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. Se l’imperatore Sigismondo la concedesse ai veneziani sulle città da loro conquistate in Italia, VI, 98. Investiture canoniche, conferite agli ecclesiastici dall’ autorità temporale, Vili, 424 e seg. Isacco, imperatore di Costantinopoli, perseguitato da suo fratello Alessio; assistito dai crociati, II, 94. Isola: podesteria nella provincia dell’Istria, XI, 334. Isonzo, o Lisonzo. Fiume commemorato, I, 25
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con ospizio unito per ricovero de'poveri e massime de’pellegrini, secondo I’ uso di que’secoli, uiulò anche il nome nel 1233; avendo Marco II Michieli vescovo di Castello ,col consenso del suo capitolo, concesso in pieno e libero dominio l'os|ie-dale e tutta l’isola a Demetrio allora piiore, con facoltà d’adunarvi i frati, riservandosi la conferma del priore e l'an* nuo censo
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non iu seguito allorché si cominciò a celebrine iu 3. Nicolò. Così pure il trattamento, che »’imbandiva al patriarca da’tiiotiici olive-timi di s. Eletta (sia perchè l’isola era d'antica giurisdizione de' vescovi di Castello, sia perchè uno di e>si fondò l'ospedale e il monastero a’ loro predecessori i canonici regolari), cousìslcule iu castagne moude e vino rosso, negli ultimi anni
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IImco, • metter fiducia nell’Onnipoten-Ujtpromettendo fervorosamente un lem-j o »olito a Cristo Redentore da innal-ut* oell’isola della Giudecca, al cessare deldetoltitote flagello, a visitare il quale h dovesse portare il doge e il senato in perpetuo uell'anniversario del giorno io di 1« città sarebbe stata allatto libera dall» pestilenza. E voltosi alla ss. Vergiate cui nascimento
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pirati di tutte le nazioni vi correvano a predare e recar molestie al commercio. Inoltre nel 1gravi contese insorsero tra la repubblica e l'ordine Gerosolimitano, sovrano dell’isola di Malta, e Gregorio XIII interpose i suoi paterni uffizi, estendo presso di lui dui precedente 1578 l'ambasciatore veneziano Giovanni Correr; poiché stimandosi offesa da que' cavalieri per avere nel corso
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di Tre-viglio riuscì fatale e disordinò le truppe, perchè molti soldati poco avvezzi alla disciplina andarono a venderlo nelle città vicine, e gli stradioli e altre genti tardavano recarsi al campo. Del che profittarono i francesi per passare l’Adda a Cassano, luogo acconcio per la sua postura elevata, circondato da un canale del fiume che facendone un’ isola lo rafforza, piantato allora d’ alberi
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, come quelli che tenevano sempre un ministro senza carattere presso il gran visir Aclimet Kiuperli, per trattare di pace, avrebbero potuto ottenerla cou buone condizioni, cedendo la città di Can dia, e ritenendo la metà dell’ isola ; ma dall’aspetto di tanti soccorsi speranzatidi trioufare non seppero indursi a convenirvi. Per tutto il restante del verno e per la primavera continuarono i turchi con incessante furore
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ducale di s. Marco al capitano generale del mare Lazzaro Mo-cenigo,perito eroicamente nel precedente anno. Il Morosini continuando colla ricomposta flotta a scorrer (’Arcipelago li beramente, onde poi si meritò il soprannome di Peloponnesiaco, nel settembre 165f) prese e saccheggiò l’isola di l'almos, celebre per l’esilio che vi patì s. Giovanni e per l’Apocalisse che ivi scrisse
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elegantemente costruito alla testa d’un lungo ponte galleggiante, formato con 80 galee, e parimenti coperlodi panno, il quale traversando dalla Piazzetta il vasto canale della Giudecca, univa l’omonima isola colla città, ed offriva un comodissimo passaggio alle concorrenti turbe divote. All’apparire su quel ponte del doge, preceduto giusta il solito da’ suoi 13 scudieri o uffìziali di servizio stipendiali
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dell’ Orto, 322. » isola della Giudecca (Zueca, Zoveca), 111, » » di s. Maria Formosa, 425. 674. » » di s. Maria Maggiore, 673. » » di Lido (Lio), 654, 686. » » di s. Pietro di Castello, 322. » » di Poveglia (Poveia), 460. » » di s. Salvatore, 98, 108, 109. » » di s. Giorgio in Alega, 151. » » di s. Sofia, 594. » » di s. Giorgio maggiore, 551. » » di s. Stefano, 99, 687. » magazzini del sale a s. Gregorio
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di s. Michele dì Murano, la cui sentenza fu emanata a’24 dicembre 182 1.Raccontai nel precedente 11. 17 di questo §, che l’isoJa di s. Cristoforo nel 1813 fu destinata a cimilerìo pubblico della città, e che trovandosi insufficiente, si uni allo stesso scopo la vicina isola di s. Michele di Murano, decorando il municipio il fonereo luogo con portici e celle mortuarie. Egualmente le sue vigne e ortaglie
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. Nella generale soppressione vi fu compreso il monastero, oggi appartenendo a’mi-litari. La chiesa divenne ed è succursale della parrocchia di s. Maria Elisabetta del Lido. Serviva I’ isola anche pegli e-seicizi de’soldati della guarnigione di Venezia, prima che in essa fosse costruito il bel campo di Marte in un angolo della città, ove ora si fanno. La chiesa è bella, con ricche pitture e nobili ornamenti
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, nello stesso gli fu sostituito il seguente. 32. Francesco II Quirini veneto, e terminò di vivere nell 563. 33. Alvise lo Lodovico Diedo veneto, eletto in tale anno; fini sua vita nel 16o3, e fu sepolto nella chiesa del monastero di s. Maria delle Grazie dell’ isola omonima. A lui ed ai suoi successori, il Pontefice Clemente Vili, confermò, con bolla de’ 7 novembrei596, tutti i privilegi concessi dai precedenti Pontefici
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dall’altro s. Simeone Apostolo, detto piccolo, una volta parrocchia ; e queste parrocchie compongono gli altri 3 sestieri di s. Paolo e volgarmentes. Polo,di s. Crocee di Dorso Duro, al quale ultimo appartiene pure laGiudecca,che quasi continuata dall’isola di s. Giorgio, fronteggia in arco i lembi sud e sud-ovest della città,da essa disgiunta mediante il canale chiamato appunto della Giudecca,largo,per una media
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l'orazione, gli astanti lodarono l’opera del Ilinaldi ; sì questa che quella degne l’uua dell'ultra. Se coloro che sono morti nel bacio di Dio, e iu questa isola t ¡posano, aspettando l'appel- lo deH’angelica tuba, potessero per poco tomaie a’«iventi e vedete ¡u questa sede del silenzio e dellu morte, Iu immagine del Vicario di Cristo in terra, cel ti siamo che piùgiocondi tornerebbero donile
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, che professava al benemerito ordine de servi di Maria, Vincenzo figlio del doge Antonio Gii ma ni olliì ad esso nel 1533 i 11 perpetuo dono una sua casa assai capace in quest’isola, ed accanto vi fecee-rigere una cappella ochiesa sotto il titolo di s. Malia delleGrazie; voleva dotarla per la sussistenza d’ alcuni religiosi servili, ma ne fu impedito dalla morte. Al- lora vi passarono due sacerdoti ad abitare
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la lebbra mal di s. L,azzaro, e perchè nell’antiche pitture, che rappresentano il santo mendico Lazzaro della parabola evangelica, e fors’ anche storia, egli si vede tutto coperto di piaghe e di lebbra; ovvero esprimono quel povero lebbroso dal Salvatore guarito. Riuscendo angusta una sola casa al ricovero di molti infermi, LeonePaolini, distinto per pietà, in un’isola delle venete Lagune, ricevuta
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alcune eccezioni. Notò il eli, Antonio Diedo descrittore dell’isola di s. Michele di Murano nel libro de’ Sili pittoreschi, la cui elegante veduta è dell’ egregio artista Marco Comirato, che sì sontuosa biblioteca, fra le altre preziosità, contava la i.* Bibbia stampata a Magonza nel ■ 473, molli codici greci, latini e italiani, l’originale di Damele Barbaro sul-l’Arclutettura di Vitruvio; ed il celebre
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«li s. Mattia nell’isola di Murano, ch’eia uno de’prinei-pali de’camaldolesi cenobiti, iu parimenti fondato per gli eremiti ; imperocché il generale Martino 111, vedendo che il concorso di secolari impediva l’e«alla osservanza delle costituzioni dell’elenio di Ca-tnaldoli, ne prescrii«« loro alcune altre, fatte pailirolaimente pel dello monastero. Ma dopoché i monasteri, che abbracciarono la vila cenobitica
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5o6 molò per due carbonchi apparsi nelle anguinaie, e morì dopo 6 giorni, nella leradelcui decesso soccombè pure il marchese di egual morbo, nell'isola di t. Clemente assegnata a lui esuoi per contumacia sanitaria, dopo essere itati in quella del Lazzaretto vecchio come provenienti da luogo infetto. Spaventevole fu la rapida propagazione per Venezia tutta. Nel-I universaledesolazione
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