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BRU Anche la voce bambinesca Iìnr\ sembra appoggiare validamente l’opinione di coloro, che sostengono originaria ne’Veneti primi la lingua greca; perchè non si saprebbe acconciamente spiegare il fenomeno, che questa voce fosse stata trasmessa dal commercio de' Veneti col Levante. V. ENÒTA. La brina, detto in gergo, vale La notte. BRUNA, s. Í. Voce di gergo, che vale ¡Sotte Quindi Meza bruiva
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«»lo II ler-mento cr«*cern a tal mltura «il l mot! tnturreflonnll apparivano tanto minaccio«! che, poco «topo Oolto, munir« Ri d«lzfcy, Intelaia roppugn.iilonc 'Il Trovilo | or ronnui'iRernl prontamente a Nti-ava la gn«rrix nel Veneto, un Ito diU'uonio « il al Goriziano ' moti della Veneti.» foncé«»« I« Vf/inde eh« sono roba •¡uciia: riTalia ¡re Corrtnll, « iliano (aruio I il Adriatico. Giii
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824 Indice dei nomi tosegretaiio di Stato, 241, 473; Boselli, Giuseppe, comandante, 358, 601. Boselli, Paolo, presidente del Consiglio, 3, 8, 9, 130, 147, 148. Boselli Eaton, Edith, 358. Bosforo, 571. Bosnia, 347. Bourgeois, Leone, ministro francese, 243, 283, 484, 584. Bratianu, Giovanni, ministro romeno, go, 618. Brauneis, ministro austriaco, 291. Brazza, isola di Dalmazia, 491. Breda, Ernesto
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. Almeria (Spagna), 13. Altor v. el Tor. Alviano (Terni), 475. Ancona, 119, 410, 411, 419, 420, 433, 441, 446,451, 475, 520, 538, 555. Audeb (Aintab, Soria), 413. Andre v. Andros. Andros (isola deli’ arcipelago), 574. Anfo (Brescia), 275, 320, 325, 397, 422, 464, 470, 477. Antegnate (Treviglio), 283. Antes v. Andeb. Antona v. Northampton. Antignano v. Antegnate. Antivari, 281. Anversa, 34, 69. Aquila, 153
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, Snijeznik. Monte Ponniano, Smarje. Monte Santo, Sveta gora. Monte Terzo, Trjemun, Tercmun. Monti Baccheri, Pohorje. Montona, loc. Motovun, Matun. Moravia, pr. Moravija, Moravska (zemlja); moravo, m. Moravlja-nin, Moravac; f. Moravljanka, Moravka; ag. moravski. Morea, penis. Moreja. Mosa, fi. Moza. Mosca, c. Moskva. Muggia, loc. Muje, Mile. Mur, fi. Mura; paese al —, Po-murje; isola del —, Meciumurje
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ai principi) Visost, Visoianstvo; — imperiale, reale, c(es)arsko, kraljev-sko Visoianstvo; V — delle acque, dubina vode; all’ — di quell’ isola, na visini (geograf-ska Sirina ili daljina od ekva-tora) onog otoka; l’ — d’un volume, omasnost sveske; èssere all’ — delle cose, biti na visini polozaja; 1’ — dei sentimenti, plemenitost, velikodusnost osje-caja; — d’acqua, dubina do koje lada tone u vodu, dubina
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; avere una —, biti oprovrgnut, utjeran u lai; dare una —, oprovrci. smentitore, m. koji oprovrgava, oprovrgatelj, poricatelj. smeraldino, ag. smaragdove boje. smeraldo, m. (gèmma) smaragd; isola di —, Irska; (verdemare) beril.
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corrente dal sud e difendere lâisola dalle corrosioni. Poi correttamente modificò la sua opinione, e si riportò alla erezione della muraglia del 900 per opera del doge Pietro Tribuno. In ogni modo si tratterebbe di opera che non va oltre il sec. VIII-IX. Recentemente si volle vedere invece in esso unâopera romana di grande antichità , sopra la quale « si impernia
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della difesa, lâaltro non meno stimolante della sistemazione e dellâallargamento del centro abitato. Per iniziativa del duca Pietro lâisola realtina era audacemente trasformata in città (2). Ne dà lâannunzio con sintomatico discorso il cronista. Il primitivo nucleo reaitino diramava propaggini sempre più frequenti sopra le isole vicine e conferiva
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275 centrale fu accelerato con tacito progressivo prevalere sopra la giurisdizione tribunizia dellâattività dei gastaldi ducali. I due processi furono concomitanti, e risultarono dalla energia centralizzatrice, spiegata nellâisola maggiore rispetto a quelle minori. Il rapido sviluppo e lâespandersi di quella favorirono, con lâascesa demografica, lâ
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179 da irriducibile contrasto di classi sociali ; che le migrazioni da una ad altra isola furono stimolate da bisogni fisici ed economici più ancora che da necessità politiche; che i mutamenti di sede, da Cittanova, a Malamocco, a Rialto rispecchiavano lâalternativo prevalere di due realtà economiche antitetiche ; che il conflitto franco-bizantino fu in ultima analisi istigato
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¨ presente il vescovo, o almeno il suo nome non figura nel mutilo testo (3). Forse questa assenza concorda con il momento storico. Non esiste un vescovo di Torcello, ma il vescovo di Aitino (4), al quale, se pure sia migrato nellâisola, non si può attribuire, nè spetta il merito della nuova costruzione o della ricostruzione. Essa è compiuta per volontà e consenso degli organi civili
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, piuttosto che per sostenere lâonere delle funzioni della vita pubblica. Sotto questo aspetto lâisola gradense, rispetto alle altre, costituiva un centro organico e ordinato di vita sociale, che emergeva tra tutti gli aggruppamenti più o meno numerosi della laguna, e riceveva vigoroso impulso dallâopera fattiva del vescovo Elia. Paolo Diacono conobbe assai bene Grado
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di accomodamento, traverso negoziati diretti tra duca e patriarca, ospite forse non volontario nellâisola realtina, nel suo palazzo di S. Zulian, fallì per lâirriducibilità delle parti (5) ; forte lâuno, il duca, della fedele collaborazione del clero a lui consenziente ; intransigente lâaltro, il patriarca, nel rifiuto, sorretto dal sicuro appoggio della Curia
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;innominato padre suo, chi egli fosse (la discendenza parti-ciaca è dubbia), presso lâisola realtina aveva elevato con devoto affetto di ricostruttore sopra beni propri, a proprie spese, simbolo di pietà e di splendore le basiliche di S. Lorenzo e di S. Severo (1). Il figlio aveva raccolto lâinsegnamento paterno, che lo stimolava a esaltare la dignità della matrice dellâ
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a Rialto con tutti gli onori competenti al suo grado, ma quale ospite, non come padrone (3). Olivolo era lì vicino, e il suo vescovo era il pioniere della nuova vita spirituale, il trasferimento a un ordino regolare è ricordato il primitivo stato nella sopravvivenza dellâantica denominazione, S. Oeorgii de palatio, che si incontra in documenti del sec. XI e XII. Lâisola
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;ordinamento politico clodiense si allargava sopra il lido meridionale, naturale sbocco del porto patavino. A nord invece, in stretta congiunzione con la terraferma, si sviluppava il complesso di isolotti e specchi lagunari delle aquae gradatae, nel quale, si protendeva il territorio aquileiese, più esteso della recente località gradense, collegato allâ isola da un terrapieno. Facevano seguito
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, animati come erano di benevolenza per lui, non prestarono ascolto alle offerte amichevoli di mi uomo, che aveva lottato fino alla vigilia per appropriarsi lâisola e i suoi tesori. Il mutato linguaggio non persuase. Astuto, qualâera, Poppone si sforzò di superare le diffidenze con intrighi, che i contemporanei tacciarono dâinganno. Lâaccusa fu formulata
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1940
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alimentasse uno spirito ereditario dâavventura. Cosi agli inizi del suo reggimento, probabilmente anche con le armi, il terzo Candiano dovette respingere le molestie, che nuovamente partivano dal patriarcato aquileiese contro le terre ducali. Cruenti litigi di confine, sconsiderate rappresaglie a mano armata sopra la viciniore isola gradense avevano inasprito ed esasperato i rapporti, irritando
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1940
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preziosi dellâetà particiaca additano lo sviluppo in atto. La febbre di opere, dispersa tra le altre isole, si attenuava, si arrestava, e le genti si trasportavano con le loro case sui dossi realtini, come in sede più propria. Lo stesso duca dava lâesempio (2). Interrompeva la sua attività edilizia nellâisola torcellana, che era stata e forse ancora era la perla
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