume, a di cui sguardi inchina La fronte umiliata ogni celeste Coro di spirti, al peccator s’unisce? Alla creta animata? Oh ouor sublime! Oh grazia senza pari! Ed io macchiarmi Potrò di vizio, or che nel tempio santo Fermo il piede
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60 Se tal dottrina v’ è nell’ alma impressa ! A che giovan tesori, a che la creta, Che vi circonda? Un piti villano limo Vi viene ad aggravar - Perchè si perde In ammassar molto soverchio il tempo, Preziosa derrata; e il vii soldato Imitar, che, alla preda avido e intento, La palma intanto e la vittoria perde? Meglio per la penosa aspra carriera Della vita si passi, e alla corona Immortale
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. Io rispondere, quando me ne ricordava, con un sorriso, un inchino, un recarmi la mano al cuore, ed ei di più non volerne, chiamarsi paghi, beati di tanto, e raddoppiare il rumore. Eaco (tra se). (Affé mia che non so cui dare più il torto se a questa vescica che sì enfiata nè pigliò tanto vento, o non piuttosto a quella pazza creta de’ mortali che tanto l’enfiava). Ma di’; quale strana influenza, qual fascino
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1933
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ed elargite nelle acque di Creta dalle regie navi, che tennero con lode di serena giustizia e di forza non brutale nel fre- A. A. Bumardt 7
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— 105 — la quota-parte del prodotto spettante ai due fattori della produzione (lavoro, capitale) è tanto maggiore quanto maggiore è l’eftìcienza economica produttiva. D’altro lato le organizzazioni operaie, cioè i sindacati, non erano riconosciute giuridicamente, per cui, ingiustamente, nell’orbita sociale, la loro esistenza non trovava nessuna garanzia. 58. - La nuova concezione italiana. — Il grave problema economico sociale trova la base della sua concreta soluzione nella legge 3 aprile 1926. La concezione sindacale italiana, più esattamente « fascista «, prende per la prima volta come base l’alleanza fra gli elementi della produzione e non viene più concepita come lite perpetua per la distribuzione della ricchezza. Ammesso che il sindacalismo non è detto che debba essere proletario e cioè di classi lavoratrici, ma può essere anche padronale, cioè di datori di lavoro, perchè non effettuare una revisione al sindacalismo classista ponendo i due elementi, costretti a collaborare per necessità produttiva, in una parità di trattamento ? Ecco il pernio della soluzione. Premesso che per le inderogabili necessità della produzione nazionale si richiede l’alleanza dei fattori produttivi, il sindacalismo fascista è appunto la realizzazione dell’alleanza dell’organizzazione e della mobilitazione delle forze produttive, anziché una lite continua della distribuzione della ricchezza come viene concepito l’organizzazione del sindacalismo di classe. Si tratta di una concezione nuova, concreta, che non esclude in modo assoluto la contesa quando i due fat-
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7° tà delle ricompense, la vergogna con quella dei castighi, crear dei mercanti , dei soldati, mai dei dottori, su queste idee passeggi il Comitato di publica Instruzione, e sarà benemerito della patria . A questi piccoli Democratici si dia un gran campo , un cavallo, delle armi, gettate in forme di legno, di creta , la tattica , le teorie di Foland , di Polibio, degl’ ultimi guerrieri
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1937
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sul mare. Intanto il vascello pare preso da furia gioiosa e vola più agile e più rapido che mai. Ecco Creta e Rodi con le sue rose; ecco Cipro, bella come una dea che s’abbruna le spalle e il volto sotto i baci del sole. Quanti contrastanti ricordi ! Là aveva avuto stanza Venere e di là era passato S. Paolo. La nave affondò le ancore nel porticciolo e Gerolamo scappò a vedere l’amico Epifanio. 11 Vescovo
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1937
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PLASMATORE DI ANIME Segreto delle sue fortune era anche l’enorme prestigio che circondava la sua persona. Tutta Roma sapeva ch’era un grande penitente e un dotto fuori scala. Così quella meravigliosa creta ch’eran le signore delTAventino, come affascinata da tanto splendore di fama, si offriva docile e gioiosa al pollice del potente plasmatore. Ah, le anime non son blocchi di pietra
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1915
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riconosciuta dagli archeologi l’esistenza d’una vetusta civiltà preellenica con centro Creta e che appunto intitolasi minoica. Sempre secondo Ellanico dagli antichissimi Pe-lasgi sarebbero derivati la città di Spina e gli stessi Etruschi. Ora per chi sappia che Spina fu una delle prime città marinare delTAdriatico, e rammenti il grado di civiltà degli Etruschi e la grande espansione da essi raggiunta
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1915
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, come vuole il Sergi, o Prigio-greco-italici, secondo una mia denominazione, rimane sempre accettabile l’ipotesi sull’unità di quella stirpe primitiva che nella maggiore espansione si estendeva dalle coste dell’Asia Minore, per Creta e l’Arcipelago, fino alle spiagge dell’Ellade e di qui giungeva alle riVe della nostra Penisola. Nel periodo che Roma iniziava le sue conquiste, due erano le regioni adriatiche
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