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. sopra p. 349. 2 Paolo II. ‘ Cfr. sopra p. 295. 4 Cfr. sopra p. 350. 5 Poiché le controversie per la decima continuarono fino al 1468, la molto lunga lettera (più un trattato che una lettera) può anche essere stata scritta più tardi. Io ho sceflto un’epoca anteriore per il ricordo della guerra contro Trieste. Nella collezione dei brevi e bolle dell’A rchivio di Stato in Veneti a la lettera non si trova.
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nel suddetto ragionamento, è pure un altro segno del non essere itala fatta; il quale è reso maggiore dall'averne pure taciuto gli annali anteriori al Sagomino, ed indicali e letti da lui. ... et libris annalibus ...poiché se essi annali antichi, esistenti al suo tempo, avessero detto di questa solcane spedizione, egli tanto dila) Secumla vero Veneti» est ¡Ila, quam apml insula* »cimili, quae Adriatici
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, trascinavamo con funi e con pertinace fatica lor barche, cariche di sale o di altro avere, per trasportarlo a’traffichi coi Veneti mediterranei. E Cassiodoro da un sito tanto lontano, da non lasciargli distinguere dal vasto piano il cuna del fiume ed i tnarinieri pedestri per le »[tonde, crasi dilettato del vedere barche, che gli sembravano di lor moto procedere per le terre, e dell'os-servare
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e qua e là co-[lerto di solilaiie selve; onde fu fin anche ai Romani ammirabile e cantata dai poeti Rufo, Sesto, ed Ausonio. Gli orridi monti che da lungi la circondavano, tacendola ricca di miniere d'oro ignorate, o non pregiale dagli abitatori di quei dirupi, prima godute dagli antichi Veneti, poscia dai Romani, e molte allre produzioni e voragini e cable acque presso al Lisonzo che viciuo ad essa corre
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; poiché, non riposandosi sull'abbattiuiento degli abitatori della vicina terraferma, travagliatissimi ed inviliti da cent'anni di devastazioni, provvedevano contro invidia ed avidità che sorgessero a molestare, e forse tor loro il sudato commercio e la libertà, costruendo opere alle foci dei fiumi. Nè questa prudenza, che conciliava colla propria sicurezza i vantaggi ed i comodi che i Veneti
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d’ essere ila voi lasciati in non cole. È in mano di voi, potenti in mare, che P imperatore, ovvero Liutprando, s’ abbia Ravenna e P e- (a) llis Utcrii periodi», concilium omnium insula-rum de more imlictuin, ubi primum pontifteis literae re-citatae, exarchus deinde, potestate difendi facta,postulavi*, uti, corti in auxilio, Ravenna« restitueretur. Veneti, tura quod in co foedere,quod illi* erat cura Luitprando,cavis-sent
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, o trasportato lungi dal terribile impeto di Odoacre, di Genserico e di Teodorico, o fuggito dal procelloso nembo di Borgognoni, di Franchi e di novelli Alemanni, riparate successivamente alle isole, aveano trovato gli originali indurati nei severi costumi pel parco vivere, pel continuo esercizio del corpo, là nelle quotidiane fatiche della pescagione e del navigare con navicelli noleggiati ai Veneti
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, et "> Viceutie et earum dislrietu, et exceptis n terris et locis nostri dominii, et terris tteum quibus habemus vel haberenms » guerram, per quatuor annos completi tos.—Ceteri vero, qui non erant de Mail jori Consilio, nec esse poterai!t si veneti rint ad mereedem domini Ducis, domili nus Dux taciet eis misericordiam ad lar-« gum modum, et dominus Dux et suum 11 Consilium prò se et commune Venctia-
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partem Majoris Consilii. Et alia n vel aliqui non possiut esse de aliquo Con- » pars erat domini Ducis de slare firmi et n silio, si ipse vel pater val progenitores « fuerunt non sincere IV : de parte capitum r> sui a patre supra, unde tranxerint origi- ” de XL, numero XLVII1; de parte d# stali nem ex parte patris non fuerit, vel fue- * re firmi LXXXII » rial de Consiliis Veneti». Salvo si quis,
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si va per lo più lavorando a tentone. Sul quale proposito non saprei come acconsentire all’opinione (i) Mem. ih'primi e secondi veneti, tom. Ili, cap. XXIV.
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il mare co’ loro vascelli mercantili, scortati da legni ar-» mati, negare risolutamente il pagamento d’ alcuna gabella, pre-» dare i veneti navigli, dove gl’ incontrassero, le fatte prede divi-» dere cogli alleati- Irritati i veneziani e conoscendosi più pode-» rosi, sotto il comando di Giovanni Tiepolo, contro Ancona man-» darono uno stuolo di tredici galee, dice il Dandolo, di ventisei, » dicono
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a scusa, perchè » 1’ anconitana squadra avvicinandosi con sulle poppe le venete » bandiere, tolte alle sci galee, che dicemmo sconfitte c catturale » sulla spiaggia di Senigallia, da’veneti furono credute venete, on-» de poi il disordine e la fuga. Aggiungono, che il loro capitano » tornato in Venezia, fu posto in prigione. E certamente, se quello » stratagemma fu vero, tanto imperito fu il capitano
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1848
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al suo successore anche lo scettro, la spada ed il seggio. Persino il diritto di sigillare col piombo dissero conceduto ai nostri dogi dal suddetto (i) Memorie storiche de’veneti primi (a) Laog, cut., pag. iq3 e seg. e secondi ; toin. V, pag. 160 e seg. dell'ediz. di Padova 1812.
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della pace, eh’ egli calcola tra un mese » fatta colla casa d’ Austria, quando sia impedita la rivoluzione nei • Stati Veneti, mentre in caso contrario, egli non scorge più limiti
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finalmente cessò. La pace, di cui era stato fatto il preliminare in Leoben tra 1’ Austria e la Francia, il giorno 18 aprile, venne finalmente a conchiudersi un trattalo in Campo-Formio il giorno 17 ottobre. Per esso, come di cosa di loro proprietà, a compensazione degli scambievoli danni di guerra, si divisero elleno a vicenda i veneti possedimenti, a tenore delle proporzioni, cui tosto soggiungo
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ed alla testa deJ suoi soldati, eh'erano un miscuglio di romani, napoletani, veneti, greci, dalmati, turchi, gli animava colla promessa del saccheggio, pressava i lavori, dirigeva le balterie, ned eravi fatica o pericolo, a cui non pigliasse parte. « Era » certamente cosa notabile, scrive il Guicciardini (I), e agli occhi » degli uomini molto nuova, che il re di Francia, principe secolare, » di età
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in hujus sanctae sedis apostolicae » auctorilalis contemptum, perniciosum exemplum et scandalum » plurimorum. A quibus omnibus veneti praedicti profecto ut
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1848
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primo dittatore del nostro governo. (i) Nota il medesimo diligentissimo Manin, che questo indentico statuto nautico » trovasi anche in un antico bellissimo codili ce degli statuii veneti conservato neìPAr-» chivio generale dei Frari. r> E ce ne dà anche la descrizione aggiungendo : « E qui-« vi diviso in soli capitoli 117. Susseguitano « Statuta terretarurn in capitoli 5?, che non furono mai stampali
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1848
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tra i moltissimi prigio- (i) Presso il Dandolo, nella Cron.% e presso il Sabellico, jRer. veneti lib. vhi.
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1849
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ventura di potersi porre in salvo cogli altri. La sua imprudenza, eli era stata cagione di quella perdita, incontrò le censure del governo : ed egli, richiamato a Venezia, fu severamente-punito (I). I • .............- i •• > '■ • ■■ u o/i • ; (*) Vcrdizollk Fatti veneti* lib. XI. p*g-, 228. VOL. IV. 8
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